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Israele - Hamas, le news del 22 gennaio. Media: “Israele ha proposto ad Hamas una tregua di due mesi per il rilascio degli ostaggi”. Il ministro Katz al Consiglio Ue: “Un’isola artificiale al largo di Gaza”. Gelo europeo

L’inviato dell’Anp: “Che ci vadano loro sull’Isola”. L’Alto rappresentante per la politica estera: “Inaccettabile opporsi alla soluzione dei due Stati. Che vuole fare Israele? Uccidere tutti i palestinesi?”. Bombardamenti a Khan Yunis. I parenti degli ostaggi contro Netanyahu irrompono alla Knesset
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Bruxelles prova a inserirsi con forza nelle trattative per la pace in Medio Oriente e ospita il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz e il ministro degli Esteri palestinese Riyadal-Maliki, oltre ai rappresentanti di Arabia Saudita, Egitto e Giordania e il segretario generale della Lega degli Stati arabi. Ma l’intervento di Katz che ha proposto un’isola artificiale davanti a Gaza per spostarvi i palestinesi ha creato imbarazzo. Sempre oggi, l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell ha attaccato Benjamin Netanyahu: “Inaccettabile opporsi alla soluzione dei due Stati”. E la guerra prosegue con il bilancio dei morti che ha superato i 25mila morti e i 63mila feriti econdo i dati diffusi dal ministero della Sanità di Gaza.

Proposta ad Hamas, Israele si attende risposta immediata

Israele si attende una risposta in tempi brevissimi, oggi o domani, da Hamas in ordine alla sua nuova iniziativa per liberare gli ostaggi. Lo scrive il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth.
La proposta prevede una pausa di due mesi nei bombardamenti su Gaza in cambio della liberazione di tutti gli ostaggi ancora detenuti nell'enclave palestinese.
La tregua proposta è decisamente più lunga rispetto alla pausa di una settimana nell'accordo precedente, e il rilascio dei rapiti avverrebbe in più fasi: prima le donne e i più anziani, poi gli uomini più giovani, infine i soldati e i cadaveri. Inoltre, Israele si impegnerebbe a rilasciare altri detenuti palestinesi nelle carceri, compresi quelli considerati "pesanti"

'Israele propone due mesi pausa per il rilascio ostaggi'

Israele ha consegnato a Hamas tramite i mediatori dell'Egitto e del Qatar una proposta che include fino a due mesi di pausa nei combattimenti nell'mabito di un accordo in più fasi che includerebbe il rilascio dei restanti ostaggi a Gaza. Lo riporta Axios citando alcune fonti.

Media: Israele tratta per nuovo accordo su ostaggi

Israele starebbe portando avanti negoziati per un nuovo accordo per la liberazione degli ostaggi mediato dal Qatar. Lo riporta la tv israeliana Kan secondo cui si registrano alcuni progressi dovuti ad alcuni cambiamenti nella posizione di Hamas. Secondo tre funzionari politici e di sicurezza che hanno parlato con Kaan News, il nuovo schema prevede quattro punti principali: la liberazione di ostaggi non militari, un cessate il fuoco significativo, il ritiro tattico delle forze israeliane di difesa da diverse aree della Striscia di Gaza, la liberazione di palestinesi dalle prigioni israeliane.

Israele: sondaggio, maggioranza per '2 Stati' in cambio ostaggi

Una maggioranza, seppur lieve, di israeliani è pronta a sostenere il piano Usa per mettere fine alla guerra tra Hamas e Israele, un piano che preveda la liberazione di tutti gli ostaggi ancora a Gaza, la normalizzazione dei rapporti tra Arabia Saudita e Israele e anche la creazione di uno Stato palestinese smilitarizzato. Lo rileva un nuovo sondaggio condotto dal Midgam Institute (il 51,3% degli intervistati sosterrebbe tale accordo, rispetto al 28,9% contrario e il 19,8% che sostiene di non saperlo).
I risultati del sondaggio smentiscono quanti nel governo israeliano sostengono che, dopo l'attacco del 7 ottobre, la popolazione non è più disponibile a parlare di una soluzione del conflitto israelo-palestinese con la creazione di due Stati.

Usa: Israele deve difendersi ma gli ospedali vanno protetti

Israele "ha il diritto di difendersi" ma gli ospedali "devono essere protetti il più possibile": lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby, rinnovando la posizione degli Usa, che non vogliono vedere gli ospedali trasformati "in zone di guerra".

Gallant: "fuoco su hezbollah fino a ritorno sicurezza nord israele"

Il ministro della difesa israeliano, Yoav Gallant, ha detto all'omologo francese in visita, Sebastien Lecornu, che gli attacchi contro Hezbollah continueranno finché Israele non potrà garantire la sicurezza dei suoi cittadini che vivono vicino al confine.

Un resoconto israeliano dell'incontro di Tel Aviv tra i due ministri afferma che Yoav Gallant ha informato Sebastien Lecornu "sui progressi dell'Idf nel raggiungimento degli obiettivi della guerra - la distruzione delle capacità governative e militari di hamas e il ritorno degli ostaggi" tenuti a gaza dallo scorso 7 ottobre.

Ben-Gvir, se guerra finisce il governo cadrà

Se la guerra finisce, il governo cade. È l'avvertimento lanciato dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, durante una riunione del suo partito Otzma Yehudit. Il leader di estrema destra è un feroce oppositore di qualsiasi accordo per un cessate il fuoco, anche in cambio della liberazione dei sequestrati, e di qualsiasi allentamento della pressione militare su Hamas, fino alla sua completa distruzione.
Il messaggio è rivolto al premier israeliano Benjamin Netanyahu, che da settimane è sottoposto a crescenti tensioni da parte degli alleati internazionali, a cominciare dagli Usa, per mettere fine al conflitto a Gaza, di fronte all'altissimo numero di morti tra i civili.

Borrell: maggioranza Paesi Ue per soluzione a due Stati

Con il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, "abbiamo parlato della situazione in Medio Oriente in termini generali". "La maggioranza ha ricordato che la loro posizione è per la difesa di un accordo a favore dei due Stati". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, in conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri.

Houthi, abbiamo attaccato un cargo Usa nel Golfo di Aden

Gli Houthi affermano di aver attaccato una nave mercantile americana (la Ocean Jazz) nel Golfo di Aden utilizzando missili. "Le forze armate yemenite continuano a rispondere a qualsiasi aggressione americana o britannica contro il nostro Paese prendendo di mira tutte le fonti di minaccia nel Mar Rosso e nel Mar Arabico", ha affermato il portavoce del movimento filo-iraniano, come riporta Haaretz.

Borrell: al lavoro su sanzioni a coloni, spero presto ok

"Continuiamo a lavorare su sanzioni agli estremisti coloni. I lavori sono in corso nei gruppi di lavoro tecnici. Spero vengano approvati dagli Stati membri molto presto". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, in conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri.

Idf: 3 soldati israeliani uccisi in combattimenti sud gaza

Le forze di difesa israeliane hanno Annunciato la morte di tre soldati uccisi oggi durante i combattimenti nel sud della striscia di gaza. Sale così a 198 il bilancio dei soldati uccisi nell'offensiva di terra contro hamas.

Le vittime sono il maggiore david nati alfasi di 27 anni, il maggiore ilay levy di 24 anni e il caporale eyal mevorach twito, di 22. Un altro soldato è stato gravemente ferito nella stessa battaglia in cui sono rimasti uccisi i tre militari, hanno aggiunto le idf.

(reuters)

Israele, altri 3 soldati uccisi a Gaza: il bilancio sale a 198

L'esercito israeliano ha annunciato la morte di altri 3 soldati caduti in combattimento nel sud della Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare aggiungendo che si tratta di David Nati Alfasi (27 anni), Ilay Levy (24 anni) ed Eyal Mevorach Twito (22 anni). Il bilancio dei soldati uccisi in battaglia a Gaza - dall'inizio della guerra - è ora di 198.

Dispersi dalla polizia i manifestanti anti-Netanyahu davanti alla Knesset

La polizia israeliana ha disperso un centinaio di manifestanti che stamattina hanno bloccato l'accesso alla Knesset a Gerusalemme, in una nuova protesta contro Benjamin Netanyahu. I dimostranti chiedono nuove elezioni e le dimissioni del premier dopo oltre tre mesi di guerra a Gaza, con 132 ostaggi ancora nelle mani di Hamas e degli altri gruppi palestinesi.
La protesta era stata autorizzata dalla polizia, ma dopo un'ora i manifestanti hanno scavalcato le transenne, sedendosi nella strada che porta alla Knesset, per impedire l'accesso. Portati via a forza dalla polizia, hanno urlato contro gli agenti, chiamandoli "criminali che hanno distrutto il Paese". È la seconda volta dall'inizio del mese che manifestanti scendono in piazza per chiedere nuove elezioni. Nessuno è stato arrestato.

Portogallo: “Il ministro degli Esteri israeliano non era preparato a rispondere sull’ipotesi dei due Stati”

Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, "essendo la prima volta che lavorava con l'Ue, non è apparso preparato a rispondere su questioni fondamentali, come per esempio cosa succede nell'area per quanto riguarda la soluzione a due Stati e che cosa ci possiamo aspettare. Speriamo che la prossima volta sia preparato" a rispondere su queste materie. Lo dice il ministro degli Esteri portoghese Joao Gomes Cravinho, al termine del Consiglio Ue a Bruxelles. I ministri hanno detto a Katz che si aspettano "un atteggiamento costruttivo" verso la pace e non "di blocco" nei confronti della stessa, conclude.

Houti: “Se gli europei ci attaccano i loro interessi saranno obiettivi legittimi”

"Consigliamo ai Paesi europei di non partecipare all'aggressione contro lo Yemen perché le loro flotte e i loro interessi saranno un obiettivo legittimo delle nostre forze armate ovunque le nostre mani potranno raggiungerli". Lo afferma in un'intervista all'Adnkronos il membro dell'ufficio politico degli Houti, Mohammed al-Bukhaiti, nel giorno in cui il Consiglio Affari Esteri (Cae) a Bruxelles discute del via libera alla missione navale Ue per proteggere i mercantili.
L'esponente degli Houti affronta poi la domanda se i ribelli temono gli attacchi occidentali e per quanto tempo pensano di potervi resistere. Gli Houti "hanno paura solo di Dio perché la nostra posizione è morale e umanitaria e perché confidiamo nella giustizia della nostra causa. Siamo quindi pronti a combattere fino al Giorno della Resurrezione" del 12mo imam, replica al-Bukhaiti, ricordando che "non è la prima volta che l'America e la Gran Bretagna ci attaccano.



Già da otto anni hanno lanciato contro di noi un'aggressione militare attraverso le loro marionette nella regione e ne siamo usciti vittoriosi".

Israele: l'operazione a Khan Yunis durerà altri giorni

L'operazione militare a Khan Yunis, nel Sud della Striscia, durerà altri giorni con l'obiettivo di colpire i centri di Hamas. Lo ha fatto sapere l'esercito.

(afp)

Israele, passa sfiducia Laburisti ma i voti non bastano

La mozione presentata dai Laburisti alla Kesset contro il governo di Benjamin Netanyahu, accusato di "fallimento nel riportare a casa gli ostaggi", è stata approvata con 18 voti a favore e zero contro - ma non ha superato la soglia dei 61 seggi necessari per mettere in crisi l'esecutivo. La coalizione di maggioranza alla Knesset non ha infatti preso parte al voto lasciando l'aula. Alcuni familiari dei rapiti - presenti nella parte del pubblico - hanno inveito contro il rappresentante del governo, la ministra Mai Golan, che rispondeva sulla mozione a nome dell'esecutivo.

Il ministro degli Esteri palestinese sull’isola artificiale proposta da Israele: “Che ci vadano loro”

Il ministro degli Esteri palestinese, Riyad Al-Malki, respinge al mittente l'ipotesi israeliana di costruire un'isola artificiale per ospitare i palestinesi da Gaza. "Non abbiamo bisogno di nessuna isola, né naturale né artificiale. Resteremo nel nostro Paese. La terra di Palestina è nostra, di nostra priorità e vi resteremo. E non permetteremo a nessuno di pensare il contrario. Chi vuole partire per abitare in isole artificiali o naturali, ci può andare. Noi, i proprietari di questa terra, ci resteremo e resisteremo per restarci, per i nostri diritti, per avere lo Stato palestinese con capitale Gerusalemme Est", ha spiegato Al-Malki in un punto stampa a margine del Consiglio Esteri a Bruxelles.

Il ministro israeliano Katz propone al Consiglio Ue un’isola artificiale davanti a Gaza. Gelo degli europei

Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, nel corso del suo intervento al Consiglio Ue, ha rilanciato l'idea di costruire un'isola artificiale davanti a Gaza, dove costruire il porto e altre strutture fondamentali - mostrando ai colleghi anche dei video. Lo riferiscono diverse fonti qualificate a Bruxelles. Katz, sostengono fonti europee, avrebbe ventilato l'ipotesi che su questa isola i palestinesi di Gaza potrebbero anche andare a vivere. L'idea risale al 2017, quando Katz era ministro dei Trasporti. Gelo dalla quasi totalità dei ministri europei, che hanno ignorato la proposta israeliana nel giro di tavolo.

L’esercito israeliano condanna i riservisti che protestano contro “l’abbassamento dell’intensità dell’offensiva a Gaza”

Le forze israeliane di difesa (Idf) hanno condannato la protesta di un gruppo di riservisti che accusano le truppe di Israele di aver abbassato l'intensità dell'offensiva nella Striscia di Gaza, chiedendo di tornare a un approccio più duro. Lo riporta The Times of Israel. "Nelle ultime ore sono emerse immagini di soldati di riserva che protestano durante il servizio attivo e che utilizzano veicoli dell'Idf per farlo", afferma l'esercito israeliano, aggiungendo che tali gesti "violano gli ordini e non possono trovare spazio nell'Idf". Sul caso, spiega ancora l'idf, è in corso un'indagine. Secondo alcuni media israeliani, dietro la protesta ci sarebbero alcuni attivisti di destra, gli stessi che hanno accusato il premier Benjamin Netanyahu di essere "un bene per gli arabi".

Il Belgio si offre di organizzare la conferenza internazionale di pace su Gaza

Il Belgio, attuale presidente di turno della Ue, si offre di organizzare la conferenza internazionale su Gaza e per far avanzare la soluzione dei due Stati, proposta dalla Spagna. In dichiarazioni rilasciate a margine del Consiglio affari esteri a Bruxelles, la ministra degli Esteri belga, Hadja Labib ha detto: "Speriamo di poter organizzare qui in un futuro non troppo lontano una conferenza di pace che possa rilanciare realmente il dialogo politico". L'iniziativa era stata lanciata al vertice europeo di ottobre dal premier spagnolo Pedro Sanchez, all'epoca presidente di turno della Ue.

Tajani: “Oggi ok sostanziale alla missione nel mar Rosso”

"Noi stiamo proponendo assieme a Francia e Germania una missione che possa garantire la sicurezza del traffico marittimo. Io mi auguro che si possa già approvare definitivamente la missione nel prossimo Consiglio Affari Esteri dopo un sostanziale via libera nella riunione di oggi". Lo ha detto ai cronisti a Bruxelles il ministro degli Esteri Antonio Tajani aggiungendo che per l'Italia la missione nel Mar Rosso "può comprendere" anche la missione Emasoh/Agenor, nello stretto di Hormuz.

(ansa)

Il palazzo della Mezzaluna Rossa a Khan Yunis circondato dai tank

L'esercito israeliano ha stretto d'assedio l'edificio centrale della Mezzaluna Rossa a Khan Yunis (a Sud di Gaza) e ha di fatto paralizzato tutte le sue attività, incluse quelle della unità di ambulanze. Lo ha reso noto la Mezzaluna Rossa secondo cui carri armati circondano l'edificio e tiratori scelti sono appostati sui tetti di edifici vicini.
Fonti locali aggiungono che nelle immediate vicinanze dell'edificio (alto otto piani) ci sono migliaia di sfollati, che non possono più spostarsi in alcuna direzione. Le fonti aggiungono che nelle strade vicine ci sono corpi di persone, ma questa informazione non ha ancora avuto conferma.

Netanyahu incontra i familiari di 15 ostaggi

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, sta incontrando a Gerusalemme i familiari di 15 persone tenute in ostaggio da Hamas nella Striscia di Gaza. Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz. L'incontro avviene in un momento particolarmente complesso per il governo israeliano, nel giorno in cui decine di parenti di ostaggi hanno fatto irruzione nella Knesset impedendo ai deputati di sedersi e di partecipare ai lavori e chiedendo a gran voce le dimissioni di Netanyahu.

Italia-Francia-Germania: “Massima efficacia per la missione Ue nel Mar Rosso”

Italia Francia e Germania presenteranno oggi al Consiglio Ue Affari Esteri un documento sulla sicurezza e la libertà di navigazione nel Mar Rosso, per assicurare la massima efficacia della futura missione Aspides (che dovrebbe essere lanciata a febbraio), anche invitando ad appoggiarsi all'esperienza e alle strutture dell'operazione Agenor. Lo riferiscono fonti diplomatiche Ue.

Israele, parenti degli ostaggi fanno irruzione alla Knesset

Decine di parenti di ostaggi detenuti da Hamas nella Striscia di Gaza hanno fatto irruzione in una riunione della Commissione Finanze del Parlamento israeliano, o Knesset, urlando "Non vi siederete qui mentre loro stanno morendo lì!". I manifestanti hanno interrotto la sessione chiedendo le dimissioni del primo ministro Netanyahu e invocando nuove elezioni.


Ministro Israele Katz: “L’Ue ci aiuti a smantellare Hamas e a ripristinare la sicurezza”

L'Unione Europea deve "aiutare Israele" a "smantellare" Hamas. Lo dice il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, del Likud, appena arrivato all'Europa Building, a Bruxelles, per incontrare i colleghi dell'Unione.
"Sono qui - dice - per incontrare i colleghi dell'Ue e parlare di due cose. Primo, di come riportare a casa gli ostaggi, inclusi - continua mostrando alle telecamere due fogli A4 con le immagini dei rapiti - questo bambino piccolo e queste giovani donne. Potete vedere, in queste foto, quattro di loro, prima" del rapimento e "dopo quello che hanno fatto loro. E' urgente e molto importante riportarli a casa, presto. La seconda cosa è aiutare Israele a smantellare Hamas.
Dobbiamo ripristinare la sicurezza: i nostri coraggiosi soldati stanno combattendo casa per casa, in condizioni molto difficili, per ripristinare la sicurezza per il popolo di Israele", conclude, per poi salutare, senza prendere domande dalla stampa.

A Bruxelles i ministri degli Esteri di Israele e Palestina

L’Unione europea prova a inserirsi con forza nelle trattative per la pace in Medio Oriente. Oggi i ministri degli Esteri israeliano e palestinese incontreranno la loro controparte dell’Unione Europea. Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz e il ministro degli Esteri palestinese Riyadal-Maliki parteciperanno separatamente a un incontro dei ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles, dedicato in gran parte al Medio Oriente ma che farà anche il punto sulla guerra in Ucraina. Parteciperanno anche i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Egitto e Giordania e il segretario generale della Lega degli Stati arabi mentre l'incontro si concentrerà sulle conseguenze degli attacchi del 7 ottobre contro Israele da parte del gruppo militante palestinese Hamas da Gaza e sulla risposta militare di Israele. Al centro del piano dell’Ue c'è l'appello per una "conferenza preparatoria di pace" che sarà organizzata da Ue, Egitto, Giordania, Arabia Saudita e Lega degli Stati arabi, con gli Stati Uniti e le Nazioni Unite invitati a convocare l'incontro.

Autorità di Gaza: 25.295 palestinesi uccisi da inizio guerra

Continua a salire il bilancio delle vittime civili palestinesi negli attacchi sulla Striscia di Gaza condotti dalle forze militari israeliane. Dall'inizio della guerra in 25.295 sono stati uccisi nell'enclave, secondo il ministero della Sanità locale, gestito da Hamas, mentre i feriti sono oltre 63.000.

Trasmesso nuovo video sul rapimento di un ostaggio il 7 ottobre

Nuove immagini video sull'attacco terroristico del 7 ottobre sono state trasmesse dall'emittente israeliana Channel 13: nel filmato si assiste al momento in cui i miliziani di Hamas sequestrano Yotam Haim, rapito dalla sua casa di Kfar Aza la mattina dell'attacco. Nelle immagini - si legge sul Times of Israel - si vede Haim - a torso nudo - mentre viene trascinato da quattro terroristi attraverso i campi del kibbutz e quindi costretto a salire su un veicolo nero.
Yotam Haim ed altri due ostaggi israeliani, Alon Shamriz e Samar Talalka sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco dalle truppe dell'Idf che li hanno erroneamente identificati come una minaccia, il 15 dicembre, nel quartiere Shejaiya di Gaza City.


Giordania: “Ue deve chiedere il cessate il fuoco, ora pace”

"Ci aspettiamo che l'Ue chieda un cessate il fuoco e lavori con noi per raggiungere un piano concreto per la soluzione a due stati, il momento è ora". Lo ha detto Ayman Hussein Abdullah Al Safadi, ministro degli Esteri giordano. "Israele con la sua politica sta condannando la regione ad anni di conflitto: il mondo è per la soluzione a due stati e Israele sta sfidando la comunità internazionale, è ora di prendere delle misure, la pace va imposta", ha aggiunto.

Teheran: il boato nella città di Semnan dovuto a un aereo che ha infranto la barriera del suono

E' stato un aereo che ha infranto la barriera del suono la causa del forte boato avvertito nella città di Garmsar nella provincia di Semnan in Iran. Lo hanno riferito le autorità di Teheran senza specificare se si tratti di un aereo iraniano, ma riferendo di "indagini preliminari che non hanno rilevato la presenza di fumo o fuoco causati dall'esplosione". In precedenza l'agezia di stampa semiufficiale Mehr e altri media iraniani avevano parlato di una potente deflagrazione nella città industriale a 95 chilometri a sudest della capitale.

Borrell su operazioni di Israele a Gaza: “Così non distruggono Hamas, seminano odio per generazioni”

Anche se gli israeliani "sono in disaccordo" con l'Ue su come risolvere la crisi iniziata con gli attacchi del 7 ottobre, "devono venire qui e discutere. Quale altra soluzione hanno, costringere a partire tutti i palestinesi" che vivono nella Striscia? "Ci sono già 25mila morti, il 70% dei quali donne e bambini. Se vogliono distruggere Hamas", di certo non è questo "il modo", perché "stanno seminando odio per generazioni". Lo dice l'Alto Rappresentante dell'Ue Josep Borrell, a Bruxelles a margine del Consiglio Affari Esteri, cui partecipano anche, in momenti diversi, i ministri degli Esteri di Israele, Egitto, Giordania, Arabia Saudita e Autorità Palestinese, oltre al segretario generale della Lega Araba. "Abbiamo bene in mente che cosa ha fatto Hamas, e di certo lo condanniamo e respingiamo. Ma pace e stabilità non possono essere ottenute solo con mezzi militari", conclude.

Proteste davanti alla Knesset contro Netanyahu: “Dimettiti”

Decine di manifestanti si sono radunati davanti alla Knesset per chiedere nuove elezioni, accusando i partiti della coalizione al potere di essere "traditori che hanno rinunciato agli ostaggi". "La restituzione dei sequestrati non è un tema, è l'obbligo numero uno di questo governo. Gli ostaggi sono stati abbandonati e rapiti sotto il suo controllo e quindi deve fare di tutto per restituirli", ha affermato Merva Michaeli, presidente uscente dei laburisti. Mor Shamgar, che guida la folla in cori infuocati contro il primo ministro Benjamin Netanyahu, ha sostenuto di essere stata un elettrice del Likud fino al 1999 quando lui ha preso il potere. "Ho lasciato quando ho capito chi è Netanyahu. Si occupa solo di se stesso", ha sottolineato. Nella notte, un gruppo di familiari degli ostaggi si è accampato fuori dalla residenza a Gerusalemme di Netanyahu, esortandolo a trovare un accordo che assicuri il ritorno a casa dei 136 sequestrati ancora nelle mani di Hamas a Gaza. Ieri sera, proprio il capo di governo ha respinto con fermezza le richieste del Movimento islamico, definendole condizioni per una "resa".

La Germania: “Urgente una missione europea nel Mar Rosso”

"Quasi ogni giorno gli Houti dello Yemen attaccano a caso nel Mar Rosso navi del tutto estranee, colpendo così una delle arterie centrali della libera navigazione e quindi anche del commercio mondiale. Per noi è quindi importante lanciare congiuntamente un'operazione dell'Ue per il Mar Rosso. In tal modo dimostriamo che l'Ue è capace di agire e che è un partner affidabile per il diritto internazionale". Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, al suo arrivo al Consiglio Esteri a Bruxelles. "Pertanto, per me è fondamentale che ora chiariamo insieme, urgentemente, gli ultimi dettagli", ha aggiunto.

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Il Belgio: “A nome della presidenza Ue chiediamo il cessate il fuoco immediato a Gaza e la fine della violenza in Cisgiordania”

“A nome del Belgio e della presidenza dell'Ue il messaggio che oggi porterò è chiaro: noi chiediamo un cessate il fuoco immediato. la liberazione degli ostaggi, il rispetto del diritto internazionale, il ritorno al processo di pace che deve portare alla creazione dei due Stati". Lo ha detto la ministra degli Esteri del Belgio Hadja Lahbib prima del Consiglio Affari Esteri. "C'è un chiaro rischio di regionalizzazione del conflitto. Serve che la violenza cessi anche in Cisgiordania. Ci auguriamo di poter organizzare a Bruxelles, in un futuro più o meno prossimo, una conferenza di pace che possa veramente rilanciare il dialogo politico", ha sottolineato.

Borrell: “Inaccettabile opporsi alla soluzione dei due Stati. Quale è la soluzione di Israele? Ucciderli tutti?”

"D'ora in poi si deve parlare di soluzione a due Stati e non di processo di pace, le parole sono importanti". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Josep Borrell arrivando al Consiglio Affari Esteri. "So che Israele non è d'accordo ma è inaccettabile, come ha detto il segretario generale dell'Onu. Quindi dobbiamo discutere. Qual è la loro soluzione? Cacciare la gente da Gaza? Ucciderli tutti? Israele sta suscitando odio per generazioni", ha precisato. "Hamas è uno degli ostacoli alla soluzione a due Stati, ma non il solo. Dobbiamo lavorare con il mondo arabo e discutere fra noi gli approcci per ottenere passi avanti".

Borrell su Gaza prima del Consiglio Esteri: “Non è il modo di condurre un’operazione militare. Vittime civili, quando è troppo è troppo”

"La situazione umanitaria a Gaza non potrebbe essere peggiore, non c'è cibo, medicine e le persone sono sotto le bombe. Alcuni ministri accettano che ci siano troppe vittime civili, ma quando troppo è troppo? Oggi parleremo anche di questo". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Josep Borrell arrivando al Consiglio Affari esteri. "Non è il modo di condurre un'operazione militare, e lo dico nel rispetto delle vittime del 7 ottobre", ha aggiunto.

Attacchi nella notte a Khan Yunis nel sud di Gaza

L'esercito israeliano ha bombardato Khan Yunis, il nuovo epicentro della guerra a Gaza, mentre le famiglie degli ostaggi tenuti da Hamas sono tornati ad esortare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a raggiungere un accordo per garantirne la liberazione.
Testimoni hanno riferito di attacchi che hanno causato vittime durante la notte a Khan Yunis, la più grande città nel sud di Gaza, e di aspri combattimenti tra soldati israeliani e militanti di Hamas. Netanyahu ha promesso una "vittoria completa" su Hamas dopo gli attacchi del 7 ottobre che hanno provocato la morte di circa 1.140 persone. Secondo l'esercito israeliano le sirene sono state udite di nuovo durante la notte nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano.

Nyt: “Inviato Usa in Medio Oriente, tappe in Egitto e Qatar”

L'inviato americano per il Medio Oriente Brett McGurk sarà nei prossimi giorni prima in Egitto e poi in Qatar. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali la speranza è quella di fare progressi verso un accordo che si traduca nel rilascio di ostaggi da parte di Hamas in cambio di una pausa della campagna militare israeliana a Gaza.

Usa, morti i due Navy Seal scomparsi alla metà di gennaio

I due Navy Seal scomparsi nelle acque del Golfo di Aden l'11 gennaio sono morti. Lo afferma il US Central Command al termine di una ricerca esaustiva durata 10 giorni. I due Navy Seal sono entrati in acqua in gennaio durante una missione notturna per bloccare un'imbarcazione sospettata di trasportare armi prodotte dall'Iran per gli Houthi, riporta Abc citando alcune indiscrezioni

Sondaggio: elezioni premierebbero Gantz, crollo Likud

Se in Israele si tenessero oggi elezioni, dopo tre mesi e mezzo di guerra a Gaza, il partito di Unità nazionale di Benny Gantz conquisterebbe 37 seggi, più del triplo rispetto agli attuali 12, staccando di gran lunga l'attuale primo partito alla Knesset, il Likud di Benjamin Netanyahu, che ne perderebbe la metà, fermandosi a 16. È il risultato di un sondaggio condotto dall'emittente Channel 13.

Familiari ostaggi piantano tende davanti a residenza Netanyahu

I familiari degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas hanno piantato alcune tende davanti alla residenza del premier Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. "Siamo rimasti scioccati nel sentire che il primo ministro ha deciso di sacrificare i nostri familiari lasciandoli al loro terribile destino nelle fauci dei mostri di Hamas", le loro parole riportate da Channel 12. "Se avete deciso di sacrificare gli ostaggi ditelo onestamente. Chi li ha abbandonati ora ce li restituisca".

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