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Presidenziali Usa, le accuse di adulterio che rincorrono la candidatura di Nikki Haley

In corsa per la nomination repubblicana alle elezioni di novembre, l’ex ambasciatrice ha bandito il Daily Mail dai comizi perché continua a far circolare voci di sue relazioni extraconiugali. E intanto attacca il concorrente Donald Trump mettendo in dubbio le sue capacità mentali dopo che l’ha confusa con Nancy Pelosi
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MANCHESTER (New Hampshire) - Nikki Haley ha bandito il Daily Mail dai suoi comizi della campagna presidenziale. Motivo: il media britannico ha rilanciato le voci sulle sue presunte relazioni extraconiugali, proprio alla vigilia del voto decisivo nelle primarie di martedì, che stabilirà se la sua corsa contro Donald Trump per la nomination repubblicana alle presidenziali di novembre ha ancora qualche speranza di riuscire a fermarlo.

Il Daily Mail è tornato su voci circolate negli anni scorsi, secondo cui Haley aveva avuto relazioni con due uomini, il consulente per le comunicazioni Will Folks e il lobbista Larry Marchant, nel 2008, prima di diventare governatrice della South Carolina nel 2010. Secondo il Daily Mail, i due p…

MANCHESTER (New Hampshire) - Nikki Haley ha bandito il Daily Mail dai suoi comizi della campagna presidenziale. Motivo: il media britannico ha rilanciato le voci sulle sue presunte relazioni extraconiugali, proprio alla vigilia del voto decisivo nelle primarie di martedì, che stabilirà se la sua corsa contro Donald Trump per la nomination repubblicana alle presidenziali di novembre ha ancora qualche speranza di riuscire a fermarlo.

Il Daily Mail è tornato su voci circolate negli anni scorsi, secondo cui Haley aveva avuto relazioni con due uomini, il consulente per le comunicazioni Will Folks e il lobbista Larry Marchant, nel 2008, prima di diventare governatrice della South Carolina nel 2010. Secondo il Daily Mail, i due presunti amanti hanno firmato dichiarazioni giurate che confermano i rapporti sessuali, e altri testimoni le hanno corroborate.

Nikki aveva già risposto a queste insinuazioni dicendo di essere sempre stata fedele a suo marito Michael Haley, padre dei loro due figli e maggiore della National Guard, schierato in Afghanistan nel 2012 e ora in Africa. Quindi la candidata presidenziale ha reagito vietando al media britannico di partecipare ai suoi eventi elettorali.

La questione solleva almeno tre problemi. Il primo è l’attendibilità delle accuse. La politica americana ha l’abitudine di interessarsi molto alla vita privata dei suoi protagonisti. Se da una parte ciò può essere giustificato, perché serve a conoscere meglio il loro carattere, l’eventuale ricattabilità, e quindi la capacità di svolgere il compito a cui ambiscono, dall’altro crea serie questioni di privacy. Haley però cita spesso il servizio militare del marito come uno degli elementi che l’ha spinta a candidarsi alla Casa Bianca, e così lei stessa lo rende parte integrale della propria campagna.

Il secondo problema è lo sfruttamento di queste informazioni per sabotare la sua corsa alla presidenza. Tutti sanno che il voto di martedì in New Hampshire sarà decisivo, perché se Nikki batterà Donald potrebbe cambiare la dinamica delle primarie, mentre se perderà come in Iowa resterà senza opzioni. È noto che i candidati hanno l’abitudine di scavare nella vita personale dei loro avversari, per trovare informazioni private compromettenti per eliminarli. E proprio alla vigilia di un passaggio importante come quello del New Hampshire, su un media non ostile a Trump esce un’insinuazione che minaccia di affondare la sua principale, o unica, rivale.

Il terzo problema riguarda invece la libertà di informazione. Haley ha reagito bandendo il Daily Mail, cosa che non va molto d’accordo col Primo emendamento della Costituzione, in base al quale il diritto dei cittadini americani di esprimersi non può mai essere limitato. Se la notizia è falsa, chi l’ha pubblicata merita di subirne le conseguenze; se è vera, però, il pubblico ha il diritto di conoscerla.

Voci di tradimenti a parte, la candidata alla nomination del partito repubblicano continua la sua corsa e durante l’ultimo comizio ha messo in dubbio la capacità mentale di Donald Trump di governare, dopo che il 77enne ex presidente è sembrato confonderla con un altro politico. Durante un intervento n New Hampshire, il tycoon ha ripetutamente fatto il nome di Nikki Haley quando ha affrontato il tema dell'assalto dei suoi sostenitori al Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio 2021.

"Nikki Haley è responsabile della sicurezza, le abbiamo offerto 10.000 persone, soldati, guardia nazionale, qualsiasi cosa vogliano. Hanno rifiutato", ha dichiarato. In passato, aveva già accusato la democratica Nancy Pelosi, allora presidente della Camera dei Rappresentanti, di aver rifiutato tale offerta - cosa che non è stata dimostrata, secondo il rapporto di una commissione parlamentare d'inchiesta. "Il 6 gennaio non ero nemmeno a Washington", ha dichiarato Nikki Haley agli elettori sabato nel New Hampshire, dove avrà un ruolo importante nelle elezioni di martedì.

"La mia preoccupazione, senza voler essere dispregiativa, è che quando devi affrontare la pressione della presidenza, non puoi avere qualcuno che ti chiedi se sia mentalmente in grado di farlo", ha aggiunto.

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