✕

La scorta, il silenzio e il cimitero: le tre condizioni del Cremlino per il funerale di Navalny

(reuters)

Ascolta l'audio

Braccio di ferro con la madre Lyudmila sulla sepoltura segreta “come quella di Prigozhin”. Kiev: “Morto per un coagulo di sangue”. I collaboratori dell’oppositore: “Bugie”
3 minuti di lettura

MOSCA — Dopo il mito, «i triangoli Antigone-Polinice-Creonte e Priamo-Ettore-Achille», Ekaterina Schulman cita la storia: Cornelia, la madre dei Gracchi. «Consegnato! Che famiglia!», esulta la politologa russa, “agente straniera” in esilio, dopo che le autorità hanno affidato il corpo di Aleksej Navalny alla madre Lyudmila dopo un braccio di ferro durato nove giorni.

Ci pensa Leonid Volkov a smorzare gli entusiasmi. «Non riesco a pronunciare la parola “vittoria”», scrive il braccio destro dell’oppositore morto in carcere il 16 febbraio nella colonia penale Ik-3, nella regione artica di Jamalo-Nenets.

«Non c’è niente di cui essere felici, non riporteremo indietro Navalny, non è una vittoria per noi, ma una sconfitta per Putin. Il cannibale — come chiama il presidente russo Vladimir Putin — si riorganizzerà e si inventerà una nuova meschinità», avverte.

Il nuovo terreno di battaglia con le autorità sono le esequie. «Un normale funerale umano per Navalny a Mosca, al quale tutti possano v…

MOSCA — Dopo il mito, «i triangoli Antigone-Polinice-Creonte e Priamo-Ettore-Achille», Ekaterina Schulman cita la storia: Cornelia, la madre dei Gracchi. «Consegnato! Che famiglia!», esulta la politologa russa, “agente straniera” in esilio, dopo che le autorità hanno affidato il corpo di Aleksej Navalny alla madre Lyudmila dopo un braccio di ferro durato nove giorni.

Ci pensa Leonid Volkov a smorzare gli entusiasmi. «Non riesco a pronunciare la parola “vittoria”», scrive il braccio destro dell’oppositore morto in carcere il 16 febbraio nella colonia penale Ik-3, nella regione artica di Jamalo-Nenets.

«Non c’è niente di cui essere felici, non riporteremo indietro Navalny, non è una vittoria per noi, ma una sconfitta per Putin. Il cannibale — come chiama il presidente russo Vladimir Putin — si riorganizzerà e si inventerà una nuova meschinità», avverte.

Il nuovo terreno di battaglia con le autorità sono le esequie. «Un normale funerale umano per Navalny a Mosca, al quale tutti possano venire a salutare Aleksej è un’idea così semplice e allo stesso tempo così terribile per Putin», osserva Volkov. E la stessa Schulman commenta che è tutto da decidere: «luogo e momento», prima dell’intervento di Putin davanti alle Camere riunite previsto il 29 febbraio o dopo.

Le tre condizioni delle autorità

A sentire Ivan Zhdanov, capo della Fondazione anti-corruzione, la creatura di Navalny, gli agenti del Comitato Investigativo si sono offerti di portare la salma con un volo speciale da Salekhard a Mosca a patto che Lyudmila acconsentisse a tre condizioni: tacere sul funerale finché l’aereo non atterri a Mosca «in modo che la salma non venga accolta all’aeroporto»; essere accompagnata da un investigatore fino al funerale; designare un cimitero e accettare che il corpo sia conservato nella regione di Mosca o Vladimir.

«“Abbiamo paura che venga preso d’assalto l’obitorio”, sono state le testuali parole», ha spiegato Zhdanov ricostruendo le trattative tra la madre e l’investigatore Aleksandr Varapaev, che l’aveva minacciata di far decomporre il corpo. Trattative intervallate da telefonate tra Varapaev e Aleksandr Bastrykin, capo del Comitato investigativo.

La scelta del cimitero moscovita

Lyudmila aveva optato per il cimitero Troekurovskoe di Mosca, dove sono sepolti la giornalista Anna Politkovskaja e l’oppositore Boris Nemtsov, uccisi nel 2006 e 2015. Ma per gli investigatori, ha detto Zhdanov, «non era affatto adatto».

La madre avrebbe perciò ripiegato sul cimitero Khovanskoe fuori dal Mkad, la circonvallazione di Mosca. Una scelta approvata dalle autorità. Lyudmila avrebbe poi voluto che la cerimonia d’addio si tenesse nella Casa Centrale degli Scrittori, ma sotto la pressione delle forze di sicurezza avrebbe infine acconsentito a officiarla in una camera mortuaria nei pressi di Khovanskoe.

Ma è su un punto che non si è ancora trovato un compromesso. Gli investigatori vogliono una sepoltura «in segreto, senza una cerimonia d’addio». Lyudmila si rifiuta.

"Un funerale come quello di Prigozhin”

Il metro di paragone delle autorità è il funerale di Evgenij Prigozhin, che guidò la rivolta di Wagner nel giugno dell’anno scorso per poi morire in un incidente aereo due mesi dopo. Un funerale privato e tenuto segreto fino alla chiusura del cimitero, dopo che per tutto il giorno le autorità avevano diffuso false voci per sviare stampa e sostenitori.

«L’investigatore ha richiamato Mosca e detto a Lyudmila Ivanovna: “Il funerale deve svolgersi esclusivamente a porte chiuse. Sa che Prigozhin è stato sepolto durante un’operazione speciale segreta, con un diversivo. Lo stesso dovrebbe accadere con Navalny», ha detto Zhdanov.

Il timore di proteste e di un’autopsia

Il timore delle autorità, come ha osservato l’oppositore in esilio Mikhail Khodorkovskij, è che le esequie si trasformino in un’azione di protesta. «Non vogliono che i russi capiscano in quanti sono a opporsi a Putin. Il compito principale della propaganda è convincerli di essere marginali. Se capiscono di essere in tanti, allora può cambiare tutto».

Nonostante le rassicurazioni di Lyudmila, si vuole inoltre scongiurare che la famiglia faccia svolgere un’autopsia indipendente. «Per quanto ne so, la madre ha visto alcuni segni sul corpo di Aleksej dovuti al tentativo di rianimarlo. Una puntura di catetere o qualcosa del genere. Ma comprendiamo perfettamente che le cause della morte di Aleksej non sono naturali», ha spiegato la portavoce Kira Jarmish.

Kiev: “Morto per una trombosi”

Il capo dell’intelligence militare ucraina, Kyrylo Budanov, tuttavia ieri ha detto: «Potrei deludervi, ma tutto ciò che si sa è che è morto davvero per un coagulo di sangue». Un’allusione alla prima versione fornita da Rt, ex Russia Today. «Dice bugie», la secca replica di Maria Pevchikh, investigatrice di Fbk. L’Ucraina, del resto, non ha mai nutrito grosse simpatie per Navalny che in vita aveva sostenuto l’annessione russa della Crimea.

Leggi i commenti