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Israele - Hamas, le news del 4 marzo. Onu: “Fondate ragioni per credere agli stupri di Hamas”. Il gruppo palestinese: “Non sappiamo quanti ostaggi sono ancora vivi”

L’esercito israeliano smentisce la notizia delle dimissioni del portavoce Hagari. Hamas: “Trasformare in scontro ogni momento del Ramadan”. Nipote di Nasrallah ucciso in raid di Israele in Libano. Media egiziani: “Progressi significativi nei negoziati al Cairo”
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Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 5 marzo

La delegazione israeliana non parte per il momento per il Cairo, dove sono in corso colloqui su un cessate il fuoco a Gaza e uno scambio di prigionieri, con rappresentanti di Hamas, del Qatar e degli Stati Uniti. Israele insiste per conoscere i nomi degli ostaggi che dovrebbero essere liberati e verificare il numero di detenuti palestinesi che dovrebbe rilasciare in cambio. In un raid israeliano a Rafah sono morti i gemellini Wissam e Naeem, nati quattro mesi fa quando la guerra era iniziata. La vicepresidente americana Kamala Harris ha affermato che "ci deve essere un cessate il fuoco immediato per almeno sei settimane, questo è l'accordo sul tavolo”, sottolineando "l’immensa portata della sofferenza a Gaza". "Ciò a cui assistiamo ogni giorno nella Striscia – ha detto - è devastante”.

Unrwa, Israele ha torturato nostri dipendenti arrestati

L'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, ha accusato Israele di detenere e torturare alcuni membri del suo staff, costringendoli a rilasciare false confessioni sui legami dell'agenzia con Hamas. Le false confessioni ottenute "sotto tortura" vengono utilizzate "per diffondere ulteriormente la disinformazione sull'Agenzia come parte dei tentativi di smantellare l'Unrwa", ha detto in una dichiarazione la portavoce dell'Agenzia, Juliette Touma.

Onu, “buone ragioni per credere a stupri di Hamas il 7 ottobre”

Ci sono "buone ragioni per credere" che vi siano state violenze sessuali, compresi stupri, durante gli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Lo rivela un rapporto dell'Onu pubblicato oggi. Per quanto riguarda gli ostaggi, la missione guidata dalla rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la violenza sessuale nei conflitti, Pramila Patten, ha raccolto "informazioni chiare e convincenti" secondo le quali alcuni sarebbero stati violentati, e "ci sono buone ragioni per credere che tali violenze siano ancora in corso".

Onu, Israele richiama ambasciatore: "Silenzi su Hamas"

Il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ha richiamato per consultazioni l'ambasciatore del proprio Paese alle Nazioni Unite, Gilard Erdan, ordinandogli il rimpatrio. Le "immediate consultazioni" riguardano il presunto tentativo nel Palazzo di Vetro di passare sotto silenzio il rapporto sugli stupri di massa che i terroristi di Hamas commisero il 7 ottobre scorso sul suolo israeliano. Lo ha riferito il ministro in un comunicato. Katz punta l'indice sul segretario generale dell'Onu, António Guterres, per non aver posto al Consiglio di Sicurezza il caso di considerare Hamas una organizzazione terroristica con la conseguente emanazione di sanzioni ai suoi sostenitori.

Idf, “oltre 450 terroristi impiegati a Gaza dall'Unrwa”

Oltre 450 impiegati dell'Unrwa, l'ente dell'Onu per i rifugiati palestinesi, "appartengono a organizzazioni terroristiche della striscia di Gaza, in particolare a Hamas". Lo ha affermato il portavoce militare israeliano, basandosi su informazioni di intelligence. Il portavoce ha divulgato due conversazioni telefoniche, registrate durante i massacri del 7 ottobre. Una delle voci appartiene a Yusef al-Hawajara, insegnante dell'Unrwa ai Deir el-Balah, l'altra a Mamduh Alkali, "un terrorista della Jihad islamica" maestro in una scuola elementare. "Sono dentro, con gli ebrei. Abbiamo donne ostaggi, ne ho catturata una", dice uno di loro.

L'Unrwa si difende davanti all'Assemblea Generale Onu

Il capo dell'Unrwa Philippe Lazzarini è oggi al Palazzo di Vetro dell'Onu per perorare la sua causa davanti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, mentre la sopravvivenza della "spina dorsale" degli aiuti umanitari a Gaza è minacciata dopo le accuse israeliane contro diversi dei suoi dipendenti. In una lettera indirizzata alla fine di febbraio al presidente dell'Assemblea Generale, Lazzarini ha chiesto aiuto sottolineando che l'Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi "è arrivata a un momento critico, con i ripetuti appelli di Israele al suo smantellamento e al congelamento dei finanziamenti dei donatori a fronte di una situazione senza precedenti sui bisogni umanitari a Gaza". "La capacità di adempiere al suo mandato è ora seriamente minacciata", ha insistito, chiedendo il "sostegno politico" degli Stati membri. L'Unrwa è al centro delle polemiche da quando Israele ha accusato, alla fine di gennaio, 12 dei suoi dipendenti di coinvolgimento nell'attacco del 7 ottobre compiuto da Hamas.

Hamas vuole il ritorno di 500 famiglie al giorno nel Nord di Gaza

Nel secondo giorno di colloqui tra Egitto, Qatar, Stati Uniti e Hamas per la tregua a Gaza in corso al Cairo, la fazione palestinese ha chiesto anche il ritorno di 500 famiglie nel Nord di Gaza al giorno durante il periodo di tregua e con la partecipazione internazionale. Lo riferisce l'emittente statale egiziana Al Qahera, aggiungendo che Hamas vuole una "risposta decisiva" prima dell'inizio del Ramadan, la prossima settimana.

Cardinale Pizzaballa: cessate il fuoco a Gaza sempre più urgente

“Un cessate il fuoco a Gaza è sempre più urgente”. Così il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, che in un colloquio con i media vaticani sottolinea che “da ambo le parti, è necessaria la volontà di arrivare a compromessi”. Il porporato lombardo sottolinea che nella Striscia, dove, al Nord, c’è una parrocchia cattolica, “oltre alle terribili violenze delle bombe c’è anche la crisi della vita ordinaria. Mancano cibo, medicinali, acqua”. I pacchi alimentari lanciati con i paracadute non sono una buona idea: “Serve una soluzione più sistematica e coordinata, perché una scelta di questo tipo rischia di aumentare la confusione”, afferma il cardinale Pizzaballa, secondo il quale, però, “dopo questa crisi, una delle più gravi in assoluto degli ultimi 70 anni, né israeliani né palestinesi saranno più disposti a soluzioni temporanee. Questi eventi obbligheranno tutti a trovare soluzioni stabili”. Due popoli, due Stati? “Non lo so. Tecnicamente mi sembra difficile – risponde il Patriarca – anche se sarebbe l’unica via possibile”.

Oms, “gravi livelli di malnutrizione nei bambini di Gaza”

"Gravi livelli di malnutrizione, bambini che muoiono di fame, grave carenza di carburante, cibo e forniture mediche, edifici ospedalieri distrutti". Li ha riscontrati Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, dopo aver visitato gli ospedali di al-Awda e Kamal Adwan nel Nord di Gaza durante il fine settimana. "La situazione all'ospedale al-Awda è particolarmente spaventosa, poiché uno degli edifici è distrutto", ha scritto su X il capo dell'Oms. "L'ospedale Kamal Adwan è l'unico ospedale pediatrico nel Nord di Gaza ed è sopraffatto dai pazienti. La mancanza di cibo ha provocato la morte di 10 bambini. La mancanza di elettricità rappresenta una seria minaccia per la cura dei pazienti, soprattutto in aree critiche come l'unità di terapia intensiva e l'unità neonatale". Ghebreyesus ha affermato che l'Oms è riuscita a fornire 9.500 litri di carburante a ciascun ospedale e alcune forniture mediche essenziali. "Facciamo appello a Israele affinché garantisca che gli aiuti umanitari possano essere consegnati in modo sicuro e regolare. I civili, in particolare i bambini, e il personale sanitario necessitano immediatamente di maggiori aiuti. Ma la medicina chiave di cui tutti questi pazienti hanno bisogno è la pace. Cessate il fuoco", ha concluso.

(afp)

Mar Rosso: segnalato incidente al largo dello Yemen

Una nave ha segnalato un incidente a 91 miglia nautiche a Sud-Est di Aden, nel Sud dello Yemen. Lo ha riferito l'agenzia per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito. Lo riporta Sky News. I militanti yemeniti Houti, sostenuti dall'Iran, da novembre stanno attaccando le navi in transito nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden come segnale di sostegno ad Hamas nella sua guerra contro Israele.

Hamas: “Non ci sono progressi reali nei colloqui”

Un alto funzionario di Hamas ha dichiarato al canale libanese Al Mayadeen che "non ci sono reali progressi" nei colloqui sulla liberazione degli ostaggi e ha accusato Israele di non dare "risposte chiare riguardo alle richieste di Hamas". In particolare, secondo il funzionario, Israele non avrebbe dato risposte chiare riguardo sul cessate il fuoco, il ritiro dalla Striscia di Gaza e il ritorno degli sfollati.
La fonte ha sottolineato che Hamas "insiste su questi richieste prima di prendere qualsiasi posizione sugli ostaggi israeliani": "i mediatori egiziani e del Qatar continuano a fare passi avanti nei negoziati, ma affrontano difficoltà estreme", ha aggiunto.

Usa: “Guerra Israele-Hezbollah non sarebbe contenibile”

Una guerra lungo il confine meridionale del Libano non sarebbe "contenibile". Lo ha detto l'inviato speciale americano Amos Hochstein in visita a Beirut, citato da Sky news, mentre continuano gli sforzi diplomatici per fermare gli scontri a fuoco tra Hezbollah e Israele. "Un cessate il fuoco temporaneo non è sufficiente. Una guerra limitata non è contenibile", ha affermato.
Israele e Hezbollah - sostenuto dall'Iran - sono in conflitto sin dall'inizio della guerra tra le forze israeliane e Hamas scoppiata dopo l'attacco dei miliziani palestinesi allo Stato ebraico lo scorso 7 ottobre.

Al Jazeera: “Bombardata una fossa comune a Jabalia”

Israele ha bombardato una fossa comune temporanea nell'area del Blocco Due del campo profughi di Jabalia, nel nord di Gaza, ed ora ci sono corpi sparsi per il cimitero. Lo scrive Al Jazeera online, citando un suo team sul posto.
"La fossa comune non ha resistenza e non ha missili. Qui ci sono solo martiri di questa zona e di altre zone diverse. Sono stati presi di mira da un caccia F16", ha detto un uomo, che ha seppellito lì una nonna, zie e uno zio.

Grossi (Aiea): “Abbiamo perso traccia dei progressi dell’Iran sul nucleare, siamo preocupati”

Il capo dell’Aiea Rafael Grossi ha dichiarato che “l’Agenzia ha perso traccia della produzione e dell’inventario di centrifughe e rotori” dell’Iran. "Sono passati tre anni da quando l'Iran ha smesso provvisoriamente di applicare il suo Protocollo aggiuntivo e quindi sono anche tre anni da quando l'Agenzia è stata in grado di condurre l’accesso in Iran", ha detto Grossi, descrivendo le grandi lacune nelle ispezioni nucleari. Poi ha fatto riferimento a un recente funzionario nucleare iraniano che ha affermato che tutti gli aspetti del ciclo delle armi nucleari sono completi e che l’unico ostacolo alla produzione di un’arma nucleare da parte di Teheran è la decisione politica di farlo.

Hamas: “Non sappiamo quanti sono gli ostaggi ancora vivi”

In un'intervista alla Bbc un funzionario politico di Hamas, Basim Naim, ha detto che l'organizzazione non può fornire a Israele una lista degli ostaggi ancora in vita perché non sa quanti siano e dove si trovino. Nell'intervista, rilanciata dai media israeliani, Naim dice che "Finora non è stata presentata alcuna lista: tecnicamente e praticamente, è impossibile sapere esattamente chi è ancora vivo, chi è morto per i raid israeliani o per fame a causa del blocco israeliano". Gli ostaggi "si trovano in zone diverse, nelle mani di gruppi diversi: abbiamo chiesto una tregua anche per raccogliere informazioni", ha aggiunto.

(reuters)

Hamas: “Trasformare in scontro ogni momento del Ramadan”

Hamas ha invitato i palestinesi in Cisgiordania e in Israele a insorgere contro lo Stato ebraico durante il Ramadan, il mese sacro dei musulmani che dovrebbe iniziare il 10 marzo. Il portavoce di Hamas in Libano, Osama Hamdan, parlando con i giornalisti in conferenza stampa a Beirut ha detto che i palestinesi dovrebbero trasformare "in uno scontro ogni momento del Ramadan". Hamas ha ripetutamente invocato una rivolta più ampia, nella Cisgiordania occupata, dove la violenza è aumentata dall'inizio della guerra, e tra la minoranza palestinese di Israele. Nel suo intervento Hamdan non ha fornito dettagli sui negoziati per il cessate il fuoco ma, rivolgendosi a Israele e agli Stati Uniti ha avvertito: "Ciò che non hanno ottenuto sul campo di battaglia, non lo otterranno attraverso macchinazioni politiche".

Fonti: per Israele basta il numero, non il nome degli ostaggi in vita

Israele non chiede ad Hamas la lista con i nomi degli ostaggi ancora in vita, ma solo il loro numero, insieme al numero dei detenuti palestinesi richiesti in cambio di ciascun sequestrato in modo da facilitare il meccanismo di rilascio. È quanto hanno precisato fonti israeliane.
"Israele ritiene che ci siano circa 40 ostaggi in vita che potrebbero essere rilasciati nell'ambito di un 'accordo umanitario', ma il numero esatto non è noto. Hamas deve dare questo numero in modo che possiamo andare avanti", hanno affermato, secondo quanto riportato da Yedioth Ahronoth.
Lo Stato ebraico ha deciso di non inviare una delegazione al Cairo per partecipare ai negoziati con Hamas mediati da Usa, Qatar ed Egitto, a causa della mancata presentazione della lista da parte del gruppo palestinese.

Cnn: danni a cavi del Mar Rosso, colpito il 25% del traffico di Internet

I danni ai cavi sottomarini nel Mar Rosso stanno interrompendo le reti di telecomunicazioni globali e costringendo i fornitori di servizi Internet a reindirizzare circa un quarto del traffico tra Asia, Europa e Medio Oriente. Lo riporta la Cnn. Secondo la società di telecomunicazioni di Hong Kong HGC Global Communications, il 25% del traffico tra Asia ed Europa, nonché Medio Oriente, è stato colpito, ha affermato la società in una nota. La società ha affermato che sta reindirizzando il traffico per ridurre al minimo i disagi per i clienti e sta anche "estendendo l'assistenza alle aziende interessate".

L’esercito israeliano smentisce le dimissioni dei portavoce

L’esercito israeliano ha definito “categoricamente incorrette” le voci, diffuse stamattina dal canale tv Channel 14, secondo cui si sarebbero dimessi il portavoce Daniel Hagari e i suoi più stretti collaboratori.

Missile dal Libano sul Nord di Israele: un morto e 8 feriti

Un lavoratore straniero è morto e altri otto sono rimasti feriti a Margaliot da un missile anticarro lanciato dal Sud del Libano verso il Nord d'Israele. Lo hanno riferito i soccorritori, precisando che due dei feriti sono in gravi condizioni.

Hezbollah: “Soldati israeliani tentano infiltrazione in Libano”

Per la prima volta dall'inizio del conflitto tra Hezbollah e Israele sei mesi fa, soldati israeliani hanno tentato di infiltrarsi in territorio libanese: lo ha annunciato nelle ultime ore lo stesso movimento armato libanese, alleato dell'Iran e di Hamas e che ha denunciato due tentativi falliti da parte dei soldati israeliani di penetrare in territorio libanese. Secondo due comunicati di Hezbollah, i combattenti libanesi sono riusciti a sventare il primo tentativo di infiltrazione attraverso la linea di demarcazione tra i due paesi nei pressi di Rmeish.

Wsj: persi da una settimana i contatti con Sinwar

Il leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar non sarebbe in contatto da almeno una settimana con i vertici di Hamas che stanno discutendo una tregua a Gaza. Lo afferma il Wall Street Journal, citando funzionari egiziani e del Qatar. I negoziatori, secondo il Wsj, ritengono che Hamas e Israele stiano facendo lenti progressi e potrebbero raggiungere un accordo prima del Ramadan, hanno detto funzionari egiziani. Un alto funzionario di Hamas ha affermato che la prima settimana di Ramadan è un obiettivo più realistico per un accordo. Ma il fatto che si siano persi i contatti con Sinwar che dovrebbe avvallare l'accordo, preoccupa. L'ultimo messaggio inviato da Sinwar alla leadership politica di Hamas in Qatar afferma che non ci dovrebbe essere alcuna fretta per assicurarsi un accordo sugli ostaggi, hanno riferito fonti vicine alle discussioni. Il timore degli israeliani è che Sinwar speri in un'incursione israeliana nella città di Rafah, nel sud di Gaza, durante il Ramadan che spingerebbe i palestinesi che vivono in Israele e in Cisgiordania a insorgere contro Israele.
Secondo un funzionario israeliano, citato dal Wsj, ora Israele ritiene che Sinwar preferisca un aumento delle tensioni durante il Ramadan piuttosto che una pausa nei combattimenti.

Biden ha rifiutato un colloquio con Netanyahu dopo la “strage della farina”

Il presidente americano Joe Biden si è rifiutato di parlare al telefono con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo l'attacco delle Forze di difesa israeliane (Idf) ai palestinesi in fila per ricevere aiuti umanitari a nord di Gaza. Lo riporta Sky News Arabiya citando una propria fonte, secondo la quale la distanza tra i due leader si sta acutizzando in quanto Biden ritiene che Netanyahu non stia rispettando gli impegni sugli aiuti garantiti alla popolazione palestinese.

Tv egiziana: “Progressi significativi nei colloqui al Cairo”

Continuano anche oggi, per il secondo giorno consecutivo, i negoziati al Cairo degli emissari di Egitto, Hamas, Qatar e Stati Uniti per una tregua a Gaza. Ieri la delegazione di Israele non c'era ma una televisione egiziana vicina all'intelligence del Cairo sostiene che sono stati fatti "significativi progressi".

Hamas: “Primo weekend di Ramadan propizio per l’accordo”

Il primo fine settimana di Ramadan, il mese sacro all'Islam che inizierà sabato 10 marzo, potrebbe essere l'occasione propizia per il raggiungimento di un accordo per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e per lo scambio tra ostaggi e detenuti palestinesi. Lo sostiene un funzionario di Hamas citato a condizione di anonimato dal Wall Street Journal. Secondo la fonte è improbabile che si raggiunga un accordo prima dell'inizio del Ramadan, ovvero in questa settimana.

Media: nipote di Nasrallah ucciso in raid di Israele in Libano

Abbas Ahmed Halil, nipote del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah e miliziano della stessa organizzazione filo-iraniana, è rimasto ucciso ieri in un attacco israeliano a Neqoura, nel sud del Libano. È quanto riporta la stampa israeliana citando il sito dell'opposizione siriana the Voice of the Capital, secondo le quali Halil è uno dei tre miliziani di Hezbollah morti nel raid di ieri.

Idf: “Ucciso esponente di Hamas, reclutava nuovi agenti”

Un importante esponente di Hamas è stato ucciso nella striscia di Gaza in un raid aereo da parte dell'esercito israeliano. Lo annunciato l'Idf e lo Shin Bet. L'uomo, che si chiamava Mahmoud Muhammad Abed Khad, era incaricato di reclutare nuovi agenti per Hamas, nello specifico per il battaglione Zeitoun, ed era anche coinvolto nella raccolta fondi per l'attività militare di Hamas.

Operazione Idf a Ramallah, ucciso 16enne palestinese

Un adolescente palestinese è stato ucciso a colpi di arma da fuoco durante un'operazione delle forze di difesa israeliane (Idf) vicino a Ramallah in Cisgiordania. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa citando il ministero della Sanità dell'Anp e spiegando che il ragazzo ha perso la vita durante un raid israeliano nel campo profughi di Qalandia ad al-Am'ari. La vittima aveva 16 anni ed è stato identificato in Mustafa Abu Shalbak. È morto dopo essere stato colpito al collo e al petto.

Blinken: Usa lavorano per fornire più aiuti attraverso ogni canale

Il segretario di Stato americano Antony Blinken afferma che gli Usa stanno cercando di fornire maggiori aiuti umanitari nella Striscia di Gaza attraverso "ogni canale disponibile". "È imperativo espandere il flusso di aiuti per alleviare la terribile situazione umanitaria" nell'enclave palestinese, ha scritto questa notte Blinken sul suo account X. "Le persone hanno urgentemente bisogno di più cibo, acqua e altra assistenza: ecco perché gli Stati Uniti stanno lavorando per ottenere maggiori aiuti attraverso ogni canale disponibile, compresi i lanci aerei", ha aggiunto.

Media: ondata di dimissioni tra i portavoce dell’esercito di Israele

Il numero due dell'unità di portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), il tenente colonnello Daniel Hagari, e un gran numero di alti funzionari del sistema informativo dell'Idf hanno annunciato le loro dimissioni: lo riporta l'emittente israeliana Channel 14.

Fonti della tv affermano che le dimissioni sono dovute a questioni "professionali e personali". L'emittente da parte sua definisce "insolita" un'uscita dall'esercito di tale portata nel pieno di una guerra in corso. Oltre ad Hagari le dimissioni riguarderebbero anche l'altro tenente colonnello Richard Hecht, portavoce dell'Idf per i media esteri. Tra gli altri, Channel 14 fa poi i nomi degli ufficiali Merav Granot e Tzupia Moshkovich.

Gaza, media: 7 morti in raid Israele nel nord di Rafah

Fonti mediche citate dall'agenzia di stampa palestinese Wafa affermano che almeno sette persone sono morte e diverse altre rimaste ferite in un bombardamento aereo israeliano che ha colpito nella notte una casa a nord di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Raid vengono segnalati anche nel campo profughi di Jabalia, nel nord dell'enclave palestinese. Poche ore prima la Wafa aveva dato notizia di 12 morti in un bombardamento avvenuto sul campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia.

Gaza, Israele: esponente di Hamas ucciso in un raid

L'esercito israeliano afferma di aver ucciso un importante esponente di Hamas nei "campi centrali" della Striscia di Gaza. Lo riportano i media locali. Le Forze di difesa israeliane (Idf) spiegano di aver collaborato con il servizio di sicurezza interno Shin Bet per dirigere un attacco aereo che ha distrutto il veicolo di Mahmoud Muhammad Abed Haz. Le Idf hanno pubblicato un breve filmato che mostra il momento dell'attacco. Israele sostiene che il palestinese ucciso era coinvolto nella raccolta di fondi per l'attività militare di Hamas e nel reclutamento di nuovi miliziani per il battaglione del quartiere Zeitoun della città di Gaza.

Gaza, media: 12 morti in raid Israele su campo Nuseirat

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno 12 persone sono morte in un bombardamento aereo israeliano che ha colpito ieri sera una casa del campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Raid hanno bersagliato nelle ultime ore anche le aree di Sheikh Zayed e Tal Al-Zaatar, nel nord dell'enclave palestinese. Il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre è di almeno 30.410 morti e oltre 71.700 feriti, secondo il Ministero della Sanità palestinese gestito da Hamas.

Israele: ultraortodossi bloccano l’autostrada contro la legge sulla leva

Centinaia di ebrei ultra-ortodossi hanno bloccato l'autostrada 4, che attraversa il Paese, vicino a Bnei Brak per protestare contro le crescenti richieste di porre fine alla loro esenzione dalla leva. Video mostrano i manifestanti mentre ballano e siedono sulla strada, impedendo la circolazione. Tra gli slogan, "moriremo ma non ci arruoleremo". La polizia ha sgomberato gli attivisti con la forza.

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