Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 13 febbraio
Il presidente americano Biden ha chiesto al premier israeliano Netanyahu di non iniziare le operazioni militari a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza, senza aver prima messo a punto un "piano realizzabile" per proteggere i civili.
Nella notte due ostaggi israelo-argentini sono stati liberati proprio nella cittadina a Sud. Erano prigionieri in un edificio civile, con una famiglia a far loro da guardiani. Hamas dichiara che nell’operazione condotta dall’Idf sono stati uccisi almeno 67 civili.
Cresce la polemica attorno alle parole della relatrice Onu Francesca Albanese, che su X ha scritto che l’attacco del 7 ottobre non sarebbe stato motivato da odio antisemita. Israele le ha vietato l’accesso e ha chiesto a Guterres di rimuoverla
Biden: “Lavoriamo a una tregua di sei settimane a Gaza”
"Gli Stati Uniti stanno lavorando ad una tregua tra Israele e Hamas di almeno sei settimane". Lo ha detto il presidente Joe Biden dopo il suo incontro alla Casa Bianca con re Abdallah di Giordania
Biden: “Stop all’operazione a Rafah senza un piano per i civili”
"La grande operazione militare di Israele a Rafah non può procedere senza un piano credibile per proteggere oltre un milione di civili". Lo ha detto Joe Biden dopo il suo incontro alla Casa Bianca con re Abdallah di Giordania
Attacco coloni, feriti due palestinesi e auto date alle fiamme
In un nuovo episodio di violenza da parte di coloni estremisti israeliani, un giovane palestinese di 20 anni e un ragazzo di 16 sono stati feriti da colpi d'arma da fuoco, scrive Times of Israel. I fatti si sono svolti nel villaggio palestinese di Asira al-Qibliya, in Cisgiordania. Il sindaco, Hafez Saleh, ha detto ai media palestinesi che coloni arrivati dall'insediamento di Yitzhar hanno aperto il fuoco e ferito il 20enne al ventre e il 16enne alla mano.
Entrambi sono stati ricoverati, ma non si hanno notizie sulle loro condizioni. Durante l'attacco, un'auto è stata incendiata. In un altro incidente attribuito ai coloni, nel vicino villaggio di Huwara è stato incendiato un camion appartenente ad un palestinese, secondo quanto riferito dall'agenzia stampa palestinese Wafa
Usa: “Straziante la morte di Hind, la bimba palestinese che chiese aiuto. Si indaghi”
"Straziante": così il portavoce del dipartimento di stato Usa Matthew Miller ha definito la morte a Gaza di Hind Rajab, la bambina palestinese di sei anni che ha perso la vita dopo che era sopravvissuta ad un attacco contro l'auto dei suoi famigliari e aveva telefonato per chiedere soccorsi. Miller ha sollecitato Israele ad indagare sull'episodio
Gli Usa ribadiscono: “Non sosteniamo un cessate il fuoco generale a Gaza”
Gli Stati Uniti continuano a ribadire di non sostenere "un cessate il fuoco generale a Gaza". Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana in un briefing con la stampa. "Vogliamo che la guerra finisca, ma quello che serve ora è una tregua umanitaria", ha sottolineato il funzionario della Casa Bianca
Iran: “Con l’offensiva a Rafah gravi conseguenze per Israele”
Un'offensiva a Rafah avrebbe "conseguenze gravi" per Israele. Ha scritto così in un post su X il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian. "Estendere la portata dei crimini di guerra e del genocidio del regime di occupazione israeliano ai rifugiati palestinesi a Rafah avrà conseguenze gravi per Tel Aviv", si legge nel messaggio
Usa, un accordo Israele-Hamas sugli ostaggi resta possibile
Un accordo tra Israele e Hamas sugli ostaggi resta "possibile" e avrebbe "enormi" vantaggi: lo afferma il dipartimento di Stato Usa
Onu: “Non siamo sorpresi dal divieto di ingresso in Israele ad Albanese”
"Mi sarei sorpreso se le fosse mai stato permesso di andare in Israele". Così il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, ha risposto a chi chiedeva un commento sul fatto che lo Stato ebraico ha vietato l'ingresso alla relatrice speciale Onu sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. E sul fatto che Israele ne ha chiesto il licenziamento, ha precisato: "I relatori speciali sono indipendenti e nominati dal Consiglio dei diritti umani. Il segretario generale Guterres non ha l'autorità di assumerli nè di licenziarli"
Procuratore Cpi preoccupato per possibile attacco Rafah
Il procuratore capo della Corte penale internazionale (Cpi) ha espresso profonda preoccupazione per una possibile offensiva di terra israeliana a Rafah, nella Striscia di Gaza, avvertendo che chiunque violi il diritto internazionale sarà ritenuto responsabile. "Sono profondamente preoccupato per il bombardamento segnalato e la potenziale incursione di terra da parte delle forze israeliane a Rafah", ha detto Karim Khan in una dichiarazione pubblicata su X.
Hamas: “Morti tre ostaggi israeliani feriti nei raid”
Hamas ha annunciato su Telegram la morte di 3 degli 8 ostaggi israeliani di cui ieri aveva fatto sapere che erano stati feriti nei "barbari attacchi sionisti sulla Striscia di Gaza". Le Brigate Qassam, ala militare di Hamas, hanno aggiunto che più tardi diffonderanno i nomi e le foto dei morti, "e il destino degli altri feriti sarà chiaro"
Egitto: “No alla rottura con Israele in caso di attacco a Rafah”
L'Egitto non ha intenzione di rompere il trattato di pace con Israele nel caso in cui lo Stato ebraico decidesse di avviare una operazione a Rafah. Lo dice il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry, commentando le voci che si erano diffuse ieri sull'intenzione del Cairo di denunciare il trattato di Camp David in caso di attacco israeliano su Rafah. "Esiste già un accordo di pace tra Egitto e Israele, in vigore da quarant'anni, e continueremo a rispettarlo", ha detto Shoukry in una conferenza stampa con la sua controparte slovena a Lubiana. Shoukry ha aggiunto che l'Egitto sta continuando nei suoi sforzi per garantire un accordo tra Israele e Hamas che consentirà il rilascio degli ostaggi e l'ingresso di maggiori aiuti umanitari a Gaza
Onu, "terrificante" la prospettiva di un’offensiva su Rafah
La prospettiva di una operazione di terra israeliana su Rafah, all'estremità meridionale della Striscia di Gaza, è "terrificante". Lo ha affermato Volker Turk, alto commissario Onu per i diritti umani, ricordando che circa un milione e mezzo di palestinesi sono stipati nell'area, sul confine egiziano, "con nessun posto dove fuggire. È terribile, considerando che un altissimo numero di civili, ancora una volta principalmente donne e bambini, sarebbero probabilmente uccisi o feriti" nel caso di attacco militare
Borrell a Biden: “Se i morti a Gaza sono troppi fermi le armi”
“Il presidente Biden ha detto che i morti civili a Gaza sono troppi. Se sono troppi allora forse devi dare a Israele meno armi, è abbastanza logico". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Josep Borrell nel corso della conferenza stampa con il commissario dell'agenzia Unrwa dell'Onu Philippe Lazzarini. "Tutti vanno a Tel Aviv e chiedono 'per piacere, ci sono troppe vittime, uccidete meno civili' ma Benjamin Netanyahu non ascolta nessuno. Forse è il caso di smettere di chiedere per piacere e fare qualcosa", ha aggiunto Borrell. Riguardo alle ultime richieste di evacuazione Borrell ha poi polemicamente chiesto: "E dove, sulla luna?"
L'Olanda fa ricorso contro lo stop all’invio di parti degli F35 a Israele
I Paesi Bassi presentano ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello dell'Aia che ha ordinato lo stop delle consegne a Israele di parti per i caccia F-35. Lo ha annunciato il ministro del Commercio estero e della Cooperazione allo sviluppo, Geoffrey Van Leeuwen. Il governo, si legge in una nota, "è del parere che la fornitura di componenti americani degli F-35 non sia illegale" e che spetti "allo Stato definire la propria politica estera". "Israele - aggiunge Van Leeuwen - ha bisogno degli aerei F-35 per difendersi dalle minacce provenienti dalla regione, separate da Gaza"
Borrell: “Le accuse all'Unwra vanno provate”
"Quelle all'Unrwa sono accuse, e ripeto accuse, e vanno provate". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Josep Borrel nel corso della conferenza stampa con il commissario dell'agenzia Onu Philippe Lazzarini. "Le indagini sono state già lanciate e stiamo parlando delle azioni di 13 dipendenti su 30mila: l'Unrwa assicurerà la presa di responsabilità individuale, non la punizione collettiva. Fermare i lavori dell'Unrwa significa una catastrofe umanitaria a Gaza e nei Paesi del Medio Oriente e questo avrebbe un impatto sulla sicurezza europea: 5,6 milioni di persone dipendono dall'agenzia"
La relatrice Onu, Albanese: “Sono due anni che Israele mi nega di fare il mio lavoro come richiesto dalle Nazioni Unite”
"Sono due anni che Israele mi nega di fare il mio lavoro come chiesto dall'Onu non facilitando il mio ingresso nel Territori palestinesi occupati. E sono 17 anni che lo fa nei confronti di tutti i relatori speciali che hanno ricoperto questo mandato". Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per le violazioni dei diritti umani commessi nei Territori palestinesi occupati, reagisce così, parlando con l'Adnkronos, alla decisione di Israele di negarle l'ingresso del Paese dopo le affermazioni, definite "oltraggiose", secondo cui l'attacco del 7 ottobre "sarebbe stata una reazione all'oppressione israeliana".
Nbc: “Biden furioso con Netanyahu, in privato lo insulta”
Joe Biden sarebbe sempre più furibondo con Benyamin Netanyahu per la campagna militare israeliana a Gaza e con i suoi collaboratori, secondo quanto riferisce la Nbc, si sarebbe lasciato andare anche ad insulti verso il premier israeliano. A volte, riporta l'emittente Usa, Biden si riferisce a Netanyahu semplicemente come "quel ragazzo" mentre in almeno tre recenti occasioni lo ha definito "uno stronzo", riferisce Nbc News. Sollecitato su questo, il Consiglio per la sicurezza nazionale Usa ha smentito, affermando che nonostante alcuni disaccordi i due hanno una "relazione decennale rispettosa in pubblico e in privato".
Il ministro degli esteri israeliano chiede a Guterres di rimuovere la relatrice Francesca Albanese
"Il tempo del silenzio degli ebrei è finito. Se le Nazioni Unite vogliono tornare ad essere un organismo rilevante, il suo leader Antonio Guterres deve sconfessare pubblicamente le parole antisemite della loro 'inviata speciale' Francesca Albanese e rimuoverla immediatamente dal suo posto. Impedirle di entrare in Israele servirà a ricordare le atrocità commesse da Hamas, compreso lo spietato attacco agli innocenti". Così il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ha commentato sul social X la decisione di vietare l'ingresso in Israele alla relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati.
Egitto: “Fare ogni sforzo per la pace a Gaza”
"Continuano gli sforzi egiziani per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza e trovare una soluzione radicale alla crisi avviando seri negoziati per portare la pace": lo ha ribadito questa mattina il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry, oggi in visita ufficiale in Slovenia. L'Egitto, sostiene il ministro in una nota diffusa ieri sera, "ha sottolineato il suo totale rifiuto delle dichiarazioni rilasciate da alti funzionari del governo israeliano riguardo all'intenzione di lanciare un'operazione militare nella città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza". "Il Cairo - aggiunge - ha inoltre messo in guardia sulle terribili conseguenze di tale azione, soprattutto alla luce del rischio di peggiorare la catastrofe umanitaria nella Striscia di Gaza", e "ha chiesto di unire tutti gli sforzi internazionali e regionali per impedire che venga presa di mira la città palestinese di Rafah, che ora ospita circa 1,4 milioni di palestinesi sfollati che la considerano l'ultima area sicura di Gaza". Prendere di mira Rafah - prosegue la nota del ministro degli Esteri egiziano- "insieme alla continua politica di Israele di ostacolare l'accesso agli aiuti umanitari, rappresenta un contributo concreto all'attuazione della politica di sfollamento del popolo palestinese e di liquidazione della sua causa. Aquesto proposito, il Cairo ha considerato tali atti una chiara violazione delle disposizioni del diritto internazionale, del diritto internazionale umanitario e delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite". L' Egitto - conclude la nota - ha sottolineato che "continuerà le sue comunicazioni con varie parti per raggiungere un cessate il fuoco immediato, far rispettare la tregua e consentire lo scambiìo tra ostaggi e detenuti, invitando le potenze internazionali a fare pressione su Israele affinché risponda a questi sforzi ed eviti di adottare misure che complichino ulteriormente la situazione e arrecare danno agli interessi di tutti, senza eccezioni"
Rutte (Olanda): “Operazione su Rafah avrebbe conseguenze catastrofiche”
Un'operazione militare su larga scala a Rafah avrebbe conseguenze umanitarie catastrofiche''. Lo ha scritto in un tweet il primo ministro olandese Mark Rutte, oggi ''in Israele e nei Territori palestinesi'' per colloqui ''con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh''. Come ha scritto Rutte in un tweet, ''tre cose hanno ora la massima priorità: sono necessari molti più aiuti umanitari a Gaza, Hamas deve rilasciare immediatamente gli oltre 100 ostaggi e le operazioni israeliane devono ridurre rapidamente e in modo significativo la loro intensità''. Perché questo accada, ha aggiunto, serve ''una pausa immediata nei combattimenti, che deve culminare in una fine duratura di questo conflitto''. Necessaria ''una soluzione politica sostenibile: uno Stato palestinese vitale, accanto a un Israele sicuro''.
Gb sanziona 4 coloni israeliani
Il governo britannico di Rishi Sunak ha annunciato oggi di aver imposto sanzioni - al pari di quanto fatto di recente dagli Usa fra le furiose proteste del governo Netanyahu - contro 4 cittadini israeliani indicati come leader "estremisti" del movimento dei coloni in Cisgiordania. Lo riporta il Foreign Office. I quattro coloni sono accusati da Londra di aver "minacciato e perpetrato atti di aggressione e violenza contro civili palestinesi nei territori occupati della Cisgiordania".
Israele nega l’ingresso nel Paese a Francesca Albanese, inviata del consiglio dei diritti umani Onu
Israele ha deciso di negare l'ingresso nel Paese a Francesca Albanese, inviata del consiglio dei diritti umani dell'Onu. La decisione, hanno fatto sapere i ministeri degli Esteri e degli Interni, è legata "alle sue oltraggiosi affermazioni che 'le vittime del massacro del 7 ottobre non sono state uccise per il loro essere ebrei ma in risposta all'oppressione israeliana"
Anche Gran Bretagna alza i toni: “Ora basta, Israele si fermi”
Il Regno Unito è "molto preoccupato" per la situazione dei civili palestinesi a Rafah, che "non hanno più dove andare". Lo ha detto il ministro degli Esteri britannico, David Cameron, alzando i toni nei confronti del governo israeliano sulla scia degli Usa. "E' impossibile vedere come si possa combattere una guerra fra la gente", ha poi rincarato Cameron riferendosi ai civili della Striscia di Gaza e sollecitando Israele a "fermarsi e riflettere molto seriamente prima di ogni ulteriore azione militare: noi vogliamo una pausa immediata dei combattimenti che conduca a un tregua sostenibile senza ripresa delle ostilità".
Portavoce Abu Mazen chiede di fermare offensiva a Rafah
Nabil Abu Rudeina portavoce del presidente palestinese Abu Mazen - che si trova in Qatar per incontri con la leadership di Doha - ha chiesto alla Comunità internazionale di fermare l'offensiva di terra di Israele a Rafah, nel sud di Gaza. "L'amministrazione Usa - ha detto, citato dai media - non può rimanere ostaggio delle politiche israeliane". Rudeinah ha poi definito "insensate" e un "inganno del mondo" le affermazioni di Netanyahu sul piano di evacuazione dei civili dell'area di Rafah. "Non c'è più un posto sicuro a Gaza - ha spiegato - e i civili non possono ritornare al centro e al nord per i bombardamenti".
Drone israeliano colpisce alto funzionario di Hezbollah
Un drone israeliano ha colpito l'auto sulla quale viaggiava Mohammed Aliwayeh, responsabile di Hezbollah per la regione di Maroun al-Ras, al confine con Israele. Il raid è avvenuto nella città di Bint Jbeil, roccaforte del movimento sciita nel sud del Libano. Lo ha confermato l'ufficio stampa di Hezbollah alla Dpa, spiegando che le condizioni di Aliwayeh sono ''molto gravi''.
Msf: “Offensiva su Rafah sarebbe catastrofica”
''L'offensiva di terra dichiarata da Israele su Rafah sarebbe catastrofica e non deve procedere''. Lo ha detto Medici Senza Frontiere (Msf). ''Mentre il bombardamento aereo dell'area continua, più di un milione di persone, molte delle quali vivono in tende e rifugi di fortuna, si trovano ad affrontare una drammatica escalation di questo massacro ancora in corso'', ha scritto su X l'organizzazione umanitaria. ''Nessun posto a Gaza è sicuro e i ripetuti sfollamenti forzati hanno spinto le persone a Rafah, dove sono intrappolate in un minuscolo pezzo di terra e non hanno opzioni''. (Crc/Adnkronos)ISSN 2465 - 12212-FEB-24 12:04 .NNNN
Cooperante a Rafah: “Notte allucinante”
E' stata ''una notte molto difficile, allucinante'' quella che hanno vissuto i palestinesi a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Gli israeliani ''hanno bombardato da terra, aria, i carri armati ovunque, le forze speciali israeliane sono entrate sotto copertura a Rafah. Hanno ucciso 105 persone'' e ''il cielo era illuminato a giorno dalle bombe. La paura è stata tanta''.Ma lo è ancora di più pensando all'annunciata operazione militare che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato contro Rafah.''Se entrano sarà un massacro, le vittime non si conteranno più''. Lo racconta all'Adnkronos proprio da Rafah il cooperante palestinese Sami Abu Omar che all'inizio di dicembre, insieme alla sua famiglia, aveva lasciato Khan Yunis dopo che i cecchini israeliani si erano posizionati sul tetto della sua casa. Aveva camminato 14 chilometri insieme alla moglie e ai figli, il più piccolo di 12 anni, per arrivare a Rafah e trovare riparo dai combattimenti. Parte di ''un esodo di massa'' verso la città al confine con l'Egitto dove lui racconta di aver ''preso una stanza in affitto vicino al mare per 500 euro al mese. Quattro metri per quattro dove vivono 40 persone, le donne con i bambini. Gli uomini, io con i miei fratelli, dormiamo in tende di plastica lì vicino''. Al momento da Israele ''non è arrivato un ordine di evacuazione per la popolazione di Rafah'', ma ''qualcuno sta già smontando le tende''. Il vero problema, racconta Abu Omar, è che ''la gente è disperata, non sa dove andare. Stamattina camminavo per Rafah e sentivo solo bestemmie e pianti''. "Io stesso - confessa - non so cosa fare, come un altro milione di persone non so dove andare e per ora aspettiamo. Ci hanno detto di andare via dal nord e lo abbiamo fatto, via da Khan Yunis e lo abbiamo fatto. Ora dove andiamo, in mare? Non ci fanno neanche avvicinare. Dove ci vogliono portare, all'inferno?''.
Hagari: “Operazione di terra a Gaza serve a salvare gli ostaggi”
"Questa missione di salvataggio sottolinea l'importanza della nostra operazione di terra a Gaza". Lo ha detto il portavoce dell'esercito Daniel Hagari riferendosi alla liberazione dei due ostaggi israeliani avvenuta la scorsa notte. "Abbiamo un obbligo morale - ha aggiunto - di portare indietro a casa tutti i nostri ostaggi. Un obbligo per il cui adempimento continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere"
Anche la Turchia preoccupata per gli attacchi su Rafah
"Siamo estremamente preoccupati per i crescenti attacchi di Israele contro la città meridionale di Rafah, in seguito a distruzione e massacri che già sono stati inflitti contro la Striscia di Gaza". Lo afferma il ministero degli Esteri di Ankara in un comunicato, dove viene sottolineato che "gli attacchi in corso aggraveranno la tragedia umana a Gaza e metteranno a repentaglio gli sforzi per assicurare un cessate il fuoco duraturo nella regione". La Turchia considera l'operazione di Israele a Rafah "parte di un piano per espellere il popolo di Gaza dalla loro terra" e lancia "un appello alla comunità internazionale, in particolare al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, per prendere le misure necessarie a fermare Israele", si legge nel comunicato.
Tribunale olandese vieta al suo governo di vendere a Israele gli F-35 usati a Gaza
I Paesi Bassi devono interrompere la fornitura di parti per gli aerei da combattimento F-35 utilizzati da Israele nella Striscia di Gaza. Lo ha deciso un tribunale olandese che ha accolto un appello presentato da organizzazioni per i diritti umani secondo cui la fornitura dei componenti avrebbe contribuito a presunte violazioni del diritto internazionale da parte di Israele nella sua guerra contro Hamas.
Borrell: “Preoccupato per la situazione, la Ue non fornisce armi a Israele, altri sì”
"L'Unione Europea non fornisce armi a Israele. Altri sì". Lo dice l'Alto Rappresentante dell'Ue Josep Borrell, a Bruxelles a margine del Consiglio informale Sviluppo a Bruxelles, affermando anche di essere preoccupato per la situazione. "Se si ritiene che il numero di morti" palestinesi "sia troppo alto, forse si può fare qualcosa per renderlo meno elevato" in futuro. "La mia domanda è: a parte le parole, che cos'altro pensiamo che si possa fare? Se il numero delle vittime è troppo alto, c'è qualche possibilità di renderlo meno elevato?", conclude.
Hezbollah: “Non intendiamo allargare il conflitto”
Gli Hezbollah libanesi non intendono allargare il conflitto già in corso in Medio Oriente, nonostante i recenti attacchi israeliani nella profondità territoriale del Libano. Lo ha detto stamani Muhammad Raad, capogruppo parlamentare di Hezbollah, intervenendo ai funerali per un combattente ucciso in un raid israeliano nel sud del Libano. Citato dai media libanesi, Raad ha affermato che gli attacchi israeliani (del fine settimana) sembrano superare le regole d'ingaggio finora osservate. Raad si è riferito all'attacco compiuto con un drone israeliano contro un membro di Hamas tra Beirut e Sidone, nella località di Jadra, 60 km a nord della Linea di demarcazione con Israele. Raad ha aggiunto: questi attacchi "non cambiano l'equilibrio delle forze in campo... ma sono una reazione (israeliana) al dolore inflitto dai colpi della resistenza (Hezbollah)". "Il nemico prova a spingere per un allargamento del conflitto... ma noi restiamo pazienti, per non scivolare verso quello scontro aperto così cercato dal nemico", ha detto il deputato di Hezbollah
La conta delle vittime palestinesi a Gaza è di 28.340
Il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas afferma che il bilancio delle vittime palestinesi della guerra è salito a 28.340.
Il leader di Hezbollah Nasrallah ha incontrato il segretario della Jihad palestinese
Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha incontrato Ziad al-Nakhaleh, segretario generale della Jihad islamica palestinese. Lo riporta il Times of Israele citando una nota di Hezbollah. Non è specificato né dove né quando si è tenuta la riunione.Secondo la dichiarazione, i due hanno discusso "degli ultimi sviluppi" e del "sostegno fornito dall'asse della resistenza nelle diverse arene".
Hamas: “Orribile massacro di civili e bambini”
Hamas ha condannato quello che ha definito un "orribile massacro contro civili indifesi e bambini, donne e anziani sfollati" da parte di Israele contro i civili a Rafah, dopo che l'esercito israeliano ha confermato di aver condotto attacchi aerei vicino alla città per salvare due ostaggi. Lo ripora la Cnn. Hamas, confermando i 100 morti, afferma che il raid "è considerato una continuazione della guerra genocida e dei tentativi di sfollamento forzato che Israele sta conducendo contro il nostro popolo palestinese". Nella sua dichiarazione, Hamas ha detto che il presidente americano Joe Biden e la sua amministrazione si devono assumere la "piena responsabilità" per le morti di civili.
Caccia Idf colpiscono casa nel sud del Libano
Aerei da guerra israeliani hanno bombardato una casa nella città di Shihin, nel sud del Libano, vicino al confine con Israele. Lo riporta l'agenzia di stampa nazionale ufficiale del Libano ''National News Agency'' (Nna), aggiungendo che l'attacco ha causato feriti ma non vittime.
Iran: “Gaza trasformata in cimitero di sionisti”
"I gruppi della resistenza non hanno lasciato senza risposta alcuna azione israeliana durante la guerra a Gaza e oggi il premier israeliano Benjamin Netanyahu è rimasto intrappolato nella palude di Gaza che è diventata un cimitero per i sionisti". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo siriano Faisal al-Mekdad a Damasco, domenica. "La crisi a Gaza può essere risolta soltanto attraverso soluzioni politiche e la fine degli attacchi di Israele e il suo genocidio, i suoi crimini di guerra, commessi assieme agli Stati Uniti", ha aggiunto il capo della Diplomazia di Teheran, come riferisce Irna, sottolineando che "l'Iran sostiene fermamente qualunque iniziativa politica che riguardi la causa della Palestina". Il ministro degli Esteri siriano ha affermato che la Siria è pronta per impegnarsi in altre guerre contro Israele, sottolineando che "è la Siria a decidere quando, dove e come queste guerre avranno luogo".
Idf: “Liberazione ostaggi è il motivo per cui siamo in guerra”
"Oggi ci siamo svegliati con una buona notizia: in un'operazione delle forze speciali con lo Shin Bet, due ostaggi sono stati recuperati. Riportarli a casa e' la ragione per la quale siamo in guerra". Lo ha affermato Peter Lerner, uno dei portavoce delle forze armate israeliane (Idf) durante un briefing al quale AGI ha partecipato. "In precedenza, l'obiettivo non e' mai stato quello di rimuovere Hamas dal potere, ma di colpire le loro capacita' offensive. Quello che e' successo e' un cambio paradigmatico nel rapporto tra Israele e la striscia di Gaza", ha sottolineato il colonnello riservista, tornato a servire l'Idf dopo l'attacco del 7 ottobre, "qualcosa di completamente diverso, mai successo prima nella storia di Israele". Sul numero degli ostaggi ancora vivi nella Striscia, Lerner non si e' sbilanciato, limitandosi a ricordare che "la settimana scorsa abbiamo notificato a 32 famiglie che riteniamo i loro cari morti". "Facciamo simili affermazioni solo con solide informazioni di intelligence", ha aggiunto. Lerner ha attaccato l'uso di ospedali e centri medici nella Striscia come basi militari, una pratica che "Hamas ha istituzionalizzato". Quanto alle operazioni in corso a Gaza, il colonnello ha sottolineato le sfide che affrontano le truppe ma anche la minaccia che incombe sul nord di Israele al confine con il Libano. Li' "c'e' Hezbollah, che e' dieci volte piu' forte di Hamas con una gran numero di razzi e missili da crociera" e la minaccia ventilata in passato "di conquistare la Galilea. E' una minaccia molto grave".
I due ostaggi erano nella casa di una famiglia a Rafah
I due ostaggi con doppia cittadinanza israeliana e argentina, liberati in un'operazione notturna dall'Idf, hanno affermato di essere stati tenuti prigionieri nella casa di una famiglia a Rafah. Lo riporta il sito di notizie Ynet, secondo cuiFernando Marman, 61 anni, e Louis Har, 70 anni, hanno detto allo Sheba Medical Center, dove sono attualmente in cura, che il motivo della loro salute relativamente buona, nonostante siano stati tenuti in ostaggio per 129 giorni, è dovuto al fatto che erano stati imprigionati in una casa e non in un tunnel.
Almeno 50 i morti nei raid israeliani di stanotte su Rafah
L'esercito israeliano ha confermato su Telegram di aver effettuato una "serie di attacchi contro obiettivi" nella zona Shaboura di Rafah. Il ministero della Sanità di Gaza ha riferito che almeno 50 persone sono state uccise negli attacchi e il bilancio delle vittime è ancora in aumento. Hamas ha condannato gli ultimi attacchi aerei israeliani su Rafah, affermando che rappresentano ''un ampliamento della portata dei massacri che sta commettendo contro il nostro popolo''. ''L'attacco dell'esercito di occupazione nazista stasera contro la città di Rafah, che finora ha causato la morte di più di un centinaio di martiri, è considerato una continuazione della guerra genocida e dei tentativi di sfollamento forzato che sta conducendo contro il nostro popolo palestinese'', ha scritto il gruppo in un comunicato stampa.
Altri due soldati israeliani morti a Gaza, il bilancio totale è 229
L'esercito israeliano ha annunciato la morte in combattimento nel sud di Gaza di altri due soldati. Lo ha fatto sapere il portavoce militare spiegando che i due non stati uccisi nell'operazione di salvataggio dei due ostaggi israeliani a Rafah. Si tratta di Adi Eldor (21 anni) e di Alon Kleinman (21 anni). Il bilancio dei soldati morti in combattimento - dall'inizio dell'operazione nella Striscia - è ora di 229.
Milei ringrazia per la liberazione degli ostaggi
Il neoeletto presidente argentino Javier Milei ha ringraziato l'esercito israeliano per aver salvato due ostaggi con doppia nazionalità, israeliana e argentina, a Rafah, nel sud di Gaza. Milei, che era in Israele la scorsa settimana per una visita di Stato, si è impegnato a coltivare legami più stretti tra i Paesi e trasferirà l'ambasciata argentina in Israele a Gerusalemme.
Terroristi nell’edificio degli ostaggi e in quelli vicino
I due ostaggi "erano trattenuti al secondo piano da terroristi armati che erano presenti nell'edificio e anche in palazzi adiacenti". Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari rivelando particolari che hanno portato alla liberazione dei due ostaggi israeliani nel centro di Rafah. La liberazione - ha aggiunto Hagari - è stata accompagnata da raid aerei per "consentire il disimpegno dei soldati e per colpire i terroristi di Hamas nell'area".
Netanyahu e Gallant nel centro di comando durante la liberazione degli ostaggi
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il ministro della difesa Yoav Gallant erano presenti la notte scorsa nel Centro di comando in Israele che ha diretto la liberazione dei 2 ostaggi a Rafah. Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari.
Houti attaccano con missili una nave commerciale
Una nave commerciale è stata attaccata con due missili nei pressi della città di Mocha (Yemen), nel Mar Rosso. L'attacco, avvenuto a 40 miglia nautiche (circa 74 chilometri) a sud di Mocha, non ha causato vittime tra l'equipaggio, come pubblicato dall'organizzazione britannica United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto) su X. L'agenzia britannica ha invitato tutte le navi a navigare con cautela nella zona e ha chiesto di notificare qualsiasi attività "sospetta".Finora né gli Houthi né il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) hanno commentato l'accaduto. Gli Houthi, sostenuti dall'Iran, che dal 2015 controllano la capitale yemenita Sana'a e altre aree nel nord e nell'ovest del paese, hanno lanciato diversi attacchi contro navi collegate con Israele nel contesto dell'offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza, avviata dopo gli attacchi compiuti il ??7 ottobre dal Movimento di Resistenza Islamica
Israele: soldati hanno protetto ostaggi con i loro corpi
L'operazione per la liberazione dei due ostaggi israeliani è cominciata attorno alle 2:00 della scorsa notte, quando "le forze israeliane hanno fatto irruzione in un edificio nel cuore di Rafah dove i due erano tenuti da Hamas". Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari secondo cui l'azione "era stata preparata da qualche tempo".
"Dal momento dell'apertura del fuoco - ha aggiunto - i soldati hanno protetto i due ostaggi con i loro corpi durante la battaglia con i terroristi che è divampata con pesanti scambi di colpi in molti posti e con molti terroristi".
Hamas accusa: “Operazione a Rafah un massacro”
Hamas, in risposta alla liberazione di due ostaggi da parte delle forze di difesa israeliane, si scaglia contro "il massacro compiuto stasera dall'esercito israeliano a Rafah" e incolpa gli Stati Uniti "per aver dato il via libera a Netanyahu". Hamas definisce l'operazione una continuazione della "guerra genocida" e dei tentativi di spostamento forzato contro il popolo palestinese.
Hamas aggiorna ancora il bilancio dei raid su Rafah: circa 100 morti
L’operazione notturna delle forze israeliane a Rafah è costata circa 100 morti. Così il Ministero della Salute di Hamas, aggiornando il bilancio dei bombardamenti notturni che avrebbero coperto, secondo quanto dichiarato dal portavoce dell’esercito israeliano, la missione con cui le forze speciali hanno libgerato due ostaggi.
La Knesset elogia “eroico salvataggio ostaggi”
Il portavoce della Knesset, Amir Ohana, elogia "l'impressionante, eroica e complessa operazione di salvataggio" che ha liberato a Rafah i due ostaggi israeliani da Gaza. "Finalmente una buona notizia", dice ringraziando le forze di sicurezza. "Avete offerto speranza a un'intera nazione. Non avremo pace finché non li riporteremo tutti indietro", ha aggiunto.
Il portavoce dell’esercito israeliano: i raid su Rafah per coprire la liberazione degli ostaggi
“E’ stata un’operazione molto complessa, a cui abbiamo lavorato per molto tempo. Aspettavamo le giuste condizioni per lanciarla”, ha spiegato il portavoce dell’esercito israeliano, tenente colonnello Richard Hecht. Gli ostaggi erano tenuti al secondo piano di un edificio che è stato sventrato da una carica esplosiva durante l’operazione delle forze speciali, che hanno dovuto sostenere pesanti scambi a fuoco con uomini armati dalle case circostanti. Allo stesso tempo, il raid aereo è servito per permettere la cosiddetta “estrazione” delle forze speciali dalla zona, ha spiegato ancora il portavoce. Il bombardamento ha gettato nel panico la gente di Rafah, in molti credevano che fosse cominciata l’operazione di terra dell’esercito israeliano. Oltre agli aerei, hanno reso parte alla missione anche carri armati e navi. Secondo i residenti, sono state colpite due moschee e molte case.
Esercito Israele: liberati due ostaggi a Rafah
L'esercito israeliano ha liberato nella notte a Rafah, nel sud della Striscia, due ostaggi israeliani che erano stati rapiti da Hamas il 7 ottobre scorso: lo hanno annunciato le Forze di difesa israeliane (Idf) su Telegram. "Durante un'operazione congiunta dell'Idf (le Forze di difesa israeliane, ndr), dell'Isa (il servizio di sicurezza israeliano Shin Bet, ndr) e della polizia israeliana a Rafah, durante la notte, sono stati salvati due ostaggi israeliani, Fernando Simon Marman (60) e Louis Har (70), rapiti dall'organizzazione terroristica Hamas il 7 ottobre dal Kibbutz Nir Yitzhak", si legge in un comunicato. "Entrambi sono in buone condizioni mediche e sono stati trasferiti per accertamenti medici all'ospedale Sheba Tel Hashomer - prosegue la nota -. Le forze di sicurezza continueranno ad operare con tutti i mezzi per riportare a casa gli ostaggi".
Hamas aggiorna il bilancio: oltre 50 i morti
Il ministero della Salute di Hamas aggiorna il bilancio delle vittime degli ultimi raid israeliani su Rafah: almeno 50 i morti
Esercito Israele conferma: bombardata area di Rafah
L'esercito israeliano ha effettuato un'ondata di attacchi nell'area del campo di Shabura a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza. Lo ha detto il portavoce dell'esercito, sottolineando che sono stati attaccati "obiettivi di qualità" e che l'attacco è terminato.
Hamas: almeno 7 morti nei nuovi raid israeliani su Rafah
Il ministero della Salute di Hamas afferma che almeno 7 persone sono morte nei nuovi raid israeliani su Rafah.
Mezzaluna Rossa: "Bombe su case abitate nel centro Rafah"
Sono stati lanciati attacchi israeliani "violenti" su Rafah, la città nel Sud della Striscia di Gaza, dove hanno cercato rifugio migliaia di palestinesi in fuga dal resto dell'enclave. Lo ha reso noto la Mezzaluna Rossa, secondo cui i raid hanno preso di mira le case abitate di fronte alla sede dell'organizzazione umanitaria nel centro di Rafah.
Il corrispondente di Al Jazeera ha invece riferito che i bombardamenti israeliani hanno preso di mira la moschea di Al-Rahma nel campo di Shaboura. Anche secondo la tv palestinese, Israele bombarda Rafah via terra, mare e aria.