Segui la diretta del conflitto tra Israele e Hamas del 19 gennaio
Due giorni dopo l'attacco iraniano sul suo territorio, il Pakistan ha effettuato nella notte "attacchi contro i covi dei terroristi" in Iran, che hanno provocato nove morti, tra i quali almeno quattro bambini, secondo i media statali iraniani. La Cina si dichiara pronta a mediare tra i due Paesi.
Il premier israeliano Benjamin Netanyhau avrebbe respinto una proposta del segretario di Stato Usa, Antony Blinken, per la normalizzazione con l'Arabia Saudita in cambio di un "percorso" per la nascita di uno Stato palestinese
Al Arabiya: “A Gaza 24.620 palestinesi uccisi”
A più di tre mesi dall'inizio di una guerra che ha ucciso almeno 24.620 palestinesi e ridotto in macerie gran parte della Striscia di Gaza, Israele ha affermato che sta pianificando di ridurre le sue operazioni di terra e passare a tattiche su scala più ridotta. Lo scrive Al Arabiya.
Ma prima di farlo, sembra determinato a catturare tutta Khan Yunis, la principale città del sud che, secondo Tel Aviv, è ora la base principale dei combattenti di Hamas che hanno fatto irruzione oltre il confine il 7 ottobre, uccidendo 1.200 persone e sequestrando 240 ostaggi.
Un funzionario israeliano, parlando a condizione di anonimato, ha detto a Reuters che, mentre Israele si è già spostato su operazioni su scala più piccola nel nord di Gaza, la feroce battaglia per Khan Younis probabilmente durerà fino a due mesi.
Quasi tutta la popolazione di Gaza è ora rinchiusa in due piccole aree: Rafah appena a sud di Khan Yunis e Deir al-Balah appena a nord di essa. Israele non ha dato indicazioni se intende assaltare quelle città, ma afferma che non smetterà di combattere finché non avrà sradicato Hamas, un obiettivo che i palestinesi ritengono irraggiungibile data la struttura diffusa e le radici profonde del gruppo.
Nuovo incidente per una nave nel mar Rosso
Il gruppo britannico per le operazioni commerciali marittime afferma tramite X di aver ricevuto segnalazioni di un incidente marittimo di sicurezza a 85 miglia nautiche (157 km) a est di Ash Shihr, nello Yemen. Le autorità stanno indagando sull'incidente. La notizia è rilanciata da Al Jazeera.
Manifestazione pacifista a Te Aviv: “Cessate il fuoco”
Circa 30 gruppi della societa' civile israeliana, guidati da Standing Together e Women Wage Peace, hanno guidato a Tel Aviv una protesta contro la guerra a Gaza. La manifestazione era stata inizialmente programmata per la settimana scorsa, ma la polizia non aveva dato l'approvazione agli organizzatori. Nadav Shofet, un attivista di Standing Together, ha affermato che l'evento si e' svolto grazie alla pressione pubblica. "Abbiamo reso pubblico che la polizia non approvava la nostra protesta, e in questo lasso di tempo siamo riusciti a coinvolgere ancora piu' movimenti in questa protesta" ha detto Shofet come riporta Haaretz."Davanti a noi, come persone che vivono in Israele, abbiamo due alternative: o la pace israelo-palestinese, l'unica cosa che portera' la pace, o la guerra perpetua che garantisce una cosa, vale a dire molti altri anni di guerra, sofferenza e uccisioni", recita la convocazione della protesta. Circa 2.000 persone hanno marciato a Tel Aviv, portando cartelli con la scritta "cessate il fuoco adesso", "solo la pace portera' sicurezza" e "pace dal fiume al mare"."Sono sopravvissuta all'orrore, troppe persone no. Sono arrabbiata con lo Stato di Israele che ci ha ingannato, ci ha abbandonato. Ogni giorno di guerra, sempre piu' persone vengono uccise", ha dichiarato davanti alla folla Neta Peleg, del kibbutz Be'eri. "Abbiamo bisogno di un accordo adesso", ha proseguito, "dobbiamo andare alla Knesset e chiedere che riportino indietro gli ostaggi finche' sono ancora vivi. Per porre fine alla guerra e sbarazzarsi di questo governo".
Houthi: “Continueremo ad attaccare navi nel Mar Rosso”
Il leader degli Houthi nello Yemen, Abdel-Malek al-Houthi, ha promesso di continuare gli attacchi navali nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden. "Continueremo a colpire le navi collegate a Israele", ha detto al-Houthi nelle sue prime parole pubbliche da quando Stati Uniti e Gran Bretagna hanno attaccato dal cielo obiettivi houthi in Yemen la scorsa settimana."Le nostre operazioni includeranno anche navi americane e britanniche", ha avvertito al-Houthi parlando alla tv araba Al Mayadeen. "Gli Stati Uniti non hanno imparato la lezione dalla guerra contro di noi che e' durata 9 anni", ha aggiunto.
Stati Uniti: “Continueremo a lavorare per la soluzione dei due Stati”
"Niente cambia nella posizione del presidente Biden che la soluzione dei due Stati è la soluzione migliore nell'interesse non solo degli israeliani ma anche dei palestinesi". Così John Kirby risponde, durante un briefing con i giornalisti a bordo di Air Force One, a chi gli chiede un commento alle dichiarazioni di Benjamin Netanyahu che ha detto di aver comunicato agli Usa di essere contrario allo Stato palestinese. "E' nel miglior interesse per la regione e non smetteremo di lavorare verso questo obiettivo", ha aggiunto il portavoce del consiglio di Sicurezza della Casa Bianca, sottolineando i punti di vista diversi con Netanyahu. "Noi crediamo che i palestinesi abbiano il diritto di vivere in uno stato indipendente in pace" ha detto ancora sottolineando che il focus rimane che "Israele abbia quello di cui ha bisogno per difendersi da Hamas". "Ma ci sarà una Gaza del dopo conflitto, non ci sarà una nuova occupazione di Gaza - ha concluso - siamo stati chiari su questo, vogliamo una governance che rappresenti le aspirazioni del popolo palestinese".
Riad: “Non riconosceremo Israele senza un cessate il fuoco”
L'Arabia Saudita non continuera' a negoziare un accordo per riconoscere lo Stato di Israele finche' non sara' stabilito un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato da Davos l'ambasciatore saudita negli Stati Uniti, la principessa Reema bin Bandar Al Saud. "Il regno saudita non ha posto la normalizzazione al centro della sua politica. Ha posto la pace e la prosperita' al centro della sua politica", ha detto durante una conferenza al World Economic Forum. "Finche' ci sara' violenza sul terreno e gli omicidi continueranno, non si potra' parlare del domani", ha aggiunto. L'Arabia Saudita, nonostante le pressioni americane, non ha mai riconosciuto Israele ne' firmato gli Accordi di Abraham del 2020, sponsorizzati dagli Stati Uniti e attraverso i quali Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Marocco hanno stabilito relazioni ufficiali con Israele. E la guerra tra Israele e Hamas ha ostacolato qualsiasi riavvicinamento in questo senso. A Davos, il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, ha dichiarato che Riad rimane "aperta" alla possibilita' di stringere legami con Israele in futuro, ma ha sottolineato la necessita' di un cessate il fuoco e della creazione di uno Stato palestinese. Reema ha anche affermato di essere "profondamente preoccupata" per un'eventuale escalation che potrebbe riportare la regione "all'eta' della pietra".
Jerusalem Post: “Netanyahu ha i giorni contati”
Un numero sempre crescente di esponenti del Likud ritiene che il primo ministro Benjamin Netanyahu, abbia i giorni contati come leader del partito. Lo scrive il Jerusalem Post citando fonti del Likud. "Oltre agli eventi catastrofici del 7 ottobre e alla crescente sensazione tra la base del partito che il primo ministro non manterra' la sua promessa di distruggere Hamas e restituire tutti gli ostaggi, i parlamentari hanno notato la scarsa performance del partito nella maggior parte dei sondaggi (che vedrebbero il Likud scendere a 16-18 seggi rispetto agli attuali 32), scrive il Jerusalem Post. "Se il Likud non sara' piu' il partito al governo in una futura elezione, quasi tutti i suoi attuali 18 ministri (escluso Netanyahu) saranno relegati a servire come parlamentari dell'opposizione - e la maggior parte degli attuali parlamentari rimarranno senza lavoro. Pertanto, dietro le quinte i parlamentari hanno cominciato a gravitare verso possibili successori, tra cui il ministro dell'Economia Nir Barkat, il ministro degli Esteri Yisrael Katz, il presidente della commissione per gli affari esteri e la difesa della Knesset Yuli Edelstein, il ministro della Difesa Yoav Gallant e altri, secondo due fonti che hanno parlato al Post a condizione di anonimato".
Il Parlamento europeo chiede il cessate il fuoco permanente “condizionato”
Il Parlamento europeo chiede un cessate il fuoco permanente e di riprendere gli sforzi volti a trovare una soluzione politica, a condizione che tutti gli ostaggi siano rilasciati immediatamente e incondizionatamente e che l'organizzazione terroristica Hamas sia smantellata. Lo fa con una risoluzione non vincolante, adottata con 312 voti favorevoli, 131 contrari e 72 astensioni.
I deputati, pur condannando con la massima fermezza lo spregevole attacco terroristico commesso da Hamas contro Israele, denunciano anche la risposta militare sproporzionata israeliana, che ha causato un numero di morti senza precedenti tra i civili.
Israele ha il diritto di difendersi entro i limiti del diritto internazionale, sottolineano i deputati, il che implica che tutte le parti in conflitto devono distinguere, in ogni momento, tra combattenti e civili, che gli attacchi devono essere diretti esclusivamente verso obiettivi militari, e che i civili e le infrastrutture civili non devono essere oggetto di attacchi.
Esprimendo profonda preoccupazione per il disastroso e rapido deterioramento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, i deputati sottolineano la necessità di un accesso urgente umanitario pieno, rapido, sicuro e senza ostacoli all'intera Striscia di Gaza, e chiedono l'immediato ripristino delle infrastrutture vitali. Nella risoluzione si chiede un'iniziativa europea per rilanciare la soluzione dei due Stati, e si sottolinea l'assoluta necessità di riavviare immediatamente il processo di pace.
Nella risoluzione si sottolinea anche il forte sostegno dell'Ue al lavoro della Corte penale internazionale e della Corte internazionale di giustizia, e si chiede che i responsabili degli atti terroristici e delle violazioni del diritto internazionale siano chiamati a rendere conto delle loro azioni.
La presa di ostaggi e gli attacchi deliberati contro i civili sono gravi violazioni del diritto internazionale, avvertono i deputati.
Biden: “Gli attacchi contro gli Houti continueranno”
Il presidente Joe Biden ha dichiarato che gli attacchi militari statunitensi e britannici contro gli Houti dello Yemen continueranno, perchè i ribelli sostenuti dall'Iran stanno ancora attaccando le navi nel Mar Rosso. "Quando dici stanno fermando gli Houti?' No. Continueranno? Sì", ha detto Biden ai giornalisti alla Casa Bianca quando gli è stato chiesto se i raid stavano funzionando.
Netanyahu: “No a uno Stato palestinese nel dopoguerra, l'ho detto agli Usa”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver informato gli Stati Uniti di essere contrario alla creazione di uno Stato palestinese come parte di qualsiasi scenario postbellico. "In qualsiasi accordo futuro Israele deve controllare con sicurezza tutto il territorio a ovest del Giordano", ha detto Netanyahu in conferenza stampa, "questo si scontra con l'idea di sovranità. Cosa ci possiamo fare?". "Il primo ministro deve essere in grado di dire di no ai nostri amici", ha aggiunto. Gli Stati Uniti avevano chiesto a Israele di ridurre l'offensiva nella Striscia di Gaza e avevano aggiunto che la creazione di uno Stato palestinese avrebbe dovuto essere parte del dopoguerra nell'enclave palestinese.
Netanyahu: “La guerra continuerà, pochi mesi per la vittoria”
La guerra contro Hamas "continuerà su tutti fronti fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi". Lo ha detto, citato dai media, il premier Benjamin Netanyahu in conferenza stampa a Tel Aviv. "Per la vittoria - ha aggiunto - ci vorranno ancora pochi mesi, ma siamo determinati a raggiungerla". "Il governo sotto la mia leadership - ha detto ancora - non si accontenterà di niente di meno che la vittoria totale".
Gallant, possibile che situazione in nord Israele peggiori
Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha avvertito che Israele deve "tenere conto della possibilità che la situazione della sicurezza peggiori nel Nord" del Paese, con gli attacchi quotidiani di Hezbollah dal Libano. "Se ciò dovesse accadere, chiederemo un prezzo alto a Hezbollah e al Libano, ma ci saranno delle vittime anche qui", ha affermato Gallant, come riporta il Times of Israel, "se questo scenario invece non si dovesse realizzare, con mezzi diplomatici creeremo le condizioni di sicurezza che consentano il ritorno" degli sfollati israeliani nel Nord.
Iraq, drone armato abbattuto sopra l’aeroporto di Erbil
I sistemi di difesa aerea hanno abbattuto un drone armato sopra l'aeroporto di Erbil, nel Nord dell'Iraq, dove sono di stanza le forze statunitensi e altre forze internazionali.
Herzog: la normalizzazione con i sauditi elemento chiave per porre fine alla guerra con Hamas
Il presidente israeliano Herzog ha affermato che la normalizzazione dei legami tra Israele e Arabia Saudita sarebbe un elemento chiave per porre fine alla guerra con Hamas e un punto di svolta per l’intero Medio Oriente. Isaac Herzog ha dichiarato giovedì all'incontro annuale del World Economic Forum a Davos, in Svizzera, che il rapporto è ancora fragile ma è "un'opportunità per andare avanti". Il ministro degli Esteri dell'Arabia Saudita ha dichiarato questa settimana a Davos che il regno ha concordato che "la pace regionale include la pace per Israele".
Medicine inviate dal Qatar entrate nella Striscia
Sono entrate nella Striscia di Gaza le medicine portate in aereo dal Qatar nell'ambito di un accordo per l'invio di farmaci agli ostaggi rapiti in Israele e alla popolazione civile. Lo ha riferito all'agenzia stampa Dpa un funzionario della Mezzaluna Rossa egiziana. Si tratta, ha spiegato il funzionario, di 60 tonnellate di medicinali che, secondo gli accordi, saranno distribuiti nella misura di mille farmaci ai civili di Gaza per ognuno dato agli ostaggi.
Iran: proteste in Pakistan contro attacchi Teheran
Proteste si stanno tenendo a Islamabad, capitale del Pakistan, contro gli attacchi lanciati dall'Iran sul Paese nella tarda serata di martedì. I manifestanti scandivano slogan tra cui "un amico dell'Iran è un traditore", mentre uno dei leader della manifestazione ha affermato che il governo iraniano ha "attaccato il nostro Paese, attaccato la nostra sovranità". "Due dei nostri bambini innocenti sono stati martirizzati e anche una donna, ecco perché stiamo protestando per condannare questo atto dell'Iran", hanno aggiunto gli uomini in corteo, come riporta la Bbc.
Il Pakistan ha risposto questa notte attaccando "i nascondigli terroristici" nella regione iraniana del Sistan-Balucistan e uccidendo almeno 9 persone.
Media, intensi raid di Israele nel sud del Libano
Media libanesi riferiscono di intensi attacchi di artiglieria e aerei israeliani nel sud del Libano, in particolare nelle località frontaliere a ridosso della linea di demarcazione tra i due Paesi. I media precisano che a essere colpite sono le località di Aytarun, Kfar Kila, Khiam, Adaisse, Mays al Jabal, Blida, Tayybe e le Fattorie di Shebaa.
Tajani, in nuova missione in Mar Rosso anche Paesi non-Ue
L'Italia sta lavorando con Francia e Germania a "una nuova missione europea, Aspis, che ingloberà Emasoh Agenore già operativa nello stretto di Hormuz e opererà anche nel Mar Rosso e Golfo di Aden" per la sicurezza del transito marittimo. "Potrebbero partecipare anche Paesi non membri dell'Unione Europea". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo al question time al Senato.
"Il nostro obiettivo è quello di prendere una decisione politica già lunedì" al Consiglio Esteri "in modo che la missione possa essere operativa al più presto. Sarà una missione non di attacco, ma di difesa", ha spiegato.
Mar Rosso: mandato Bundestag per missione Ue a metà febbraio
Il mandato per l'intervento della Bundeswehr nel Mar Rosso nell'ambito di una missione dell'Ue dovrà essere approvato dal Bundestag entro metà febbraio. Lo ha annunciato alla Commissione Difesa del Bundestag la segretaria di Stato parlamentare presso il ministero della Difesa tedesco, Siemtje Möller, secondo quanto riportato dall'emittente tedesca Rnd. Möller (Spd), avrebbe richiesto una procedura parlamentare abbreviata.
Gaza, ministero sanità: 24.620 palestinesi uccisi negli attacchi israeliani dal 7 ottobre
Un totale di 24.620 palestinesi sono stati uccisi e 61.830 feriti negli attacchi israeliani a Gaza dal 7 ottobre, secondo il ministero della Sanità di Gaza. ha detto in una dichiarazione giovedì. Circa 172 palestinesi sono stati uccisi e 326 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore, ha aggiunto il ministero.
Eurocamera chiede un cessate il fuoco 'permanente' a Gaza
L'Eurocamera, per la prima volta dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, sottolinea con un testo approvato in Aula "la necessità di un cessate il fuoco permanente a Gaza". In una risoluzione non vincolante, adottata giovedì con 312 voti favorevoli, 131 contrari e 72 astensioni, gli eurodeputati esprimono "il loro più profondo cordoglio per le vittime innocenti da entrambe le parti del conflitto" e, allo stesso tempo, rilanciano la necessità "di riavviare gli sforzi verso una soluzione politica dopo che tutti gli ostaggi saranno stati rilasciati immediatamente e incondizionatamente e Hamas sarà stato eliminata".
La Danimarca si unirà alla coalizione Usa anti-Houti
La Danimarca si unirà alla coalizione di sei Paesi guidata dagli Stati Uniti istituita per affrontare gli Houti dello Yemen sugli attacchi alle navi commerciali nel Mar Rosso. Lo ha affermato il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen, citato dal Guardian. Il ministro ha sottolineato che il contributo della Danimarca consisterà in un unico funzionario di stato maggiore
Israele, intercettato 'oggetto aereo sospetto' sul Mar Rosso
"Un sospetto obiettivo aereo" che si avvicinava al territorio israeliano è stato intercettato e abbattuto da Israele nell'area del Mar Rosso di fronte Eilat dove prima erano scattate le sirene di allarme. Lo ha reso noto l'esercito israeliano aggiungendo che "l'incidente è concluso e non c'è rischio per la sicurezza".
Israele, sirene di allarme ad Eilat sul Mar Rosso
Le sirene di allarme stanno risuonando ad Eilat, punta estrema di Israele sul Mar Rosso. Lo ha fatto sapere il portavoce militare. Negli ultimi tempi - hanno ricordato i media - le sirene ad Eilat sono scattate per l'arrivo di razzi o di droni lanciati dagli Houthi dello Yemen.
Guterres incontra a Davos ostaggi israeliani liberati
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha incontrato per la prima volta al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, alcuni ostaggi israeliani liberati, ovvero Nili Margalit, Moran Stella Yanai e Noam Perry, la cui figlia Haim Perry, è ancora detenuta a Gaza. Ha anche incontrato i rappresentanti del quartier generale delle famiglie degli ostaggi e delle persone scomparse. Secondo i media israeliani il segretario dell'Onu ha ribadito la richiesta di rilascio immediato di tutti gli ostaggi ancora prigionieri di Hamas nella Striscia di Gaza.
Idf: colpite postazioni di Hezbollah nel Sud del Libano
Aerei da combattimento israeliani hanno effettuato attacchi contro posizioni di Hezbollah a Odaisseh, nel Sud del Libano. Lo riferiscono le Forze di difesa israeliane (Idf). L'Idf ha colpito anche le aree di Kafr Kila e Marjaayoun, presumibilmente per sventare attacchi pianificati da Hezbollah nel Nord di Israele.
L'Idf afferma che due razzo sono stati sparati dal Libano nell'area araba di al-Aramshe questa mattina, entrambi sono atterrati in un'area vuota e senza causare danni.
Delegazioni militari Usa e Gb al Cairo per colloqui
Due delegazioni militari di alto livello, una statunitense e una britannica, sono arrivate oggi al Cairo, dove avranno alcuni incontri per monitorare gli ultimi sviluppi nella Striscia di Gaza e nel sud di Gaza, nel Mar Rosso. Lo rivelano fonti aeroportuali.
Grant Shapps, ministro della Difesa britannico, ha annunciato due giorni fa l'intenzione di espandere la cooperazione con gli alleati per proteggere la navigazione internazionale nel Mar Rosso.
Herzog, nessun israeliano pensa ora a soluzione di pace
In Israele "nessuno sano di mente è disposto ora a pensare a quale sarà la giusta soluzione degli accordi di pace. Tutti vogliono sapere che non saranno attaccati allo stesso modo da nord, da sud o da est". Lo ha detto il presidente israeliano, Isaac Herzog, al World Economic Forum.
Wafa: “Palestinese ucciso in scontri in Cisgiordania”
Un palestinese è stato ucciso in scontri con l'esercito israeliano nel campo profughi di Nur al-Shams a Tulkarem in Cisgiordania. Lo ha fatto sapere la Mezzaluna Rossa citata dall'agenzia Wafa che ha identificato l'uomo in Muhammad Faisal Dawwas Abu Awad (28 anni) morto per le ferite "riportate all'addome da proiettili dell'occupazione".
Secondo la stessa agenzia, ingenti forze militari israeliane sono entrate questa mattina nel campo profughi. L'esercito israeliano non ha ancora dato la sua versione dei fatti.
Herzog: “Due Stati? Prima vogliamo garanzie di sicurezza”
"Noi vogliamo dialogare con i palestinesi, ma prima di affrontare la questione dei due Stati dobbiamo affrontarne un'altra fondamentale: quali sono le garanzie per la sicurezza di Israele?". Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog al World Economic Forum di Davos spiegando che Israele considera quella a Gaza una guerra per la sua sopravvivenza. "Il terrorismo è il maggior impedimento alla pace. Non mi giro dall'altra parte davanti alla tragedia umana di Gaza. È doloroso vedere che i nostri vicini stanno soffrendo così tanto ma abbiamo diritto a difenderci".
Herzog: “Serve coalizione forte contro l’Iran”
"C'è un impero del male che arriva dall'Iran e che spende miliardi di dollari in armi per far deragliare la stabilità della regione e del mondo. E questo deve essere affrontato da una coalizione molto forte". Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog al World economic forum di Davos.
L'Iran convoca l'incaricato d'affari del Pakistan
Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Nasser Kanani ha condannato l'attacco del Pakistan contro la provincia iraniana sud orientale del Sistan-Baluchestan, dove sono morte almeno 9 persone. "Abbiamo ufficialmente inviato ad Islamabad la nostra protesta come anche la richiesta per una spiegazione, dopo avere convocato presso il ministero degli Esteri l'incaricato d'affari del Pakistan a Teheran", ha aggiunto, citato da Mehr
Wafa: “Sale a 19 il numero delle vittime del raid di Israele a Rafah”
L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che il bilancio delle vittime dell'attacco aereo israeliano su Rafah è salito a 19. Le vittime erano "per lo più bambini e donne". Secondo Al Jazeera, l'attacco è avvenuto in una zona dichiarata "sicura" da Israele
Idf: “A Khan Yunis uccisi 40 componenti di Hamas”
Le forze armate israeliane che operano nell'area di Khan Younis hanno reso noto di aver ucciso circa 40 miliziani di Hamas nelle ultime 24 ore e di aver sequestrato alcune armi. Altri appartenenti all'organizzazione palestinese sono invece stati uccisi in attacchi aerei nel nord di Gaza, dove l'Idf ha spiegato che ci sono ancora sacche di resistenza armata in aree in cui afferma di aver stabilito il "controllo operativo"
Pechino si offre di mediare tra Iran e Pakistan
Pechino, che mantiene rapporti privilegiati con Islamabad e Teheran, è pronta a "svolgere un ruolo costruttivo" per allentare le tensioni tra Pakistan e Iran, dopo i reciproci attacchi sui rispettivi territori. "Se entrambe le parti lo riterranno necessario, siamo disposti a svolgere un ruolo costruttivo per calmare la situazione", ha detto alla stampa il portavoce della diplomazia cinese, Mao Ning
Media: “Netanyahu respinge l’idea degli Usa sull’accordo con Riad”
Il premier israeliano Benjamin Netanyhau avrebbe respinto una proposta del segretario di Stato Usa, Antony Blinken, per la normalizzazione con l'Arabia Saudita in cambio di un "percorso" per la nascita di uno Stato palestinese. Lo ha riferito, ripresa dai media israeliani, Nbc News secondo cui Netanyahu si è detto "impreparato" ad un accordo del genere sullo Stato palestinese. Blinken ha obiettato che l'indisponibilità della leadership di Israele su questo dossier - come ha confermato una fonte Usa a Times of Israel - porterà la storia a ripetersi. Secondo Nbc Netanyahu ha però accettato di contenere gli attacchi ampio in Libano
Pakistan: “In Iran un attacco mirato contro gruppi terroristici”
Il ministero degli Esteri pakistano ha descritto l'attacco effettuato in Iran come una serie di raid "di precisione altamente coordinati e mirati". "L'azione di questa mattina è stata presa alla luce di informazioni attendibili riguardanti imminenti attività terroristiche su larga scala", ha affermato in una nota il ministero degli Esteri di Islamabad. "Questa azione è una manifestazione della ferma determinazione del Pakistan a proteggere e difendere la propria sicurezza nazionale contro tutte le minacce"
Il Pakistan bombarda i ribelli baluci in Iran: 7 morti, tra i quali 4 bambini
Due giorni dopo l'attacco iraniano sul suo territorio, il Pakistan ha effettuato nella notte "attacchi contro i covi dei terroristi" in Iran, che hanno provocato sette morti: 4 bambini e 3 donne, secondo i media statali iraniani. "Questa mattina, il Pakistan ha effettuato una serie di attacchi di precisione, altamente coordinati e mirati contro i covi dei terroristi nella provincia del Sistan-Baluchistan", nel sud-est dell'Iran, ha annunciato in una nota il ministero degli Esteri pakistano. "Un certo numero di terroristi è stato ucciso", ha aggiunto. L'agenzia ufficiale iraniana Irna ha riferito che "diverse esplosioni sono state udite in diverse zone intorno alla città di Saravan", citando un funzionario del Sistan-Baluchistan, dove l'esercito sta affrontando da decenni un'insurrezione a bassa intensità
Al Jazeera: “Sedici persone, fra cui alcuni bambini piccoli, uccisi in un raid dell’Idf a Rafah”
Sedici persone, compresi bambini piccoli, sono state uccise in raid israeliani a Rafah. Lo riferisce al Jazeera, aggiungendo di aver verificato video che mostrano i corpi di tre bambini, uccisi nel bombardamento di una casa a Est di Rafah, all'arrivo all'ospedale Abu Youssef Al Najjar
Cisgiordania: raid Israele, 46 arresti vicino Betlemme
L'emittente araba Al Jazeera afferma che raid e decine di arresti sono in corso nelle ultime ore in Cisgiordania da parte delle forze israeliane. Secondo fonti locali, 46 persone appartenenti a una stesa famiglia sono state fermate nella zona di Betlemme.