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Israele - Hamas, le news dell’ 11 febbraio

Israele - Hamas, le news dell’ 11 febbraio
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L'esercito israeliano: scoperto un tunnel dell'intelligence di Hamas sotto un edificio dell'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi
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Altri 25 morti negli attacchi israeliani a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza. Un raid israeliano ha colpito nella notte un edificio residenziale. Ieri 44 vittime. Netanyahu ha dichiarato che servirà un mese per completare l’operazione militare, prima che arrivi il Ramadan. Ma l'esercito israeliano – ha annunciato – garantirà "un passaggio sicuro per la popolazione civile" in vista del previsto assalto di terra alla città. Poi ha aggiunto: “La vittoria è a un passo, Rafah è la chiave”. L'esercito israeliano ha detto di aver scoperto un tunnel dell'intelligence di Hamas sotto l’edificio principale dell'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. Morta la piccola Hind, che chiamò per chiedere aiuto.

Tentato attacco con coltello a Gerusalemme. “Neutralizzato” il sospetto

E' stato "neutralizzato" un sospetto che ha tentato di accoltellare alcuni agenti nei pressi della Porta dei Leoni della Città Vecchia di Gerusalemme. Lo riportano i media israeliani, secondo cui sulla scena c'è un forte dispiegamento di forze di sicurezza, mentre il sospetto giace a terra, probabilmente colpito dalla polizia. Non è chiaro se il presunto assalitore sia ancora in vita.

Telefonata Biden-Netanyahu: “No a operazione a Rafah senza un piano credibile”

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha indicato al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che l'operazione militare a Rafah non dovrebbe avere luogo "senza un piano credibile ed eseguibile per garantire la sicurezza e il sostegno ad oltre un milione di persone che vi trovano rifugio". Lo ha indicato la Casa Bianca, informando sul contenuto del colloquio telefonico tra i due leader.

Al Jazeera: “Recuperati 100 corpi a Gaza City”

Il corrispondente di Al Jazeera Ismail al-Ghoul sostiene che le squadre di soccorso sono riuscite a recuperare i corpi di circa 100 palestinesi dai quartieri Tal al-Hawa e al-Rimal a Gaza City, dopo che le forze israeliane si erano ritirate da quelle aree. La maggior parte dei corpi sono stati uccisi dai proiettili dei cecchini, afferma l'emittente.

Netanyahu: “Non ci sono alternative al controllo di Israele su Gaza”

Non ci sono alternative al controllo di Israele su Gaza". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ai membri del gabinetto durante una riunione del governo, secondo quanto riporta Haaretz. Per Netanyahu, la smilitarizzazione della Striscia di Gaza "richiede il controllo di sicurezza di Israele sull'intera area a ovest della Giordania, compresa la Striscia di Gaza". "Non c'è alternativa nel prossimo futuro", ha aggiunto Netanyahu, sottolineando che "Israele avrà sempre il controllo della sicurezza" sull'area. Secondo il primo ministro, questa affermazione è stata presentata al presidente degli Stati Uniti Joe Biden e ad altri leader mondiali. "La vittoria è a portata di mano", ha detto, "e dobbiamo affrontare queste crescenti pressioni", ha ribadito.

Il Washington Post: “Biden e Netanyahu verso la rottura”

Joe Biden e i suoi consiglieri "sono più vicini" che mai da quando è iniziata la guerra a Gaza "a una rottura con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, non considerato più un partner produttivo che può essere influenzato anche in privato". Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali la "frustrazione nei confronti di Netanyahu ha spinto alcuni dei consiglieri di Biden a fare pressione sul presidente affinché sia più critico in pubblico riguardo al premier israeliano per la sua operazione militare a Gaza". Biden ha finora resistito a portare in pubblico la sua frustrazione verso Netanyahu.

Raisi: “Israele sia espulso dalle Nazioni Unite!

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi, in occasione del 45mo anniversario della nascita della Repubblica Islamica in Iran, ha chiesto che Israele venga espulso dalle Nazioni Unite e ha ribadito l'appello a porre fine alle ostilità a Gaza. "Chiedo che i bombardamenti israeliani su Gaza cessino immediatamente e che Israele venga espulso dalle Nazioni Unite per il massacro sta compiendo in Palestina", ha detto Raisi in piazza Azadi, nel centro della capitale Teheran.

“Abbastanza degli ostaggi” sono ancora vivi, tanto da giustificare gli sforzi negoziali. Secondo Netanyahu

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che un numero di ostaggi “sufficiente” a giustificare gli sforzi negoziali, rimane in vita. Sono 132 i prigionieri che ancora devono tornare. Questa mattina Hamas ha detto che due di loro sono morti in un raid israeliano che ha ferito gravemente altri otto.

Axios: “Biden e Netanyahu parleranno oggi al telefono”

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden parlerà in giornata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riporta il giornalista di Axios Barak Ravid citando alcune fonti.

Netanyahu: “Non parlo con Biden da quando ha detto che la nostra azione militare era esagerata”

In un’intervista con Abc, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che non si è più sentito con il presidente Usa Joe Biden da quando quest’ultimo ha criticato l’intervento militare israeliano a Gaza definendolo “over the top”.

Nuovi raid degli Stati Uniti contro 5 postazioni degli Houti

Nuovi raid degli Stati Uniti contro cinque postazioni lancia missili degli Houti nello Yemen. I nuovi raid sono avvenuti nel pomeriggio di ieri e descritti dal Comando Centrale Usa come "di auto difesa" dal momento ce gli Houti stavano preparandosi a lanciare, da quei siti, missili contro navi cargo e unità militari in navigazione nel Mar Rosso.

Hamas: fine dei negoziati se Israele attacca Rafah

Un attacco di Israele a Rafah significherà la fine dei negoziati sul rilascio degli ostaggi. Lo dice una fonte di Hamas al canale televisivo Al-Aqsa, secondo quanto riporta il Jerusalem Post. "Netanyahu sta cercando di sottrarsi all'adempimento dell'accordo con un massacro di massa e un nuovo disastro umanitario a Rafah. Un attacco militare a Rafah significa la cessazione dei negoziati su un accordo", ha detto la fonte secondo un notiziario della KAN.

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L’Egitto ha completato il muro di 14 chilometri al confine con Gaza

Le immagini satellitari, scattate tra il 22 novembre dello scorso anno e il 15 gennaio di quest'anno e verificate da Al Jazeera, mostrano che le autorità egiziane hanno rafforzato la sicurezza del confine con la Striscia di Gaza istituendo diversi posti di blocco. Il 15 gennaio le immagini, sostiene l'emittente qatariota, mostravano che avevano terminato la costruzione di un nuovo muro di cemento lungo circa 14 km.
Il 23 novembre, le autorità egiziane hanno iniziato a completare la costruzione di un vecchio terrapieno parallelo al confine, a circa 200 metri dalla recinzione di separazione. Le foto scattate il 3 dicembre mostrano che le autorità avevano completato la parte rimanente della banchina, lunga 3,5 km, portando la lunghezza totale della banchina a 14 km lungo l'intero confine del settore. Le immagini del 22 novembre mostrano anche che era iniziata la costruzione di un nuovo muro di cemento lungo il vecchio muro.

Netanyahu: ho trovato Biden molto concentrato

"L'ho trovato molto chiaro e molto concentrato. Siamo riusciti a concordare sugli obiettivi di guerra e molte cose. A volte abbiamo avuto disaccordi, ma non erano dovuti a una mancanza di comprensione da parte mia o sua". Così il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, intervistato da ABC, riferendosi alla lucidità mentale del presidente Usa, Joe Biden dopo le polemiche sulla memoria dell'inquilino della Casa Bianca.

L’Egitto a Hamas: 2 settimane per negoziare un accordo per il cessate il fuoco

L'Egitto ha messo in guardia Hamas che ha due settimane di tempo per negoziare un accordo sul cessate il fuoco a Gaza in cambio del rilascio degli ostaggi o Israele lancerà la sua offensiva contro Rafah. Lo riporta il Wall Street Journal. Martedì, intanto, al Cairo inizierà un nuovo round di colloqui al quale parteciperanno Israele, Stati Uniti e Qatar.

Egitto avverte Hamas: “Accordo o Israele attaccherà Rafah”

L'Egitto ha avvertito Hamas che se non raggiungera' un accordo con Israele entro due settimane, le forze di difesa israeliane attaccheranno Rafah. Lo riporta il Wall Street Journal secondo quanto riferisce Haaretz. In precedenza, l'Egitto aveva minacciato di sospendere il trattato di pace con Israele se l'IDF avesse operato a Rafah.Da giorni si parla dell'ipotesi di un'offensiva di terra israeliana a Rafah dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato ai militari di elaborare piani per un attacco nella citta'. Il Cairo ha fortificato il suo confine per impedire un'ondata di persone in fuga dal possibile attacco.

Israele riarresta palestinese liberata per lo scambio di ostaggi

Una donna palestinese di 21 anni - liberata dal carcere lo scorso fine novembre nell'ambito dell'accordo con Hamas per gli ostaggi israeliani a Gaza - è stata arrestata dalla polizia di Israele per aver tentato di entrare nel Paese illegalmente. Lo ha fatto sapere la polizia secondo cui la donna è stata fermata su un auto ad un controllo ad un check point vicino Gerusalemme. La donna - secondo la stessa fonte - ha presentato per entrare in Israele un documento di identità non suo. La palestinese - del villaggio di Beit Ur, vicino Ramallah in Cisgiordania - era stata arrestata lo scorso ottobre durante scontri con la polizia. Poi era stata rilasciata nell'ambito dell'intesa con Hamas.

Hamas: “Due ostaggi uccisi dagli ultimi raid israeliani”

Gli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza nelle ultime 96 ore hanno ucciso due ostaggi israeliani e ferito gravemente altri otto: lo hanno scritto su Telegram le Brigate Al Qassam di Hamas, come riporta il Guardian. "Le loro condizioni stanno diventando più pericolose alla luce dell'incapacità di fornire loro cure adeguate. (Israele) ha la piena responsabilità per la vita dei feriti alla luce dei continui bombardamenti", si legge nella dichiarazione.

Fondo Monetario: “La guerra ha devastato l’economia palestinese”

La guerra tra Israele e Hamas ha devastato le economie sia della Striscia di Gaza che della Cisgiordania: lo ha detto il capo del Fondo Monetario Internazionale, aggiungendo che solo una "pace duratura" migliorera' le prospettive.
"Le terribili prospettive dell'economia palestinese stanno peggiorando con il perdurare del conflitto", ha aggiunto il direttore esecutivo dell'Fmi, Kristalina Georgieva, al World Governments Summit di Dubai.
"Solo una pace duratura e una soluzione politica cambieranno radicalmente la situazione".

Inviata Onu Francesca Albanese: “7 ottobre risposta ad oppressione israeliana”

La relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi, Francesca Albanese, ha commentato le parole del presidente francese Emmanuel Macron che aveva definito gli eventi del 7 ottobre un "massacro antisemita". "No, signor Macron, le vittime del 7 ottobre non sono state uccise perche' ebree, ma in risposta all'oppressione israeliana, che la Francia e la comunita' internazionale non hanno fatto nulla per impedire", ha sostenuto. Albanese ha poi affermato in un altro post di essere "delusa" dal fatto che il suo post sia stato interpretato come "sostegno ai crimini di Hamas, che ho condannato piu' volte, ma spiegarli come antisemiti nasconde il loro vero intento".

Ambasciatore israeliano in Italia: "Vergognoso uso del palco di Sanremo per diffondere odio"

"Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile". Così in un post su X l'ambasciatore israeliano a Roma, Alon Bar, a proposito delle prese di posizione di alcuni cantanti. "Nella strage del 7 ottobre, tra le 1200 vittime, c'erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. Altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi insieme ad altre decine di ostaggi israeliani - scrive Bar - Il Festival di Sanremo avrebbe potuto esprimere loro solidarietà. È un peccato che questo non sia accaduto".

Gallant: "Intensificare le operazioni per arrivare a un accordo"

Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha chiesto l'intensificarsi delle operazioni militari a Gaza, sostenendo che questo avvicinerebbe Israele a un "accordo realistico" per il ritorno degli ostaggi ancora in cattivita' a Gaza."Piu' intensifichiamo questa operazione, piu' ci avviciniamo a un accordo realistico per riportare a casa gli ostaggi", ha detto il ministro.

Iran: "Espellere Israele dall'Onu"

"L'Iran chiede che Israele sia espulso dall'Onu", ha dichiarato il Presidente Ebrahim Raisi, aggiungendo: "Come può un regime che ha violato 400 risoluzioni e dichiarazioni di tutte le organizzazioni internazionali, rispettare le risoluzioni dell'Onu?". Raisi ha fatto questa osservazione in un discorso tenuto in occasione delle manifestazioni organizzate per celebrare il 45mo anniversario della Rivoluzione Islamica in Iran. "I crimini contro l'umanità del regime sionista sono il risultato del sostegno dato al regime dagli Stati Uniti e da alcuni Stati occidentali", ha aggiunto. Il presidente iraniano ha anche invitato tutti i Paesi a tagliare i legami con Israele. "Il mondo deve sapere che il regime sionista cadrà presto e che la sua morte sta arrivando", ha sottolineato, citato dalla Tv di Stato. "Oggi tutti coloro che vogliono conoscere meglio gli Stati Uniti, l'Occidente e Israele, dovrebbero vedere i crimini di guerra e le uccisioni di bambini a Gaza. Come possono i sostenitori di Israele rispondere alla storia?".

L’Idf prosegue l’offensiva a Khan Yunis. Impegnate anche unità della Marina

Le forze israeliane proseguono la loro offensiva contro Khan Yunis e in altre zone a Nord e nel Centro della Striscia di Gaza, mentre si preparano a entrare anche a Rafah. Anche unità della Marina hanno preso parte alle operazioni. Nel Centro della Striscia è stato ucciso un uomo, identificato come terrorista dagli israeliani, che stava lanciando un missile anti carro contro i militari.

Cameron “preoccupato per possibile offensiva a Rafah”: “Tregua”

Il ministro degli Esteri britannico, David Cameron, si è detto "profondamente preoccupato" per la possibile offensiva militare israeliana a Rafah, la città nel Sud della Striscia di Gaza dove si sono concentrati i rifugiati palestinesi, e ha chiesto una tregua nei combattimenti.
"Profondamente preoccupato per la prospettiva di un'offensiva militare a Rafah: più della metà della popolazione di Gaza si è rifugiata nella zona", ha scritto sul suo account X. "La priorità deve essere una pausa immediata nei combattimenti per consentire l'arrivo degli aiuti e la rimozione degli ostaggi, per poi procedere verso un cessate il fuoco sostenibile e permanente". A Rafah, al confine con l'Egitto, si stima che si sia rifugiata più della metà dei 2,3 milioni di persone che vivono nell'enclave palestinese. Israele insiste sulla necessità di intervenire a Rafah, che considera l'ultima roccaforte di Hamas da espugnare per sconfiggerla definitivamente.

Le famiglie degli ostaggi israeliani vogliono denunciare Hamas alla Corte dell’Aja

Le famiglie degli ostaggi israeliani intendono avanzare una denuncia ufficiale contro Hamas alla Corte di giustizia dell'Aja per "rapimento, crimini sessuali violenti, torture". Lo ha fatto sapere il quotidiano Yedioth Ahronot secondo cui circa 100 rappresentanti delle famiglie degli ostaggi andranno all'Aja accompagnati da avvocati di Israele e di tutto il mondo. Obiettivo immediato della denuncia - ha spiegato il quotidiano - è quello di ottenere un mandato di arresto contro i leader di Hamas. Nelle prossime settimane anche ex ostaggi liberati - ha aggiunto la fonte - si recheranno all'Aja per sostenere le accuse.

Iran celebra rivoluzione, bruciate bandiere americane, israeliane e britanniche

Durante le manifestazioni di domenica organizzate dallo Stato in occasione del 45mo anniversario della Rivoluzione islamica in Iran, i manifestanti hanno gridato slogan contro gli Stati Uniti, il Regno Unito e Israele, hanno bruciato le bandiere americane, israeliane e britanniche e le effigi del premier Benyamin Netanyahu e dello "Zio Sam", simbolo degli Usa. A Teheran sono stati esposti equipaggiamenti militari di fabbricazione iraniana, tra cui missili balistici e da crociera, lanciatori di satelliti, sistemi di difesa, droni Shahed, elicotteri e veicoli tattici.

Netanyahu: “Non entrare a Rafah? Vuol dire perdere la guerra”

In un estratto di un'intervista alla Abc che sarà trasmessa oggi, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu respinge le richieste a Israele di evitare un'offensiva militare a Rafah: "Coloro che dicono che in nessun caso dovremmo entrare a Rafah ci stanno sostanzialmente dicendo di perdere la guerra", ha dichiarato. Lo riportano i media israeliani. "Prenderemo i restanti battaglioni terroristici di Hamas a Rafah, che è l'ultimo bastione", ha aggiunto Netanyahu. La città più meridionale di Gaza è diventata il rifugio per quasi un milione di sfollati palestinesi, spinti a sud dalla guerra.

Netanyahu: “Vittoria a un passo, Rafah è la chiave”

La vittoria di Israele contro Hamas "è a portata di mano" e Rafah è la chiave per raggiungerla, ma l'esercito israeliano fornirà "un passaggio sicuro per la popolazione civile". Lo ha assicurato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu che, parlando in una intervista all'emittente Usa ABC News, ha respinto i timori di "una catastrofe". "La vittoria è a portata di mano. Prenderemo i restanti battaglioni terroristici di Hamas e Rafah, che è l'ultimo bastione, ma lo faremo".
Nonostante l'allarme internazionale per la potenziale carneficina che un assalto scatenerebbe in una città affollata da più di un milione di palestinesi, il primo ministro israeliano ha dichiarato che l'offensiva è fondamentale per schiacciare Hamas; e ha garantito spiegato che è allo studio "un piano dettagliato per farlo". Netanyahu ha citato le aree a nord di Rafah che sono state sgomberate e che potrebbero essere utilizzate come zone sicure per i civili.

Netanyahu promette corridoio sicuro per i civili di Rafah

L'esercito israeliano garantirà "un passaggio sicuro per la popolazione civile" in vista del previsto assalto alla città di Rafah, nel sud di Gaza respingendo i timori di una "catastrofe". Lo ha dichiarato Benjamin Netanyahu oggi in una intervista a ABC News.
Nonostante l'allarme internazionale per la potenziale carneficina in una città affollata da più di un milione di palestinesi, il primo ministro israeliano ha dichiarato che l'offensiva è fondamentale per schiacciare Hamas.

Gaza, media: 25 morti in raid Israele a est di Rafah

L'emittente araba Al Jazeera afferma che 25 persone sono morte e altre decine rimaste ferite in un bombardamento israeliano che ha colpito un edificio residenziale a est di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.

Israele chiede dimissioni immediate Lazzarini da Unrwa

Il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, chiede le dimissioni del capo dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA), in seguito alla scoperta da parte di Israele di un tunnel di Hamas e di un data center top secret proprio sotto il quartier generale evacuato della città di Gaza dell'agenzia.
Israel Katz respinge l'affermazione del Direttore dell'UNRWA, Philippe Lazzarini, secondo cui non era a conoscenza della presenza del tunnel come "non solo assurda ma anche un affronto al buon senso".
"Le sue dimissioni tempestive sono imperative", scrive Katz su X.

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