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Cina determinata a “contrastare l'indipendenza di Taiwan”. Pechino fissa un ambizioso 5% di crescita, ma il premier avverte: “Non sarà facile”

(reuters)
Nella Grande Sala del Popolo per l’apertura dell’Assemblea Nazionale. Li Qiang apre i lavori del "parlamento" cinese
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PECHINO - Niente consueto cielo blu: piove e nevica su Tiananmen. Quasi fosse un segno dei tempi difficili che sta attraversando la Cina. In una piazza blindata fin dall’alba i quasi tremila delegati dell’Assemblea Nazionale entrano nella Grande Sala del Popolo ad ogni modo con grandi sorrisi: dai generali in divisa con stellette in bella mostra ai rappresentanti delle minoranze etniche nei loro vestiti tradizionali. Sul palco rosso, seduto al centro, con le ormai consuete due tazze di tè posizionate davanti a sé, Xi Jinping è pronto ad ascoltare il “rapporto di lavoro del governo” del suo premier Li Qiang. Alle 9:02 tutti in piedi per l’inno nazionale, la Marcia dei Volontari. Poi la messa laica, l’apertura ufficiale dei lavori di questo “parlamento con caratteristiche cinesi”, può cominciare.

(afp)

“Dobbiamo i nostri successi nel 2023 al Segretario Generale Xi Jinping, che è al timone per tracciare …

PECHINO - Niente consueto cielo blu: piove e nevica su Tiananmen. Quasi fosse un segno dei tempi difficili che sta attraversando la Cina. In una piazza blindata fin dall’alba i quasi tremila delegati dell’Assemblea Nazionale entrano nella Grande Sala del Popolo ad ogni modo con grandi sorrisi: dai generali in divisa con stellette in bella mostra ai rappresentanti delle minoranze etniche nei loro vestiti tradizionali. Sul palco rosso, seduto al centro, con le ormai consuete due tazze di tè posizionate davanti a sé, Xi Jinping è pronto ad ascoltare il “rapporto di lavoro del governo” del suo premier Li Qiang. Alle 9:02 tutti in piedi per l’inno nazionale, la Marcia dei Volontari. Poi la messa laica, l’apertura ufficiale dei lavori di questo “parlamento con caratteristiche cinesi”, può cominciare.

(afp)

“Dobbiamo i nostri successi nel 2023 al Segretario Generale Xi Jinping, che è al timone per tracciare la rotta”, esordisce il premier. Quest’anno il nome di Xi è stato citato 16 volte, 14 lo scorso. Tutto si esaurisce in appena un’ora e quindici minuti: tanto basta a Li per annunciare - come previsto - che l’obiettivo di crescita del Pil per il 2024 sarà attorno al 5%: lo stesso dell’anno scorso, ma target ambizioso viste le difficoltà che sta attraversando la seconda economia mondiale. “Raggiungere l’obiettivo non sarà facile, per questo dobbiamo lavorare duramente e chiedere lo sforzo di tutti”, ammette infatti il premier.

“Le fondamenta della ripresa economica e della crescita non sono sufficientemente solide, come dimostrano la mancanza di una domanda effettiva, la sovraccapacità di alcuni settori, le basse aspettative dell'opinione pubblica e molti rischi persistenti e pericoli nascosti. Alcune piccole e medie imprese incontrano difficoltà nelle loro attività. Ci troviamo di fronte a pressioni sulla creazione di posti di lavoro complessivi e a problemi occupazionali strutturali”. Il premier prosegue affermando che “dobbiamo perseguire il progresso assicurando la stabilità”.

Promette di trasformare il modello di crescita, “fare aggiustamenti strutturali”. Parla di 12 milioni di nuovi posti di lavoro. Uno sviluppo di “alta qualità”. Di disinnescare i rischi del settore immobiliare e ridurre gli sprechi delle amministrazioni locali. Prevede un deficit di bilancio pari al 3% della produzione economica, in calo rispetto al 3,8% dello scorso anno, ma soprattutto prevede di emettere mille miliardi di yuan in obbligazioni speciali del Tesoro a lunghissimo termine. Sembra comunque che il governo si stia concentrando molto sulla mitigazione dei rischi, piuttosto che su grandi spinte di sostegno economico.

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A intervalli regolari le hostess con la giacca dello stesso rosso della tappezzeria passano tra i banchi a riempire le tazze di tè dei delegati, che sfogliano le pagine del rapporto di lavoro del governo con una sincronia perfetta. La spesa militare aumenterà del 7,2%, in linea con lo scorso anno: 1.665 miliardi di yuan (231,4 miliardi di dollari). Anche se il budget per la Difesa resta di oltre tre volte inferiore a quello degli Stati Uniti. Le priorità assolute per Pechino restano l'innovazione e il potenziamento dell’industria, per perseguire l'autosufficienza tecnologica - in risposta alle restrizioni occidentali - intensificando gli sforzi nei big data e nell'intelligenza artificiale, in linea con la volontà del presidente Xi di creare "nuove forze produttive”. Il report del premier cita settori specifici come le automobili elettriche, l'energia a idrogeno, i nuovi materiali, i farmaci innovativi e l'aviazione commerciale. Verranno migliorate le politiche di sostegno alla natalità, grande cruccio della leadership comunista: la popolazione cinese è diminuita per il secondo anno consecutivo nel 2023, con le nuove nascite scese a circa la metà di quelle del 2016.

C’è spazio, ovviamente, anche per un breve passaggio finale su Taiwan, che non si discosta troppo dalla solita posizione cinese, anche se nel report di quest’anno, a differenza dello scorso, scompare la frase “riunificazione pacifica”, formulata ora in modo diverso: “Promuoveremo uno sviluppo pacifico delle relazioni intra-stretto, rimanendo fermi nella causa della riunificazione”. E ancora: “Implementeremo la politica del Partito per risolvere la questione taiwanese, rimanendo ancorati al principio dell’unica Cina, opponendoci alle attività separatiste che mirano all’indipendenza di Taiwan e alle interferenze esterne”.

Un linguaggio moderatamente più duro che deve bilanciare la determinazione di Pechino nei confronti dell’isola ma al tempo stesso stabilizzare le relazioni con gli amici di Taipei, Stati Uniti in primis. Stamattina Taipei ha annunciato che le forze armate taiwanesi aumenteranno il numero di esercitazioni missilistiche che terranno quest’anno. Alla fine del discorso di Li c’è spazio anche per un accenno di politica estera che sia “di pace e sviluppo pacifico. Per un mondo multipolare, una globalizzazione inclusiva che porti benefici a tutti. Ci impegniamo a promuovere un nuovo tipo di relazioni internazionali. E ci opporremo a tutte le azioni egemoniche e prepotenti per sostenere l'equità e la giustizia a livello internazionale”.

Dopo un’ora e un quarto la messa è finita. Sarà l’ultima volta che la stampa avrà l’occasione di ascoltare dal vivo Li: da quest’anno niente più consueta conferenza stampa finale al termine dei lavori. Segno di una Cina più opaca. E del suo leader, Xi, che continua a rafforzare il suo potere relegando tutti gli altri funzionari, compreso il premier, a ruoli di secondo piano.

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