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Israele - Hamas, le news del 9 febbraio. Netanyahu ordina all’esercito un piano per evacuare i civili da Rafah in vista dell’invasione di terra

Israele - Hamas, le news del 9 febbraio. Netanyahu ordina all’esercito un piano per evacuare i civili da Rafah in vista dell’invasione di terra
(afp)
Secondo l’ufficio del premier, Netanyahu avrebbe detto che “sono quattro i battaglioni di Hamas a Rafah da eliminare”. Le critiche di Biden:“Esagerata la risposta su Gaza”. Unicef: “A Rafah oltre 600mila bambini, fermare l’escalation”. Hamas, a Gaza bilancio vittime sale a 27.947
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Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas dell’11 febbraio

Otto morti in un raid israeliano su Rafah. Quattro vittime in un asilo a Zawayda.
Biden
critica la risposta di Netanyahu agli attacchi di Hamas del 7 ottobre, definendo "esagerata" la portata dell'operazione militare nella Striscia di Gaza. Sette nuovi attacchi Usa nello Yemen contro gli Houthi.
E una raffica di almeno 30 razzi di Hezbollah sono stati lanciati dal Libano verso Israele.

Gli Stati Uniti avvertono: un'operazione di terra a Rafah, dove ci sono centinaia di migliaia di sfollati, sarebbe "un disastro"

Sciopero della fame degli studenti alla Brown University

Un gruppo di studenti della Brown University è all'ottavo giorno di sciopero della fame: una protesta per chiedere all'università dell'Ivy League di eliminare gli investimenti nelle attività che concedono a Israele benefici dall'occupazione dei territori palestinesi. Lo sciopero, il più lungo negli Stati Uniti da quando è iniziata la guerra, è stato organizzato da Palestine Solidarity Caucus e Jews for Ceasefire Now, e vi partecipano studenti ebrei e palestinesi.

L'Egitto invia visori notturni per sicurezza del valico di Rafah

L'Egitto ha inviato dispositivi per la visione notturna agli addetti alla sicurezza al valico di Rafah. Lo affermano fonti di Al Arabiya, confermando che l'Egitto ha inviato alla frontiera "consistenti rinforzi e pattuglie alla frontiera con Gaza".

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Amnesty International: “A Gaza grave rischio di genocidio”

"I palestinesi di Gaza corrono un grave rischio di genocidio. La comunità internazionale ha l'obbligo di agire per prevenirlo", Lo ha affermato la direttrice di Amnesty International, Agnes Callamard. Per quanto riguarda la possibile evacuazione di Rafah "Ma dove? Non c'è nessun posto dove andare", ha detto Callamard in un post sui social media.

Media: Usa e Qatar al lavoro per espellere Hamas da Doha

Stati Uniti e Qatar sarebbero al lavoro per espellere i leader di Hamas da Doha, che anni fa ha garantito loro rifugio. È quanto sostiene l'emittente saudita al Arabiya, che non fornisce ulteriori dettagli alla base della notizia.

Anp: “Reale la minaccia di uno sfollamento dei palestinesi dalla Striscia”

La presidenza dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha considerato le parole del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sull'evacuazione della città di Rafah come "una minaccia reale e un pericoloso preludio all'attuazione della politica israeliana volta a sfollare il popolo palestinese dalla sua terra". Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. "Il popolo palestinese non abbandonerà la propria terra e non accetterà di essere sfollato con la forza dalla propria patria", ha aggiunto l'Anp per poi rivolgers al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: "È giunto il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità di fronte alla creazione di un'altra Nabka che spingerà l'intera regione in guerre senza fine".

Borrell: “L'offensiva su Rafah sarebbe una catastrofe”

"1,4 milioni di palestinesi sono attualmente a Rafah senza un posto sicuro dove andare, rischiando di morire di fame. Le notizie di un'offensiva militare israeliana su Rafah sono allarmanti. Avrebbe conseguenze catastrofiche, aggravando la già disastrosa situazione umanitaria e l'insopportabile tributo di civili". Lo scrive su X l'alto rappresentante Ue Josep Borrell.

Il presidente della Knesset cancella l'incontro con il segretario Onu Guterres

Il presidente della Knesset Amir Ohana ha annunciato di aver cancellato l'incontro con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres che si sarebbe dovuto svolgere in giornata al Palazzo di Vetro a New York. "Volevo provare a persuaderlo, ma ieri - ha fatto sapere Ohana - ha di nuovo fatto appello ad Israele di fermare i combattimenti e lo ha criticato. Ci sono cause perse e linee rosse", ha aggiunto sottolineando di non voler riaccreditare Guterrres. Ohana è a New York per partecipare ad una Conferenza interparlamentare.

Media: la moglie di Netanyahu monitora le riunioni di governo da una stanza vicina

Sara, la moglie del premier israeliano Benjamin Netanyahu, sarebbe andata nella sede del governo per "monitorare" da vicino una riunione di gabinetto. "Sembra che così monitori strettamente cosa sta accadendo. È una condotta molto inappropriata ", ha detto un anonimo ministro all'emittente Channel 13.
Secondo la ricostruzione, rilanciata da Times of Israel, Sara era in una stanza accanto alla sala dove era in corso una riunione su questioni riservate di sicurezza. La ministra dei Trasporti Miri Regev è stata vista uscire per recarsi da Sara, presumibilmente per informarla della riunione, ancora in corso.
L'ufficio del primo ministro ha respinto le illazioni, dicendo che Sara si reca di tanto in tanto nell'ufficio del marito per incontrare le famiglie degli ostaggi.

Fonti egiziane: rafforzata la sicurezza al valico di Rafah

Fonti locali e testimoni oculari hanno rivelato che nuove forze di sicurezza egiziane sono arrivate al valico di Rafah con la Striscia di Gaza per proteggere ulteriormente il confine, dove, a solo un paio di chilometri, sono ammassati quasi due milioni di palestinesi spinti a sud dai bombardamenti israeliani, giunti ormai appena oltreconfine.
Le fonti hanno aggiunto che circa 40 veicoli della polizia e della sicurezza si sono spostati da Al-Arish a Rafah per proteggere il confine, innalzare la recinzione che separa da Gaza e rinforzarla con filo spinato per impedire qualsiasi tentativo di sconfinamento.
Una fonte ufficiale nel governatorato del Nord Sinai ha però puntualizzato che il rinforzo della sicurezza al confine è stato continuo dal 7 ottobre, con l'Egitto che ha sempre detto di voler respingere qualunque tentativo di sfollare i palestinesi oltreconfine, verso il territorio egiziano, iniziativa che, secondo Il Cairo, servirebbe solo ad accantonare la questione palestinese e la soluzione a due Stati.

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Idf: ostaggio ucciso nel crollo di un edificio a Gaza

Un'indagine delle Forze di difesa israeliane (Idf) ha rivelato che l'ostaggio Yossi Sharabi è stato probabilmente ucciso nel crollo di un edificio vicino a un palazzo preso di mira dai soldati israeliani nella Striscia di Gaza. Lo riporta il Times of Israel. Tuttavia, l'indagine dell'Idf precisa che non è possibile escludere del tutto la possibilità che Sharabi sia stato assassinato dai suoi rapitori. Nello stesso edificio in cui è stato ucciso Sharabi, erano detenuti da Hamas altri due ostaggi erano: Itay Svirsky e Noa Argamani. L'Idf ritiene che Svirsky sia stato successivamente ucciso dai miliziani di Hamas e che Argamani sia vivo.

Netanyahu: “Bisogna eliminare quattro battaglioni di Hamas a Rafah”

"Non è possibile raggiungere gli obiettivi della guerra per l'eliminazione di Hamas e al tempo stesso lasciare 4 suoi battaglioni a Rafah". Lo ha detto, secondo il suo ufficio, il premier Benjamin Netanyahu aggiungendo che "è chiaro che una operazione potente a Rafah obbliga allo sgombero dei civili dalle zone di combattimento". Serve - ha spiegato - un "doppio piano": uno per l'eliminazione dei battaglioni di Hamas, l'altro per l'evacuazione della popolazione civile

Netanyahu ordina all’esercito un doppio piano: evacuare i civili da Rafah prima di iniziare l’invasione di terra

L'Ufficio del primo ministro israeliano ha dichiarato che Benjamin Netanyahu ha incaricato l'esercito di prepararsi a evacuare la città di Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza. Netanyahu ha incaricato l'Idf di presentare al governo un piano per l'evacuazione della popolazione e per l'eliminazione dei battaglioni di Hamas nella zona. "È impossibile raggiungere l'obiettivo della guerra di eliminare Hamas lasciando quattro battaglioni a Rafah", ha affermato l'ufficio di presidenza israeliana, "d'altra parte, è chiaro che un'operazione massiccia a Rafah richiede l'evacuazione della popolazione civile dalle zone di combattimento". Si stima che 1,5 milioni di palestinesi si siano ammassati nella città dopo essere fuggiti dai combattimenti in altre zone di Gaza

Comandante dell’Idf: “Ci prepariamo a estendere la guerra”

"Siamo determinati a cambiare la realtà della sicurezza e ciò sta avvenendo già in questi giorni, e continuiamo a prepararci per l'espansione della guerra e l'offensiva".
Lo ha detto il comandante del comando settentrionale dell'Idf, il maggiore generale Ori Gordin, incontrando i sindaci delle città di confine del Libano evacuate, precisando che "il nostro obiettivo è cambiare la situazione della sicurezza nel Nord in modo da consentire ai residenti di tornare sani e salvi".

Mezzaluna Rossa: “Esercito israeliano ha fatto irruzione nell'ospedale al-Amal a Khan Younis”

I soldati delle Forze di difesa israeliana (Idf) hanno fatto irruzione nell'ospedale al-Amal a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo denuncia la Mezzaluna Rossa palestinese in un tweet ricordando che gli ospedali e i medici non devono essere un obiettivo di guerra.

L’esercito israeliano continua coi suoi raid su Khan Yunis

L'esercito israeliano continua ad operare nella zona di Khan Yunis nel sud della Striscia con "raid mirati su strutture terroristiche" e combattimenti con i miliziani di Hamas. Lo ha detto il portavoce militare secondo cui "i soldati hanno localizzato postazioni di lancio collocate accanto ad un asilo e una moschea". "Le rampe di lancio, cariche e destinate al territorio israeliano - ha continuato la stessa fonte - sono state distrutte". Scoperto anche "l'imbocco di un tunnel" che si estendeva all'interno "di un impianto idrico civile"

Urnwa, lunedì Lazzarini aggiornerà la Commissione Europea sulle condizioni di Gaza

"Lunedì prossimo il commissario generale dell'Unrwa Philippe Lazzarini prenderà parte al consiglio affari esteri nella configurazione sviluppo e sarà importante apprendere da lui direttamente le condizioni sul terreno a Gaza". Lo ha detto una portavoce della Commissione Europea ricordando al contempo che l'Ue chiede che gli scontri "finiscano presto" e che c'è bisogno di "un accesso urgente degli aiuti umanitari".

L’organizzazione Aiuto alla Chiesa che Soffre: “A Gaza morti anche 30 cristiani”

La situazione a Gaza è sempre più difficile. Trovare cibo e carburante continua a essere quasi impossibile nel nord, dove i prezzi esorbitanti rendono ai residenti la vita ancor più dura. "Per esempio, 20 litri di gasolio costano 200 euro e forniscono energia ai generatori solo per due ore", spiega alla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre George Akroush, direttore dell'Ufficio sviluppo progetti del Patriarcato latino di Gerusalemme e collaboratore dei progetti di Acs. Nonostante le difficoltà, un sacerdote e sette religiose di tre diverse congregazioni continuano a sostenere i cristiani che hanno trovato rifugio nella parrocchia cattolica della Sacra Famiglia. Se inizialmente i rifugiati erano 700 nelle ultime settimane le presenze sono diminuite a causa dei decessi e di chi ha deciso di partire. Attualmente - riferisce Acs - nel complesso parrocchiale vivono 184 famiglie, per un totale di 560 cristiani, cattolici e ortodossi, tra cui 140 tra bambini e ragazzi sotto i 18 anni (60 con disabilità) e 84 persone sopra i 65 anni. Secondo Akroush, dall'inizio del conflitto sono morti complessivamente 30 cristiani. Tra questi figurano le 17 vittime dell'attacco al complesso parrocchiale greco-ortodosso dell'ottobre 2023, e le due donne uccise dai cecchini nella parrocchia cattolica della Sacra Famiglia. Altre 11 persone sono morte a causa di malattie croniche che non potevano essere adeguatamente curate.La mancanza di carburante ed elettricità impedisce il funzionamento delle pompe, per cui i residenti sono costretti a estrarre l'acqua manualmente dai pozzi. "L'igiene è una questione seria, soprattutto per i bambini, che si ammalano a causa della mancanza di acqua e di beni di prima necessità, come farina e pannolini", spiega. Anche l'assistenza medica ha raggiunto livelli critici, e altre dieci persone rischiano di morire a causa della mancanza di cure adeguate, racconta la stessa fonte, aggiungendo che la comunicazione è ostacolata perché è difficile ricaricare i cellulari. "Nonostante ciò, Papa Francesco continua a mantenersi in contatto quasi quotidiano con il sacerdote e le religiose che si prendono cura dei rifugiati", conclude la nota di Aiuto alla Chiesa che Soffre.

Media siriani: “Raid israeliano nella zona di Damasco”

Le difese aeree siriane sono state attivate contro "obiettivi ostili" vicino a Damasco. E' quanto reso noto dall'agenzia di stampa siriana Sana secondo la quale si tratta di un attacco israeliano. L'emittente radiofonica Sham F Am ha riferito di esplosioni nella zona di Damasco, mentre il sito d'informazione Kol Habira, vicino all'opposizione, ha parlato dell'attivazione della "difesa aerea contro missili che sembrano israeliani".

Portavoce degli Houthi: “Stiamo dialogando con l’Oman”

"E' in corso uno scambio di vedute con la comunità internazionale tramite la mediazione dei nostri fratelli dell'Oman". Ha risposto così in un'intervista al quotidiano panarabo Asharq Al-Awsat il negoziatore e portavoce degli Houthi dello Yemen, Mohammed Abdulsalam, alla domanda se intendano avviare un dialogo per raggiungere un accordo con l'Occidente sul Mar Rosso. Gli attacchi contro unità mercantili proseguono. "Le operazioni militari nel Mar Rosso colpiscono navi israeliane dirette in Israele - ha ripetuto Abdulsalam - Gli attacchi continueranno fin quando non finirà l'aggressione a Gaza, fin quando non sarà revocato l'assedio e fin quando gli aiuti non arriveranno al nord come al sud di Gaza".

Meta rimuove gli account Instagram dell'ayatollah Ali Khamenei

Meta rimuove i due account Instagram dell'ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema della Repubblica Islamica dell'Iran. "La decisione e' stata presa a causa delle ripetute violazione della politica sulle Dangerous Organizations and Individuals. Una norma che prevede la rimozione di profili che incitano a missioni violente o sono implicati in azioni violente", ha dichiarato a Middle East Eye un portavoce dell’azienda. Sulla decisione di chiudere le due pagine Instagram di Khamenei tuttavia, secondo lo stesso portale di informazione sul Medio Oriente, sarebbero pesate le pressioni di gruppi pro Israele. In particolare dopo l'attacco di Hamas, sferrato lo scorso 7 ottobre, sono piovute segnalazioni riguardanti le condivisioni della Guida Suprema iraniana, accusato di aver celebrato la morte di 1.140 cittadini israeliani.

Forum delle famiglie degli ostaggi: “Perché al Cairo nessuno da Gabinetto di guerra?”

Il Forum delle famiglie degli ostaggi israeliani a Gaza ha chiesto un incontro urgente al Gabinetto di guerra chiedendo spiegazioni sulla notizia - non confermata al momento ufficialmente - sul fatto che abbia scelto di non inviare al Cairo una delegazione per ulteriori negoziati sull'accordo sui rapiti. Il Forum ha denunciato che "domande difficili sorgono circa l'impegno del Gabinetto per il rilascio degli ostaggi".

Colloquio Gallant-Austin su Gaza

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha avuto un colloquio con il suo segretario alla Difesa americano Lloyd Austin degli sviluppi nella guerra in corso tra Israele e Hamas a Gaza. Gallant ha aggiornato l'omologo sulle operazioni in corso delle forze armate israeliane, in particolare nella parte meridionale della Striscia, e ha condiviso informazioni sulle recenti scoperte delle truppe, tra cui "tunnel terroristici dove sono stati tenuti ostaggi, scorte di armi e fondi trasferiti dall'Iran direttamente alla leadership di Hamas". Gallant ha anche ringraziato Austin per la sua leadership e l'impegno degli Stati Uniti per la sicurezza di Israele e ha ribadito che gli obiettivi di Israele sono rovesciare Hamas, porre fine al dominio del gruppo terroristico sull'enclave palestinese e riportare a casa i 136 ostaggi ancora a Gaza. Nella notte il presidente americano Joe Biden ha ripreso duramente l'alleato israeliano, definendo "esagerate" le operazioni militari a Gaza in risposta all'attacco del 7 ottobre. "Troppi innocenti stanno morendo: questo deve finire", ha affermato.

ActionAid: “A Gaza si muore di fame, la gente costretta a mangiare erba”

Il cibo a Gaza è "così scarso che la gente mangia erba": Lo denuncia ActionAid. "Ogni singola persona a Gaza soffre la fame, e le persone hanno solo da 1,5 a 2 litri di acqua non sicura al giorno per soddisfare tutti i loro bisogni", ha affermato ActionAid in una nota, avvertendo che l'intensificazione degli attacchi a Rafah avrà "conseguenze disastrose". Riham Jafari, coordinatore per la difesa e la comunicazione di ActionAid Palestine, ha affermato che l'organizzazione di beneficenza è "profondamente preoccupata" per le notizie di una potenziale invasione di terra a Rafah e dell'aumento degli attacchi aerei sull'area. "Cerchiamo di essere assolutamente chiari: qualsiasi intensificazione delle ostilità a Rafah, dove si rifugiano più di 1,4 milioni di persone, sarebbe assolutamente disastrosa", ha affermato.

Il presidente argentino Milei al Muro del Pianto

Nel suo ultimo giorno in Israele prima di partire per Roma, dove è prevista anche un'udienza col Papa in Vaticano, il presidente argentino Javier Milei è tornato al Muro Occidentale di Gerusalemme, dove ha pregato, ballato ed è stato trasportato sulle spalle, mentre un gruppo di religiosi cantava intorno a lui una popolare canzone israeliana. Nel video, che è stato condiviso sui social, si vede il leader ulraliberista con una kippah accompagnato da fedeli dell'ebraismo e dall'ambasciatore argentino Shimon Axel Wahnish.Il capo dello Stato prima salta in mezzo ai presenti che intonano la canzone 'Am Israel Jai' (Il popolo ebraico vive), poi viene portato sulle spalle da una delle persone che lo accompagnavano. La scena è avvenuta dopo che Milei ha visitato il kibbutz di Nir Oz, situato nel sud del Paese, dove il 7 ottobre un quarto degli abitanti sono stati uccisi o catturati da terroristi di Hamas

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Proteste pro-ostaggi al valico di Nitzana, aiuti a Gaza bloccati

Decine di persone si sono radunate al valico di Nitzana, tra Israele ed Egitto, per cercare di impedire l'ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. "Le centinaia di camion di aiuti e rifornimenti destinati all'organizzazione terroristica Hamas non entreranno da qui oggi. Siamo orgogliosi e commossi che la determinazione delle persone stia vincendo. Nessun aiuto arrivera' fino al ritorno dell'ultimo degli ostaggi", ha fatto sapere il gruppo di attivisti Tzav 9.

Israele informa gli Usa: “Pianificate operazioni mirate in altre aree di Gaza”

Israele ha informato gli Usa "della pianificazione di operazioni mirate in altre aree di Gaza". Lo ha fatto sapere il ministero della difesa israeliano dando conto di un colloquio della notte scorsa tra il ministro Yoav Gallant e il suo omologo Lloyd Austin. Gallant ha ribadito la volontà di raggiungere "gli obiettivi della guerra, la distruzione di Hamas, la liberazione degli ostaggi". Ha illustrato a Austin "gli sviluppi della guerra" contro Hamas e le operazioni dell'Idf sopra e sotto terra, con i principali sforzi a sud di Gaza". Gli Usa hanno definito l'operazione a Rafah un "disastro", spiegando di non conoscere questo piano.

Hamas: “A Gaza bilancio vittime sale a 27.947”

Il ministero della Salute della Striscia di Gaza nelle mani di Hamas ha aggiornato il bilancio dei morti dall'inizio del conflitto, poco più di 4 mesi fa: sono morte almeno 27.947 persone, 107 delle quali nelle ultime 48 ore. I feriti ammontano a 67.459

Unicef: “A Rafah oltre 600mila bambini, fermare l’escalation”

L'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia ha invitato tutte le parti ad astenersi da un'escalation militare a Rafah, al confine meridionale della Striscia, avvertendo che nell'area ci sono più di 600.000 bambini, alcuni dei quali sono stati sfollati più di una volta dall'inizio della guerra. La direttrice esecutiva dell'Unicef, Catherine Russell, ha affermato che l'escalation militare a Rafah segnerebbe "un'altra svolta devastante in una guerra" che, secondo i funzionari sanitari di Gaza, ha ucciso oltre 27.000 persone. L'escalation potrebbe provocare altre migliaia di morti a causa della violenza o della mancanza di servizi essenziali e interrompere ulteriormente l'assistenza umanitaria

(reuters)

Oltre 350 portati da Gaza a Israele per verificare se appartengono agli ostaggi

Oltre 350 corpi sono stati portati da Gaza in Israele dall'inizio della guerra per essere controllati per vedere se fossero i resti di ostaggi israeliani. Lo ha riferito la radio israeliana Kan Reshet Bet. I corpi sono stati portati al Centro nazionale israeliano di medicina legale ad Abu Kabir. I corpi che si sono rivelati non appartenenti agli ostaggi sono stati restituiti a Gaza. All'inizio di gennaio, filmati da Gaza mostravano l'Idf riesumare i corpi da un cimitero nel sud di Gaza, con l'esercito che diceva a Nbc News di condurre "precise operazioni di salvataggio degli ostaggi nei luoghi specifici in cui le informazioni indicano che potrebbero essere localizzati i loro corpi"

Erdogan: “Il mondo non ignori i crimini di Israele”

"Stiamo compiendo intensi sforzi per garantire che i crimini contro l'umanità commessi da Israele e la guerra non vengano ignorati sull'arena internazionale". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, come riporta Anadolu. "Stiamo portando avanti la nostra diplomazia affinché i Paesi islamici possano reagire e agire insieme contro l'oppressione di Israele a Gaza", ha aggiunto il leader turco. "La nostra lotta andrà avanti fino a che non sarà creato uno Stato palestinese indipendente, con una sovranità e integrità territoriale e Gerusalemme come sua capitale, in base ai confini del 1967", ha detto Erdogan

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Gli usa colpiscono obiettivi Houti nello Yemen

Le forze armate statunitensi hanno nuovamente attaccato diversi obiettivi della milizia militante islamica Houti nello Yemen. Sono stati effettuati "sette attacchi contro quattro navi di superficie senza pilota Houti e sette missili da crociera mobili antinave pronti a lanciare contro navi nel Mar Rosso", secondo una dichiarazione del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) su X. Le navi e i missili da crociera sono stati rilevati nelle aree controllate dagli Houthi e sono stati valutati come una minaccia diretta per le navi militari e mercantili statunitensi. Il Centcom ha aggiunto che le azioni "proteggeranno la libertà di navigazione e renderanno le acque internazionali più sicure per la Marina americana e le navi mercantili"

Gaza, media: 3 bambini tra gli 8 morti in raid Israele su Rafah

Tra i morti del raid su Rafah ci sono almeno tre bambini, secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa.
Il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre è di almeno 27.840 morti e oltre 67.300 feriti, secondo il Ministero della Salute palestinese gestito da Hamas.

Memorandum Usa a Governi, non violare diritti umani

L'amministrazione Biden ha emesso un memorandum sulla sicurezza nazionale che richiede ai governi stranieri di garantire che non violeranno i diritti umani con le armi acquistate dagli Stati Uniti. Lo scrive il quotidiano israeliano 'Haaretz'.

Il memorandum Usa, firmato dal Presidente, sottolinea che le armi degli Stati Uniti dovranno servire:
- a promuovere la pace e la stabilità internazionale, aiutando alleati e partner a difendersi contro l'aggressione straniera;
- a rafforzare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti rafforzando il rispetto dei diritti umani, il diritto umanitario internazionale, la governance democratica e lo Stato di diritto;
- a prevenire i trasferimenti di armi che rischiano di facilitare o contribuire in altro modo alle violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale;
- a rafforzare la capacità alleata e dei partner di rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale e ridurre il rischio di danni ai civili.

Gaza, media: 4 morti in raid Israele su asilo a Zawayda

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che quattro persone sono morte e diverse altre rimaste ferite in un bombardamento israeliano che ha colpito un asilo occupato da sfollati nella città di Zawayda, nel centro della Striscia di Gaza.

Guterres, attacco su Rafah aumenta incubo umanitario

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha avvertito Israele che il suo piano per un'operazione militare contro Rafah "aumenterà esponenzialmente quello che è già un incubo umanitario con conseguenze regionali indicibili".
Guterres ha dichiarato sui social media di essere allarmato dalle notizie secondo cui "l'esercito israeliano intende concentrarsi su Rafah".
"Metà della popolazione di Gaza è ora stipata a Rafah senza nessun posto dove andare", ha detto.

(reuters)

Gaza, media: 8 morti e 18 feriti in raid Israele su Rafah

L'emittente araba Al Jazeera afferma che almeno otto persone sono rimaste uccise e altre 18 ferite in attacchi delle forze israeliane contro due case a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.

Mar Rosso: nuovi attacchi Usa nello Yemen

Nuovi attacchi Usa nello Yemen contro gli Houthi. Lo si apprende dalle Forze armate Usa. Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti "hanno condotto sette attacchi di autodifesa contro quattro navi di superficie senza equipaggio Houthi (USV) e sette missili da crociera mobili che erano pronti ad attaccare le navi nel Mar Rosso", ha detto Centcom in un comunicato pubblicato su X.

Gaffe di Biden, confonde al-Sisi con presidente Messico

Il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, è incorso in un'altra gaffe nel corso dell'ultima domanda a cui ha risposto alla Casa Bianca. Parlando della situazione a Gaza, Biden ha confuso il Presidente del Messico con quello egiziano Al-Sisi. "Come sapete - ha detto - inizialmente il presidente del Messico Sisi non voleva aprire l'accesso per permettere l'ingresso di materiale umanitario. Gli ho parlato, l'ho convinto a aprire l'accesso". In realtà il riferimento era al presidente dell'Egitto Abdel Fattah al-Sisi.

Biden, risposta Israele "esagerata”

La risposta militare di Israele nella Striscia di Gaza dopo gli attacchi del 7 ottobre da parte di Hamas è stata "esagerata". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. "Sono del parere, come sapete, che la condotta della risposta a Gaza, nella Striscia di Gaza, sia stata sopra le righe", ha detto Biden ai giornalisti alla Casa Bianca

(reuters)

Gaza, media: due morti in raid Israele su Deir al-Balah

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che due persone sono rimaste uccise e diverse altre ferite in bombardamenti delle forze israeliane che ieri sera hanno colpito una casa nella città di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza.

Nyt, ucciso solo un terzo dei combattenti di Hamas

I funzionari dell'intelligence statunitense stimano che solo un terzo dei combattenti di Hamas sia stato ucciso. Lo scrive il 'New York Times'.
Alti ufficiali dell'intelligence militare statunitense hanno detto ai membri del congresso che, sebbene Israele abbia ridotto le capacità militari di Hamas, non è vicino ad eliminarla.

Israele, una trentina di razzi lanciati dal Libano

Almena 30 razzi sono stati lanciati dal Libano verso Israele in serata. Lo ha reso noto l'esercito, aggiungendo che tutti sono caduti in aree disabitate e uno è stato intercettato.
Le sirene d'allarme sono scattate nell'Alta Galilea.
Il massiccio lancio di razzi - riportano i media locali - è arrivato poche ore dopo che Israele ha effettuato un attacco con droni a Nebetia, nel sud del Libano, in cui sono rimasti uccisi due operativi di Hezbollah. Un blitz in rappresaglia ad un precedente attacco di Hezbollah contro un base militare in cui soldato israeliano era rimasto gravemente ferito.

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