Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 27 febbraio
L'Idf conferma di aver effettuato attacchi con aerei da combattimento contro diversi siti appartenenti all'unità di difesa aerea di Hezbollah nella valle della Beqaa. Gli attacchi arrivano in risposta all'abbattimento da parte del gruppo terroristico di un drone Hermes 450 israeliano nel Sud del Libano questa mattina.
Gli attacchi hanno avuto luogo vicino alla città di Baalbek, nel Nord-Est del Libano, segnando gli attacchi israeliani in Libano più profondi confermati pubblicamente da anni. Baalbek, zona identificata in passato come roccaforte di Hezbollah, si trova a quasi 100 chilometri dal confine israeliano. Almeno due membri di Hezbollah sono stati uccisi nell’operazione
Yair Golan, ex vice Capo di stato maggiore dell'IDF si candiderà alle primarie laburiste
Yair Golan, ex vice Capo di stato maggiore dell'IDF e deputato del partito di sinistra Meretz, si candidera' alle prossime primarie per la leadership del partito laburista. Lo si apprende dai media ebraici.Il sito di notizie Ynet cita fonti vicine a Golan che affermano che spera di unire i campi di sinistra israeliani e di contribuire a far cadere l'attuale governo.Golan ha ottenuto ampi consensi in seguito all'assalto di Hamas del 7 ottobre. Dopo aver appreso la notizia dell'attacco, si e' recato sulla scena del peggior massacro al festival musicale Nova e ha contribuito a salvare decine di persone dai terroristi.A dicembre, la leader del partito laburista Merav Michaeli ha annunciato le sue dimissioni programmate dalla vita politica e la sua intenzione di dimettersi dalla carica di leader del partito.
Usa: “Le riforme dell’Anp passo in avanti”
Gli Stati Uniti hanno elogiato le riforme dell'Autorità Palestinese come un passo verso la riunificazione della Cisgiordania e Gaza dopo le dimissioni del premier. "Accogliamo con favore i passi compiuti dall'Autorità Palestinese per riformarsi e rivitalizzarsi", ha detto in un briefing con la stampa i il ;;portavoce del dipartimento di Statio Matthew Miller sottolineando che Antony Blinken ha incoraggiato Abu Mazen "a compiere questi passi" durante i loro colloqui. "Pensiamo che questi passi siano positivi", ha detto Miller senza tuttavia commentare direttamente le dimissioni di Mohammad Shtayyeh.
Fonti israeliane: “Pessimismo su possibile accordo”
C'è un crescente pessimismo sul fatto che Hamas accetti un accordo sugli ostaggi. A dichiararlo ai media ebraici sono stati alti funzionari israeliani. Sia Channel 12 che l'emittente pubblica Kan citano un alto funzionario che ha detto di aver appreso come il quadro elaborato a Parigi dai mediatori statunitensi, egiziani e del Qatar "non corrisponda alle richieste di Hamas". Channel 12 cita anche il direttore del Mossad David Barnea secondo il quale se Israele non riuscirà ad incrementare in modo significativo la quantità di aiuti che affluiscono a Gaza, la possibilità di un accordo sarà persa. Secondo le fonti di Ynet, finora non ci sono stati progressi nei colloqui di Doha, ma si sta ancora lavorando alla possibile intesa."Non ci sono progressi al momento", hanno detto. "Ci sono divari molto grandi tra le parti e [i mediatori] stanno cercando di colmarli. Continuiamo a lavorare per raggiungere un risultato''.
Ok di Israele a proposta di scambio di 5 soldatesse per 15 prigionieri
I negoziatori israeliani hanno concordato in privato su una proposta americana che vedrebbe il rilascio di cinque donne soldato israeliane per 15 palestinesi condannati per gravi accuse di terrorismo: lo scrive il New York Times citando dirigenti a conoscenza degli sforzi di mediazione in corso.
Il serbo Vucic chiama Netantyahu
Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha avuto oggi un colloquio telefonico con il premier israeliano Benjamin Netanyahu centrato sul rafforzamento delle relazioni bilaterali. A darne notizia è stato lo stesso Vucic sul suo profilo Instagram, aggiungendo che nel colloquio sono stati affrontati anche i maggiori temi dell'attualità internazionale.
Borrell: “Israle ha agito contro Fatah per dividere i palestinesi”
L'Alto rappresentante Ue Josep Borrell è tornato oggi a sottolineare come in passato la politica del governo israeliano "abbia cercato di dividere i palestinesi" favorendo la creazione di una forza che potesse opporsi a Fatah. Intervenendo a Madrid al forum Next Education, secondo quanto riportato dalla stampa locale, Borrell ha ricordato che anni fa, in occasione di uno scambio di prigionieri, il governo israeliano "ha liberato tra gli altri colui che è poi stato il cervello" dell'attacco del 7 ottobre."Al contrario - ha detto ancora Borrell - i principali leader palestinesi di Fatah, favorevoli a una soluzione negoziale e che erano in prigione già da anni, non sono stati liberati. Questa è una realtà oggettiva", ha aggiunto l'Alto rappresentante.
Israele uccide in Libano un comandante di Hezbollah
In un raid israeliano nel sud del Libano è stato ucciso Hassan Hossein Salami "il terrorista di Hezbollah responsabile della regione di Hajir". Lo ha fatto sapere il portavoce militare sottolineando che "Salami faceva parte dell'Unità Nasser di Hezbollah e ha comandato di recente le attività terroristiche degli Hezbollah contro civili e soldati, inclusi lanci di missili anti tank verso la città di Kiryat Shmona e i comandi della 769/a Brigata".
Haniyeh a emiro del Qatar: “Israele vuole solo prendere tempo”
Ismail Haniyeh ha incontrato questa mattina a Doha l'emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani, secondo una dichiarazione pubblicata sul canale Telegram di Hamas. "Le due parti hanno esaminato gli sviluppi legati alla questione palestinese, in particolare le modalita' per fermare l'aggressione contro la Striscia di Gaza e mettere ordine negli affari interni palestinesi", si legge nella dichiarazione.Inoltre, aggiunge il gruppo terroristico, "Ismail Haniyeh ha sottolineato che il movimento ha risposto agli sforzi dei fratelli mediatori, ha accettato il corso dei negoziati per fermare l'aggressione e ha mostrato grande serieta' e flessibilita', ma ritiene che il nemico sionista stia prendendo tempo, e il movimento non accettera' questo in alcun modo, e non ci sara' tempo per questo".L'emiro del Qatar da domani si rechera' a Parigi.
Gallant: “Residenti torneranno nel Nord della striscia solo dopo liberazione degli ostaggi”
Israele non permetterà ai palestinesi di tornare nel nord di Gaza finché tutti gli ostaggi non saranno stati rilasciati. A dichiararlo, parlando con i parenti degli ostaggi, è stato il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant. "Stiamo lavorando 24 ore su 24 per far avanzare un quadro negoziale che consenta il loro ritorno", ha affermato, secondo quanto riportato dal suo ufficio. ''Nell'ambito dei colloqui, stiamo lavorando per mantenere la pressione su Hamas. La posizione dell'establishment della sicurezza sarà chiara: il pieno ritorno dei residenti nel nord della Striscia di Gaza avverrà solo dopo la restituzione di tutti gli ostaggi'', ha aggiunto. "L'affermazione che ho ripetuto fin dal primo giorno, secondo cui non abbiamo il diritto morale di fermare i combattimenti finché avremo un solo ostaggio a Gaza, non è cambiata e non cambierà", ha sottolineato.''Anche se dovessimo raggiungere un quadro negoziale che richieda una pausa temporanea nei combattimenti, torneremo a combattere per eliminare l'organizzazione Hamas e far tornare tutti i sequestrati''.
Lega Araba a L’Aja: “Israele viola i diritti dei palestinesi”
Alla Corte Internazionale di giustizia dell'Aja, a cui l'Onu ha chiesto un parere su quanto sta avvenendo a Gaza, ha parlato oggi il rappresentante legale della Lega Araba, affermando che "Israele continua a opprimere i palestinesi e a negare loro il diritto all'autodeterminazione e ad avere un proprio Stato indipendente". Non solo: secondo la Lega Araba "Israele continua a violare le leggi commettendo crimini nella Striscia di Gaza", "violando la giustizia internazionale e terrorizzando il popolo palestinese senza alcuna giustificazione" Infine, "i palestinesi di Gerusalemme Est non esercitano i loro diritti civili di fronte alle violazioni israeliane". Di conseguenza, ha affermato il rappresentante della Lega Araba davanti alla Corte, "Israele deve applicare le leggi internazionali, porre fine all'occupazione e alle violazioni contro i palestinesi". L'Onu ha chiesto alla Corte Internazionale di Giustizia di emettere un "parere consultivo" sulle "conseguenze legali derivanti dalle politiche e dalle pratiche di Israele nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est" con un numero senza precedenti di 52 Paesi che hanno espresso il loro punto di vista sull'occupazione israeliana. La maggior parte dei relatori ha chiesto che Israele ponga fine alla sua occupazione, avvenuta dopo la guerra arabo-israeliana dei sei giorni nel 1967. Solo Washington è intervenuta in difesa del suo alleato.
Hezbollah: “Dal Libano 60 razzi sulla base militare israeliana”
Hezbollah libanese ha dichiarato lunedì di aver lanciato 60 razzi contro una base militare israeliana nelle alture occupate del Golan come rappresaglia agli attacchi israeliani nel Libano orientale. Il gruppo filo-iraniano ha dichiarato in un comunicato di aver "sparato 60 razzi Katyusha contro la base di Nafah", "come rappresaglia" per gli attacchi effettuati oggi da Israele alla periferia di Baalbeck, nella pianura della Bekaa orientale, in cui sono rimasti uccisi due dei suoi combattenti
Israele: “Decine di razzi dal Libano verso il Nord del Paese”
Decine di razzi sono stati tirati dagli Hezbollah dal Libano verso le Alture del Golan in Israele. Lo ha detto, citati dai media, il portavoce militare aggiungendo che alcuni "sono stati intercettati dall'Iron Dome", il sistema di difesa antimissili. Non ci sono al momento notizie di vittime
Fonte Israele: “Sull’evacuazione di Rafah ad ora non è stata fatta alcuna scelta”
Israele sta ancora discutendo sul piano di evacuazione dei civili palestinesi da Rafah e "tutto è ancora in discussione". Lo ha detto una fonte ufficiale israeliana al sito Times of Israel aggiungendo che l'esercito la scorsa notte ha presentato al premier Benjamin Netanyahu vari piani, inclusa l'evacuazione dei civili di Rafah nella zona di Khan Yunis, ma senza arrivare a una decisione finale. La stessa fonte ha poi aggiunto che Israele è in contatto con l'Egitto per il piano di evacuazione da Rafah
L’emiro del Qatar incontra il leader politico di Hamas Haniyeh
L'emiro del Qatar, sceicco Tamim bin Hamad Al-Thani, ha incontrato oggi il capo dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa qatarina Qna. Nell'incontro - si legge - "si è discusso degli ultimi sviluppi nella Striscia di Gaza e nei territori palestinesi occupati, oltre agli sforzi dello Stato del Qatar volti a raggiungere un accordo di cessate il fuoco immediato e duraturo nella Striscia di Gaza"
Si dimette il primo ministro dell’Anp
Il primo ministro palestinese Mohammad Shtayeh ha annunciato lunedì le sue dimissioni, mentre l'Autorità palestinese cerca di creare sostegno per un ruolo più ampio in seguito alla guerra di Israele contro Hamas a Gaza. La mossa arriva nel contesto della crescente pressione degli Stati Uniti sul presidente Mahmoud Abbas affinché riorganizzi l’Autorità mentre si intensificano gli sforzi internazionali per fermare i combattimenti a Gaza e iniziare a lavorare su una struttura politica per governare l’enclave dopo la guerra.
Le dimissioni di Shtayeh devono ancora essere accettate da Abbas, che si presume gli chiederà di restare in carica fino alla nomina di un sostituto permanente. L’Autorità Palestinese, creata circa 30 anni fa come parte degli accordi di pace provvisori di Oslo, è stata gravemente minata dalle accuse di inefficienza e corruzione e il primo ministro detiene poco potere effettivo. Ma la partenza di Shtayeh segna un cambiamento simbolico che sottolinea la determinazione di Abbas a garantire che l’Autorità mantenga la sua leadership mentre cresce la pressione internazionale per una ripresa degli sforzi per creare uno stato palestinese accanto a Israele.
In una dichiarazione al gabinetto, Shtayeh, un economista entrato in carica nel 2019, ha affermato che la prossima amministrazione dovrà tenere conto della realtà emergente di Gaza, devastata da quasi cinque mesi di pesanti combattimenti.
Houti, danneggiati i cavi della comunicazione tra Europa e Asia
Quattro cavi di comunicazione sottomarini tra l'Arabia Saudita e Gibuti sono stati messi fuori servizio negli ultimi mesi, presumibilmente a seguito degli attacchi dei ribelli Houti dello Yemen. Lo rivela il sito di notizie israeliano Globes. Il danneggiamento dei cavi, che si ritiene appartengano ai sistemi Aae-1, Seacom, Eig e Tgn, è stato causa di una grave interruzione delle comunicazioni tra Europa e Asia
Mar Rosso, i droni sottomarini sono la nuova arma degli Houti
Gli Houti dello Yemen hanno annunciato nuovi attacchi nel Mar Rosso con l'utilizzo di "armi sottomarine". Negli ultimi due mesi il movimento sciita yemenita ha creato non pochi problemi alle navi in entrata e uscita dal Mar Rosso attraverso l'utilizzo di razzi, ma soprattutto droni economici, ottenuti perlopiù attraverso la conversione di droni ad uso civile. Ora, nonostante la dura risposta di Usa e Gran Bretagna che hanno bombardato diverse posizioni dei ribelli sciiti, il leader del gruppo Abdulmalik Al Houti, ha annunciato nuovi attacchi, questa volta sottomarini. Un'arma economica, ma allo stesso tempo efficace, che potrebbe causare nuovi enormi problemi al traffico marittimo. Sui droni sottomarini Houti è intervenuto l'Istituto navale americano, secondo cui si tratterebbe di mezzi senza pilota costruiti sul modello iraniano. Teheran è il principale alleato degli Houti cui ha fornito non solo le armi, ma anche la tecnologia per la produzione in proprio di razzi e droni. Secondo il rapporto Usa i droni sciiti consistono in un siluro con un sistema di propulsione a elica capaci di colpire solo in attacchi monodirezionali
Idf conferma i raid aerei nell'Est del Libano
L'Idf conferma di aver effettuato attacchi con aerei da combattimento contro diversi siti appartenenti all'unità di difesa aerea di Hezbollah nella valle della Beqaa. Gli attacchi arrivano in risposta all'abbattimento da parte del gruppo terroristico di un drone Hermes 450 dell'IDF nel sud del Libano questa mattina, afferma l'Idf. Secondo i media libanesi, gli attacchi hanno avuto luogo vicino alla città di Baalbek, nel nord-est del Libano, segnando gli attacchi israeliani in Libano più profondi confermati pubblicamente da anni. Baalbek, zona identificata in passato come roccaforte di Hezbollah, si trova a quasi 100 chilometri dal confine israeliano. Almeno due membri di Hezbollah sono stati uccisi negli attacchi
Israele: “Colpiti apparati di difesa aerea di Hezbollah a Bekaa”
Israele ha colpito oggi "siti dell'apparato di difesa aerea dell'organizzazione terroristica Hezbollah" situati nella valle della Bekaa in Libano. Lo ha riferito il portavoce militare. "Questo attacco - ha spiegato - è avvenuto in reazione al lancio di missili terra-aria verso un drone di tipo Hermes-450, "che è caduto a terra oggi". "Continueremo a difendere lo stato d'Israele - ha concluso il portavoce - e ad operare nei cieli del Libano contro l'organizzazione terroristica Hezbollah”
Razzi di Hezbollah contro soldati israeliani a Shtula
Un'acquartieramento di soldati israeliani in un insediamento in Alta Galilea è stato colpito poco fa con razzi sparati dal sud del Libano dagli Hezbollah libanesi. Lo riferiscono media di Beirut, secondo cui i due razzi sono caduti nel centro abitato di Shtula, situato di fronte alla cittadina libanese di Aita Shaab. Gli stessi media libanesi affermano che sirene di allarme hanno suonato poco fa in tutta l'Alta Galilea occidentale, nelle comunità di Shtula, Even Menahem, Arab Aramshe, Zar'it, Gorern
Attacchi israeliani colpiscono Baalbek, in Libano, per la prima volta dalla guerra di Gaza
Almeno due attacchi israeliani simultanei hanno colpito lunedì la città a circa 100 km a nord-est della capitale Beirut di Baalbek, nel profondo del territorio libanese ovvero nella valle orientale della Bekaa, roccaforte degli Hezbollah libanesi. Lo ha fatto sapere il portavoce militare israeliano. Si tratta del primo bombardamento del Libano orientale da quando sono scoppiate le ostilità regionali dopo l'inizio della guerra a Gaza. L'esercito israeliano ha dichiarato che stava "attualmente colpendo obiettivi terroristici di Hezbollah nelle profondità del Libano", ma non ha fornito ulteriori dettagli. Non ci sono stati commenti immediati da parte di Hezbollah
Libano Hezbollah ha abbattuto un drone israeliano nel Sud
Gli Hezbollah libanesi hanno abbattuto stamani un drone israeliano nel sud del Libano. Lo riferiscono media libanesi, che citano fonti di Hezbollah. Secondo le fonti il drone di tipo Hermes 450, della ditta israeliana Elbit, è stato abbattuto sui cieli libanesi da un missile terra-aria sparato dal movimento armato libanese
Ministero della Sanità di Hamas: “Sale a 29.782 il numero di morti a Gaza dal 7 ottobre”
È salito a 29.782 il numero dei palestinesi che sono stati uccisi nella Striscia di Gaza da quando, il 7 ottobre, è iniziata la rappresaglia israeliana per l'attacco subito da Hamas. Lo rende noto il ministero della Sanità gestito da Hamas aggiungendo che 70.043 palestinesi sono rimasti feriti da allora
Si dimette il primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh
Mohammad Shtayyeh, primo ministro palestinese dal 2019, ha presentato le sue dimissioni al presidente Abu Mazen. Lo ha riferito la Wafa, l’agenzia ufficiale palestinese
Attacco israeliano su Rafah: 4 morti tra cui un bambino
Un attacco militare israeliano ha colpito una casa nel Nord di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, e ha ucciso quattro persone, tra cui una donna e un bambino. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Molti altri sono rimasti feriti nel bombardamento. Le forze israeliane continuano a bombardare anche il lato est di Rafah, da cui molti residenti sono scappati
Incontro ad Abu Dhabi tra i ministri di Israele e Arabia Saudita
Il ministro dell'Economia israeliano Nir Barkat ha incontrato ad Abu Dhabi il ministro del Commercio saudita Majid Al-Abdullah Al-Kassabi. Lo ha riferito Yedioth Ahronoth, secondo il quale Barkat ha riferito al collega di Riad che "Israele è interessato alla pace con i Paesi che cercano la pace. Insieme possiamo fare la storia"
Morto il soldato che si è dato fuoco davanti all’ambasciata israeliana di Washington
È morto in ospedale, per le gravi ustioni riportate, Aaron Bushnell, il soldato dell'aeronautica americana che si è dato fuoco davanti all'ambasciata israeliana a Washington. Il 25enne Bushnell ha registrato mentre si immolava e invitava a "liberare la Palestina". Il video è stato condiviso sui social media. "Non sarò più complice del genocidio. Sto per intraprendere un atto di protesta estremo, ma, rispetto a quello che le persone hanno vissuto in Palestina per mano dei loro colonizzatori, non è affatto estremo. Questo è ciò che la nostra classe dirigente ha deciso sarà normale", ha affermato Bushnell prima di darsi fuoco
Washington, militare Usa si è dato fuoco davanti all’ambasciata israeliana: “Free Palestine”
Un militare della US Air Force si è dato fuoco davanti all'ambasciata di Israele a Washington in segno di protesta contro la guerra. Lo riporta il New York Post, secondo il quale l'uomo in uniforme prima di appiccare le fiamme avrebbe detto di "non voler più essere complice del genocidio a Gaza. Questo è un atto di protesta estremo. Free Palestine". L'uomo è ricoverato in ospedale in condizioni critiche.
L'esercito israeliano presenta un piano per l'evacuazione dei civili nelle zone di combattimento
L'esercito israeliano ha presenta un piano per evacuare i civili dalle "zone di combattimento" nella Striscia di Gaza. Lo ha reso noto l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu. Il piano precede l'annunciata offensiva israeliana a Rafah, città sovraffollata nel sud del territorio palestinese, definita da Netanyahu come "l'ultima roccaforte" del movimento islamista Hamas.