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Israele - Hamas, le news del 14 gennaio. Axios: “Biden sta perdendo la pazienza con Netanyahu”. Hamas pubblica un video con tre ostaggi: tra loro la 26enne Noa rapita al rave

Madre e figlio uccisi da un missile di Hezbollah nel Nord di Israele. Le famiglie dei rapiti in piazza a Tel Aviv. Usa smentiscono un nuovo raid contro gli Houti
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Al centesimo giorno di guerra, il premier israeliano ribadisce che il conflitto finirà soltanto con la distruzione di Hamas: “Nessuno ci fermerà, nemmeno l’Aia o l’asse del male”.

Hamas pubblica un video con tre ostaggi: tra loro la 26 enne Noa rapita al rave

Hamas ha diffuso questa sera il video di tre ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza a 100 giorni dal loro sequestro. Nei filmati appaiono Noa Argamani 26 anni, Yossi Sharabi 53 e Iti Sabirsky 38. Lo riporta il sito di Haaretz che parla di "guerra psicologica" da parte di Hamas. Hamas ha aggiunto che il destino dei tre verrà svelato domani. Noa Argamani era stata rapita dai miliziani al festival rave Supernova nel deserto del Negev. Il video del sequestro della studentessa israeliana, mentre in lacrime veniva separata dal fidanzato e gridava aiuto, era circolato nelle prime ore del massacro. Una clip di dieci secondi che ha fatto il giro del mondo, dove si vede la ragazza caricata sul retro di una moto e portata nella Striscia di Gaza.

Cisgiordania, 17enne palestinese ucciso dall’esercito israeliano vicino Ramallah

Un palestinese di 17 anni, Suleiman Kanaan, è stato ucciso ad Al-Bireh dai militari israeliani vicino a Ramallah, in Cisgiordania. Lo ha reso noto il ministero della Sanità palestinese spiegando che altre due persone sono state ferite e portate via dai soldati israeliani.

Hamas: “Di molti ostaggi non abbiamo notizie, forse uccisi nei raid di Israele”

Di molti degli ostaggi portati nella Striscia di Gaza il 7 ottobre "non sappiamo nulla" e "molto probabilmente molti di loro sono stati uccisi a causa dei bombardamenti israeliani". Lo ha dichiarato in un videomessaggio il portavoce delle Brigate al-Qassam, il braccio armato di Hamas, Abu Obeida. "Gli altri sono in pericolo e il nemico è responsabile del loro destino", ha aggiunto.

Israele: “Uccisi 9mila terroristi di Hamas”

L'esercito israeliano ha diffuso una nuova serie di dati sulle sue operazioni a Gaza, sostenendo che "circa 9mila" combattenti palestinesi sono stati uccisi nell'enclave dall'inizio della guerra. Si tratterebbe - sottolinea Al Jazeera - di circa il 37% del numero totale di persone uccise nell'enclave, con le autorità palestinesi che riferiscono un bilancio delle vittime attuale di 23.968 dal 7 ottobre. L'esercito israeliano ha detto che tra i combattenti uccisi c'erano 19 generali maggiori e due generali di brigata. I dati non includono una valutazione israeliana dei civili uccisi a Gaza. Le autorità palestinesi hanno ripetutamente affermato che due terzi delle persone uccise a Gaza sono donne e bambini.

Usa: “Nessun raid oggi contro gli Houti nello Yemen”

Gli Stati Uniti non hanno effettuato nessun nuovo raid oggi contro gli Houti in Yemen. Lo riferisce un alto funzionario del Pentagono. "Nessun nuovo attacco da parte degli Usa o della coalizione", ha riferito.

Lapid: “Ostaggi subito a casa, Sinwar lo uccidiamo dopo”

"Noi Yahya Sinwar possiamo ucciderlo anche a febbraio. E lo uccideremo, presto o tardi. Ma gli ostaggi dobbiamo riportarli a casa subito": lo ha affermato oggi l'ex premier e leader della opposizione centrista Yair Lapid intervenendo a Tel Aviv ad una affollata manifestazione, in corso ininterrottamente da ieri sera, in cui viene invocata un'iniziativa decisa del governo Netanyahu che garantisca il ritorno immediato in Israele di tutti i 136 israeliani prigionieri ancora in mano ad Hamas a Gaza.

Ynet: “Vasta ondata di raid aerei di Israele su Hezbollah”

L'aviazione israeliana ha cominciato "una vasta ondata di attacchi contro obiettivi di Hezbollah nel Sud del Libano". Lo ha riferito Ynet. Secondo altri media i raid si stanno svolgendo al nord del fiume Litani in Libano. Gli attacchi avvengono in risposta all'uccisione da parte degli Hezbollah con un razzo anticarro di 2 israeliani, madre e figlio. Quest'ultimo - ha fatto poi sapere l'esercito - era un membro della squadra di pronto intervento del villaggio di Kfar Yuval dove è stato colpito con la madre.

Media: nuovi di Stati Uniti e Regno Unito contro gli Houti in Yemen

Un nuovo raid di Stati Uniti e Regno Unito è stato stato segnalato contro una struttura degli Houti in Yemen, nella provincia di Hodeida. Lo riporta la Tass.

Madre e figlio uccisi da un missile di Hezbollah nel Nord di Israele

È morta anche l'anziana madre dell'uomo ucciso oggi da un missile lanciato da Hezbollah sul nord di Israele: ne danno notizia i giornali israeliani. L'attacco con missili anticarro proveniente dal Libano e diretto alla città di Kfar Yuval è avvenuto poche ore dopo che tre uomini armati libanesi erano stati uccisi in uno scontro a fuoco con l'esercito israeliano. Erano entrati nel nord di Israele sotto la copertura della nebbia prima dell'alba, mentre il lancio di razzi di Hezbollah e gli attacchi aerei delle forze di difesa israeliane continuano a incrociarsi nella regione di confine.
Barak Ayalon, 45 anni, e sua madre Miri Ayalon, 76 anni, sono stati uccisi quando un missile anticarro si è schiantato sulla loro casa che si trova proprio in quel centro al confine. L'attacco è stato rivendicato da Hezbollah.

Axios: “Biden sta perdendo la pazienza con Netanyahu”

Il presidente Joe Biden è "frustrato" con Benjamin Netanyahu e "sta perdendo la pazienza". Lo ha riferito, citando fonti americane, Axios secondo cui Netanyahu "avrebbe rigettato gran parte delle richieste dell'amministrazione Usa" sulla guerra a Gaza. Il sito israeliano Ynet, citando sempre Axios, ha aggiunto che Netanyahu "sta trascinando la guerra per motivi politici e personali" e che il rilascio dei rapiti "non sia la sua priorità".
Le accuse sono state respinte dall'ufficio del premier secondo cui, citato sempre da Ynet, Netanyahu "lavora in ogni modo al rilascio dei rapiti il ;;più rapidamente possibile".

Cipro, proteste davanti alla base militare britannica da dove sono partiti gli aerei per bombardare in Yemen

Centinaia di persone hanno inscenato oggi una manifestazione di protesta davanti ai cancelli della base militare sovrana britannica di Akrotiri, a Cipro, da cui sono partiti aerei da guerra per bombardare obiettivi dei ribelli Houthi in Yemen. Secondo quanto scrive il Cyprus Mail online, hanno partecipato all'iniziativa almeno 500 persone, innalzando striscioni con scritte come "Lasciate Cipro fuori dai vostri piani imperialisti", "Basi britanniche fuori da Cipro", Stop al finanziamento del genocidio". "Cipro è un vivido esempio del fatto che le basi militari non risolvono i problemi, non offrono stabilità e sicurezza, ma intensificano la militarizzazione e rendono permanente la tensione", ha detto durante l'evento il presidente del Consiglio per la pace di Cipro (Cpc), Tassos Costeas. I manifestanti hanno chiesto di "porre fine al coinvolgimento di Cipro attraverso le basi britanniche nel genocidio commesso contro il fraterno popolo palestinese". Il Cpc ha inoltre denunciato la presenza illegale di 3.000 soldati americani nella base di Akrotiri, affermando che "Cipro non è né una base di lancio aggressiva Usa-Nato, né britannica.Noi ciprioti non vogliamo che il nostro Paese sia coinvolto in alcun modo nel sanguinoso massacro in corso nella Striscia di Gaza".

Israele e Palestina invitati al Consiglio degli Esteri della Ue del 22 gennaio

Israele e Palestina, ma anche Egitto, Arabia Saudita, Giordania e Lega Araba sono stati invitati al Consiglio Esteri dell'Unione europea convocato per il 22 gennaio. Lo ha affermato l'Alto rappresentante per gli Esteri dell'Ur Josep Borrell sul suo blog, di ritorno da un giro di incontri in Medio Oriente. Secondo Borrell, "è urgente che l'Europa sia coinvolta nella risoluzione del conflitto israelo-palestinese", "in stretta collaborazione con i nostri partner regionali".

Nasrallah: “Non temiamo guerra con Israele”

“Non abbiamo paura di andare in guerra con Israele”: lo ha detto il leader degli Hezbollah libanesi, Hasan Nasrallah, in un discorso trasmesso in diretta tv da una località segreta. "Sono gli israeliani che hanno paura di farci la guerra. Noi siamo sempre pronti", ha aggiunto. "Le minacce del nemico non servono, non sono servite a nulla durante questi primi 100 giorni e non serviranno mai"

Nasrallah: “In 100 giorni Israele non ha recuperato neanche un ostaggio”

"Israele non è riuscito a fermare i razzi lanciati dal nord di Gaza su Tel Aviv, né a recuperare un ostaggio vivo nonostante le capacità sviluppate del suo esercito e sebbene contro abbia solo fazioni armate". Lo ha dichiarato il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, in un discorso in diretta tv a 100 giorni dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas."Dopo 100 giorni, le perdite del nemico aumentano, così come la sua confusione e il suo girare in tondo", ha aggiunto.

Sirene anti razzi a ridosso della Striscia di Gaza

Le sirene di allarme anti razzi da Gaza stanno risuonando nelle aree israeliane a ridosso della Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare.

Gruppo palestinese rivendica azione in Libano

Una organizzazione palestinese, 'Alez al Islami', ha rivendicato l'infiltrazione dal Libano in Israele nei pressi di Har Dov la notte scorsa. Lo hanno riferito i media secondo cui l'organizzazione - che ha definito la sua azione come una "risposta" alla eliminazione di un esponente di Hamas in Libano da parte di Israele - ha ammesso la morte di 3 miliziani mentre l'esercito israeliano ha parlato di 4 uccisi. Nello stesso fatto sono stati feriti anche 5 soldati israeliani che sono stati portati in ospedale a Haifa.

Famiglie degli Ostaggi: “Il nostro cuore fermo al 7 ottobre”

"Il nostro mondo si è fermato il 7 ottobre". Lo hanno denunciato le famiglie dei rapiti da Hamas nella manifestazione in corso da ieri sera nella Piazza degli ostaggi a Tel Aviv e che terminerà questa sera. 24 ore - hanno detto - per ricordare gli oltre 130 rapiti in cattività a Gaza, oggi, da 100 giorni. Una manifestazione, nella quale si stanno alternando familiari e ex ostaggi, e vede interventi critici nei confronti del governo di Benyamin Netanyahu. Tra questi quello di Ruby Chen, padre dell'ostaggio Itay, secondo cui "il contratto con il governo si è interrotto il 7 ottobre scorso". Chen ha poi rivelato che le famiglie degli ostaggi hanno chiesto a Netanyahu di interenire nella manifestazione. "Spero ancora - ha detto - che lo faccia e che venga ad essere il premier di tutti noi". Ma non sono mancati anche appelli all'unità. Chaim Or, fratello di Avinatan - preso in ostaggio da Hamas al Festival musicale di Nova a Beeri insieme alla sua fidanzata Noa Argamani - ha sottolineato che il Paese "è ora in guerra. Ma contro il nemico, non contro l'uno o l'altro fra noi". In parallelo alla manifestazione, in tutta Israele si susseguono le iniziative incentrate sui 100 giorni di cattività degli israeliani: dalle università, agli ospedali, alle strutture pubbliche e private.

Cina ed Egitto: “Garantire la navigazione nel Mar Rosso”

Garantire la sicurezza di navigazione nel Mar Rosso è la priorità indicata da Cina ed Egitto in una dichiarazione congiunta diffusa nel giorno della visita al Cairo del ministro degli Esteri di Pechino, Wang Yi. I due Paesi hanno espresso preoccupazione per l'allargamento del conflitto nella regione, sottolineando l'importanza di unire gli sforzi per fermare la guerra tra Israele e Hamas a Gaza. La dichiarazione di Cina ed Egitto segue le due ondate di raid guidati dagli Stati Uniti nello Yemen in risposta agli attacchi degli Houthi contro le navi commerciali nel Mar Rosso.

Banca d’Israele: “La guerra ci costerà 51 miliardi di dollari”

La Banca d'Israele stima che lo Stato ebraico spenderà circa 210 miliardi di shekel (51 miliardi di euro) per la guerra nel triennio 2023-2025. Lo ha riferito l'emittente Channel 12 in un rapporto che esamina l'impatto della guerra a Gaza sull'economia israeliana. Sempre secondo il dossier, dall'inizio della guerra, il 7 ottobre, Israele ha investito 24,7 miliardi di shekel (sei miliardi di euro) di fondi statali in vari aspetti dello sforzo bellico, compresi i costi di difesa lungo i confini e le spese per gli oltre 100mila evacuati dal nord e dal sud del Paese

Papa Francesco: “La guerra è un crimine contro l’umanità”

Il Papa, all'Angelus, ha chiesto di non dimenticare "quanti soffrono la crudeltà della guerra in tanti parti del mondo, specialmente in Ucraina, in Palestina e in Israele. All'inizio dell'anno - ha ricordato Papa Francesco - ci siamo scambiati auguri di pace. Ma le armi hanno continuato a distruggere". Quindi il suo appello: "Preghiamo affinché quanti hanno potere su questi conflitti riflettano sul fatto che la guerra non è la via per risolverli perché semina morti tra i civili e distrugge città e infrastrutture". Per il Papa "oggi la guerra è in se stessa un crimine contro l'umanità. Non dimentichiamo questo. La guerra in sé stessa è un crimine contro l'umanità. I popoli hanno bisogno di pace. Il mondo ha bisogno di pace". Poi ha citato il vicario della Custodia di Terra Santa, padre Ibrahim Faltas, secondo il quale è importante educare alla pace. "Dobbiamo educare per la pace, si vede che non siamo ancora, nell'umanità intera, con un'educazione tale da fermare ogni guerra", ha concluso il Papa.

Ministero delle finanze israeliano sequestra fondi dell’Autorità nazionale palestinese

Il ministro delle finanze Bezalel Smotrich ha dato istruzione alle autorità fiscali di sequestrare 3,1 milioni di shekel (circa 800 mila euro, ndr) dai dazi doganali che Israele raccoglie per conto della Autorità nazionale palestinese e poi versa a Ramallah. Lo riferisce Ynet.Smotrich, secondo il sito, ha giustificato il provvedimento con la necessità di bloccare "il finanziamento da parte della autorità nazionale palestinese del terrorismo in Cisgiordania e a Gaza". I fondi sequestrati saranno utilizzati per indennizzare vittime israeliane di attacchi terroristici, ha aggiunto Smotrich.

Tajani: “Israele ha diritto a difendersi, ma risparmi i civili”

La posizione di Israele, di autodifesa è giusta e legittima. È ovvio che non c'è nessun genocidio". Lo ha detto il ministro degli Esteri e vice premier Antonio Tajani parlando a Reggio Calabria a margine del congresso provinciale di Forza Italia. "Però l'appello che noi lanciamo ad Israele - ha aggiunto - è quello di risparmiare la popolazione civile che noi stiamo aiutando in diverse maniere con la presenza della nave ospedale 'Vulcano' della Marina Militare dove sono accolti i feriti palestinesi".

Arrestata in Cisgiordania le sorelle del dirigente di Hamas al-Arouri: “Incitavano agli attacchi”

L'esercito israeliano ha arrestato ieri nel villaggio di Arura (presso Ramallah, in Cisgiordania) Fatma e Dallal al-Arouri, le sorelle del dirigente di Hamas Saleh al-Arouri ucciso il 2 gennaio a Beirut in un attacco attribuito ad Israele. Lo riferisce il quotidiano Maariv secondo cui le due donne sono accusate di "incitamento" essendosi espresse in favore di attacchi contro militari e civili israeliani. Ieri Israele ha intanto pubblicato informazioni di intelligence che hanno attribuito all'ufficio di Hamas a Beirut - che era diretto da al-Arouri - la organizzazione di una rete terroristica incaricata di colpire obiettivi israeliani all'estero, Europa inclusa.

Raisi: “Normalizzare le relazioni con il regime sionista non crea sicurezza”

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha dichiarato che coloro che cercano di normalizzare le relazioni con il "regime sionista" dovrebbero sapere che ciò non crea sicurezza né per i Paesi della regione né per Israele. Lo riporta l'agenzia di stampa Irna. Parlando all'evento 'L'alluvione di Al-Aqsà, Raisi ha detto che l'Iran ha reso la questione palestinese "la più importante del mondo islamico" e ha elogiato l'Iran per aver guidato la lotta contro Israele. "La resistenza dell'Iran ha dato i suoi frutti", ha affermato, "i palestinesi, di loro iniziativa, hanno trasformato la guerra con le pietre in una guerra con missili e droni".

Il presidente iraniano Raisi: “Il regime sionista e i suoi sostenitori sono stati sconfitti”

"Il regime sionista e i suoi sostenitori sono stati sconfitti". Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Ebrahim Raisi, in un discorso pronunciato a 100 giorni dalla strage di Hamas del 7 ottobre cui è seguita la guerra israeliana a Gaza. Intervenendo a un evento che cita il nome dell'operazione di Hamas nello Stato ebraico ed intitolato “Il Diluvio di Al-Aqsa e il risveglio della coscienza umana", il presidente iraniano ha attribuito all'Iran il merito di aver reso la questione palestinese "la questione più importante nel mondo islamico" e ha lodato la Repubblica islamica per aver guidato la lotta contro Israele. "La resistenza della nazione iraniana ha dato i suoi frutti", ha detto, precisando che "i palestinesi, di propria iniziativa, sono passati da una guerra con pietre a una guerra con missili e droni".

Israele si ferma per 100 minuti nel centesimo giorno dal rapimento degli ostaggi

Israele si ferma per 100 minuti, nel giorno in cui si compiono i 100 giorni della prigionia degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas a Gaza. Alle 11:00 è cominciato uno sciopero di 100 minuti in solidarietà con i rapiti, sciopero a cui hanno aderito 150 aziende; e si sono fermate anche le lezioni nelle università.
Intanto prosegue a Tel Aviv, nella Piazza degli Ostaggi, la manifestazione di solidarietà con i rapiti, a cui ieri erano presenti almeno 120mila persone (dati forniti dagli organizzatori).

Israele: uccisi due miliziani nel campo di al-Mahghazi

Due miliziani sono stati uccisi oggi da un velivolo israeliano nel campo profughi palestinese di al-Mahghazi, nel settore centrale della Striscia di Gaza, mentre stavano per attaccare una postazione dell'esercito. Lo ha riferito il portavoce militare. Procedono intanto anche le operazioni sul terreno a Khan Yunis, nel settore meridionale della Striscia. Ieri in questa città sono stati uccisi nove miliziani, secondo il portavoce militare israeliano. Fonti locali aggiungono che reparti dell'esercito sono attivi anche nell'area prevalentemente agricola di Khuz'a, nella estremità meridionale della Striscia.

La ministra tedesca Baerbock: “Non ci arrenderemo fino al ritorno a casa degli ostaggi”

“Non ci arrenderemo, non smetteremo di lavorare finché tutti gli ostaggi di Hamas non saranno tornati a casa". Lo ha affermato sul social X la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, in un messaggio scritto 100 giorni dopo la strage di Hamas del 7 ottobre e l'inizio della guerra israeliana a Gaza. "Da 100 giorni mancano all'appello in Israele bambini, genitori, fratelli, sorelle e amici. Cento giorni di incertezza, disperazione, dolore e speranza", ha aggiunto.

Israele: “Uccisi 4 terroristi infiltrati dal Libano”

L'esercito israeliano ha ucciso "quattro terroristi" che si erano infiltrati in Israele dal Libano prima di "aprire il fuoco" sui suoi soldati nella notte tra sabato e domenica, si legge in un comunicato della Difesa. Durante un pattugliamento "nel settore di Har Dov", i soldati israeliani hanno avvistato una cellula terroristica che entrava in territorio israeliano dal Libano e ha aperto il fuoco" su di loro. In risposta, i soldati israeliani hanno ucciso "quattro terroristi", secondo il comunicato stampa dell'esercito. Har Dov è il nome israeliano delle Shebaa Farms, una zona di confine contesa. Dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza, scoppiata il 7 ottobre dopo un attacco del movimento islamista palestinese sul suolo israeliano, sono quotidiani scontri a fuoco Il confine tra l'esercito israeliano e gli Hezbollah libanesi, alleati di Hamas. In più di tre mesi di violenza al confine, secondo un conteggio dell'AFP, sono state uccise 190 persone in Libano, tra cui almeno 141 combattenti di Hezbollah.

Israele: morto un altro soldato a Gaza. Il bilancio delle perdite è ora a 188

L'esercito israeliano ha annunciato la morte di un altro soldato caduto in combattimento nel Sud di Gaza. Lo ha fatto saper il portavoce militare spiegando che si tratta di Andùalem Kabeda (21 anni). Il bilancio dei soldati uccisi a Gaza, dall'avvio dell'operazione di terra, è ora di 188.

Il bilancio delle vittime al centesimo giorno di guerra

Centesimo giorno di guerra, lo spaventoso bilancio delle vittime: 23.843 palestinesi uccisi a Gaza, 347 in Cisgiordania; più di 1.200 persone uccise in Israele, tra le quali 790 civili (dati forniti dal ministero della Sanità palestinese e da fonti ufficiali israeliane).

Lo speciale

Cento giorni di dolore

Media: Gallant lascia riunione dopo diverbio con Netanyahu

Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, è uscito in maniera burrascosa da una riunione del gabinetto di guerra presso la base militare di Kirya a Tel Aviv dopo aver avuto una discussione con il primo ministro Benyamin Netanyahu. Lo riferisce il Times of Israel citando un resoconto privo di fonti, ampiamente riportato dai media ebraici, secondo cui Gallant era contrariato per il fatto che al suo capo dello staff non fosse stato permesso di partecipare alla riunione sulla base del fatto che gli assistenti non erano ammessi, anche se Netanyahu aveva diversi assistenti presenti. "Smettetela di intralciare il mio lavoro", avrebbe detto Gallant a Netanyahu e al consigliere per la sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi prima di andarsene adirato, sempre secondo quanto riferisce il Times of Israel.

Centinaia di manifestanti pro-Gaza davanti alla Casa Bianca

Centinaia di manifestanti pro-Gaza si sono radunati fuori dalla Casa Bianca dopo la grande protesta che si è svolta nel pomeriggio di sabato a Washington. Tante le bandiere palestinesi che sventolano fuori dalla residenza del presidente statunitense, a Camp David per il weekend, e i cori che chiedono il cessate il fuoco immediato.

A Tel Aviv manifestazione di 24 ore delle famiglie degli ostaggi

Migliaia di manifestanti si sono riversati in una piazza nel centro di Tel Aviv, dando inizio a una manifestazione di 24 ore per attirare l'attenzione sui 132 ostaggi ancora detenuti da Hamas nella Striscia di Gaza. La protesta è organizzata dalle famiglie degli ostaggi che chiedono al governo di riportarli a casa.

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