Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 6 marzo
I colloqui per il cessate il fuoco tra Hamas e i mediatori si sono interrotti al Cairo senza alcun risultato, con pochi giorni rimasti per fermare i combattimenti in tempo per l'inizio del Ramadan. Lo riportano i media internazionali. Bassem Naim, alto funzionario di Hamas, ha detto che il gruppo palestinese ha presentato la sua proposta ai mediatori durante due giorni di colloqui e sta aspettando una risposta dagli israeliani, che non hanno partecipato a questo round negoziale.
Le forze americane hanno abbattuto due missili antinave lanciati dagli Houti, dopo che qualche ora prima i ribelli yemeniti avevano condotto un attacco contro una portacontainer battente bandiera liberiana della compagnia svizzera Msc. Qualche ora prima gli Houti avevano lanciato due missili antinave nel Golfo di Aden, uno dei quali aveva colpito la M/V Msc Sky II, causando "danni".
Usa: “Non invieremo truppe per aiuti a Gaza”
Gli Stati Uniti non hanno intenzione di inviare truppe americane a Gaza per rafforzare gli sforzi volti a distribuire gli aiuti. Lo ha detto in una conferenza stampa il maggiore generale dell'aeronautica Patrick Ryder, principale portavoce del Pentagono.
Queste osservazioni sembrano sminuire l'idea di un porto gestito dai militari statunitensi o di un altro sito di sbarco per la distribuzione degli aiuti marittimi, anche se diversi funzionari statunitensi hanno affermato che il Paese sta esplorando oggi un'opzione marittima per la distribuzione degli aiuti. "Al momento non ci sono piani per inviare forze americane sul terreno a Gaza", ha detto.
Houti: “Abbiamo attaccato due navi militari Usa”
I ribelli yemeniti Houti hanno attaccato due cacciatorpediniere statunitensi nel Mar Rosso, ha detto il portavoce militare Houti Yahya Sarèe. "Le forze armate yemenite hanno effettuato un'operazione in cui hanno attaccato due cacciatorpediniere statunitensi nel Mar Rosso", ha detto Saree, secondo il canale televisivo Al Masirah, citato dall'agenzia russa Tass.
Media: “Sinwar criticato dagli altri leader di Hamas per aver deciso da solo di attaccare il 7 ottobre”
Yahya Sinwar, il capo di Hamas dentro Gaza, è stato oggetto di critiche da parte della leadership dell’organizzazione, per aver lanciato l’attacco del 7 ottobre senza prima essersi consultato con gli altri capi. Lo sostiene Sky News Arabia.
Israele: “No a maggiori restrizioni durante il Ramadan alla spianata delle moschee”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha deciso di non imporre nuove restrizioni all'ingresso dei fedeli nella moschea di Al-Aqsa durante la prima settimana del Ramadan. Lo riporta Haaretz. Durante la valutazione della situazione in preparazione alle festività, è stato deciso che la questione verrà valutata ogni settimana del Ramadan, viene spiegato.
Hamas: “Presentata risposta sui negoziati”
Hamas dice di aver dato una risposta alle proposte di accordo per la liberazione degli ostaggi e un cessate il fuoco presentate dai mediatori dell'Egitto e il Qatar. "Abbiamo affermato le condizioni per un cessate il fuoco, un completo ritiro, il ritorno degli sfollati, specie a nord, la fornitura di aiuti sufficienti e la ricostruzione", ha affermato Osama Hamdam, alto esponente di Hamas, in una conferenza stampa Beirut, secondo quanto riferisce la Cnn. Hamdam ha ripetuto la richiesta di un cessate il fuoco permanente e ha ribadito di non voler liberare gli ostaggi fino a quando i soldati israeliani non si saranno ritirati da Gaza.
Egitto: “Trattative su Gaza proseguono, domani nuovo round”
Una fonte egiziana di alto livello ha detto alla tv di Stato al Qahera che "proseguono le trattative al Cairo per raggiungere una tregua nella Striscia di Gaza e domani si terrà un nuovo round tra le parti".
Biden: “Pericoloso se non ci sarà una tregua entro Ramadan”
“Sarà molto pericoloso se non ci sarà la tregua a Gaza entro il Ramadan". Lo ha detto Joe Biden ai giornalisti al seguito a Camp David.
Biden: “Non ci sono scuse per Israele per bloccare aiuti”
"Non ci sono scuse per Israele per bloccare agli aiuti umanitari a Gaza". Lo ha detto il presidente americano Joe Biden parlando con i giornalisti al seguito a Camp David.
Hamas: “L'intesa sulla tregua è nelle mani di Israele e Usa”
"Se sono seriamente intenzionati a raggiungere un cessate il fuoco prima del Ramadan, è nelle mani degli americani esercitare una pressione sufficiente sugli israeliani". Lo ha detto, in un messaggio vocale, il capo delle relazioni politiche e internazionali di Hamas, Bassem Naim, secondo quanto riporta Sky News.
Una delegazione di Hamas ha partecipato al nuovo ciclo di colloqui con i mediatori al Cairo ed è ora in attesa - ha ribadito Naim - di una risposta da Israele.
Israele: “Bene il rapporto Onu sugli abusi sessuali del 7 ottobre”
Israele "accoglie con favore il riconoscimento definitivo che Hamas ha commesso crimini sessuali da parte di un rappresentante ufficiale delle Nazioni Unite nell'importante rapporto pubblicato dal Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite sulla violenza sessuale nei conflitti, Pramila Patten". Lo ha scritto su 'X' il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Lior Haiat. "Per la prima volta un funzionario delle Nazioni Unite ha riconosciuto espressamente i crimini sessuali commessi da Hamas e da altre organizzazioni terroristiche il 7 ottobre", ha aggoiunto. "L'Onu riconosce inoltre che i crimini sono stati commessi simultaneamente in luoghi diversi e evidenziano una serie di stupri, torture e abusi sessuali. Il rapporto riconosce inoltre l'esistenza di crimini sessuali in corso contro le donne e gli uomini israeliani tenuti in ostaggio da Hamas e chiede l'immediato rilascio degli ostaggi".
Biden: “Faremo di tutto per aumentare gli aiuti a Gaza”
"Gli Stati Uniti sono impegnati a fare di tutto per fornire maggiori aiuti a coloro che a Gaza ne hanno un disperato bisogno. Non resteremo a guardare. Non ci arrenderemo". Lo scrive Joe Biden su X.
Trump: “Il 7 ottobre? Con me presidente non sarebbe successo”
Il 7 ottobre "c'è stata un'orribile invasione, non sarebbe mai avvenuta se fossi stato presidente". Ad affermarlo è l'ex presidente Donald Trump, intervistato da Fox News, secondo il quale grazie a lui l'Iran "era senza soldi. Non aveva denaro per Hamas o gli Hezbollah. Per questo non sarebbe mai accaduto". Trump si è anche detto certo che nessuno avrebbe osato lanciare un simile attacco quando lui era presidente. "Non mi avrebbero fatto una cosa simile. Ve lo garantisco. Lo hanno fatto perché non hanno rispetto per Biden", ha affermato. L'ex presidente, ora in testa alla corsa per la nomination repubblicana alle presidenziali di novembre, ha comunque approvato la risposta di Israele. "Devono finire con questo problema", ha commentato.
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Blinken: “Hamas accetti un cessate il fuoco immediato”
Gli Stati Uniti chiedono a Hamas di "accettare il cessate il fuoco immediato" con Israele. Lo afferma il segretario di Stato Antony Blinken incontrando il premier del Qatar
Aerei Usa lanciano altri aiuti su Gaza
Aerei americani stanno lanciando ulteriori aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti militari
Gantz dopo gli Usa volerà a Londra da Cameron
Il ministro del gabinetto di guerra israeliano Benny Gantz, che ieri a Washington ha incontrato la vicepresidente Usa Kamala Harris e il consigliere della sicurezza nazionale Jake Sullivan, vedrà oggi il segretario di Stato americano Antony Blinken prima di ripartire dagli Stati Uniti. Gantz dopo l'America farà tappa a Londra per vedere, riferiscono i media israeliani, il ministro degli esteri britannico David Cameron.
Giordania: “Maxi operazione per lancio di aiuti a Gaza con Francia, Egitto e Usa”
La Giordania ha annunciato di aver effettuato la più grande operazione per il lancio con il paracadute di generi alimentari e altri aiuti alla popolazione della Striscia di Gaza, in cooperazione con Stati Uniti, Francia ed Egitto. Tre velivoli delle Forze armate del regno hashemita hanno partecipato all'operazione, insieme ad altrettanti aerei Usa, a un velivolo egiziano e uno francese. Aiuti e rifornimenti sono stati aviolanciati nel nord della Striscia. Comprendono anche, hanno precisato i militari della Giordania che da novembre effettuano operazioni del genere, aiuti forniti dal World Food Programme
Hamas, rapporto Onu falso, nessuna violenza su donne
Hamas ha respinto quanto pubblicato in un rapporto dal team delle Nazioni Unite, guidato dall'inviata speciale Pramila Patten, in merito all'accusa secondo cui i suoi membri avrebbero commesso episodi di "violenza sessuale" il 7 ottobre.
In una dichiarazione riportata dal Al Jazeera Hamas ha affermato che il rapporto Patten è arrivato dopo "tentativi sionisti falliti" di dimostrare questa falsa accusa che è "infondata". Secondo Hamas il report "non documenta alcuna testimonianza delle presunte vittime ma fa affidamento su istituzioni, soldati e testimoni israeliani scelti dall'autorità occupante", si legge nella nota. Secondo Hamas il rapporto è servito a "demonizzare la resistenza palestinese".
Onu, informazioni convincenti su violenze sessuali di Hamas
Una squadra delle Nazioni Unite afferma che ci sono "informazioni convincenti" secondo cui gli ostaggi israeliani tenuti a Gaza sono stati sottoposti a violenza sessuale da parte di Hamas, compreso stupri e stupri di gruppo negli attacchi del 7 ottobre. Lo riporta la Bbc.
Per l'Onu, ci sono motivi per sospettare che gli abusi siano ancora in corso. Il ministero degli Esteri israeliano ha affermato di accogliere con favore il "riconoscimento definitivo che Hamas ha commesso crimini sessuali".
Fonti egiziane, colloqui su Gaza difficili ma continuano
Una fonte egiziana di alto livello ha riferito all'emittente statale egiziana Al Qahera che "ci sono delle difficoltà ma i colloqui su Gaza continuano". Fonti di Al Jazeera hanno poi precisato che "l'incontro tra la delegazione di Hamas e il capo dell'intelligence egiziana e i colloqui di ieri e l'altro ieri al Cairo non hanno portato ad una svolta".
Tajani: sostegno a inviato Usa in Libano
L'Italia sostiene "le iniziative diplomatiche in atto, in particolare quelle dell'Inviato speciale degli Stati Uniti, Amos Hochstein, per ridurre le ostilità e stabilizzare la zona di confine" tra Israele e Libano. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendo in Senato. Sottolineando che "le tensioni lungo la Linea Blu restano alte", il vice premier ha spiegato che "una temporanea cessazione dei combattimenti ridurrebbe i rischi di escalation".
Il cessate il fuoco, ha aggiunto Tajani, "darebbe respiro agli sforzi diplomatici per consolidare le intese parziali e raggiungere un accordo sul confine terrestre con Israele, sulla falsariga di quanto fatto per la delimitazione del confine marittimo".
TajanI. “Stallo Libano non favorisce stabilità regionale”
"In Libano c'è una situazione complicata" e "lo stallo interno non favorisce il fatto che il Libano possa svolgere un ruolo proficuo per la stabilità" regionale. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendo alla Camera, sottolineando che "è un elemento importante per la stabilità nell'area che ci sia un cristiano maronita come presidente".
Hamas, sale a 17 numero vittime in attacco a Khan Yunis
E' salito ad almeno 17 persone il numero delle vittime del raid israeliano nella città meridionale di Khan Yunis: lo hanno detto funzionari palestinesi, aggiungendo che un totale di 97 persone sono morte nelle ultime 24 ore. Lo riporta Reuters sul suo sito.
Media, colloqui per tregua Gaza si fermano senza risultato
I colloqui per il cessate il fuoco tra Hamas e i mediatori si sono interrotti al Cairo senza alcun risultato, con pochi giorni rimasti per fermare i combattimenti in tempo per l'inizio del Ramadan. Lo riportano i media internazionali, tra i quali il Guardian. Bassem Naim, alto funzionario di Hamas, ha detto che il gruppo palestinese ha presentato la sua proposta per un accordo di cessate il fuoco ai mediatori durante due giorni di colloqui e sta aspettando una risposta dagli israeliani, che non hanno partecipato a questo round negoziale.
Tajani: “La missione Aspides ha scopi di natura difensiva. Non sarà coinvolta in operazioni di terra”
"Aspides agirà con compiti di natura difensiva, la missione non potrà cioè intraprendere azioni di tipo preventivo. Sono previste mansioni non esecutive". Lo afferma ministro degli Esteri, Antonio Tajani intervenendo a Montecitorio. "Le attività esecutive potranno essere svolte solo nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, a Sud della latitudine di Mascate. Dovrà in ogni caso trattarsi di risposte necessarie e proporzionate e comunque sempre in mare o nello spazio aereo. In nessun caso Aspides potrà essere coinvolta in operazioni sulla terraferma". Ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri. Gli attacchi Houthi alle navi mercantili che attraversano il Mar Rosso "compromettono la regolarità del rifornimento delle merci": come ha ricordato nel dibattito parlamentare sulla missione Aspides il ministro degli Esteri Antonio Tajani, "siamo un Paese che vive di esportazioni, che contribuiscono al 40% del nostro Pil. Il 40% delle nostre esportazioni marittime passano attraverso Suez". Inoltre, "Il costo del nolo marittimo è aumentato dell'85% in un anno, e del 25% nella sola settimana fra il 4 e l'11 gennaio. Tutti i Paesi del Mediterraneo stanno soffrendo per questo"
Tajani, sgomento per "la strage del pane", uccisi civili inermi
"Sgomento" per il "massacro di civili inermi" in quella che è stata chiamata "strage del pane", la scorsa settimana, è stato espresso oggi in Parlamento dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel dibattito per l'approvazione della partecipazione italiana alla missione militare Aspides nel Mar Rosso. "Nessuno può cancellare i fatti del 7 ottobre - ha detto Tajani - ma troppe sono le vittime palestinesi fra coloro che niente hanno a che fare con i terroristi di Hamas. La strage del pane ha purtroppo complicato i negoziati per il cessate il fuoco e chiediamo siano accertati la dinamica dei fatti e le responsabilità". Al tempo stesso, proprio questa strage ha evidenziato l'urgenza di arrivare a una tregua, ha detto Tajani, che ha anche ricordato tutti gli sforzi umanitari dell'Italia dall'inizio del conflitto
Tajani: “Chiediamo un cessate il fuoco sostenibile”
"Sul piano politico-diplomatico, è essenziale raggiungere un cessate il fuoco sostenibile a Gaza. E questo anche per attenuare le tensioni regionali. L'Italia chiede una pausa prolungata e duratura delle ostilità, che porti a un cessate il fuoco sostenibile come richiesto anche dalle Risoluzioni 2712 e 2720 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu". Lo afferma ministro degli Esteri, intervenendo a Montecitorio. "La strage del pane impone di intensificare gli sforzi per giungere al più presto ad un cessate il fuoco. Abbiamo chiesto ad Israele di accertare con rigore la dinamica dei fatti e le responsabilità"
Gantz: “A Gaza serve un'amministrazione internazionale”
L'ufficio di Benny Gantz ha reso noto che, oltre al suo incontro con la vicepresidente Usa Kamala Harris, Gantz ha incontrato il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan. Secondo il suo ufficio, riporta Haaretz, Gantz ha sottolineato l'importanza di eliminare la minaccia di Hamas e di trovare una soluzione per la distribuzione degli aiuti umanitari nella Striscia. Inoltre, Gantz "ha insistito sull'importanza di agire oggi per istituire un'amministrazione internazionale in cooperazione con i Paesi della regione e come parte della promozione dei processi di normalizzazione"
Hamas: “Il bilancio della vittime di Gaza sale a 30.631 morti”
Sono 30.631 persone le vittime palestinesi della guerra tra Israele e Hamas. Lo ha reso noto il ministero della Sanità della Gaza aggiungendo che nelle ultime 24 ore ci sono stati 97 morti. Sono 72.043 persone ferite dallo scoppio della guerra il 7 ottobre
Idf: “Decine di terroristi di Hamas e Jihad islamica arrestati nel complesso di Hamad, a Khan Yunis”
La 98esima divisione delle forze israeliane di difesa (Idf) continuano a operare nel complesso residenziale di Hamad Town a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, dove sono stati catturati numerosi miliziani. Lo riporta The Times of Israel citando l'Idf. La Brigata Commando della divisione ha fatto irruzione nei siti di Hamas del quartiere, sequestrando - prosegue l'Idf - una grande quantità di armi. Le truppe israeliane, continua il rapporto, hanno facilitato l'evacuazione dei civili dall'area. Nel corso dell'operazione sono stati arrestati numerosi miliziani di Hamas e della Jihad islamica palestinese che stavano cercando di fuggire assieme ai civili
Usa, abbattuti due missili diretti verso i mercantili nel Mar Rosso
Il Centcom statunitense ha reso noto di aver condotto attacchi di autodifesa contro due missili anti-nave che "rappresentavano una minaccia imminente ai mercantili e alle navi della Marina americana nella regione" del Mar Rosso. "Queste azioni - spiega una nota - sono effettuate per proteggere la libertà della navigazione e per rendere le acque internazionali più sicure per i mercantili e le navi militari americane"
Houti colpiscono un portacontainer Msc: fuoco a bordo
I ribelli yemeniti Houti hanno attaccato la nave portacontainer Msc Sky II, battente bandiera liberiana e di proprietà svizzera, diretta verso Gibuti. A bordo è scoppiato un incendio poi domato dall'equipaggio. Il comandante ha fatto comunque sapere che non ci sono feriti a bordo. Lo rende noto il Centcom, spiegando che sono stati due i missili lanciati contro l'imbarcazione, a 91 miglia nautiche a sudest di Aden. Il primo è finito in acqua, mentre il secondo ha colpito la portacontainer causando alcuni danni. L'imbarcazione sta ora proseguendo la propria rotta
Mar Rosso, Usa: missile Houthi colpisce portacontainer Msc
Un missile balistico antinave Houthi ha colpito la nave portacontainer M/V Msc Sky II, battente bandiera liberiana, nel Golfo di Aden, provocando "danni". Lo riferisce il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), secondo cui "i primi report indicano che non ci sono stati feriti; la nave non ha richiesto assistenza e ha continuato la sua rotta".
L’esercito israeliano indaga sulla morte di un bambino palestinese in Cisgiordania
L'esercito israeliano ha aperto un'indagine sulla morte di un bambino palestinese di 10 anni durante gli scontri in un villaggio della Cisgiordania. La sua morte è stata denunciata dai media palestinesi e dal gruppo per i diritti Yesh Din, secondo cui la vittima, Amr Mohamed Najjar, è stata uccisa dalle truppe dell'Idf a Burin, vicino a Nablus. Secondo l'esercito israeliano, i soldati hanno reagito a un fitto lancio di pietre e hanno aperto il fuoco. E poco dopo hanno ricevuto segnalazioni di un minore palestinese colpito. "Le circostanze dell'incidente sono oggetto di indagine", ha riferito l'Idf.