Esteri

Alabama, Kenneth Smith primo giustiziato con azoto puro: “All’inizio era cosciente, tremava e si contorceva sulla barella”

Deanna Smith, la moglie del condannato a morte
Deanna Smith, la moglie del condannato a morte 

È la prima volta che si utilizza questo metodo disumano. Nel 2022 l’uomo era sopravvissuto all’iniezione letale che gli aveva provocato però atroci sofferenze. Le sue commoventi ultime parole

3 minuti di lettura

NEW YORK - Kenneth Eugene Smith è diventato il primo condannato a morte americano ucciso usando una maschera ad azoto. È stato giustiziato giovedì sera, nell’Holman Correctional Facility di Atmore, in Alabama. Nuovo capitolo di una pratica che continua ad assimilare gli Stati Uniti ai Paesi più retrogradi del mondo, anche se negli ultimi anni le esecuzioni sono fortemente diminuite.

L’ultimo pasto

Alle dieci del mattino Smith ha mangiato il suo ultimo pasto, bistecca, patate e uova, comprato da un fast food Waffle House vicino alla prigione. Da quel momento in poi è rimasto digiuno, perché il boia temeva che vomitasse durante l’esecuzione. Ha incontrato i familiari insieme al suo consigliere spirituale, Jeff Hood, per un ultimo saluto. "Sono state versate molte lacrime", ha raccontato Hood, aggiungendo che "Kenneth è terrorizzato per la tortura che potrebbe subire".

(reuters)

L’ultimo messaggio

L’esecuzione era prevista alle 6 del pomeriggio, ma gli ultimi ricorsi legali, tutti bocciati, l’hanno ritardata. Legato alla barella, poco prima che il boia gli mettesse sulla faccia la maschera per l’azoto, Smith ha rilasciato la sua ultima dichiarazione: "Stasera l'Alabama ha fatto sì che l'umanità facesse un passo indietro. Me ne vado con amore, pace e luce, grazie per avermi sostenuto, amo tutti voi".

A quel punto il gas che doveva privarlo dell’ossigeno ha iniziato a riempire la maschera. Smith, secondo il resoconto dei testimoni, è rimasto cosciente per "diversi minuti dall'inizio dell'esecuzione" e per i due minuti successivi "tremava e si contorceva su una barella". Poi sono seguiti diversi minuti di respirazione profonda, prima che il respiro iniziasse a rallentare, "fino a quando non era più percepibile dai testimoni dei media". Alle 8 e 25 minuti della sera è stato dichiarato morto.

Quando in conferenza stampa è stato chiesto alle autorità del carcere perché Smith tremasse all'inizio dell'esecuzione, la risposta è stata che sembrava trattenere il respiro "per tutto il tempo che poteva" e potrebbe aver "lottato contro le sue restrizioni". Quindi "ci sono stati alcuni movimenti involontari e un po' di respiro agonico. Era tutto previsto negli effetti collaterali che abbiamo visto e studiato sull'ipossia da azoto. Niente era fuori dall’ordinario rispetto a ciò che ci aspettavamo".

Perché era stato condannato

Quindici minuti di agonia vengono dunque considerati la norma. Smith aveva 58 anni ed era stato condannato a morte per l’omicidio di una donna, Elizabeth Sennett, commesso nel 1988. Il marito della vittima, un pastore protestante di nome Charles, aveva assunto Kenneth e altri due complici, pagandoli mille dollari a testa per ucciderla. Il suo scopo era incassare i soldi di un’assicurazione sulla vita della moglie, perché era soffocato dai debiti. I tre omicidi l’avevano aggredita, colpendola con undici coltellate.

Al processo Smith era stato giudicato colpevole, ma la giuria lo aveva condannato all’ergastolo. Il giudice però non aveva accettato il verdetto, trasformandolo in pena capitale. I figli della vittima avevano chiesto che i killer fossero giustiziati.

L’esecuzione del 2022

L’esecuzione era stata prevista una prima volta nel 2022, con l’iniezione letale, ma il boia non era riuscito a trovare una vena per praticarla e quindi era stata annullata. Quindi le autorità locali avevano deciso di cambiare metodo, passando alla maschera ad azoto, un metodo usato in alcuni casi di suicidio assistito in Europa.

Gli avvocati di Smith hanno presentato vari ricorsi, sostenendo che si trattava di una punizione "inusuale e crudele", perciò vietata dalla legge. Inoltre hanno denunciato il rischio di una morte lenta e piena di sofferenza, perché la maschera era di una misura unica e poteva non produrre il decesso immediato. Esisteva anche il rischio che il condannato subisse un ictus, restasse incapacitato o in coma, senza però morire.

Anche la Comunità di Sant’Egidio aveva sollecitato la grazia. Nessun tribunale però, a livello statale o federale, inclusa la Corte Suprema di Washington, ha accettato gli appelli. Gli ultimi sono stati presentati poche ora prima dell’esecuzione, ma non sono serviti a fermarla.

Nel 2023 24 detenuti sono stati giustiziati, in cinque Stati: Texas, Florida, Oklahoma, Missouri e Alabama. Al momento nel braccio della morte ci sono circa 2.400 detenuti, ma le condanne e le esecuzioni sono in calo da vent’anni, anche se nel 2023 c’è stato un aumento. Il sostegno per questa pratica sta diminuendo in tutto il paese, con la sola eccezione degli stati più conservatori delle regioni sud orientali. Quando era presidente, Donald Trump aveva ripreso le esecuzioni federali, ma Biden ha ristabilito la moratoria. Pochi singoli stati però continuano le esecuzioni, perpetuando una concezione della giustizia che assimila gli Usa a molti paesi che poi Washington condanna per le violazioni dei diritti umani.

I commenti dei lettori