Macron salva i “bouquinistes”: restano lungo la Senna i librai minacciati dalle Olimpiadi
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - I bouquinistes non si toccano. E a dirlo è Emmanuel Macron. Le famose bancarelle di libri lungo la Senna, che sono un pezzo dell'identità culturale della Ville Lumière, dovevano essere spostate in vista della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici. Per garantire la sicurezza del grande show del 26 luglio, con oltre 150 imbarcazioni cariche di 10mila atleti che sfileranno lungo il fiume, gli storici librai erano stati avvertiti: chiusura imposta durante il periodo olimpico e le bancarelle fisse sugli argini - le tipiche “scatole verdi”- sarebbero state smontate.
La prefettura aveva prima deciso lo smantellamento di oltre 604 bancarelle su 932 in totale che si estendono lungo 7 chilometri tra il Pont Marie e il Louvre. Dopo le prime proteste, le autorità era prima di scendere fino a 428. Comunque inaccettabile per chi ama e difende i bouquinistes.
PARIGI - I bouquinistes non si toccano. E a dirlo è Emmanuel Macron. Le famose bancarelle di libri lungo la Senna, che sono un pezzo dell'identità culturale della Ville Lumière, dovevano essere spostate in vista della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici. Per garantire la sicurezza del grande show del 26 luglio, con oltre 150 imbarcazioni cariche di 10mila atleti che sfileranno lungo il fiume, gli storici librai erano stati avvertiti: chiusura imposta durante il periodo olimpico e le bancarelle fisse sugli argini - le tipiche “scatole verdi”- sarebbero state smontate.
La prefettura aveva prima deciso lo smantellamento di oltre 604 bancarelle su 932 in totale che si estendono lungo 7 chilometri tra il Pont Marie e il Louvre. Dopo le prime proteste, le autorità era prima di scendere fino a 428. Comunque inaccettabile per chi ama e difende i bouquinistes.
Alla fine Macron ha deciso di rinunciare a qualsiasi tipo di trasloco, anche limitato. Il capo dello Stato ha deciso in persona di sospendere la decisione del prefetto della capitale. L'annuncio è stato fatto con tanto di nota dell'Eliseo in cui viene spiegato che “non è stato possibile individuare una soluzione consensuale” e quindi il Presidente ha comunicato al prefetto della capitale e alle altre autorità che “tutti i librai dovranno essere mantenuti al loro posto e nessuno di loro dovrà essere costretto a spostarsi”.
Gli organizzatori della cerimonia di apertura dei Giochi dovranno adattarsi a questa novità. Ci sono molti dubbi e timori su questo evento: è la prima volta che l’inaugurazione di Giochi avviene fuori da uno stadio, in pieno centro. E’ già stato deciso di diminuire il pubblico che potrà assistere allo show dalle banchine della Senna: da mezzo milione, ora s parla di 300mila spettatori.
Macron ha voluto confermare la cerimonia lungo il fiume, anche se non ha escluso un ‘piano B’, in caso di nuove minacce terroriste o, peggio, nuovi attentati. Ma intanto il Presidente ha voluto fare questa “grazia” ai bouquinistes (bouquin in francese è un nome famigliare usato per i libri), precisando che sono “parte del patrimonio vivente della capitale".
Nella loro battaglia, i librai avevano deciso di lanciare un appello direttamente al capo dello Stato. Francis Robert, che esercita questo mestiere da 43 anni, aveva incontrato Macron in occasione di un suo passaggio lungo la Senna per visitare il cantiere di Notre-Dame. Secondo il libraio, il leader francese aveva dato rassicurazioni, dicendo: “Vi difenderò, siete parte di Parigi".
Ai tempi d'oro, il comune aveva calcolato che lungo la Senna si trovavano 300mila volumi in vendita ogni giorno. E anche se molte bancarelle ormai vendono spesso paccottiglia per i turisti, quel simbolico fiume di carta e cultura non deve prosciugarsi.