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Armi, dollari e leoni: chi è Adolfo Macias alias “Fito”, il boss del narcotraffico che tiene in scacco l’Ecuador

Ex tassista che si è laureato in Giurisprudenza in carcere, guida una banda criminale, Los Choneros, che ha circa 8mila affiliati. Evaso dalla prigione dove la faceva da padrone, ha scatenato un’ondata di violenza in tutto il Paese
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Nel carcere dove l’avevano rinchiuso comandava lui: feste, cerimonie, persino uno spettacolo con la figlia a fare da reginetta. Fuori, è l’intero l’Ecuador ad essere ostaggio della sua violenza. Adolfo Macias, alias Fito, è il più pericoloso narco-criminale dell’Ecuador, il più ricercato, il più spietato. Le forze di polizia gli la caccia dopo che è evaso dal carcere e ha fatto sprofondare il Paese nel caos.

È a capo dei 'Los Choneros' e di lui si sa poco altro oltre al suo umile passato di tassista e all'alto potenziale di delinquenza che lo ha portato a essere classificato dal governo come un "criminale con caratteristiche estremamente pericolose".

Nella sua cella domina…

Nel carcere dove l’avevano rinchiuso comandava lui: feste, cerimonie, persino uno spettacolo con la figlia a fare da reginetta. Fuori, è l’intero l’Ecuador ad essere ostaggio della sua violenza. Adolfo Macias, alias Fito, è il più pericoloso narco-criminale dell’Ecuador, il più ricercato, il più spietato. Le forze di polizia gli la caccia dopo che è evaso dal carcere e ha fatto sprofondare il Paese nel caos.

È a capo dei 'Los Choneros' e di lui si sa poco altro oltre al suo umile passato di tassista e all'alto potenziale di delinquenza che lo ha portato a essere classificato dal governo come un "criminale con caratteristiche estremamente pericolose".

Nella sua cella dominavano immagini di esaltazione della sua stessa figura, armi, dollari e leoni. La polizia si è trovata in capo a poche ore in guerra con gli esponenti di una banda narco-criminale emersa negli anni '90 nella provincia costiera di Manabi' (sud-ovest), strategica per il traffico di droga verso gli Stati Uniti e l'Europa.

Il governo ritiene che possa essere fuggito "ore prima" dell'intervento della polizia nella prigione regionale di Guayaquil, dove la fa da padrone e dove non a caso si sono concentrate le violenze delle ultime ore, incluso l'assalto a una tv con la presa di ostaggi di 13 dipendenti.

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In carcere Fito comandava, circolano video che mostrano festeggiamenti all'interno del penitenziario con musicisti e spettacoli pirotecnici, ma anche un 'narcocorrido' in suo onore in un patio, interpretato anche da sua figlia, che si presenta come la regina Michelle. Nella registrazione appare mentre saluta, ride e accarezza un gallo da combattimento. Ma nel suo regno rinchiuso Fito si è anche laureato, in Giurisprudenza. Sotto il suo controllo ci sono circa 8.000 affiliati. Ha scalato il vertice della banda criminale elimnando i suoi sodali Jorge Luis Zambrano e Junior Roldan.

Secondo Insight Crime, gli ultimi cambiamenti nella leadership di Los Choneros "hanno innescato lotte intestine all'interno del gruppo e dei suoi sottogruppi". Bande come Tiguerones e Chone Killers si sono staccate e sono entrate in conflitto tra loro.

Il centro studi sottolinea che i Choneros "hanno progressivamente perso il potere a favore di un'alleanza guidata da Los Lobos", il cui leader è evaso anche lui da una prigione a Riobamba. I choneros, un tempo dediti alla criminalità tradizionale con atti di pirateria in alto mare, hanno poi creato legami con i narcotrafficanti colombiani e poi messicani. Secondo l'Osservatorio ecuadoriano sulla criminalità organizzata, attualmente hanno legami con i cartelli di Sinaloa, con il Gulf Clan (il più grande esportatore di cocaina al mondo) e con organizzazioni balcaniche.

(reuters)

Da parte sua Fito è accusato di essere il mandante dell'assassinio del candidato alla presidenza Fernando Villavicencio, ucciso a colpi a colpi di arma da fuoco in agosto da un sicario colombiano. Non è stato condannato Fito per quel crimine, ma il governo dell'allora presidente Guillermo Lasso (2021-2023) ha ordinato il suo trasferimento in un carcere di massima sicurezza, in una spettacolare operazione delle forze dell'ordine che ha scatenato le proteste dei detenuti. Ma dopo poco, grazie a una serie di cavilli legali, Fito è tornato nel suo feudo, la prigione regionale di Guayaquil. Adesso la sua fotografia con la scritta "ricercato" circola di nuovo in tutto l'Ecuador, insieme a una lunga scia di sangue.

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