Toccherà allo stratega democratico e veterano del partito dell’asinello John Podesta, 65 anni, sostituire in primavera l'inviato speciale degli Stati Uniti per il clima John Kerry: l’ex segretario di Stato (che nel 2004 fu anche candidato alla presidenza contro George W Bush), in questi anni abile a tenere aperto il canale di comunicazioni con la Cina, che a breve lascerà il suo incarico per dedicarsi a tempo pieno alla campagna presidenziale 2024.
Attualmente consigliere senior di Joe Biden, l’italo-americano Podesta (ma sua mamma era greca) nell’ultimo quarto di secolo ha rivestito ruoli di estrema responsabilità. Dal 1998 al 2001 è stato infatti Capo di gabinetto nella Casa Bianca di Bill Clinton. Dal 2014 al 2015 tra i più fidati consiglieri del presidente Barack Obama. E nel 2016 presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton. Attualmente è presidente del Center for American Progress, un influente think tank di Washington, e professore di diritto a Georgetown University. È noto alle cronache per essere un appassionato di Ufo e aver parlato più volte pubblicamente degli archivi ufficiali segreti: che, ha detto “Mi dispiace non aver desecretato”.
La sua competenza in questioni climatiche è indubbia, avendo iniziato la sua carriera come avvocato dell’Honors Program in the Land and Natural Resources Division del Dipartimento di Giustizia che si occupa appunto di risorse. Ha poi contribuito a guidare le politiche ambientali di President Clinton e ha avuto un ruolo cruciale nella mediazione dell’accordo sul clima di Parigi del 2015 come consigliere di Obama. Nel suo attuale ruolo di consigliere senior di Biden, ha soprattutto il compito di supervisionare l’attuazione della legge sul clima Inflation Reduction Act del 2022 con i suoi incentivi sull'energia pulita. La scelta del suo nome arriva in un momento cruciale dell’agenda climatica di Biden e degli sforzi globali volti a rallentare il surriscaldamento globale. Il presidente si sta infatti affrettando a finalizzare norme ambientali severe e blindate che dovranno essere in atto entro la fine del suo mandato attuale: ben sapendo che il suo rivale Donald Trump si impegnerà a cancellare molte di quelle azioni. L’esito delle elezioni rischia di influenzare la credibilità degli Stati Uniti alla prossima Conferenza sui cambiamenti climatici che si terrà questo autunno in Azerbaijgian. Podesta non assumerà la qualifica di Kerry: il suo nuovo titolo sarà infatti quello di “consigliere senior del presidente per la politica climatica internazionale”. Ma ne assorbirà i poteri di inviato climatico, vero capo della diplomazia del clima. Rimarrà alla Casa Bianca invece di trasferirsi al Dipartimento di Stato.
Di sicuro la sua rinnovata visibilità risveglierà però gli antichi rancori che l’estrema destra americana nutre nei suoi confronti: tanto da porlo al centro di una delle più assurde teorie del complotto che siano mai state formulate. Quel “Pizzagate” secondo cui bambini piccolissimi venivano stuprati da alti funzionari del partito dem (Hillary Clinton e Barack Obama fra questi) nel retrobottega di una pizzeria di Washington, la cui eco è arrivata anche in Italia: nonostante tali falsità siano state smontate da testate giornalistiche di ogni orientamento politico. Su quella stessa teoria si basa d’altronde anche l’altrettanto folle cospirazione conosciuta come QAnon, secondo cui governo, media e finanza americani sono controllati da pedofili adoratori di Satana - gestori di un’operazione globale di traffico sessuale di minori – e Donald Trump è il paladino di quei bambini, unico in grado di salvarli dalle grinfie di quei malvagi e allo stesso tempo di svelare le trame di quel che definisce “Deep State”, sorta di Stato nello Stato.
Una teoria nata nel 2016, quando l’account personale di John Podesta, all’epoca appunto responsabile della campagna di Hillary Clintono, fu violato e le sue mail successivamente pubblicate da WikiLeaks a novembre 2016. Poco dopo un account Twitter dell’Alt-right, l’estrema destra americana sostenne che il Gotha democratico consisteva in una rete di pedofili. Legando le mail di Podesta a certe foto osé mandate ad una minorenne dall’allora deputato dem Anthony Weiner, all’epoca sposato con Huma Abedin, l’assistente di Hillary che era anche vicepresidente della campagna elettorale. Una brutta faccenda privata (sapientemente narrata nel documentario “Weiner”) montata dai complottisti e trasformata in un racconto dell’orrore. Sostennero infatti di aver individuato nelle mail di Podesta riferimenti in codice a pedofilia e traffico di esseri umani. Usando come prova principale l’abbreviazione CP che stava per Cheese Pizza – la pizza al formaggio ordinata nel locale Comet Ping Pong per un evento elettorale – per “Child Pornography”, pedopornografia. Da allora quell’assurdità è rimbalzata via Twitter fino a sostenere che Podesta bevesse sangue umano in riti satanici e fosse addirittura il rapitore di Madeleine McCann, la bambina inglese rapita in Spagna nel 2007 e mai più ritrovata.
Lui non se n’è mai curato e ha sempre continuato a fare il suo lavoro: “Il segretario Kerry ha riportato gli Stati Uniti alla leadership sul clima in tutto il mondo. Farò in modo di mantenere lo slancio ottenuto grazie ai suoi sforzi” ha anzi detto al Washington Post mercoledì. Podesta prevede di continuare a lavorare principalmente sulla diffusione domestica dell’energia pulita. Ciò significa che viaggerà meno di Kerry, che nonostante i suoi 80 anni ha portato avanti un programma frenetico di pubbliche relazioni, in giro per il mondo a convincere gli altri paesi a intervenire sull’inquinamento che surriscalda il pianeta. In qualità di inviato de facto per il clima, Podesta dovrà comunque appianare i conflitti e mantenere i contatti con gli alleati e le maggiori potenze dall’Unione Europea alla Cina, massimo diplomatico climatico degli Stati Uniti.
E pazienza se supervisionare le decine di miliardi di dollari da spendere ai sensi dell’Inflation Reduction Act è già di per sé un lavoro a tempo pieno. Podesta ha detto di essere fiducioso di poter bilanciare le sue responsabilità nazionali con il nuovo portafoglio internazionale, aggiungendo che il suo staff alla Casa Bianca lo aiuterà nel lavoro di promozione dell'energia pulita negli Usa.