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Israele - Hamas, le news del 19 febbraio

Il Brasile convoca l’ambasciatore israeliano. Borrell: “Ventisei Stati Ue chiedono una pausa umanitaria immediata”. Houti: "Attaccate due navi Usa nel Golfo di Aden"
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"C'è timore per la loro sorte, siamo molto preoccupati". Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari parlando del video dei piccoli Bibas e della madre Shiri rapiti il 7 ottobre e diffuso oggi dall'esercito. "Il video - ha spiegato - è stato ritrovato nella zona di Khan Yunis e i rapiti sono stati consegnati al gruppo Kataeb Mujaedin. Ma la responsabilità - ha aggiunto - è di Hamas".

Nel video si vede la madre Shiri avvolta in una coperta da cui spunta la testa del piccolo Ariel e attorno due-tre "terroristi".

Il capo di gabinetto di guerra israeliano ha fissato l’inizio del Ramadan per iniziare l’offensiva su Rafah “se entro quel giorno non saranno liberati tutti gli ostaggi combatteremo ovunque”

Houti: "Attaccate due navi Usa nel Golfo di Aden"

Gli Houti hanno rivendicato l'attacco a due navi americane nel Golfo di Aden: Sea Champion e Navis Fortuna. Secondo il portavoce, Yahya Saria, gli Houti hanno sparato missili contro le navi e le hanno colpite.
In precedenza, gli Houti avevano annunciato un attacco alla Rubymar, sempre nel Golfo di Aden con diversi missili navali, e questa sera il Comando centrale dell'esercito americano, Centcom, ha confermato che uno dei missili ha colpito e danneggiato la nave, costringendo il suo equipaggio ad abbandonarla. Gli Houti avevano anche annunciato in precedenza l'abbattimento di un drone statunitense

Il Brasile convoca l'ambasciatore israeliano

Il ministro degli Esteri del Brasile, Mauro Vieira, ha convocato per consultazioni l'ambasciatore israeliano a Brasilia, Daniel Zonshine. La decisione, riferisce il ministero in una nota, è motivata dalla "gravità delle dichiarazioni del governo israeliano rese questa mattina" nell'ambito della crisi scaturita dopo le dichiarazioni del presidente Luiz Inacio Lula da Silva, che ha paragonato la campagna militare israeliana a Gaza - intrapresa dopo gli attacchi di Hamas dello scorso 7 ottobre - all'azione di Adolf Hitler e all'Olocausto

"Ostaggi a casa ora", protesta davanti casa di Netanyahu

A Gerusalemme, migliaia di donne hanno marciato dal Museo di Israele fin davanti alla residenza del premier, Benjamin Netanyahu, insieme ai famigliari degli ostaggi, per protestare contro la gestione da parte del governo della crisi. "Chiediamo un accordo ora", dicono gli organizzatori della protesta, sostenendo che "il premier rifiuta lo schema messo a punto dai militari" mentre "è un dovere dello Stato riportare gli ostaggi a casa"

(afp)

Media: “Lula richiama l’ambasciatore in Israele”

Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha richiamato l'ambasciatore in Israele per consultazioni. Lo scrive il quotidiano Folha de S. Paulo. In precedenza l'ambasciatore brasiliano era stato convocato dal ministro degli Esteri israeliano dopo i commenti di Lula che ha paragonato la guerra di Israele contro Hamas a Gaza all'Olocausto

Madrid conferma sanzioni a decine di coloni in Cisgiordania

"Spagna avanzerà individualmente nell'imposizione di sanzioni" a decine di coloni autori degli scontri in Cisgiordania. Lo ha confermato il ministro degli Affari esteri José Manuel Albares, dopo il Consiglio europeo con i suoi omologhi a Bruxelles, ripreso da Tve. "Purtroppo c'era l'accordo di 26 Stati, ma non è stato possibile raggiungere l'unanimità dei Ventisette. Per cui faremo a livello individuale quello che ci sarebbe piaciuto fosse fatto a livello di Ue", ha detto Albares. E ha dettagliato che il suo ministero già lavora a una "prima lista" con "decine" di coloni protagonisti di atti violenti in Cisgiordania

Borrell: “Ventisei Stati Ue chiedono una pausa umanitaria immediata”

Ventisei Stati Ue hanno concordato una dichiarazione comune sulla situazione a Gaza in cui si richiede "una pausa umanitaria immediata per un cessate fuoco duraturo e al rilascio incondizionato degli ostaggio" e viene respinta l'ipotesi di un'operazione militare a Rafah. Lo ha reso noto l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al termine del Consiglio Esteri. L'Ungheria - a quanto si apprende - è il Paese che finora non ha aderito alle richieste

Famiglia Bibas: “Un video che strappa il cuore, un crimine”

Un video che "strappa il cuore". Così la famiglia Bibas - attraverso il Forum delle famiglie degli ostaggi - ha definito il video dei congiunti trovato a Khan Yunis e diffuso dall'esercito. "Assistere a Shiri, Yarden, Ariel e Kfir, strappati dalla loro casa a Nir Oz in questo paesaggio infernale - ha denunciato - è insopportabile e disumano. Il rapimento di bambini è un crimine contro l'umanità e un crimine di guerra". "Chiediamo disperatamente a chi decide in Israele e nel mondo e che sono coinvolti nei negoziati: riportateli a casa immediatamente"

Israele: dopo il drone a Tiberiade colpito un obiettivo a Sidone

L'attacco dell'aviazione israeliana oggi a Sidone è stato deciso in reazione al lancio di un drone degli Hezbollah verso il Nord di Israele. Lo ha affermato il portavoce militare Daniel Hagari. "Nel pomeriggio abbiamo localizzato un drone degli Hezbollah che si era schiantato vicino a Tiberiade. In reazione - ha aggiunto - abbiamo attaccato magazzini di armamenti vicino a Sidone. Continueremo anche in futuro ad agire con determinazione ed in forma offensiva contro l'organizzazione terroristica degli Hezbollah"

Israele diffonde il video del rapimento dei Bibas trovato a Khan Yunis: “Paura per la loro sorte”

"C'è timore per la loro sorte, siamo molto preoccupati". Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari parlando del video dei piccoli Bibas e della madre Shiri rapiti il 7 ottobre e diffuso oggi dall'esercito. "Il video - ha spiegato - è stato ritrovato nella zona di Khan Yunis e i rapiti sono stati consegnati al gruppo Kataeb Mujaedin. Ma la responsabilità - ha aggiunto - è di Hamas". Nel video si vede la madre Shiri avvolta in una coperta da cui spunta la testa del piccolo Ariel e attorno alcuni "terroristi"

Media: “Bombardamento di Israele a Sud di Beirut”

Si è verificato poco fa un bombardamento israeliano a Sud di Beirut. Lo riferiscono media e social media, pubblicando immagini della densa colonna di fumo che si leva dalla costa mediterranea, nei pressi di Ghaziyeh, vicino Sidone, 40 km a Sud della capitale

Radio militare israeliana: “12mila terroristi di Hamas uccisi a Gaza”

"Il numero dei terroristi uccisi dall'inizio dell'operazione a Gaza è di 12mila". Lo riferisce la radio militare israeliana aggiungendo che in base ai dati attuali il rapporto tra miliziani uccisi e civili è 1 a 1.5. Oggi un esponente di Hamas aveva parlato di circa 6.000 miliziani uccisi durante la guerra a Gaza, fornendo per la prima volta un dato che - sugli oltre 29mila morti complessivi dichiarati fino ad adesso dal ministero della Sanità della fazione islamica - distingue tra miliziani morti e civili

Trovato un video dei piccoli ostaggi Bibas: stasera in tv

Un filmato ripreso nei primi giorni della guerra in cui compaiono i più piccoli ostaggi di Hamas - i bambini Bibas - è stato trovato dall'esercito israeliano in un nascondiglio sotterraneo nel Sud della Striscia e stasera sarà trasmesso dalle televisioni israeliane, dopo che la famiglia ha dato l'assenso. "Da quel filmato - hanno detto i familiari alla tv Channel 12 - si ha conferma che essi arrivarono vivi a Gaza e che Hamas è l'unico responsabile dell'incolumità della madre Shiri e dei figli Kfir (allora di 9 mesi, ndr) ed Ariel (4 anni, ndr)". Da allora non si sono più avute notizie di loro.

Media: a residenti Gaza messaggi con offerta soldi per informazioni sui rapiti

I residenti di Gaza negli ultimi giorni hanno ricevuto da Israele messaggi di testo nei quali si chiede, in cambio di soldi, informazioni sugli ostaggi in cattività di Hamas e di altri gruppi armati palestinesi. "Sei interessato in un futuro migliore per la tua famiglia e - si sostiene nel messaggio, che stato diffuso anche dai social palestinesi e ripreso dai media israeliani - in una bella ricompensa? Hai informazioni sugli ostaggi o su chi li ha in prigionia? Non esitare a metterti in contatto con noi a questi numeri". Al messaggio di testo - ma non è ancora chiaro quale settore della difesa israeliana li abbia inviati - sono allegati canali da contattare e anche le foto dei rapiti.

Smotrich, via Accordi Oslo se Stato Palestina unilaterale

Il ministro delle Finanze israeliano e leader di estrema destra Bezalel Smotrich ha esortato il premier Benjamin Netanyahu a reagire duramente nel caso uno Stato palestinese venga creato unilateralmente, arrivando a cancellare gli Accordi di Oslo del 1993.
"Chiedo al Primo Ministro Netanyahu di annunciare esplicitamente che alle misure unilaterali si risponderanno con misure unilaterali. Di fronte a qualsiasi passo unilaterale intrapreso contro lo Stato di Israele, Israele agirà unilateralmente per annullare gli Accordi di Oslo, bloccare completamente e immediatamente tutti i fondi trasferiti all'Autorità Palestinese e sciogliere completamente l'Autorità Palestinese", ha affermato durante una riunione del suo partito, Sionismo Religioso.

Berlino: molto preoccupati per operazione Israele a Rafah

La Germania è "molto preoccupata" per la minacciata offensiva israeliana a Rafah. Lo ha affermato un portavoce del governo. "E' difficile valutare correttamente la situazione umanitaria lì, ma penso che tutti riconoscano che sia catastrofica", ha aggiunto, sottolineando che in caso di offensiva, Israele dovrà rispondere alla domanda su come evacuare fino a 1,3 milioni di civili che attualmente sono rifugiati lì.

Mar Rosso: cargo britannico colpito da un missile

Gli Houthi avevano appena rivendicato di aver colpito un cargo britannico nel Golfo di Aden, la Rubymar, con missili antinave. La Rubymar, una portarinfuse battente bandiera del Belize, è registrata nel Regno Unito e operata dal Libano. L'attacco è stati portato a termine nello stretto di Bab al-Mandeb. La nave era diretta a nord verso gli Emirati Arabi Uniti e aveva come destinazione finale la città bulgara di Varna. L'equipaggio l'ha abbandonata ed è stato salvato da un'altra nave mercantile e ora rischia di affondare.

Mar Rosso: il comando della missione alla Grecia, la guida sul campo all’Italia

Il comandante operativo della missione Aspides sarà il commodoro greco Vasilios Griparis, mentre il comandante della forza sarà il contrammiraglio Stefano Costantino. Lo conferma il Consiglio Ue. Il quartier generale della missione sarà a Larissa, in Grecia. L'operazione sarà attiva lungo le principali linee marittime di comunicazione nello stretto di Baab el-Mandeb e nello stretto di Hormuz, nonché nelle acque internazionali del Mar Rosso, del Golfo di Aden, del Mar Arabico, del Golfo di Oman e nel Golfo Persico.

Israele dichiara Lula persona non grata

Il governo israeliano ha dichiarato il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva persona "non grata" dopo le sue esternazioni in merito al conflitto fra Israele e Hamas. Katz questa mattina ha convocato l'ambasciatore brasiliano in Israele. "Il confronto del presidente brasiliano Lula tra la giusta guerra di Israele contro Hamas e le azioni di Hitler e dei nazisti, che uccisero 6 milioni di ebrei, costituisce un grave attacco antisemita che dissacra la memoria di coloro che morirono nell'Olocausto", ha scritto Katz su twitter. "A nome mio e dei cittadini israeliani ho informato il presidente Lula che è una persona sgradita in Israele finché non si scuserà e ritirerà le sue parole", ha aggiunto.

Qatar: Netanyahu sta cercando di prolungare la guerra

La richiesta del premier israeliano Benjamin Netanyahu al Qatar di fare pressioni su Hamas affinché liberi gli ostaggi è "nient'altro che un nuovo tentativo di prolungare la guerra per le ragioni che sono diventate evidenti a tutti". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed Al Ansari. "Il Qatar continuerà i suoi sforzi di mediazione e non si farà scoraggiare dalla retorica e dalle dichiarazioni che possono essere comprese solo nel contesto della fuga dalle sfide politiche personali da parte del premier israeliano", ha aggiunto.

Mar Rosso: via libera Ue a missione navale Aspides

I ministri degli Esteri dell'Ue, riuniti a Bruxelles, hanno dato il via libera formale alla missione navale Aspides per respingere gli attacchi degli Houthi contro le navi mercantili nel Mar Rosso. L'Italia affiancherà al ruolo di impulso che ha svolto sotto il profilo politico per il lancio dell'operazione un ruolo operativo: offrirà il Comandante della Forza - il contrammiraglio Stefano Costantino - e il quartier generale della Forza, che sarà installato a bordo di un cacciatorpediniere. Il Comando operativo di Aspides sarà invece distaccato presso il quartier generale europeo di Larissa, mentre il Comando strategico resterà (come per tutte le missioni e operazioni militari Ue) a Bruxelles.

Mar Rosso: Centcom, colpiti missili e drone sottomarino Houthi

Il Comando centrale americano (Centcom) ha riferito di aver "condotto ieri con successo cinque attacchi di autodifesa contro tre missili da crociera, un sottomarino senza pilota (Uuv) e una nave di superficie senza pilota (Usv) nelle aree dello Yemen controllate dagli Houthi appoggiati dall'Iran". "Questo è il primo impiego da parte degli Houthi di un Uuv da quando sono iniziati gli attacchi il 23 ottobre", ha aggiunto il comando militare Usa.

Gantz: “Operazione a Rafah se ostaggi non tornano entro l’inizio del Ramadan”

L'operazione militare su Rafah andrà avanti come previsto a meno che non saranno rilasciati gli ostaggi israeliani ancora nella Striscia di Gaza entro l'inizio del Ramadan, il mese sacro all'Islam. Lo ha dichiarato il ministro del gabinetto di guerra di Israele, Benny Gantz. Il Ramadan inizierà il 10 marzo.

"Se entro il Ramadan i nostri ostaggi non saranno a casa, i combattimenti continueranno nell'area di Rafah", ha detto Gantz indicando, per la prima volta, una tempistica di un'operazione nella città del Sud della Striscia di Gaza.

(afp)

Egitto, no a sfollamento palestinesi fuori da Gaza

L'Egitto rifiuta qualsiasi idea o misura che possa portare allo sfollamento dei cittadini palestinesi fuori dalla Striscia di Gaza. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry, secondo quanto riferito da SkyNews Arabia. Le minacce di Israele di lanciare un'operazione a Rafah, nell'estremo sud della Striscia, dove si affollano oltre un milione di palestinesi, preoccupa la comunità internazionale e Il Cairo teme un esodo di massa nel Sinai.

(reuters)

Hamas, superati i 29 mila morti a Gaza

A Gaza sono stati superati i 29 mila morti. Lo ha riferito il ministero della Salute nella Striscia, gestito da Hamas, precisando che dall'inizio della guerra in 29.092 sono stati uccisi.

Ministro esteri Anp denuncia Israele a Cpi per "apartheid"

Il ministro degli Esteri palestinese Riyad Al-Malki ha denunciato Israele di fronte alla Corte penale internazionale per "colonialismo e apartheid" nei confronti del suo popolo. "I palestinesi hanno sopportato il colonialismo e l'apartheid... C'è chi è infuriato per queste parole. Dovrebbero essere infuriati per la realtà che stiamo soffrendo", ha detto Al-Malki all'Aja.

Le parole del ministro arrivano in apertura di una settimana di udienze davanti alla Corte internazionale di giustizia chiamata a dare un parere consultivo e non vincolante sull'occupazione israeliana dei Territori palestinesi. L'iniziativa è stata promossa nel 2002 dall'Assemblea generale dell'Onu e tra i Paesi partecipanti ci sono Stati Uniti, Cina, Russia, Sud Africa ed Egitto. Assente Israele che tuttavia ha inviato osservazioni scritte.

Al via le udienze alla corte dell’Aja sull’occupazione israeliana

Al via una settimana di udienze davanti alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia chiamata a dare un parere consultivo e non vincolante sull'occupazione israeliana dei Territori palestinesi. L'iniziativa è stata promossa nel 2002 dall'Assemblea generale dell'Onu. Davanti ai giudici parlerà il ministro degli Esteri palestinese Riyad al-Maliki e tra i Paesi partecipanti ci sono Stati Uniti, Cina, Russia, Sud Africa ed Egitto. Assente Israele che tuttavia ha inviato osservazioni scritte.

Gli Houti rivendicano attacco al cargo al largo dello Yemen: “Nave del Belize rischia di affondare”

Gli Houti yemeniti hanno rivendicato l'attacco alla nave mercantile battente bandiera del Belize, registrata nel Regno Unito e operata dal Libano, nello stretto di Bab el-Mandeb al largo delle coste dello Yemen: la nave, la portarinfuse Rubymar, rischia di affondare ma l'equipaggio è al sicuro. Lo ha detto il portavoce militare del gruppo, Yahya Sarea, come riporta l'agenzia di stampa Reuters sul suo sito. Le autorità militari hanno confermato che l'equipaggio ha abbandonato la nave, scrive da parte sua il Guardian. Sarea ha aggiunto che gli Houthis hanno anche abbattuto un drone statunitense a Hodeidah, nello Yemen.

Presidenza Ue: “Importante l’unità a 27 sulle sanzioni ai coloni”

"Già prima del 7 ottobre si registra un aumento delle violenze commesse da coloni violenti in Cisgiordania. E così abbiamo deciso (come Belgio) di adottare delle sanzioni. Diversi paesi dell'Unione europea sono pronti a seguirci. E vedremo a 27 se potremo andare avanti insieme. Penso che in questo conflitto, come in altri, sia essenziale difendere insieme lo Stato di diritto, essere uniti e parlare sulla stessa strada". Lo ha detto la ministra degli Esteri belga, Hadja Lahbib, della presidenza del Consiglio Ue, al suo arrivo al Consiglio Ue Affari esteri.

(reuters)

Gantz: “Andremo ai colloqui del Cairo se ci saranno le condizioni”

Il leader dell'opposizione centrista israeliana e membro del Gabinetto di guerra, Benny Gantz, ha incontrato le famiglie dei prigionieri che manifestavano davanti a casa sua, riportano i media israeliani.
Nel suo discorso alle famiglie, ha affermato che il governo vuole "riportare rapidamente a casa vivi i rapiti", aggiungendo che Israele si unirà ai negoziati del Cairo mediati da Egitto, Qatar e Stati Uniti "quando le condizioni lo consentiranno". Migliaia di israeliani sono scesi in piazza dall'inizio della guerra a Gaza, chiedendo che il ritorno dei prigionieri fosse una priorità.

Hamas: “6mila nostri combattenti morti a Gaza”

Un funzionario di Hamas, con sede in Qatar, ha detto all'agenzia di stampa Reuters che il gruppo palestinese stima di aver perso 6.000 combattenti durante questi quattro mesi di conflitto con Israele nella Striscia di Gaza.
Circa la metà dei 12.000 che Israele afferma di aver ucciso. Si tratta della prima ammissione di perdite significative da parte di Hamas.
Hamas può continuare a combattere ed è pronto per una lunga guerra a Rafah e Gaza, ha poi garantito il funzionario, che ha chiesto l'anonimato. "Le opzioni di Netanyahu sono difficili e anche le nostre lo sono. Può occupare Gaza ma Hamas è ancora lì e combatte. Non ha raggiunto il suo obiettivo di uccidere la leadership di Hamas o di annientarci", ha aggiunto.

Hamas invita alla mobilitazione: “Limiti alla moschea Al-Aqsa non saranno senza risposta”

Hamas ha respinto quella che ha "respinto la decisione criminale" da parte "del ministro estremista Ben-Gvir" di Israele di "limitare l'accesso dei palestinesi nella moschea di Al-Aqsa durante il Ramadan". La chiusura della Spianata delle Moschee ai palestinesi promuove, sostiene Hamas in un comunicato, "la criminalità sionista e la guerra religiosa condotta dal gruppo di coloni estremisti del governo di occupazione terroristico contro il nostro popolo palestinese e la violazione della libertà di culto nella benedetta Al-Aqsa Moschea".
Per questo, Hamas chiede "al nostro popolo palestinese nei Territori occupati, ad Al-Quds (Gerusalemme, ndr) e nella Cisgiordania occupata, di respingere questa decisione criminale, di resistere all'arroganza dell'occupazione" e di "mobilitarsi, recarsi e stazionare nella benedetta Moschea di Al-Aqsa".
Inoltre Hamas avverte Israele che "qualsiasi danno alla Moschea di Al-Aqsa o alla libertà di culto in essa contenuta non passerà senza conseguenze" e annuncia una "benedetta intifada ed esplosione di fronte all'ingiustizia, all'arroganza e all'aggressione".

Fonti Israele: altre 6/-8 settimane con azioni su larga scala

Israele prevede di continuare le operazioni militari su larga scala a Gaza per altre 6/8 settimane mentre si prepara ad entrare a Rafah, la città più a sud della Striscia. Lo riporta la Reuters sul suo sito, citando fonti militari israeliane. Secondo le stime dei vertici militari in questo lasso di tempo si possono ridurre in modo significativo le capacità di Hamas favorendo il passaggio a una fase di minore intensità caratterizzata da attacchi aerei mirati e da operazioni delle forze speciali.

Ministro degli Esteri israeliano Katz: “Restrizioni alla Spianata per motivi di sicurezza”

Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha spiegato che il governo di Israele consentirà la libertà di culto nella moschea di Al-Aqsa durante il mese sacro del Ramadan. "Qualsiasi restrizione che verrà imposta sarà per motivi di sicurezza", ha spiegato Katz alla radio Reshet Bet. In precedenza i media israeliani avevano riferito che il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva accettato la proposta del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir di limitare l'accesso alla moschea di al-Aqsa durante il Ramadan.

(afp)

Israele, soldato ucciso a Gaza: sono 235 da inizio guerr

Le forze di Difesa israeliane hanno annunciato che un soldato è stato ucciso ieri combattendo nel Sud di Gaza, portando a 235 il bilancio delle vittime israeliane dell'offensiva di terra contro Hamas. Il soldato era Simon Shlomov, 20 anni, del 202esimo battaglione della Brigata paracadutisti, di Kiryat Bialik. Lo riporta il Times of Israel.

Hamas, appello alla 'mobilitazione' del palestinesi: andate ad al-Aqsa. “La limitazione dell'accesso alla moschea non avverrà senza responsabilità"

Hamas ha definito la decisione di Israele di limitare l'accesso degli arabi alla Spianata delle Moschee durante il Ramadan "una violazione della libertà di culto" e ha invitato i palestinesi a "mobilitarsi, a marciare ed essere presenti nella moschea di al-Aqsa", che si trova nel complesso religioso di Gerusalemme. In un comunicato il movimento islamista ha affermato che la mossa dello Stato ebraico "indica l'intenzione dell'occupazione di intensificare la sua aggressione contro la moschea di al-Aqsa durante il mese di Ramadan".
Il gruppo al potere nella Striscia di Gaza ha inoltre avvertito che la limitazione dell'accesso alla moschea "non avverrà senza responsabilità".
Anche un membro della Knesset israeliana, Ahmad Tibi, ha definito la decisione di Netanyahu di limitare l'accesso alla moschea di al-Aqsa una "palese violazione della libertà di culto". In una dichiarazione condivisa sui social media, Tibi ha descritto Netanyahu come un "prigioniero" del "terrorista condannato Ben-Gvir" (il ministro della Sicurezza nazionale israeliano) e ha affermato che "è tempo che il presidente Biden imponga sanzioni allo stesso Ben-Gvir". Tibi ha aggiunto che "il divieto per i musulmani di pregare nella moschea durante il mese sacro del Ramadan merita di essere discusso alle Nazioni Unite".

Israele fissa il Ramadan come termine ultimo per un'offensiva contro Rafah

Il ministro israeliano Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra di Benjamin Netanyahu, ha avvertito domenica che Israele lancerà un'offensiva contro la città di Rafah se gli ostaggi israeliani tenuti a Gaza non saranno rilasciati entro il Ramadan: "Il mondo deve sapere e i leader di Hamas devono sapere: se entro il Ramadan gli ostaggi non saranno a casa, i combattimenti continueranno ovunque. E a coloro che dicono che il prezzo è troppo alto, dico chiaramente: Hamas ha una scelta. Possono arrendersi e liberare gli ostaggi”. Il mese sacro dei musulmani inizia intorno al 10 marzo.

Almeno 70 morti nei raid di ieri sulla Striscia

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno 70 persone sono morte e diverse altre rimaste ferite nei bombardamenti israeliani di ieri sulla Striscia di Gaza: le vittime sono in gran parte donne e bambini. I raid hanno colpito in particolare Nuseirat, Zawaida, Deir al-Balah, Khan Yunis e la città di Gaza.

Non è più funzionante l’ospedale Nasser nella Striscia di Gaza

La carenza di carburante e i raid israeliani hanno compromesso il funzionamento del più grande ospedale ancora funzionante nella Striscia di Gaza. Lo denunciano funzionari sanitari locali e delle Nazioni Unite. L'ospedale Nasser nella città meridionale di Khan Younis ospitava ancora decine di pazienti con ferite di guerra e malati a causa del peggioramento della crisi sanitaria a Gaza, ma non c'era né energia né personale sufficiente per curarli tutti. La fornitura di acqua all'ospedale è stata interrotta perché i generatori sono fuori servizio da tre giorni, le acque reflue stavano allagando i pronto soccorso. La mancanza di forniture di ossigeno - dovuta anche alla mancanza di energia elettrica - ha causato la morte di almeno sette pazienti.
Le forze di terra israeliane avevano lanciato giovedì un raid sull'ospedale Nasser. L'esercito ebraico ha sostenuto che centinaia di militanti si nascondevano nell'ospedale e alcuni si erano spacciati per personale medico. E diffuso immagini di armi che sarebbero state trovate insieme a farmaci trasferiti da Israele e destinati agli oltre 100 ostaggi rapiti da Israele e detenuti da Hamas.

(afp)

L’ufficio del premier: “Limitare l’ingresso alla Spianeta delle Moschee agli arabi israeliani è una decisione equilibrata”

In una nota, l'ufficio del premier israeliano ha definito "equilibrata" la decisione di Benjamin Netanyahu di limitare l'ingresso degli arabi israeliani al Monte del Tempio/Spianata delle Moschee durante il Ramadan e ha affermato che essa "consente la libertà di culto entro i limiti delle esigenze di sicurezza". Netanyahu ha accettato la richiesta del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, di limitare l'ingresso degli arabi israeliani al complesso nonostante il parere contrario dello Shin Bet.

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