Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas dell’8 febbraio
Il governo israeliano respinge le richieste di Hamas per arrivare a un accordo su tregua e rilascio degli ostaggi. Hamas aveva prospettato un piano in tre fasi da 45 giorni l’una per la liberazione degli ostaggi. Il programma prevede il rilascio di 1500 detenuti palestinesi, tra cui 500 condannati all’ergastolo. Ma per procedere nell'intesa per gli ostaggi israeliani a Gaza, la fazione islamica chiedeva soprattutto un cessate il fuoco totale e la “fine dell'aggressione”. “Ci ragioniamo”, è stata la reazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
Netanyahu ha avuto un “lungo e approfondito colloquio” con Il segretario di Stato americano Antony Blinken tornato oggi in Israele, poi in una conferenza stampa ha spiegato il motivo del rifiuto e annunciato di aver dato ordine all’esercito di avanzare su Rafah. Intanto il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato il lancio di sei missili balistici antinave da parte dei ribelli Houti da zone dello Yemen verso il Mar Rosso meridionale e il Golfo di Aden
Blinken: “Errori nella risposta di Hamas alla tregua ma lavoriamo all’accordo”
Intervenendo in una conferenza stampa a Tel Aviv, il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha affermato di essere in Israele "prima di tutto per consultarsi con i nostri partner per riportare a casa tutti gli ostaggi rimasti". E passando alla controproposta di Hamas su un accordo e alla risposta di Israele, Blinken ha detto che "sebbene ci siano alcuni chiari errori nella risposta di Hamas, pensiamo che crei spazio per il raggiungimento di un accordo. E lavoreremo incessantemente su questo obiettivo finché non arriveremo a quel punto"
Meloni sente Al-Sisi: proseguire aiuti e liberazione ostaggi
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto questa sera un nuovo contatto telefonico con il presidente egiziano Al-Sisi focalizzato sui seguiti del Vertice Italia-Africa, a partire dall'attuazione dei progetti del Piano Mattei per l'Africa, che ha nell'Egitto uno dei Paesi pilota. La conversazione telefonica, che si iscrive nel quadro dei costanti contatti con i principali leader della regione, ha anche affrontato l'attuale situazione in Medio Oriente. A quattro mesi dalla drammatica cattura degli ostaggi del 7 ottobre, nel confermare la necessità di proseguire con gli sforzi umanitari, è stato ribadito il forte auspicio del Governo italiano di una loro pronta liberazione
Media: “Almeno tre morti in un attacco di droni a Baghdad. Due sono leader di Hezbollah”
Un drone ha colpito un veicolo nella zona di Al-Mashtal, a Est della capitale Baghdad. Secondo quanto riportato da Al Arabiya sulla vettura viaggiavano due leader di Hezbollah responsabili delle operazioni all'estero, Abu Baqir al-Saadi e Arkan al-Alay. Secondo una fonte l'auto era guidata da un leader delle Forze di Mobilitazione Popolare, un'alleanza di fazioni armate entrate a far parte delle forze ufficiali irachene
Hamas: “Netanyahu vuole proseguire il conflitto, noi pronti a tutte le opzioni”
Per Hamas il premier israeliano Benjamin Netanyahu vuole solo "proseguire il conflitto". Le parole di Netanyahu sono "una forma di tracotanza politica" e dimostrano la sua "intenzione di portare avanti il conflitto nella regione", ha detto l'esponente di Hamas, Sami Abu Zuhri, in alcune dichiarazioni rilanciate da Sky News. Hamas, ha aggiunto, "è pronto ad affrontare tutte le opzioni"
Blinken a Netanyahu: “Proteggere i civili a Gaza”
"Ho incontrato il premier israeliano Netanyahu a Gerusalemme per discutere gli ultimi sforzi per garantire il rilascio di tutti gli ostaggi e garantire che gli eventi del 7 ottobre non si ripetano mai. Ho sottolineato l'importanza di proteggere i civili a Gaza e di garantire che maggiori aiuti umanitari arrivino alle persone bisognose". Lo afferma il Segretario di Stato Usa, Antony Blinken, dopo il suo incontro con il premier israeliano Netanyahu
Netanyahu: “L’esercito Israele a Gaza meglio degli Usa a Mosul”
L'esercito di Israele sta comportandosi in maniera brillante a Gaza, destando ammirazione anche in altri eserciti. Lo ha sostenuto in una conferenza stampa il premier Benjamin Netanyahu citando da un lato i successi registrati finora dalle truppe israeliane nella Striscia, e dall'altro menzionando l'esperienza Usa in Iraq. "A Mosul - ha detto - sono stati necessari nove mesi per aver ragione di 5.000 terroristi, in una città peraltro più piccola di Gaza e priva di infrastrutture militari sotterranee paragonabili a quelle di Gaza. Noi in 4 mesi abbiamo ucciso o ferito 20 mila terroristi, oltre metà delle forze di Hamas"
Netanyahu respinge le richieste di Hamas: “A queste condizioni si arriverebbe a un altro 7 ottobre. L’esercito entrerà a Rafah”
"Se ci arrendiamo alle condizioni di Hamas potremo arrivare ad un altro massacro". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, riferendosi al 7 ottobre, affermando che "Israele continuerà le operazioni militari a Gaza".
La vittoria "completa e totale" di Israele avverrà – ha aggiunto – solo con "la completa distruzione di Hamas", che "non sopravviverà a Gaza". "Solo la vittoria finale ci consentirà di portare la sicurezza nel Nord e nel Sud di Israele", ha detto ancora.
Nel corso della conferenza stampa successiva al suo incontro con Antony Blinken, il premier israeliano ha aggiunto di aver dato ordine all’esercito di entrare a Rafah, la città più a Sud della Striscia, a ridosso del confine egiziano, dove al momento è sfollata circa la metà della popolazione di Gaza
L'Ungheria contro l’ipotesi di sanzioni Ue ai coloni israeliani
Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó si è espresso contro le sanzioni Ue ai coloni israeliani, affermando che "ciò potrebbe esacerbare le tensioni e prolungare gli sforzi antiterrorismo". Lo rende noto via X Zoltan Kovacs, portavoce del premier ungherese, Viktor Orbán. Il ministro ha bollato l'idea - di cui si discute in questi giorni a Bruxelles - di mettere in campo misure restrittive come "inappropriate" criticando "il dibattito molto acceso dell'Ue sulle sanzioni, che sottolinea un forte sentimento anti-israeliano in Europa e negli Stati Uniti, insieme ai crescenti episodi di antisemitismo"
Israele, le proteste contro il governo per la riforma giudiziaria riprendono per la prima volta dopo il 7 ottobre
La "forza Kaplan", uno dei movimenti di protesta contro la riforma giudiziaria in Israele, ha annunciato che riprenderà domani sera le manifestazioni davanti le case di ministri e deputati, per la prima volta dopo il massacro del 7 ottobre. Lo slogan della protesta contro "l'avventata condotta Netanyahu e dei suoi colleghi estremisti", riferisce Haaretz, sarà: "è tempo di svegliarsi, la nostra casa sta crollando". Secondo gli organizzatori, "invece di parlare di cosa accadrà dopo la guerra", i ministri del governo vanno a convegni dove si parla di trasferimento dei palestinesi e minano gli sforzi dei militari. Questo non è più "un governo di emergenza" ma "un governo Ben Gvir che danneggia i rapporti con gli Stati Uniti" e abbandona gli ostaggi"
Media: “Domani Haniyeh al Cairo”
Il leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh, sarà domani al Cairo per colloqui sulla proposta di accordo con Israele. Lo riporta il sito di notizie israeliano Ynet che cita il giornale Al Araby Al Jadeed. Quds Press si limita a riferire che una delegazione di Hamas si recherà in Egitto "nei prossimi giorni" nell'ambito dei negoziati. In precedenza il canale di informazione egiziano Al Qahera News aveva riferito dell'inizio domani al Cairo di un nuovo round di negoziati per arrivare a un accordo che porti alla liberazione degli ostaggi trattenuti da quattro mesi nella Striscia di Gaza e a un cessate il fuoco
A Rafah eliminato un capo della polizia di Hamas
Un razzo israeliano ha centrato oggi nel rione Shabura di Rafah (nel Sud della striscia di Gaza) l'automobile di un capo della polizia di Hamas, Majdi Abdel-Al, provocandone la morte. Lo hanno riferito fonti locali secondo cui l'ufficiale comandava la stazione di polizia di Shabura nonché le “unita” specialì attive nella città. La sua uccisione segue quella di sei agenti della polizia di Hamas colpiti due giorni fa, con un attacco identico, mentre viaggiavano su una jeep in un altro rione di Rafah. Con questi attacchi, sostengono fonti locali, Israele mira ad ostacolare tentativi di Hamas di mantenere il controllo sulla città
Blinken a colloquio con il presidente palestinese
E' in corso a Ramallah un incontro tra il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, e il leader dell'Autorità palestinese, Mahmoud Abbas. Lo riferisce la Cnn. Oggi Blinken ha visto in Israele il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Isaac Herzog.
Blinken fa slittare il punto stampa a Tel Aviv: parlerà dopo Netanyahu a Gerusalemme
Nell'incontro tra Antony J. Blinken e Benjamin Netanyahu "sono stati discussi i nuovi sforzi per assicurare il rilascio di tutti gli ostaggi rimasti in mano ad Hamas e l'importanza di aumentare la quantità di assistenza umanitaria che arriva ai civili sfollati in tutta Gaza". È quanto rende noto il dipartimento di Stato a proposito del colloquio durante circa un'ora oggi a Tel Aviv tra il premier israeliano e il segretario di Stato Usa. Riaffermando "il sostegno degli Usa al diritto di Israele di assicurare che attacchi terroristici come quello del 7 ottobre non si ripetano e l'importanza di adottare tutte le misure possibili per proteggere i civili a Gaza", Blinken ha discusso "la visione degli Stati Uniti per una pace durevole e la sicurezza della regione". Ed ha reiterato il sostegno degli Usa "alla creazione di uno stato palestinese come miglior modo per assicurare una pace duratura e la sicurezza per israeliani e palestinese e una maggiore integrazione nella regione". Infine ha sottolineato "l'urgente bisogno di diminuire le tensioni in Cisgiordania ed impedire l'espansione del conflitto"
Guterres: “Impatto incalcolabile se Israele attacca Rafah”
Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha messo in guardia dalle "incalcolabili conseguenze regionali" di un possibile attacco di terra israeliano a Rafah, dove centinaia di migliaia di sfollati palestinesi sono ammassati nel sud della Striscia di Gaza, al confine con l'Egitto. "Tale azione aumenterebbe esponenzialmente quello che è già un incubo umanitario, con conseguenze regionali incalcolabili", ha affermato Guterres all'Assemblea generale dell'Onu, chiedendo ancora una volta un "cessate il fuoco umanitario immediato" e il rilascio di tutti gli ostaggi
Blinken a Netanyahu, Usa sostengono nascita Stato palestinese
Antony Blinken ha spiegato la visione degli Stati Uniti per una pace e una sicurezza durature nella regione e ha ribadito il sostegno americano alla creazione di uno Stato palestinese. Lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato, Matthew Miller, dopo i colloqui con Benjamin Netanyahu in Israele. "Il segretario ha anche sottolineato l'urgente necessità di allentare le tensioni in Cisgiordania e impedire l'espansione del conflitto", aggiunge Miller in una nota
Israele: “Ricevuto un aggiornamento dal Qatar, Mossad valuta”
"Abbiamo ricevuto un aggiornamento, abbiamo avuto un avviso dai mediatori del Qatar. Li stiamo controllando. Il Mossad sta esaminando attentamente ciò che ci è stato presentato". Lo ha detto il portavoce del governo israeliano Avi Hyman sulle trattative in corso sull'accordo per gli ostaggi
Tajani: “L’Italia sostiene la liberazione incondizionata degli ostaggi”
"A 4 mesi dal brutale attacco di Hamas contro Israele mi stringo alle famiglie degli ostaggi che attendono la liberazione dei loro cari. Il Governo italiano sostiene la liberazione incondizionata degli ostaggi nel quadro dei negoziati per il cessate il fuoco e per rafforzare azione umanitaria". Lo scrive sul social X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Domani al Cairo nuovo round di negoziati
Inizierà domani al Cairo un nuovo round di negoziati per arrivare a un accordo con Hamas che porti alla liberazione degli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza e un cessate il fuoco. Lo afferma il canale di informazione egiziano Al Qahera News.
Netanyahu parlerà questa sera in merito all’accordo sugli ostaggi
Il premier Benyamin Netanyahu parlerà questa sera sull'accordo per la liberazione degli ostaggi. Lo ha riferito l'ufficio del premier. L'ora del discorso è prevista per le 18.30 in Italia.
Reuters racconta la storia del 15enne “Newton di Gaza” che con i rottami ha portato l’elettricità nella tenda della sua famiglia
Un 15enne palestinese di Gaza è riuscito a creare, grazie a rottami trovati nella Striscia martoriata dai bombardamenti, un sistema per avere luce elettrica nella tenda dove vive con la sua famiglia dopo essere stati sfollati. Come racconta Reuters, l'adolescente Hussam al-Attar è stato ribattezzato dagli abitanti del campo 'il Newton di Gaza': utilizzando due pale da ventilatore, posizionate una sopra l'altra sul tetto di un'abitazione vicina, ha creato delle minuscole turbine eoliche in grado di caricare le batterie. Ha poi collegato i ventilatori ai cavi che attraversavano la casa e ha utilizzato interruttori, lampadine e un sottile pezzo di compensato per creare un sistema di illuminazione su misura per la sua famiglia. I primi due tentativi non sono andati a buon fine ma il terzo è stato un successo. "Sono stato molto felice di aver potuto realizzare tutto questo, perché ho alleviato la sofferenza della mia famiglia, di mia madre, di mio padre malato, dei figli piccoli di mio fratello e di tutti coloro che qui soffrono per le condizioni in cui viviamo durante questa guerra". Orgoglioso del soprannome, Al-Attar spera di realizzare il suo "sogno di diventare uno scienziato come Newton e creare un'invenzione che vada a beneficio non solo della popolazione della Striscia di Gaza ma del mondo intero".
Nuove proteste al valico di Kerem Shalom contro gli aiuti a Gaza
Nuove proteste al valico di Kerem Shalom contro l'ingresso di aiuti a Gaza: attivisti stanno impedendo ai camion di entrare nella Striscia, ha riferito Channel 12, precisando che diverse decine di manifestanti si sono accampati sul posto e hanno passato la notte al valico. L'area è stata dichiarata zona militare chiusa dalle forze armate ma l'ordinanza è stata applicata in maniera intermittente dalle forze dell'ordine alla luce delle critiche sollevate da parte di alcuni ministri del governo. In particolare, il ministro della Sicurezza nazionale e leader dell'estrema destra Itamar Ben-Gvir e il ministro della Giustizia Yariv Levin si sono scagliati contro quella che hanno definito una "applicazione selettiva" della forza contro i manifestanti, accusando il capo della polizia Kobi Shabtai di essere stato morbido con gli attivisti che per mesi hanno protestato contro la controversa riforma della giustizia (di cui Levin è l'artefice) e di usare il pugno duro contro quelli che cercano di impedire l'ingresso degli aiuti a Gaza.
Netanyahu incontra Blinken: “Colloquio lungo e approfondito”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ricevuto a Gerusalemme il Segretario di Stato americano Antony Blinken, con il quale ha avuto un "lungo e approfondito incontro in privato". Lo rende noto l'ufficio di Netanyahu aggiungendo che ora l'incontro si allargherà e coinvolgerà anche il ministro della Difesa Yoav Gallant, il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale Tzachi Hanegbi, il capo dello Shin Bet Ronen Bar, il capo del Mossad Dedi Barnea, il capo di stato maggiore generale di brigata Herzi Halevi e altri alti funzionari israeliani. "Non ti vedo da molto tempo", ha scherzato Netanyahu ricevendo Blinken. "Sì, sono passate alcune settimane", ha risposto Blinken che è stato in Israele l'ultima volta all'inizio di gennaio.
Hamas ha chiesto di rivedere il protocollo che consente l’ingresso alla Spianata delle moschee agli ebrei
Al Jazeera riferisce che tra le richieste di Hamas nella controproposta sul rilascio degli ostaggi c’è l’approvazione di nuove procedure per l’accesso alla Spianta delle moschee. Il gruppo vuole che venga cancellato il permesso che Israele ha concesso agli ebrei nel 2003 di visitare il sito senza coordinamento con il Waqf, l’organismo palestinese per i luoghi sacri, dopo tre anni durante i quali solo i musulmani potevano visitare il sito.
Il Qatar ha detto ad Hamas che Israele rilascerebbe fino a 5 mila detenuti
Il Qatar avrebbe detto a Hamas che Israele sarebbe disponibile a rilasciare dai tremila ai cinquemila detenuti palestinesi in cambio degli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza. Lo riferisce Sky News Arabiya contraddicendo le dichiarazioni pubbliche del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che si è detto contrario alla scarcerazione di migliaia di detenuti palestinesi. Sky News Arabiya riferisce inoltre che il Qatar sta cercando di ammorbidire le richieste contenute nella controproposta di Hamas per un cessate il fuoco e il ritiro completo delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. Il Qatar, prosegue l'emittente, ha anche offerto il ritorno degli sfollati palestinesi nelle loro case a Gaza come parte dell'accordo, così come la costruzione di nuovi e migliori campi profughi e la ristrutturazione dei servizi idrici e fognari.
Il ministro della Difesa Gallant stanotte ha incontrato il capo del Mossad Barnea
Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha incontrato nella notte il capo del Mossad, David Barnea. L'ufficio di Gallant ha diffuso foto del faccia a faccia ma non ha dato dettagli dell'incontro. Il Mossad la notte scorsa aveva confermato di aver ricevuto la risposta di Hamas a una proposta di tregua. Fonti di stampa hanno indicato che Netamyahu avrebbe dato il suo ok.
Il Papa chiama il cardinale Pizzaballa per avere ragguagli sulla situazione della parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza
Nelle scorse ore si è svolto un colloquio tra Papa Francesco e il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, sulla situazione della parrocchia cattolica della Sacra Famiglia a Gaza. Lo rende noto Vatican News. Il Papa telefona quasi quotidianamente al parroco padre Gabriel Romanelli e al viceparroco padre Youssef Assad per informarsi della situazione.
Fonti di stampa: Netanyahu ha dato l’ok al cessate il fuoco. Ma manca ancora la conferma ufficiale
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe dato il suo ok al cessate il fuoco con Hamas nella Striscia di Gaza senza informare il gabinetto di guerra. Lo riporta l'emittente televisiva Kan. La notizia arriva nel giorno della visita in Israele del Segretario di Stato americano Antony Blinken, che incontrerà Netanyahu alle 11 e 30 ora locale, e il giorno dopo che Hamas ha detto di avere un atteggiamento positivo circa la proposta di accordo elaborata dal Qatar e dall'Egitto. Hamas ha anche rilanciato con una proposta in tre fasi di cessate il fuoco di 135 giorni, quattro mesi e mezzo, e di rilascio di 1.500 detenuti palestinesi nelle carceri di Israele. Al momento l'ufficio di Netanyahu non ha confermato le indiscrezioni di Kan, dicendo al Times of Israel di non avere nuove risposte alla proposta di Hamas.
Tre fasi da 45 giorni nel piano richiesto da Hamas e il rilascio di 1500 detenuti tra cui 500 condannati all’ergastolo
Secondo il piano proposto da Hamas il rilascio dei rapiti dovrebbe avvenire in tre fasi ciascuna della durata di 45 giorni. Il piano prevede il rilascio di 1.500 detenuti palestinesi e il ritiro completo da Gaza. Tra i detenuti richiesti ci sono 500 condannati all'ergastolo. In Israele si discuterà per formulare una risposta.
Niente pannolini e latte in polvere a Gaza, genitori disperati
La guerra a Gaza ha scatenato una catastrofe umanitaria che ha portato alla carenza dei beni di prima necessità. Tra le persone più colpite ci sono i neonati, i bambini piccoli e i loro genitori. Pannolini e latte artificiale sono impossibili da trovare o sono diventati inaccessibili a causa dell’impennata dei prezzi. I genitori sono alla ricerca di alternative inadeguate o non sicure, come dare cibo solido ai bambini di età inferiore ai 6 mesi. Le consegne di aiuti sono sporadiche, ostacolate dalle restrizioni israeliane e dai combattimenti incessanti. Le agenzie umanitarie affermano che i bisogni dei bambini nel territorio devastato dalla guerra superano di gran lunga gli aiuti che arrivano.
L’esercito israeliano: decine di militanti uccisi nelle ultime 24 ore a Khan Yunis
L'esercito israeliano ha detto di aver ucciso decine di militanti palestinesi nella città di Khan Younis, nel Sud di Gaza, nelle ultime 24 ore.
I soldati hanno anche localizzato grandi quantità di armi e scoperto altri tunnel nella zona, si legge nella dichiarazione.
Hamas: nella terza fase verrebbero riconsegnati i corpi
Secondo la proposta di Hamas in una terza fase verrebbero riconsegnati i corpi. L’esercito israeliano ritiene che almeno 50 degli ostaggi siano morti
Hamas: in un secondo tempo rilascio di tutti gli ostaggi israeliani in cambio dei prigionieri palestinesi e del ritiro da Gaza
Stando a quanto scrive l’agenzia Reuters, Hamas vuole che in un secondo tempo in cambio del rilascio di tutti gli ostaggi Israele si ritiri completamente dalla Striscia e rilasci un certo numero di prigionieri palestinesi.
Hamas chiede una prima fase di stop alle armi per la ricostruzione degli ospedali e dei campi profughi
Hamas ha proposto il rilascio degli ostaggi donne in cambio di uno stop alle ostilità che consenta la ricostruzione di ospedali e campi profughi. e l’uscita dell’esercito israeliano dalle aree popolate di Gaza.
Blinken incontrerà privatamente il capo dell'esercito israeliano
Il segretario di Stato americano Antony Blinken incontrerà privatamente il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano Herzi Halevi. Lo scrive il Times of Israel. Durante le precedenti quattro visite di Blinken in Israele, gli incontri con Halevi sono avvenuti nell'ambito di riunioni con il gabinetto di guerra a cui ha preso parte anche il capo dell'Idf. La richiesta di incontrare Halevi in privato suggerisce che Blinken ritiene che gli possa fornire un'analisi più onesta dello stato attuale della guerra a Gaza senza la presenza di ministri. Quello con Halevi è uno dei quattro incontri programmati secondo il Dipartimento di Stato: Blinken vedrà prima Netanyahu, poi Halevi, il ministro della Difesa Yoav Gallant e il presidente Isaac Herzog.
Mar Rosso: Usa confermano attacco Houthi con 6 missili
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato il lancio di sei missili balistici antinave da parte dei ribelli Houthi da zone dello Yemen verso il Mar Rosso meridionale e il Golfo di Aden. Questa nuova ondata era già stata annunciata qualche ora prima dal portavoce militare degli Houthi, Yahya Sarea, in un comunicato in cui sottolineava che le aggressioni "continueranno in risposta all'oppressione del popolo palestinese e all'aggressione statunitense-britannica contro il nostro Paese". "Le milizie Houthi sostenute dall'Iran hanno sparato sei missili balistici antinave (ASBM) da aree dello Yemen verso il Mar Rosso meridionale e il Golfo di Aden.
L'escalation della tensione nel Mar Rosso coincide con la presenza nella regione del Segretario di Stato americano Antony Blinken, che ha visitato l'Arabia Saudita lunedì e il Cairo (Egitto) martedì, nell'ambito del suo quinto tour in Medio Oriente per garantire una tregua e il rilascio degli ostaggi nella Striscia di Gaza, e per cercare di prevenire l'estensione del conflitto nella regione.
Usa: Camera boccia legge Gop per aiuti a Israele ma non Ucraina
La Camera del Congresso americano ha bocciato la legge presentata dai Repubblicani che prevedeva l'invio di aiuti soltanto a Israele ma non all'Ucraina. Dopo il fallito tentativo dei conservatori di mettere sotto impeachment il ministro del governo Biden Alejandro Mayorkas, arriva un'altra sconfitta per il Gop, che alla Camera ha la maggioranza.
Media, 'forze Israele irrompono a Tulkarem in Cisgiordania'
"Video condivisi sulle piattaforme social palestinesi e verificati da Al Jazeera mostrano un grande raduno di forze israeliane vicino a Jenin, in Cisgiordania, ma anche raid israeliani nella città di Tulkarem". Lo scrive la tv satellitare del Golfo, precisando che "i video dei raid di Tulkarem mostrano bulldozer e mezzi blindati che entrano nei principali quartieri della città".
Blinken arrivato in Israele
Il segretario di Stato americano Antony Blinken è arrivato in Israele in tarda serata mentre si continua a cercare una tregua nella guerra con Gaza. Blinken, che domani incontrerà le autorità israeliane, si è recato in precedenza in Arabia Saudita, Egitto e Qatar.
4 morti in Siria dopo attacco Israele
Gli attacchi israeliani sulla città siriana di Homs hanno ucciso quattro persone, tra cui due civili, ha dichiarato un osservatore di guerra all'AFP, mentre il ministero della Difesa siriano ha riferito di un numero imprecisato di civili morti e feriti.
"Quattro persone sono state uccise, tra cui due civili, negli attacchi israeliani sulla città di Homs", ha dichiarato Rami Abdel Rahman, a capo dell'Osservatorio siriano per i diritti umani.