Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 9 febbraio
Gli attacchi di Hamas del 7 ottobre non danno a Israele "la licenza per disumanizzare gli altri". Lo dice il segretario di Stato americano Antony Blinken. Un raid di Israele su Rafah e Deir Balah, al centro della striscia di Gaza, fa 14 morti.
Intanto Netanyahu boccia la tregua di Hamas. E annuncia che Israele andrà avanti nella guerra fino alla "distruzione totale" della fazione islamica.
L'esercito ieri ha avuto l'ordine di dirigersi proprio verso Rafah, dove ci sono centinaia di migliaia di sfollati. E un attacco a Rafah, aveva detto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, "aumenterebbe quello che è già un incubo umanitario, con conseguenze regionali incalcolabili".
Raffica di razzi Hezbollah dal Libano verso Nord Israele
Raffica di almeno 30 razzi di Hezbollah, lanciati dal Libano verso Israele. Ne dà notizia la stampa israeliana segnalando che l'esercito con la 'stella di David' ha risposto con il fuoco dell'artiglieria verso i siti da cui sono stati lanciati i proietti.
Israele, una trentina di razzi lanciati dal Libano
Una trentina di razzi sono stati lanciati dal Libano verso Israele in serata. Lo ha reso noto l'esercito, aggiungendo che tutti sono caduti in aree disabitate e uno è stato intercettato. Le sirene d'allarme sono scattate nell'Alta Galilea. Il massiccio lancio di razzi - riportano i media locali - è arrivato poche ore dopo che Israele ha effettuato un attacco con droni a Nebetia, nel sud del Libano, in cui sono rimasti uccisi due operativi di Hezbollah. Un blitz in rappresaglia ad un precedente attacco di Hezbollah contro un base militare in cui soldato israeliano era rimasto gravemente ferito.
Due fratelli americani arrestati in un raid israeliano a Gaza
l dipartimento di Stato Usa conferma che due cittadini americani sono stati arrestati oggi in raid delle forze israeliane a Gaza. Precisando che sta cercando di raccogliere maggiori informazioni, il dipartimento non ha rivelato l'identità dei due arrestati che è invece stata confermato dai loro familiari. Si tratta di Hashem Alagha, di 20 anni, e Borak Alagha, di 18 anni, entrambi di cittadinanza palestinese ed americana, che sono stati arrestati in un raid questa mattina a Khan Younis. Arrestato anche il padre, di cittadinanza canadese, e lo zio, che è disabile mentale. Nati a Chicago, ai due ragazzi non era stato ancora il via libera a lasciare Gaza: gli americani che sono in lista per lasciare la Striscia attraverso il valico di Rafah devono ottenere l'approvazione sia di Israele che dell'Egitto
Gli Usa avvertono Israele: “Rischio di un disastro a Rafah”
Gli Stati Uniti mettono in guardia Israele su un'operazione di terra a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza, dove sono sfollati centinaia di migliaia di civili. Il rischio, ha affermato il vice portavoce del Dipartimento di Stato Vedant Patel, è quello di un "disastro". Ieri sera il premier israeliano Netanyahu aveva annunciato di aver ordinato all'esercito di muoversi verso Rafah
Ministero della Sanità di Gaza: “Salgono a 27.840 i morti dall’inizio della guerra”
È salito a 27.840 morti e 67.317 feriti il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra. È quanto fa sapere il ministero della Sanità di Gaza nell'ultimo report
Media: “Un comandante di Hezbollah ucciso in un raid di Israele a Sud del Libano”
Un comandante regionale di Hezbollah è stato ucciso in un attacco israeliano nel Sud del Libano. È quanto ha riferito Sky News Arabia, precisando che si tratta di Abbas Al-Debs, soprannominato Hajj Abdullah. L'uomo sarebbe stato colpito da un drone mentre si trovava in auto nella città di Nabatieh. Secondo fonti citate dall'emittente emiratina, il bilancio del raid è di un morto e un ferito
Alto Commissario Onu per i diritti Umani: “La zona-cuscinetto a Gaza è un crimine di guerra”
La distruzione da parte di Israele di tutti gli edifici palestinesi lungo il confine di Gaza con l'obiettivo di creare una "zona cuscinetto" è un crimine di guerra. E' quanto denunciato dall'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Volker Turk. "La vasta distruzione di proprietà da parte di Israele, non giustificata da necessità militari e portata avanti illegalmente e sfrenatamente, costituisce una grave violazione della Quarta Convenzione di Ginevra e un crimine di guerra", ha sottolineato in una nota.
Re Abdallah di Giordania in visita da Biden lunedì
Il presidente americano Joe Biden riceverà il re giordano Abdallah II alla Casa Bianca il 12 febbraio per discutere della guerra a Gaza e degli sforzi della comunità internazionale per mettervi fine.
Morto un israeliano che si riteneva fosse stato rapito
È stata confermata la morte di un israeliano che si riteneva fosse stato rapito da militanti palestinesi durante l'attacco di Hamas del 7 ottobre. Il Kibbutz Be'eri, la comunità da cui Manny Goddard è stato rapito, ha dichiarato oggi che probabilmente l'uomo è stato ucciso durante l'attacco e il suo corpo è trattenuto a Gaza. Anche la moglie di Goddard, Ayelet, è stata uccisa il 7 ottobre. Alla coppia sopravvivono quattro figli.
Media Usa: sì israeliano all’esilio per Sinwar
Israele sarebbe disposto a permettere al leader di Hamas e mente del 7 ottobre Yahya Sinwar di andare in esilio in cambio del rilascio di tutti gli ostaggi e della fine della presenza di Hamas nella Striscia di Gaza. Lo riferisce la Nbc, che, citando sei "alti funzionari e consiglieri israeliani", sostiene che il piano sarebbe in discussione da novembre. "Non ci importerebbe se Sinwar se ne andasse, come fece Arafat quando lasciò il Libano.
Permetteremo che ciò accada purché tutti gli ostaggi vengano rilasciati", ha detto alla Nbc un consigliere del primo ministro Benjamin Netanyahu, riferendosi al leader dell'Olp che ottenne il permesso di salpare lasciare Beirut per andare a Tunisi nel 1982.
Secondo quanto riferito, la settimana scorsa Israele ha detto ai negoziatori americani a Parigi di avere una lista di sei leader di Hamas, tra cui Sinwar e Mohamed Deif, che vuole vedere fuori dalla Striscia di Gaza. La Nbc afferma che il piano non è mai arrivato ad Hamas, perché il gruppo terroristico ha già detto che non accetterebbe la soluzione dell'esilio.
Paura a Rafah per l’ipotesi di imminenti operazioni nella cittadina a sud della Striscia
Rafah teme il peggio. Benjamin Netanyahu, respingendo la controproposta di Hamas per un cessate il fuoco a Gaza, ha annunciato che le forze israeliane sono "pronte a operare a Rafah", nel sud della Striscia, a ridosso del confine con l'Egitto. "La roccaforte di Hamas a Rafah è cruciale per la sua sopravvivenza", titola un'analisi del Jerusalem Post, mentre proseguono le operazioni militari israeliane nell'enclave palestinese, scattate dopo l'attacco del 7 ottobre in Israele. E' da Rafah che passano gli aiuti per la popolazione di Gaza, che nel 2007 finì sotto il controllo Hamas, gruppo di cui Netanyahu vuole la "distruzione militare". Nell'area di Rafah si sono rifugiati quasi la metà dei 2,3 milioni di palestinesi di Gaza e, ha evidenziato il Guardian, ormai le tendopoli arrivano fino ai cimiteri. In centinaia di migliaia vivono ammassati con il timore di essere di nuovo sfollati, ha scritto il giornale sottolineando come la scelta sia se restare in una città sovraffollata e aspettare l'offensiva o rischiare di spostarsi verso nord, verso una zona in cui continuano i combattimenti. A Rafah regna il panico, dice la tv satellitare al-Jazeera.
Blinken in Israele incontra le famiglie degli ostaggi
Giunto al termine della sua missione in Israele, il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha incontrato oggi a Tel Aviv familiari di ostaggi di Hamas a Gaza che hanno anche cittadinanza americana. Secondo quanto riferito dalla radio pubblica israeliana Kan, questi gli hanno chiesto che gli Stati Uniti esercitino tutta la loro influenza sul Qatar per raggiungere un accordo con Hamas.E' stata inoltre discussa, secondo l'emittente, la questione degli aiuti umanitari a Gaza, mentre in Israele si attende ancora di sapere se ostaggi che sono malati cronici abbiano mai ricevuto da Hamas le medicine inoltrate per loro su iniziativa del Qatar e della Francia. Al termine dell'incontro un portavoce delle famiglie ha detto a Kan che Blinken ha mantenuto un tono di cauto ottimismo
Intelligence israeliana, prime dimissioni post 7 Ottobre
Un ufficiale dell'intelligence israeliana si è dimesso per il fallimento sulla mancata previsione dell'attacco di Hamas il 7 ottobre. Si tratta del primo caso del genere e - secondo i media - potrebbe aprire ad altre dimissioni di questo tipo. Nel caso specifico, è stato spiegato, si tratta di un ufficiale del settore analisi palestinesi.
Hamas ancora disponibile a discutere il cessate il fuoco
Hamas e' ancora disponibile a discutere un cessate il fuoco nonostante la sua ultima proposta sia stata respinta da Israele. Lo ha riferito a AFP una fonte vicina ad Hamas. Ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva definito "delirante" la proposta del gruppo terroristico. Secondo il funzionario palestinese che ha parlato con l'agenzia francese, una delegazione di Hamas incontra oggi i mediatori egiziani al Cairo che sono in contatto con quelli del Qatar per cercare un terreno comune. "Ci aspettiamo che i negoziati siano molto complessi e difficili, ma Hamas e' aperta alla discussione e ansiosa di raggiungere un cessate il fuoco", ha aggiunto la fonte. "Le due parti terranno indirettamente diversi cicli di trattative", ha detto mantenendo l'anonimato perche' non e' autorizzato a parlare.
Bombe su Rafah, 14 morti
Almeno 14 persone sono morte e decine sono rimaste ferite in bombardamenti israeliani che nelle scorse ore avrebbero colpito due case nella zona di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa secondo cui tra le 14 vittime ci sono cinque minori.
Israele apre all’esilio di Sinwar in cambio degli ostaggi
Israele sarebbe disposto a lasciare che il leader militare di Hamas, Yahya Sinwar, vada in esilio in cambio del rilascio di tutti gli ostaggi e della fine del governo di Hamas a Gaza. Lo riporta SkyNews citando quanto riferito da sei funzionari e consiglieri senior israeliani a Nbc News. L'idea dell'esilio per aprire la strada a un nuovo organo di governo di Gaza deradicalizzato è "sul tavolo" da novembre, secondo un altro consigliere senior del governo israeliano. Il governo israeliano ha promesso di uccidere Sinwar e Mohammed Deif, i leader che hanno diretto l'attacco terroristico del 7 ottobre. L'ipotesi di mandare in esilio Sinwar con altri quattro leader sarebbe emersa come possibile mezzo alternativo per rimuovere la leadership di Hamas da Gaza. Netanyahu - ricorda Sky News - ha già respinto un'idea del genere in passato sostenendo che la guerra finirà solo quando figure come Sinwar non saranno eliminate. "Non ci importa se Sinwar se ne andrà", ha detto un consigliere senior del premier sottolineando "che permetteremo che ciò accada purché tutti gli ostaggi vengano rilasciati".
Ambasciatore israeliano in Italia: “Antisemitismo non è spento”
"Pochi giorni fa è stata celebrata la giornata della Memoria, ma vediamo come il concetto di antisemitismo non sia affatto spento, ma anzi riemerge con nuove forme. Per questo è importantissimo coltivare la memoria". Così l'ambasciatore d'Israele in Italia, Alon Bar, durante il suo intervento alla cerimonia in questura a Roma, dove sono state collocate tre pietre d'inciampo dedicate ai poliziotti Pietro Lungaro, Emilio Scaglia e Giovanni Lupis. "Grazie alla polizia di Stato e alle istituzioni italiane perché comprendono l'importanza di questa memoria" ha aggiunto.
Hamas, anche Haniyeh sarà ai colloqui del Cairo
Il leader di Hamas Ismail Haniyeh raggiungerà oggi la delegazione palestinese al Cairo, per il nuovo round di colloqui su una tregua e il rilascio degli ostaggi israeliani rapiti il 7 ottobre (attualmente 136 sarebbero ancora prigionieri nella Striscia di Gaza). Haniyeh e collegi dovrebbero incontrare il capo dell’intelligence egiziana, Abbas Kamel
Gantz a Blinken: “Creare un meccanismo per garantire che aiuti non vadano ad Hamas”
"Ho detto a Blinken che per consentire la continua introduzione degli aiuti umanitari a Gaza è necessario un coinvolgimento internazionale e un meccanismo per garantire che gli aiuti non vadano a Hamas". Lo ha scritto su X il leader centrista Benny Gantz e ministro del Gabinetto di guerra israeliano dopo l'incontro avuto con il segretario di stato Usa in vista diplomatica in Israele. Gantz ha poi ringraziato Blinken "per l'operato dell'amministrazione di Joe Biden, l'impegno degli Usa a garantire la sicurezza di Israele e per la mediazione per la liberazione degli ostaggi". Gantz - che ha visto Blinken insieme a Gadi Eisenkot altro ministro centrista del Gabinetto di guerra - ha sottolineato che sono stati discussi anche i dossier della possibile normalizzazione delle relazioni con l'Arabia Saudita e di una soluzione politica nei confronti degli Hezbollah in Libano.
Delegazione di Hamas arrivata al Cairo per colloqui su Gaza
Una delegazione di Hamas, guidata da Khalil Al-Hayya, è arrivata al Cairo per colloqui su Gaza. Lo conferma Hamas, come riporta la Cnn. Secondo il gruppo l'obiettivo è "completare i colloqui relativi al cessate il fuoco". Khalil al-Hayya è un esponente dell'ufficio politico del gruppo.
Israele cancella i benefici fiscali all’Unrwa
"Lo Stato di Israele non concederà benefici fiscali agli aiutanti del terrorismo". Lo ha scritto il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich su X, dichiarando la propria intenzione di firmare tre ordinanze in cui si stabilisce che verranno cancellati i benefici fiscali che l'Unrwa riceve grazie al suo status di agenzia dell'Onu.
Attacchi dal Libano su Israele, ferito grave un soldato
Un soldato israeliano è stato ferito gravemente ed altri due sono stati feriti in modo leggero oggi in una fitta serie di attacchi provenienti dal Libano. Lo ha riferito il portavoce militare secondo il quale si sono registrate esplosioni nella città di Kiryat Shmona, a ridosso della frontiera col Libano, nel villaggio di Biranit e sul monte Hermon. In risposta agli attacchi, ha aggiunto il portavoce, aerei israeliani da combattimento hanno colpito ''infrastrutture terroristiche e campi militari degli Hezbollah situati nella zona di Khyam, nel Libano meridionale, da dove erano partiti gli attacchi contro Kiryat Shmona''
Iraq: “I militari Usa un fattore di instabilità, va messa fine alla missione”
La coalizione internazionale anti-jihadista guidata da Washington è diventata un "fattore di instabilità" in Iraq, ha affermato un portavoce militare all'indomani dell'ultimo attacco americano che ieri sera ha ucciso un alto comandante di Kataib Hezbolla, un gruppo armato filo-iraniano nella capitale Baghdad. "Questa strada spinge più che mai il governo iracheno a porre fine alla missione di questa coalizione, che è diventata un fattore di instabilità in Iraq, e minaccia di trascinare l'Iraq in un conflitto regionale", ha deplorato il generale Yehia Rasool, portavoce militare del premier, Mohamed Chia al-Soudani. In un comunicato, il portavoce ha condannato "un'operazione di assassinio" effettuata "nel cuore di una zona residenziale della capitale Baghdad, senza alcuna preoccupazione per le vite civili e il diritto internazionale". Il primo ministro iracheno ha già avviato un dialogo con Washington sul futuro della coalizione con l'obiettivo di ottenere un calendario che consenta un ritiro graduale. "La coalizione internazionale sta completamente oltrepassando le ragioni e gli obiettivi per i quali è presente sul nostro territorio", ha denunciato Rasool.
Cisgiordania, palestinese armato apre il fuoco sui militari. Ucciso
Un palestinese armato che ha aperto il fuoco contro le truppe israeliane vicino alla città di Dayr Sharaf, in Cisgiordania, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco. L'esercito israeliano ha affermato che i riservisti del 7037° battaglione che operavano in una postazione militare vicino alla città hanno risposto al fuoco contro l'attentatore. Altri due palestinesi sarebbero rimasti feriti nello scontro, riferisce il Times of Israel che cita fonti dei servizi di emergenza. L'Idf ha riferito che un soldato è stato colpito all'elmetto ma è rimasto illeso, e che non ci sono stati feriti tra i riservisti.
Combattimenti in corso a Khan Yunis
I commando israeliani continuano a combattere nella parte occidentale di Khan Yunis, la roccaforte di Hamas nel sud della Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare, secondo cui "i soldati hanno arrestato dozzine di sospetti di coinvolgimento nel terrorismo, tra cui due che hanno partecipato al massacro avvenuto il 7 ottobre, e un altro della Nukheba", l'unità di elite di Hamas. Secondo la stessa fonte, i soldati hanno ucciso " oltre 20 terroristi" nel corso dei combattimenti. L'esercito sta inoltre operando anche nel nord e nel centro della Striscia.
Blinken a Abu Mazen: Usa per creazione Stato palestinese
In un post sul suo account X il segretario di Stato americano Antony Blinken afferma che nel suo incontro di ieri con il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas (Abu Mazen), ha ribadito il sostegno degli Stati Uniti alla "riforma" dell'Anp e alla "creazione di uno Stato palestinese indipendente".
Blinken: Israele non ha licenza disumanizzare gli altri
Gli attacchi di Hamas del 7 ottobre scorso non danno a Israele "la licenza per disumanizzare gli altri", ha affermato il segretario di Stato americano Antony Blinken. "Gli israeliani sono stati disumanizzati nel modo più orribile il 7 ottobre - ha detto Blinken ieri in una conferenza stampa a Tel Aviv, citata dai media internazionali -. Da allora gli ostaggi sono stati disumanizzati ogni giorno, ma questa non può essere una licenza per disumanizzare gli altri", ha sottolineato il segretario di stato Usa.
Gaza, media: raid Israele su Rafah e Deir el Balah, 14 morti
L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno 14 persone sono morte e altre decine sono rimaste ferite ieri sera in bombardamenti effettuati da aerei israeliani su Rafah e su Deir al-Balah, nel sud e nel centro della Striscia di Gaza.
Arabia: rapporti con Israele solo se riconosce Palestina
L'Arabia Saudita ha comunicato agli Stati Uniti che non avrà relazioni diplomatiche con Israele finché non terminerà "l'aggressione" nella Striscia di Gaza e venga riconosciuto uno Stato palestinese indipendente con i confini del 1967 e Gerusalemme Est come capitale.
Lo ha detto ieri il Ministero degli Esteri di Riad, citato dai media internazionali. In una dichiarazione separata l'ambasciatore saudita nel Regno Unito, Khalid bin Bandar, ha dichiarato alla Bbc che Riad è interessata a normalizzare le relazioni con Israele dopo la guerra, ma che qualsiasi accordo deve portare alla creazione di uno Stato palestinese.