Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 23 febbraio
Nuove immagini satellitari mostrano un campo murato di oltre 16 kmq al confine tra l’Egitto e Gaza. Così Il Cairo si prepara all’offensiva su Rafah: Israele ha fissato la deadline al 10 marzo, giorno dell’inizio del Ramadan. Gli Usa non criticano la dichiarazione del Parlamento israeliano sul no alla nascita di uno Stato palestinese, ma chiariscono: “Noi siamo favorevoli”
Fonti governative israeliane: “Gli ostaggi vivi sono meno di 100”
Attualmente nella Striscia di Gaza sono ancora detenuti 130 ostaggi (111 uomini e 19 donne, tra cui due bambini e 11 stranieri), oltre ai quattro ostaggi detenuti da Hamas prima del 7 ottobre. Almeno 32 degli ostaggi non sono più vivi e Hamas ne detiene i corpi. Lo si apprende da fonti governative israeliane. Finora sono stati liberati 121 ostaggi, di cui 86 israeliani e 24 stranieri. Otto ostaggi assassinati sono stati localizzati dalle forze dell'Idf. Tre ostaggi sono stati erroneamente uccisi dalle forze IDF, i loro corpi sono stati restituiti s Israele. Più di 1.200 persone sono state uccise in Israele finora, e più di 14.000 feriti sono stati evacuati negli ospedali
Mar Rosso, gli Houti attaccano un cacciatorpediniere Usa
Gli Houti dello Yemen hanno affermato di aver preso di mira una nave cacciatorpediniere americana nel Mar Rosso con una serie di droni, oltre a un attacco missilistico su una nave commerciale britannica nel Golfo di Aden e obiettivi israeliani vicino a Umm al-Rashrash. La notizia è di Al Jazeera. "Le forze armate yemenite persistono nel sostenere i loro doveri religiosi, morali e umanitari nei confronti del popolo palestinese e in difesa del loro amato Yemen di fronte all'aggressione americano-britannica, e le loro operazioni militari non si fermeranno a meno che non cessi l'aggressione e l'assedio sul popolo palestinese nella Striscia di Gaza" ha affermato il gruppo in una nota
Usa, i negoziati sugli ostaggi a Gaza procedono bene
Le discussioni su un accordo per la liberazione degli ostaggi di Hamas a Gaza "procedono bene". Lo ha detto il portavoce per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, facendo il punto sulla missione dell'inviato speciale della Casa Bianca Brett McGurk in Israele.
Media, l'esercito ha lasciato ospedale Nasser di Khan Yunis
Le forze israeliane hanno terminato le operazioni all'interno dell'ospedale Nasser di Khan Yunis (nel Sud della Striscia) e si sono ritirate oggi da quella struttura. Lo ha riferito la agenzia di stampa palestinese Shehab. In Israele la notizia è stata confermata dalla radio pubblica Kan. In precedenza l'esercito israeliano aveva riferito di aver trovato nel perimetro di quell'ospedale veicoli utilizzati da Hamas per lanciare l'attacco del 7 ottobre ed anche automobili rubate in quella occasione in un kibbutz vicino. In tutto, l'esercito ha arrestato nell'ospedale 200 palestinesi sospettati di aver partecipato a operazioni di Hamas.
L'intelligence Usa è scettica sulle nuove accuse all'Unrwa
L'intelligence Usa è scettica sulle più recenti accuse di Israele all'Unrwa secondo cui centinaia di membri dell'agenzia Onu per i profughi palestinesi sarebbe affiliata a Hamas. Secondo il Wall Street Journal, gli Stati Uniti ritengono probabile che alcuni membri dell'Unrwa abbiano preso parte all'attacco del 7 ottobre, ma non sono in grado di confermare le stime secondo cui il dieci per cento circa dei dipendenti dell'agenzia avrebbe legami per la maggior parte politici con il gruppo militante, mentre un numero più piccolo apparterrebbero all'ala militare di Hamas o a un altro gruppo, la Jihad Islamica Palestinese. L'Unrwa impiega circa 12 mila persone soltanto nella Striscia di Gaza. Gli Stati Uniti e altri Paesi tra cui l'Italia hanno sospeso gli aiuti all'Unrwa dopo le prime accuse secondo cui 12 membri dell'agenzia avrebbero avuto un ruolo nell'attacco e nella presa degli ostaggi.
Missile Houti su una nave britannica nel Golfo di Aden, un ferito
Una persona è rimasta ferita dopo che un missile degli Houti ha colpito una nave mercantile di proprietà del Regno Unito nel Golfo di Aden. Lo riporta SkyNews citando le forze armate statunitensi. Secondo il comando centrale degli Stati Uniti la MV Islander battente bandiera di Palau è stata colpita dopo che gli Houti hanno lanciato due missili balistici antinave dallo Yemen meridionale, "causando un ferito lieve e danni". La nave sta "continuando il suo viaggio" dopo l'incidente, ha detto il Comando Centrale. L'episodio è avvenuto dopo che 6 droni Houti erano stati abbattuti dagli Usa e da un loro alleato nel Mar Rosso.
Il capo della Cia a Parigi domani per colloqui su accordo
Il capo della Cia, William Burns sarà domani a Parigi per colloqui con i funzionari di Qatar, Egitto e Israele in merito all'atteso accordo sugli ostaggi a Gaza. Lo riporta il sito Axios che cita fonti vicine alla trattativa. Gli Stati Uniti puntano a un accordo prima del Ramadan, che inizierà tra meno di tre settimane. Il punto critico, secondo Axios, è il numero di prigionieri palestinesi che verranno rilasciati in cambio e il modo in cui verranno scelti. Secondo il Wall Street Journal Hamas sarebbe disposto al rilascio in cambio di 3.000 detenuti palestinesi.
Borrell, “Lula non voleva fare paragoni con i nazisti”
"Non voglio interferire in questioni interne, ma è chiaro che Lula non voleva fare un paragone con Gaza e quanto i tedeschi ed altri fecero" con lo sterminio sistematico degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Lo ha detto l'alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, rispondendo alle domande di un ristretto gruppo di media internazionali, a margine del G20 a Rio de Janeiro, spiegando che il tema della crisi diplomatica tra il governo di Lula e quello di Netanyahu non è stato sollevato alla riunione dei ministri degli Esteri.
Khamenei, vedremo estirpato tumore sionismo
La Guida Suprema della rivoluzione islamica, l'ayatollah Ali Khamenei, ha detto che il mondo islamico sarà testimone dell'annientamento del tumore canceroso del sionismo. L'ayatollah Khamenei - scrive l'agenzia iraniana Irna - ha espresso queste osservazioni in un incontro con alcuni partecipanti alla 40esima edizione del Concorso Internazionale del Sacro Corano della Repubblica Islamica dell'Iran. Intervenendo all'incontro, la Guida Suprema ha sottolineato che la Striscia di Gaza è oggi la grande questione del mondo islamico, esortando i leader delle nazioni musulmane ad annunciare la fine del sostegno al regime sionista. "Dio Onnipotente chiederà alle nazioni musulmane di interrompere il sostegno al regime israeliano", ha detto, riferendosi ai versetti del Sacro Corano. Il mondo islamico è decisamente in lutto per i palestinesi di Gaza, ha detto, aggiungendo che "anche le nazioni non musulmane amanti della libertà in tutto il mondo sono in lutto per il popolo oppresso di Gaza. I combattenti della Resistenza palestinese e soprattutto di Gaza obbediscono alle direttive del Corano quando combattono il malvagio nemico sionista; quindi, per grazia di Dio, la nazione palestinese vincerà in questa battaglia", ha osservato.
Libano, due persone uccise in raid israeliano nel Sud
Due persone sono state uccise poco fa in Libano in un raid aereo israeliano nel Sud del Paese. Lo riferiscono fonti mediche locali a media libanesi, secondo cui un drone militare israeliano ha colpito un edificio a Kfar Rumman, nel distretto di Nabatiye. In un raid analogo compiuto ieri da Israele erano state uccise una bambina e una donna. Il bilancio dell'attacco odierno a Kfar Rumman potrebbe aggravarsi, secondo le fonti locali.
Allarme razzi a confine Gaza, Idf aveva appena dato via libera a rientro residenti
Sirene d'allarme anti razzi sono suonate nel kibbutz Mefalsim. L'allarme è scattato poco dopo l'annuncio dell'esercito israeliano che dava il via libera al rientro dei residenti in diverse comunità vicino al confine con Gaza, fra cui Mefalsim.
Ynet, “secondo Usa ci sono progressi nei negoziati su Gaza”
L'inviato della Casa Bianca Brett McGurk ha informato il ministro della difesa israeliano Yoav Gallant che, secondo le stime degli Usa, "ci sono progressi nei negoziati per un accordo sugli ostaggi". Lo ha riferito il sito Ynet secondo cui gli Usa hanno chiesto ad Israele di inviare una delegazione guidata dal capo del Mossad David Barnea al vertice di domani a Parigi.
Houti, “abbiamo armi sottomarine per i nostri attacchi”
I ribelli yemeniti Houti sostenuti dall'Iran hanno introdotto "armi sottomarine" nei loro attacchi alle navi in transito nel Mar Rosso, che dicono di portare avanti in solidarietà con i palestinesi nella guerra di Gaza. Lo ha affermato oggi il loro leader Abdulmalik al-Houthi in un discorso televisivo. "Le operazioni nel Mar Rosso e nel Mar Arabico, a Bab al-Mandeb Starit e nel Golfo di Aden continuano, si stanno intensificando e sono efficaci", ha inoltre affermato Abdulmalik al-Houthi, come riferisce Al Arabiya nel suo sito web.
Ue, “G20 concorde sulla soluzione a due Stati in Medio Oriente”
"C'è stato un accordo generale alla riunione dei ministri degli Esteri al G20 di Rio sulla necessità di trovare una soluzione a due Stati per risolvere la questione mediorientale e la crisi a Gaza. Spero che nei prossimi giorni si possa vedere una proposta da parte del mondo arabo, che ci sta lavorando". Lo ha detto l'alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, a un ristretto gruppo di media internazionali, parlando dell'andamento della riunione.
Gallant, importante smantellare i restanti battaglioni di Hamas
"È importante smantellare i restanti battaglioni di Hamas nel centro e nel Sud della Striscia". Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant incontrando l'inviato della Casa Bianca Brett McGurk a Tel Aviv.
Nell'incontro - ha fatto sapere il ministero - si è discusso degli sforzi per liberare gli oltre 130 ostaggi israeliani, degli sviluppi operativi nelle roccaforti di Hamas nel centro e nel Sud di Gaza e degli aiuti umanitari alla Striscia "facilitati" da Israele, dagli Usa e dai partner internazionali. Gallant ha anche sollevato il tema della "aggressione" iraniana attraverso i suoi alleati in Libano, Siria, Iraq e Yemen e le loro attività di contrabbando di armi in territorio israeliano per "destabilizzare la regione".
Media: “48 morti nei raid israeliani di stanotte su Gaza”
Gli attacchi israeliani hanno ucciso stanotte almeno 48 persone nel sud e nel centro di Gaza, metà dei quali donne e bambini. Lo dicono funzionari sanitari della Striscia citati dall'Ap sul suo sito. Sette attacchi israeliani hanno colpito Rafah stamattina, uno dei quali ha raso al suolo una moschea e devastato gran parte dell'isolato circostante, scrive Ap. Un altro attacco ha colpito una casa a Rafah che ospitava la famiglia al-Shaer, uccidendo almeno 4 persone, tra cui una madre e suo figlio. Secondo i funzionari dell'ospedale locale, gli attacchi notturni nel centro di Gaza hanno ucciso 44 persone, tra cui 14 bambini e 8 donne.
Wall Street Journal: “Hamas libererebbe ostaggi in cambio di 3mila detenuti”
Hamas è pronto ad accettare il rilascio di 3mila detenuti palestinesi in Israele in cambio degli ostaggi israeliani. Lo ha riferito il Wall Street Journal (Wsj) che cita fonti egiziane. Tuttavia - secondo le stesse fonti - Hamas chiede ancora il rilascio dei detenuti in Israele condannati a lunghe pene e che la discussione di un cessate il fuoco permanente cominci all'inizio di una tregua di 6 settimane. In questo caso - se le trattative andranno avanti - continuerà il rilascio di tutti gli ostaggi.
Media: arrestati 8 dipendenti dell’Unrwa per legami con Hamas
Otto dipendenti dell'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, sono stati arrestati dalle Idf per i loro presunti legami con Hamas. Lo riporta Maariv, precisando che gli otto sono stati fermati sulla base di "prove circostanziali" durante i combattimenti in corso nell'enclave e sono stati trasferiti in Israele per ulteriori indagini.
Hamas: “Favorevoli a governo di tecnocrati a Gaza. Presto possibili progressi nei negoziati”
Hamas non vede l'esercizio del potere a Gaza come un fine e appoggia un esecutivo di palestinesi qualificati per governare la Striscia. E' quanto affermato dal numero due dell'ufficio politico del Movimento islamico, Musa Abu Marzouk, in un'intervista al canale Al Ghad, citata da SkyNews Arabia. Marzouk ritiene anche che presto potrebbero esserci dei progressi nei negoziati sul cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi.
Houti: “Vietata navigazione nel Mar Rosso a navi di Israele, Usa e Regno Unito”
Gli Houti, i ribelli yemeniti, hanno annunciato la messa al bando dal Mar Rosso, dal Golfo di Aden e dal Mar Arabico di tutte le navi che sono interamente o parzialmente di proprietà di individui e entità israeliane o battenti bandiera dello Stato ebraico. È quanto si legge in una nota che il Centro di coordinamento delle operazioni umanitarie degli Houti ha inviato alle compagnie marittime e alle società di assicurazione, precisando che il divieto si estende anche alle navi di proprietà di individui o entità statunitensi o britanniche.
Al Jazeera: “7 palestinesi morti in attacco dell’Idf a Rafah”
Sette palestinesi sono stati uccisi e decine feriti in un attacco israeliano nella città di Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza. Lo ha riferito al Jazeera.
Mosca conferma, Hamas sarà a incontro in Russia il 29 febbraio
I rappresentanti dei movimenti palestinesi Hamas e Fatah parteciperanno a un incontro interpalestinese che si terrà il 29 febbraio a Mosca. Lo ha confermato il viceministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov, come riporta Ria Novosti. Allo stesso tempo, Bogdanov ha chiarito che non parteciperà all'incontro il leader dell'Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas, che aveva programmato di venire a Mosca a novembre ma ha poi rinviato la visita. "Dopo le elezioni del nostro presidente, che avranno luogo a metà marzo, noi e i nostri amici palestinesi chiariremo la data della visita del presidente Abbas in Russia, accettabile per entrambe le parti", ha aggiunto il viceministro.
L'inviato Usa in Israele, incontro con Netanyahu
L'inviato speciale della Casa Bianca Brett McGurk è in Israele dove incontrerà il premier Benjamin Netanyahu sulla situazione a Gaza e gli sforzi in atto per un accordo sugli ostaggi. McGurk vedrà anche il consigliere della sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi.
La Cina all'Aia: “I palestinesi hanno diritto alla lotta armata"
Al quarto giorno di udienze presso la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia sull'accusa a Israele di occupare in maniera illegale la Cisgiordania e Gerusalemme Est, la Cina ha sostenuto che i palestinesi hanno il diritto di impegnarsi in una "lotta armata": il diplomatico cinese ha difeso "l'uso della forza" come "diritto inalienabile" del popolo palestinese a "resistere all'oppressione" di Israele e a stabilire uno Stato indipendente. La Cina ha inoltre esortato le parti ad "accettare le rispettive legittime preoccupazioni" per raggiungere una soluzione negoziata.
Ma Xinmin, rappresentante del ministero degli Esteri cinese, ha ricordato che la Cina "ha costantemente sostenuto la giusta causa del popolo palestinese nel ripristino dei suoi legittimi diritti"; si è rammaricato che la soluzione che prevede la creazione di due Stati "sia stata continuamente elusa, poichè le relative risoluzioni delle Nazioni Unite non sono state effettivamente attuate". "Nel perseguimento del proprio diritto all'autodeterminazione -ha poi continuato- l'uso della forza da parte del popolo palestinese per resistere all'oppressione straniera e completare la creazione di uno Stato indipendente è un diritto inalienabile ben fondato nel diritto internazionale".
E citando esempi di "varie persone che si sono liberate dal dominio coloniale" attraverso la resistenza armata, ha sostenuto che gli atti di violenza contro gli israeliani da parte dei palestinesi non sono terrorismo, ma piuttosto una legittima lotta armata.
Media: Netanyahu ha respinto cinque volte la richiesta dello Shin Bet di uccidere Sinwar
Lo Shin Bet ha chiesto al governo israeliano l'autorizzazione a colpire il leader di Hamas nella Striscia di Gaza Yahya Sinwar per ben cinque volte da quando è stato scarcerato nell'ambito di uno scambio tra detenuti palestinesi e il caporale Gilad Shalit. Lo scrive il quotidiano Yedioth Ahronoth spiegando che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha posto il veto per cinque volte all'uccisione di Sinwar cercando così di evitare di scatenare una guerra con Hamas.
Il giornale ricorda l'attacco a Elad nel maggio 2022 dopo il quale lo Shin Bet aveva promosso un piano per assassinare il leader di Hamas, ma le Forze di difesa israeliane si sono opposte. Anche l'allora ministro della Difesa Benny Gantz era contrario a un attacco per eliminare Sinwar.
Israele: “Accordo su ostaggi solo con pressione su Hamas”
"Il modo più efficace per portare avanti un accordo per il rilascio degli ostaggi è continuare la pressione militare su Hamas. Solo se avvertono un pericolo personale saranno disposti a negoziare. Per questo motivo continueremo la guerra finché non libereremo i sequestrati e smantelleremo Hamas". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, parlando ai leader della 'Conferenza dei presidenti', ovvero i capi delle principali organizzazioni ebraiche negli Stati Uniti. Lo riporta Ynet.
Autorità Gaza: 29.410 palestinesi uccisi da inizio guerra
Supera quota 29.400 il bilancio dei palestinesi rimasti uccisi nella Striscia di Gaza a seguito dell'offensiva israeliana. Lo afferma il locale ministero della Sanità, secondo cui dall'inizio della guerra sono morti 29.410 palestinesi e altri 69.465 sono rimasti feriti. Nelle ultime 24 ore, stando al dicastero di Gaza, i morti sono stati 97 e i feriti 132. Lo riporta Al Jazeera.
Hamas inneggia all’attentato di Maale Adumim: “Risposta naturale”
Hamas ha pubblicato su Telegram, un comunicato in cui inneggia all'attentato palestinese a Maale Adumim in Cisgiordania in cui è stato ucciso un israeliano e altri 11 sono stati feriti. Lo ha definito "una risposta naturale" alla guerra a Gaza e "un'eroica operazione" contro l'occupazione. La fazione islamica ha poi fatto appello alla "eroica gioventù palestinese" per una "escalation nello scontro" con "l'occupazione e i coloni" in tute le altri parti del Paese e "a Gerusalemme". "L'impedimento ai fedeli di raggiungere la moschea di Al Aqsa durante il sacro mese di Ramadan - ha aggiunto riferendosi ai recenti provvedimenti adottati da Israele - non porterà sicurezza". Anche la Jihad islamica - citata da media palestinesi - ha inneggiato all'attentato a Maale Adumim.
Il capo della Cia Burns sarà a Parigi per colloqui sull’accordo per Gaza
Il direttore della Cia Bill Burns si recherà a Parigi domani per colloqui con funzionari del Qatar, egiziani e israeliani per discutere un accordo sugli ostaggi.
Due fonti hanno detto ad Axios che Burns parteciperà ai colloqui, con gli Stati Uniti che puntano a un accordo prima del Ramadan, che inizierà tra meno di tre settimane.
Il punto critico - scrive Axios - è il numero di prigionieri palestinesi che verranno rilasciati e come verrà determinata la lista. La stessa fonte conferma che una delegazione di Hamas è arrivata ieri al Cairo per colloqui con funzionari dell'intelligence egiziana sul possibile accordo sugli ostaggi.
L’esercito di Israele prosegue le operazioni a Gaza e a Khan Yunis
'esercito israeliano prosegue oggi le operazioni di terra a Gaza City (nel rione Zaitun) e a Khan Yunis. Lo ha reso noto il portavoce militare. A Zaitun, ha precisato, l'aviazione è intervenuta ieri dieci volte per proteggere le forze di terra da minacce incombenti da parte di miliziani di Hamas, "20 dei quali sono stati uccisi". In parallelo altre operazioni sono state condotte nel settore occidentale di Khan Yunis (nel sud della Striscia) dove ieri "sono stati uccisi 15 terroristi". Nelle perlustrazioni condotte dalle forze di terra sono stati trovati magazzini di armi e documenti di Hamas. Inoltre - ha aggiunto il portavoce - nel sud della striscia di Gaza la marina militare ha colpito postazioni di Hamas e della Jihad islamica.
Gantz: “Senza accordo sugli ostaggi entreremo a Rafah durante il Ramadan”
L'Idf è pronto a condurre un'operazione militare a Rafah durante il Ramadan, che inizierà a marzo, a meno che non venga raggiunto un accordo sugli ostaggi. Lo ha detto il ministro del gabinetto di Guerra israeliano Benny Gantz, aggiungendo tuttavia che ci sono primi segnali che un accordo possa essere vicino.
Gli autori dell’attentato vicino Gerusalemme erano palestinesi di Betlemme
I tre terroristi che hanno compiuto l'attentato stamane in Cisgiordania, vicino a Maale Adumim, erano residenti palestinesi di Betlemme. Lo scrive la stampa israeliana. I tre sono arrivati sul posto con due veicoli e hanno sparato con armi automatiche: due sono stati neutralizzati dai civili e dalle forze di sicurezza presenti sul posto, un terzo arrestato mentre cercava di fuggire.
L'attentato, avvenuto su una strada che collega un insediamento israeliano nella Cisgiordania occupata a Gerusalemme, a una decina di chilometri dalla Città Santa, è costato la vita ad almeno una persona e il ferimento di altre cinque. Non sono chiare le condizioni dei palestinesi o se siano morti. Tra i cinque feriti da arma da fuoco, un uomo di 23 anni è in gravi condizioni, due donne di 23 anni e 30 anni e due uomini di 40 anni versano in uno stato meno preoccupante.
Mar Rosso, serie di attacchi Usa contro posizioni Houti
Gli Stati Uniti hanno effettuato quattro "attacchi di autodifesa" e distrutto sette missili antinave, oltre ad altro materiale militare, nelle aree controllate dai ribelli sciiti Houti dello Yemen, tutti pronti per essere lanciati "nel Mar Rosso". Lo ha riferito oggi il Comando Centrale Usa.
"Il 21 febbraio, tra le 12 e le 18:45 ora di Sanaa (tra le 16 e le 22:45 in Italia), le forze Centcom hanno effettuato quattro attacchi di autodifesa contro sette missili da crociera antinave mobili Houthi e un lanciamissili balistici pronti a essere lanciati nel Mar Rosso". "Inoltre, durante questo periodo le forze del Centcom hanno abbattuto un drone con attacco unidirezionale per legittima difesa", ha aggiunto.
Secondo la nota, le forze statunitensi "hanno stabilito che (quei missili e il drone) rappresentavano una minaccia imminente per le navi mercantili e le navi della marina statunitense nella regione". La dichiarazione sottolinea che "queste azioni proteggeranno la libertà di navigazione e renderanno le acque internazionali più sicure per la Marina americana e le navi mercantili".
Attacco terroristico vicino Gerusalemme, un morto
Almeno una persona è morta in Cisgiordania, in un attacco terroristico vicino a Maale Adumim, su una strada che collega l'insediamento israeliano a Gerusalemme. I due che hanno sparato sono stati "neutralizzati", messi in grado di non nuocere, e "un terzo terrorista catturato poco dopo", ha fatto sapere la polizia. Almeno otto persone sono rimaste ferite, 2 in modo grave. L'attacco è avvenuto a circa 10 chilometri da Gerusalemme. I soccorritori hanno già portato i feriti negli ospedali di Gerusalemme, un uomo di 23 anni e una 30enne in gravi condizioni, ma coscienti, e due uomini di circa 40 anni coinvolti in maniera più lieve.
Attentato in Cisgiordania: almeno otto feriti
Tre palestinesi armati hanno aperto il fuoco a un posto di blocco situato presso la città-colonia di Maaleh Adumim, in Cisgiordania. Lo ha riferito il portavoce della polizia israeliana Eli Levi, secondo cui due di essi sono stati 'neutralizzati' sul posto e un terzo è stato catturato dopo un inseguimento. Gli israeliani feriti sono almeno otto, tre dei quali sono in condizioni gravi. L’attacco è avvenuto su una strada che collega un insediamento ebraico a Gerusalemme, a una decina di chilometri dalla città sacra alle tre grandi religioni monoteistiche.
Le immagini satellitari del muro che l’Egitto sta costruendo intorno a una zona cuscinetto al confine con Gaza
L’Egitto si prepara all’offensiva su Rafah, minacciata il 10 marzo giorno dell’inizio del Ramadan, e prepara un campo murato per gli sfollati palestinesi. Le immagini satellitari scattate e pubblicate ieri, 21 febbraio, da Maxar Technologies mostrano il muro in un sito dove l’Egitto sta costruendo una zona cuscinetto al confine con Gaza, nella penisola del Sinai per accogliere i civili palestinesi sfollati dalla Striscia. Il campo avrà una superficie di oltre 16 kmq e nelle immagini si vedono decine di camion che stanno arrivando nella zona e che, presumibilmente, stanno trasportando aiuti.
Il Regno Unito valuta lo stop dell’export di armi in Israele in caso di offensiva su Rafah
Il governo britannico valuterà la sospensione delle licenze di export di armi a Israele se Benjamin Netanyahu andrà avanti con i piani di un'offensiva a Rafah. Lo scrive il Guardian, secondo cui, mentre la situazione umanitaria a Gaza si fa sempre più drammatica, cresce la pressione diplomatica sul Regno Unito perché segua altri Paesi e sospenda la vendita di armi. Fonti ministeriali fanno sapere che mentre al momento non è stata presa alcuna decisione, il governo ha la possibilità di reagire rapidamente se arriveranno pareri legali in base esiste la violazione del diritto umanitario internazionale.
Negoziati di pace, il direttore della Cia venerdì a Parigi
La macchina del negoziato si rimette in moto. Il direttore della Cia, William Burns, è atteso venerdì a Parigi per una nuova serie di colloqui con le controparti di Qatar, Egitto e Israele per arrivare ad un accordo sul rilascio degli ostaggi in cambio di una tregua con Hamas.
Usa sul voto della Knesset: “Noi favorevoli a uno Stato di Palestina”
Il Dipartimento di Stato Usa non critica il Parlamento israeliano per aver approvato una dichiarazione, sostenuta da Netanyahu, contraria al riconoscimento dello Stato palestinese. Il portavoce Miller si limita a parlare solo della posizione degli Stati Uniti a sostegno della creazione di uno Stato palestinese. "Israele prende le proprie decisioni, come fa ogni Paese sovrano". La politica statunitense, come affermato dal presidente Biden e dallo stesso Miller, è a favore di una soluzione a due Stati e del possibile riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente.