✕

Aereo russo abbattuto. Mosca accusa: “A bordo c’erano 65 prigionieri ucraini”

(ansa)

Ascolta l'audio

Kiev rivendica dicendo che trasportava missili, poi nega e accusa la Russia di aver teso un tranello per far fallire lo scambio di soldati concordato
2 minuti di lettura

Kiev — Se ha ragione Mosca, la Difesa ucraina ha ucciso 65 dei suoi stessi soldati per un errore imperdonabile. Se hanno ragione gli ucraini, invece, i russi hanno teso loro un infido, letale tranello. Ci mancava un nuovo giallo nella guerra russa in Ucraina: un altro aereo abbattuto come l’Mh17 nel 2014, una nuova girandola di accuse e di misteri su chi o cosa ci fosse a bordo, e su chi o cosa abbia provocato la sciagura.

Ieri mattina un aereo da trasporto militare russo IL-76 è precipitato nella zona di Belgorod, in Russia, a 30 chilometri dal confine ucraino. Quotidianamente, lì, volano droni e colpi di contraerea. Secondo Kiev trasportava armi, un obiettivo che la Difesa ucraina rivendica come legittimo e ammette di avere nel mirino. Secondo i russi trasportava invece 65 soldati ucraini, prigionieri di guerra sulla via di uno scambio già pianificato per il pomeriggio, uccisi da tre missili terra aria sparati dai loro stessi commilitoni.

Kiev — Se ha ragione Mosca, la Difesa ucraina ha ucciso 65 dei suoi stessi soldati per un errore imperdonabile. Se hanno ragione gli ucraini, invece, i russi hanno teso loro un infido, letale tranello. Ci mancava un nuovo giallo nella guerra russa in Ucraina: un altro aereo abbattuto come l’Mh17 nel 2014, una nuova girandola di accuse e di misteri su chi o cosa ci fosse a bordo, e su chi o cosa abbia provocato la sciagura.

Ieri mattina un aereo da trasporto militare russo IL-76 è precipitato nella zona di Belgorod, in Russia, a 30 chilometri dal confine ucraino. Quotidianamente, lì, volano droni e colpi di contraerea. Secondo Kiev trasportava armi, un obiettivo che la Difesa ucraina rivendica come legittimo e ammette di avere nel mirino. Secondo i russi trasportava invece 65 soldati ucraini, prigionieri di guerra sulla via di uno scambio già pianificato per il pomeriggio, uccisi da tre missili terra aria sparati dai loro stessi commilitoni.

Un video mostra l’aereo schiantarsi nella neve in una nuvola di fuoco. Sono le 8 del mattino in Italia, le 10 a Mosca. Le prime notizie da parte ucraina suonano come una rivendicazione. I media citano fonti politiche e la Difesa, dicono che l’aereo trasportava missili verso le zone da cui quotidianamente partono attacchi russi diretti a Kharkiv. Lasciano intendere sia stato abbattuto da Kiev. Ma poco dopo, quando Mosca sostiene che a bordo si trovassero 65 soldati ucraini con tre accompagnatori e sei membri dell’equipaggio, fanno marcia indietro.

In Russia dicono che il trasporto di prigionieri avveniva su una rotta concordata, come decine di altre volte. Il presidente della Commissione Difesa della Duma russa, Andrej Kartapolov, dice che un secondo cargo con prigionieri ucraini ha dovuto invertire la rotta. Sostiene che l’IL-76 sia stato abbattuto «da tre Patriot o Iris T» ucraini, e che dopo la sciagura «non se ne parla più di scambi di prigionieri».

L’aereo russo, dice, è stato colpito dalle forze armate ucraine che hanno sacrificato i loro propri prigionieri di guerra per incolpare la Russia. La solita tesi della false flag, un classico di questa guerra in cui nessuno ammette responsabilità. La propaganda russa si scatena: Slutskij, capo del partito Ldpr e candidato alle presidenziali, accusa Usa e Ue di essere responsabili del «disumano abbattimento di prigionieri di guerra». Margarita Simonjan, capo di Rt, pubblica un elenco dei detenuti ucraini. Mash sostiene che 12 fossero di Azov. Altri deridono i media ucraini che prima rivendicano e poi negano tutto.

Dopo ore di silenzio le forze armate ucraine diffondono un documento sibillino. Affermano di «adottare tutte le misure per proteggere l’Ucraina», ricordano «la strategia russa di terrore» su Kharkiv con «attacchi missilistici», e rivendicano che «continueranno a distruggere i mezzi di consegna e a controllare lo spazio aereo». Un’ammissione di fatto di avere abbattuto il cargo sospettato di trasportare missili. Il Gur di Budanov — i servizi ucraini — conferma lo scambio di prigionieri previsto alla frontiera. Ma «la parte russa — dice — doveva garantire la sicurezza dei nostri».

Invece «non ha informato della necessità» di tutelare «lo spazio aereo di Belgorod, come ripetutamente in passato». L’accusa è durissima: «L’Ucraina non è stata informata su veicoli, percorsi e modalità di consegna dei prigionieri. Ciò può indicare azioni deliberate per creare una minaccia alla vita e alla sicurezza dei prigionieri». Cioè Mosca avrebbe usato l’aereo coi prigionieri come un’esca, lasciando che fossero gli stessi soldati ucraini a ucciderli «con l’obiettivo di destabilizzare e indebolire il sostegno internazionale» a Kiev.

Leggi i commenti