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Zelensky a Kiev crolla nei sondaggi e va da Scholz e Macron per nuovi aiuti

(afp)
Accordi per la sicurezza ucraina dopo la guerra. Ma il leader viene superato da Zaluzhny nel consenso popolare
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PARIGI — A pochi giorni dal secondo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky torna nelle due più importanti capitali europee, Berlino e Parigi, per firmare accordi di sicurezza che devono «garantire un sostegno militare sul lungo periodo», come ha sottolineato ieri Emmanuel Macron. È un passaggio cruciale in un momento in cui la Russia torna all’offensiva e il leader ucraino appare politicamente indebolito.

Secondo una ricerca dell’autorevole Kyiv international institute of sociology, da dicembre a oggi la fiducia in Zelensky è calata del 13%, crollando dal 77 al 64%, mentre il generale Zaluzhny - appena licenziato da Zelensky - è saldamente primo, al 94%, seguito dal capo dell’intelligence militare, Kyrylo Budanov, al 66%. Per la prima volta dall’inizio della guerra, dunque, il numero di cittadini per cui le cose “stanno andando nella direzione sbagliata” ha superato quello di chi ritiene che vadano ancora bene.

Gli accordi bilaterali con Parigi e Berl…

PARIGI — A pochi giorni dal secondo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky torna nelle due più importanti capitali europee, Berlino e Parigi, per firmare accordi di sicurezza che devono «garantire un sostegno militare sul lungo periodo», come ha sottolineato ieri Emmanuel Macron. È un passaggio cruciale in un momento in cui la Russia torna all’offensiva e il leader ucraino appare politicamente indebolito.

Secondo una ricerca dell’autorevole Kyiv international institute of sociology, da dicembre a oggi la fiducia in Zelensky è calata del 13%, crollando dal 77 al 64%, mentre il generale Zaluzhny - appena licenziato da Zelensky - è saldamente primo, al 94%, seguito dal capo dell’intelligence militare, Kyrylo Budanov, al 66%. Per la prima volta dall’inizio della guerra, dunque, il numero di cittadini per cui le cose “stanno andando nella direzione sbagliata” ha superato quello di chi ritiene che vadano ancora bene.

Gli accordi bilaterali con Parigi e Berlino seguono quello già sottoscritto tra Zelensky e il britannico Sunak e la promessa dei Paesi del G7 a margine del vertice Nato di Vilnius. Ogni accordo, ha spiegato Macron, ha le sue caratteristiche anche se l’obiettivo comune è fornire risorse militari interoperabili con quelle della Nato, addestramento e altri interventi per rafforzare la difesa ucraina. «È un passo storico», ha sottolineato Scholz, «a due anni dall’inizio di questa terribile guerra inviamo un messaggio chiaro al presidente russo: non allenteremo il nostro sostegno all’Ucraina».

Il documento firmato a Berlino contiene aiuti militari immediati per un totale di 1,1 miliardi di euro, che si aggiungono a quelli per 28 miliardi già inviati nel tempo da Berlino a Kiev, e prevede sostegno all’Ucraina dopo la guerra per costruire un esercito moderno in grado di respingere futuri attacchi dalla Russia eventualmente anche senza adesione alla Nato.

Zelensky firma i nuovi accordi con Francia e Germania - che non prevedono la clausola di solidarietà automatica come nell’articolo 5 del trattato Nato - nel giorno in cui è annunciata la morte di Aleksej Navalny. Un nuovo segnale della determinazione del regime di Mosca. In un momento in cui il nuovo pacchetto di aiuti dagli Usa è sempre bloccato al Congresso americano e con la prospettiva di una vittoria di Donald Trump tra nove mesi, Zelensky - che oggi partecipa alla conferenza di Monaco sulla sicurezza - ha un disperato bisogno di sostegni concreti. Intese simili con gli altri paesi del G7 dovrebbero essere firmate nei prossimi mesi, tra cui l’Italia, anche se non ci sono conferme su eventuali tempistiche.

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