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Israele - Hamas, le news del 5 febbraio

Israele - Hamas, le news del 5 febbraio
Gallant: “Sinwar è in fuga, passa da un nascondiglio all’altro. La Spagna garantirà un finanziamento urgente di 3,5 milioni alla Unrwa. Nuova missione di Blinken nella regione
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"Il nostro obiettivo è una vittoria completa su Hamas. Uccideremo la leadership di Hamas, quindi dobbiamo continuare ad operare in tutte le aree della Striscia di Gaza". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu parlando ad una riunione del Likud. "Non dobbiamo porre fine alla guerra prima di allora. Ci vorrà del tempo: mesi, non anni", ha spiegato per poi aggiungere che Israele non è disposto ad accettare le richieste di Hamas sugli ostaggi.

La Spagna invierà all'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi Unrwa ulteriori 3,5 milioni di euro in aiuti. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri spagnolo, Jose Manuel Albares. I principali donatori dell'Unwra, tra cui Stati Uniti e Germania, hanno deciso di sospendere i finanziamenti dopo che sono emerse le accuse a 12 dipendenti palestinesi sospettati di coinvolgimento negli attacchi del 7 ottobre in Israele da parte di Hamas

Media: “La sorella di Haniyeh ha partorito in un ospedale in Israele”

La sorella di Ismail Haniyeh, capo dell'ufficio politico di Hamas, è stata ricoverata nel centro medico israeliano Soroka, dove ha partorito. Lo scrive il Jerusalem Post, secondo cui alcune sorelle di Haniyeh vivono a Tel Sheva, nel distretto Sud di Israele, e una di loro ha dato alla luce un bambino prematuro negli ultimi giorni, ricevendo cure salvavita dai medici. Un alto funzionario del Soroka - scrive ancora il giornale - ha riferito che si tratta di una famiglia beduina di Tel Sheva con regolare documento d'identità. Ismail Haniyeh, 62 anni, è sposato e padre di 13 figli e secondo fonti attualmente si trova in Qatar. Ha due fratelli e otto sorelle, tre delle quali sono sposate con beduini israeliani, hanno cittadinanza israeliana e vivono a Tel Sheva, spiega il portale israeliano

Milei atteso domani in Israele: vedrà Herzog e Netanyahu

Il presidente argentino, Javier Milei, arriverà domani in Israele in visita di Stato. Lo riportano i media israeliani, precisando che Milei incontrerà il suo omologo, Isaac Herzog, e il primo ministro, Benjamin Netanyahu. Insieme a Herzog, Milei visiterà il kibbutz di Nir Oz, uno di quelli teatro del massacro di Hamas il 7 ottobre. Tra gli ostaggi ancora prigionieri a Gaza figurano anche cittadini argentini. Come i fratelli Eitan e Yair Horn, rapiti proprio da Nir Oz

Bin Mubarak nuovo premier dello Yemen, nel 2015 fu rapito dagli Houti

Il Consiglio di leadership presidenziale yemenita (il governo dello Yemen riconosciuto dalla comunità internazionale) ha nominato il ministro degli Esteri, Ahmed Awad bin Mubarak, nuovo primo ministro. Lo ha riferito lo stesso Consiglio sul social X, precisando che il primo ministro uscente, Maeen Abdulmalik Saeed, assumerà l'incarico di consigliere del capo del Consiglio di leadership presidenziale. Nel 2015 Bin Mubarak venne rapito dai ribelli Houti mentre ricopriva il ruolo di capo di Stato maggiore dello Yemen durante una lotta per il potere con l'allora presidente, Abd-Rabbo Mansour Hadi. Quel sequestro contribuì a far precipitare il Paese nella crisi politica, provocando scontri tra gli Houti e le guardie presidenziali di Hadi, che successivamente spinsero il presidente e il governo a dimettersi. Bin Mubarak era ministro degli Esteri dal 2020

Scholz a Netanyahu: "La formula a due Stati è l'unica durevole"

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha rimarcato, in un colloquio telefonico con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che soltanto l'attuazione di una formula a due Stati metterebbe il Medio Oriente nella condizione di una pace duratura. "Solo una soluzione negoziata a due Stati aprirà la prospettiva di una soluzione durevole al conflitto del Medio Oriente. Ciò deve valere per Gaza e la Cisgiordania" ha detto il cancelliere tedesco, auspicando "un ruolo centrale" per un'Autorità palestinese riformata. Lo rende noto la cancelleria tedesca

(afp)

Gallant: “Sinwar è in fuga, passa da un nascondiglio all’altro e non dirige le forze di Hamas”

Yahya Sinwar "non dirige le forze" di Hamas perché "è impegnato per la sua sopravvivenza personale. Si è trasformato da capo di Hamas in un terrorista fuggitivo e le forze dell'Idf continuano a dargli la caccia". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, riferendosi al leader di Hamas nella Striscia di Gaza. “La leadership di Hamas, compreso Yahya Sinwar, è in fuga. Passa da un nascondiglio all'altro e non riesce a comunicare con i suoi collaboratori", ha aggiunto. “I soldati hanno trovato materiale significativo nei posti dove si trovava"

(afp)

Israele: “Daremo all'Onu le prove dei legami Unrwa col terrorismo”

"Forniremo tutte le prove che evidenziano i legami dell'Unrwa con il terrorismo e i suoi dannosi effetti sulla stabilità regionale". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz congratulandosi per la decisione delle Nazioni Unite di istituire una Commissione di indagine sull'Unrwa. "E' imperativo - ha aggiunto - che questa Commissione porti la verità alla luce rendendo necessarie le dimissioni del presidente dell'Unrwa Lazzarini"

Onu, inchiesta indipendente sull’Unrwa in parallelo a un’indagine sui dodici dipendenti

La revisione esterna indipendente sull'operato dell'Unrwa si svolgerà "parallelamente" a un'indagine attualmente in corso da parte dell'Ufficio dei servizi di supervisione interna delle Nazioni Unite (Oios) sulle accuse di coinvolgimento di 12 membri del personale dell'agenzia negli attacchi del 7 ottobre. La cooperazione delle autorità israeliane, che hanno formulato queste accuse, sarà fondamentale per il successo dell'indagine, fa sapere il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres in un comunicato

Netanyahu: “Non accettiamo le richieste di Hamas per gli ostaggi”

"Hamas ha delle richieste sugli ostaggi che non possiamo accettare. Il rapporto di scambio fra ostaggi e detenuti palestinesi deve essere simile a quella dell'accordo precedente". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu ribadendo che non farà un accordo "ad ogni prezzo". Nei precedenti accordi il rapporto è stato di un ostaggio per tre detenuti palestinesi

Netanyahu: “La guerra durerà finché uccideremo i leader di Hamas”

"Il nostro obiettivo è una vittoria completa su Hamas. Uccideremo la leadership di Hamas, quindi dobbiamo continuare ad operare in tutte le aree della Striscia di Gaza". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu parlando ad una riunione del Likud. "Non dobbiamo porre fine alla guerra prima di allora. Ci vorrà del tempo: mesi, non anni", ha aggiunto

Unrwa: “Convoglio alimentare colpito dalla marina israeliana”

"Questa mattina a Gaza un convoglio alimentare, in attesa di entrare nel nord della Striscia, è stato colpito dalla marina israeliana, fortunatamente nessuno è rimasto ferito". Così sul proprio profilo X Thomas White, direttore dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa). A corredo del post, White ha pubblicato anche due foto in cui si vede il camion in questione pesantemente danneggiato.

https://puntoitalia.online/esteri/2024/02/03/news/putin_manifesti_elezioni_lettera_v-422047154/


Mosca convoca l’ambasciatrice israeliana per accuse a Lavrov, aveva detto: “minimizza l’Olocausto”

Il ministero degli Esteri russo ha annunciato che intende convocare l'ambasciatrice israeliana a Mosca, Simona Halperin, per delle dichiarazioni che il governo russo ha definito "inaccettabili": lo riporta l'agenzia Interfax citando lo stesso dicastero. In un'intervista a Kommersant pubblicata ieri, riferendosi all'Olocausto la diplomatica ha accusato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov di "minimizzare il significato di questo evento mostruoso" e ha accusato Mosca di essere troppo amichevole con Hamas: "I membri di Hamas vengono ricevuti a Mosca, abbracciati, e per loro vengono stesi tappeti”.

Tajani: “Lavoriamo per la de-escalation con la mediazione del Qatar”

"Stiamo lavorando per la pace e la de-escalation con la meditazione del Qatar, e c'è la speranza di ottenere il cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi, arrivando alla pacificazione": lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo ai Med Dialogues a Roma, dove si incontrano circa cento esperti sul tema “ripensare la sicurezza nel Mediterraneo”.

Tajani: “La missione nel Mar Rosso sarà di difesa operativa”

La missione dell'Unione europea nel Mar Rosso sarà "una missione di difesa operativa" perché "c'è un attacco" in corso e quindi si prevede "una reazione" in risposta, se necessaria. Lo ha spiegato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani aprendo la sessione sulla diplomazia della crescita ai Med Dialogues. "Le regole di ingaggio sono di reazione militare in caso di attacco" con l'obiettivo di "cercare di garantire la sicurezza dei trasporti", ha spiegato Tajani,

(ansa)

La Spagna garantirà un finanziamento urgente di 3,5 milioni alla Unrwa

"La Spagna garantirà un finanziamento urgente di 3,5 milioni di euro all'agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Palestina (Unrwa) per il mantenimento della sua attività a Gaza". E' quanto ha assicurato oggi il ministro degli Esteri, Jose Manuel Albares, in dichiarazioni riprese da RTVE, che ha informato dello stanziamento il commissario generale di Unrwa, Philippe Lazzarini. Albares ha insistito sulla "situazione disperata" che si vive nella Striscia e sul rischio che in poche settimane Unrwa debba interrompere l'attività per i sei milioni di rifugiati palestinesi a causa della mancanza di fondi, sospesi da numerosi Paesi fra i quali l'Italia dopo le accuse di terrorismo nei confronti di nove dipendenti dell'agenzia. Spagna, con Norvegia, Irlanda e Belgio, non ha interrotto i finanziamenti, riconoscendo il ruolo vitale che l'agenzia continua a svolgere nella distribuzione di aiuti umanitari fra la popolazione della Striscia di Gaza.

(reuters)

Un palestinese colpito a morte in Cisgiordania dagli spari della Guardia di frontiera

Un palestinese è stato colpito a morte oggi presso la città-colonia di Maaleh Adumin (Cisgiordania) dagli spari di agenti della Guardia di frontiera israeliana dopo che si era avventato contro di loro armato di un coltello. Lo ha riferito la radio militare. Gli agenti, che erano dislocati ad uno degli ingressi della città, sono rimasti illesi.

L'Iran terrà esercitazioni navali con Russia e Cina

L'Iran, la Russia e la Cina organizzeranno a marzo delle manovre navali congiunte con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza regionale: lo ha dichiarato il comandante della Marina iraniana Shahram Irani, aggiungendo che anche altri Paesi sono stati invitati a partecipare all'esercitazione. "L'obiettivo più importante della Marina iraniana è quella di preservare e proteggere gli interessi e le risorse economiche del Paese", ha sottolineato il comandante, secondo quanto riportato da Mehr.

Khamenei fa appello al “mondo musulmano” per “tagliare le relazioni con Israele”

La Guida suprema della Repubblica islamica dell'Iran, il Grande Ayatollah Ali Khamenei, ha rivolto un appello al "mondo musulmano" affinché chieda al proprio "governo di tagliare le relazioni economiche con il regime sionista". L'Iran "non dice di entrare in guerra con il regime" di Israele, ha sottolineano Khamenei, affermando che "alcuni forse non lo faranno o non potranno farlo". Ma "studiosi, scienziati, giornalisti e persone politicamente attive nel mondo musulmano devono presentare una richiesta pubblica affinché si costringa il loro governo a sferrare un duro colpo al regime sionista", ha dichiarato.

In un video, la Resistenza Islamica in Iraq rivendica l’attacco alla base Usa

La Resistenza islamica in Iraq, gruppo di milizie irachene sostenuto dall'Iran, ha pubblicato un video in cui ha rivendicato la responsabilità dell'attacco avvenuto in una base che ospita le truppe statunitensi nella Siria orientale. Nel video viene mostrato il lancio di un drone da una località non specificata. A fine gennaio, un attacco con un drone effettuato dallo stesso gruppo, ha ucciso tre militari statunitensi e ne ha ferite altre decine in una base nel deserto della Giordania. L'esercito statunitense ha lanciato decine di attacchi di rappresaglia contro i gruppi militanti sostenuti dall'Iran nell'Iraq occidentale e nella Siria orientale e ha colpito anche gli Houthi nello Yemen.

La Resistenza islamica in Iraq rivendica l’attacco alla truppe Usa in Siria

La resistenza islamica in Iraq ha rivendicato l’attacco di domenica notte a una base Usa in Siria. Cinque combattenti delle Forze democratiche siriane a guida curda sono stati uccisi questa mattina presto in un attacco contro una base americana nella Siria orientale. "Cinque membri delle forze speciali dell'Sdf sono stati uccisi e circa 20 feriti da un attacco di droni dopo mezzanotte sul giacimento petrolifero di Al-Omar", la più grande base della coalizione guidata dagli Stati Uniti in Siria, secondo quanto riferito da Rami Abdel Rahman, capo dell'Ong Osservatorio per i Diritti Umani, con sede in Gran Bretagna.

Teheran: “L’Iran non cerca l’escalation nella regione. Abbiamo mandato agli Usa messaggi espliciti”

"L'Iran non ha rappresentanti nella regione e non cerca l'espansione della guerra a Gaza o l'aumento delle tensioni con nessun altro Paese ma sono gli Stati Uniti che usano il regime sionista, che ha una natura terroristica organizzata, come un loro rappresentante nella regione". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanani. "Abbiamo inviato messaggi espliciti riguardo a questo agli Stati Uniti attraverso Paesi intermediari", ha aggiunto il funzionario della Repubblica islamica, in riferimento ai recenti scontri tra gli Stati Uniti e i loro alleati contro le mosse destabilizzanti da parte delle milizie sostenute dall'Iran in Iraq, Siria e Yemen. Il proseguimento degli attacchi militari contro questi Paesi porterà soltanto all'aumento della tensione nella regione, ha sottolineato Kanani, come riporta Irna, aggiungendo che "la comunità del mondo è responsabile delle mosse unilaterali e avventuriste degli Usa e della Gran Bretagna nella regione".

Sono almeno 20 gli uccisi negli ultimi attacchi israeliani a Rafah, nell’area dove c’è la più alta concentrazione di sfollati

Almeno 20 palestinesi sono stati uccisi durante il fine settimana negli attacchi israeliani su Rafah, in un’area di Gaza precedentemente designata zona sicura dall'esercito israeliano e dove centinaia di migliaia di palestinesi erano fuggiti. Lo afferma l'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite Ocha.

Hezbollah: uccisi da Israele altri tre combattenti nel Sud del Libano

Gli Hezbollah libanesi hanno annunciato stamani l'uccisione da parte di Israele di altri tre combattenti nel Sud del Libano. Sale così a 182 il numero dei miliziani del movimento armato libanese filo-iraniano uccisi dall'8 ottobre a oggi. Di questi, come riferiscono i media di Beirut, 166 sono morti nel sud del Libano mentre 16 sono stati uccisi in raid aerei attribuiti a Israele in Siria.

Crollo delle entrate per l’Egitto a causa degli attacchi degli Houti

L'Egitto ha registrato un crollo delle entrate derivanti dal passaggio di navi attraverso il Canale di Suez nel mese di gennaio, a causa degli attacchi degli Houti yemeniti nel Mar Rosso, che hanno costretto grandi compagnie di trasporto marittimo internazionale a cambiare rotta. Lo rende noto Al Arabiya, che cita fonti interne al governo egiziano secondo cui 428 milioni di dollari sono entrati nelle casse egiziane a gennaio 2024, poco più della metà degli 804 milioni guadagnati dall'Egitto nello stesso mese del 2023. Un dato confermato indirettamente dal capo dell'autorità portuale del canale di Suez, Osma Rabie, che in un'intervista a una tv egiziana ha dichiarato che il numero delle navi in transito dal canale è crollato del 36%. "E' la prima volta che ci troviamo ad affrontare una crisi simile", ha detto Rabie. La crisi è il risultato degli attacchi sferrati con razzi e droni dagli Houti yemeniti nei confronti della navi cargo in entrata e uscita dal Mar Rosso. Sui miliziani sostenuti dall'Iran si sono però abbattuti negli ultimi giorni raid aerei americani e britannici contro le postazioni da cui gli Houti fanno partire gli attacchi.

Ong: droni contro base Usa in Siria, morti 5 combattenti curdi

Cinque combattenti delle Forze democratiche siriane a guida curda sono stati uccisi questa mattina presto in un attacco contro una base americana nella Siria orientale. "Cinque membri delle forze speciali dell'Sdf sono stati uccisi e circa 20 feriti da un attacco di droni dopo mezzanotte sul giacimento petrolifero di Al-Omar", la più grande base della coalizione guidata dagli Stati Uniti in Siria, secondo quanto riferito da Rami Abdel Rahman, capo dell'Ong Osservatorio per i Diritti Umani, con sede in Gran Bretagna.

Colloquio tra Blinken e Cameron

Colloquio tra il Segretario di Stato degli Usa Antony Blinken e il ministro degli Esteri britannico David Cameron. I due - si legge in una nota del portavoce di Blinken - "hanno discusso degli sforzi in corso per garantire il rilascio di tutti gli ostaggi e ottenere una tregua umanitaria che consentirebbe una maggiore consegna di aiuti umanitari ai civili a Gaza". Inoltre Blinken e Cameron hanno anche discusso "della situazione del Mar Rosso e delle azioni internazionali per colpire gli Houti responsabili di attacchi illegali alle navi" e "hanno riaffermato l'impegno congiunto di Stati Uniti e Regno Unito nel sostenere l'Ucraina".

(afp)

Usa, distrutti 5 missili degli Houti nello Yemen

Le forze statunitensi hanno condotto attacchi aerei per distruggere cinque missili nello Yemen, il giorno dopo l'ondata di raid aerei americani e britannici scattati in risposta agli attacchi dei ribelli Houti nel Mar Rosso. Washington "ha identificato i missili nelle aree dello Yemen controllate dagli Houti e ha stabilito che rappresentavano una minaccia imminente per le navi della Marina americana e per le navi mercantili nella regione", ha aggiunto Centcom. Sabato, Washington e Londra hanno condotto attacchi aerei contro i ribelli Houti sostenuti dall'Iran - la loro terza azione militare congiunta in risposta agli attacchi alle navi mercantili nel Mar Rosso.

Casa Bianca: “L’accordo sugli ostaggi non è dietro l’angolo”

L'accordo sugli ostaggi "non è dietro l'angolo". Lo ha detto il consigliere americano per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan all'emittente Abc, sottolineando che questo tipo di negoziati può procedere molto lentamente fino a quando non comincia ad avanzare molto in fretta, per questo è "difficile avere tempi precisi".

Nuova missione per Blinken, obiettivo tregua

Il segretario di Stato americano Antony Blinken è partito per una nuova missione in Medio Oriente con l'obiettivo di contribuire ai negoziati su una nuova tregua tra Israele e Hamas a Gaza in cambio del rilascio degli ostaggi israeliani. Il suo quinto viaggio nella regione dall'inizio del conflitto il 7 ottobre scorso si inserisce in un contesto particolarmente teso dopo gli attacchi americani contro i gruppi filo-iraniani in Iraq e Siria, e contro gli Houthi nello Yemen. Blinken visiterà l'Arabia Saudita, il Qatar, l'Egitto, Israele e la Cisgiordania occupata.

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