Da Lavrov a Shojgu, ecco chi potrebbe perdere il posto dopo la conferma di Putin alle elezioni russe
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA – Da quasi venticinque anni, in Russia, c’è soltanto una cosa che non cambia nella “verticale del potere”: chi sta al comando. Senza reali concorrenti, Vladimir Putin si appresta a ottenere un quinto mandato alle presidenziali che si terranno da domani a domenica e a restare al Cremlino almeno fino al 2030. Ma si moltiplicano le voci che, una volta rieletto, potrebbe effettuare il primo significativo rimpasto di governo in quattro anni. “Per il Cremlino è importante inviare un segnale di rotazione ed è necessario sangue fresco”, ha detto all’agenzia di stampa Bloomberg Mikhail Vinogradov, a capo della Fondazione politica di San Pietroburgo, sostenendo che ipotesi di cambiamento “si stanno sollevando intorno a tutte le posizioni di governo”.
IL MINISTERO DELL’ENERGIA
Il primo posto in palio, stando a fonti di Bloomberg, potrebbe essere il ministero dell’Energia: il 72enne Nikolaj Shulginov potrebbe essere sostituito dal 46enne Boris Kovalchuk, figlio di Jurij, “banchiere per…
MOSCA – Da quasi venticinque anni, in Russia, c’è soltanto una cosa che non cambia nella “verticale del potere”: chi sta al comando. Senza reali concorrenti, Vladimir Putin si appresta a ottenere un quinto mandato alle presidenziali che si terranno da domani a domenica e a restare al Cremlino almeno fino al 2030. Ma si moltiplicano le voci che, una volta rieletto, potrebbe effettuare il primo significativo rimpasto di governo in quattro anni. “Per il Cremlino è importante inviare un segnale di rotazione ed è necessario sangue fresco”, ha detto all’agenzia di stampa Bloomberg Mikhail Vinogradov, a capo della Fondazione politica di San Pietroburgo, sostenendo che ipotesi di cambiamento “si stanno sollevando intorno a tutte le posizioni di governo”.
IL MINISTERO DELL’ENERGIA
Il primo posto in palio, stando a fonti di Bloomberg, potrebbe essere il ministero dell’Energia: il 72enne Nikolaj Shulginov potrebbe essere sostituito dal 46enne Boris Kovalchuk, figlio di Jurij, “banchiere personale” di Putin nonché uno dei pochissimi consiglieri di cui si fidi. Una prova dell’indiscrezione potrebbe arrivare già questa settimana se davvero, come si ipotizza, Boris Kovalchuk si dimetterà da capo di Inter Rao, la più grande società di servizi energetici. In alternativa, scrive il quotidiano russo Kommersant, Kovalchuk jr potrebbe essere nominato a capo di una delle aziende energetiche statali o prendere il posto del 52enne Aleksandr Novak come negoziatore russo dell’Opec+, il gruppo di produttori petroliferi allargato alla Russia.
LE PROMOZIONI
In tanti aspettano di essere promossi. A partire dal ministro dell’Agricoltura Dmitrij Patrushev, 46 anni, figlio del segretario del Consiglio di Sicurezza Nikolaj. Si vocifera che possa diventare vicepremier. Mentre Jurij Trutnev, 68 anni, attuale vice primo ministro responsabile dello sviluppo dell’Estremo Oriente Russo, potrebbe ottenere un ruolo ancora più importante.
IL PREMIER MISHUSTIN
Sembra invece inamovibile Mikhail Mishustin, 60 anni, l’ex capo dell’agenzia delle entrate che nel 2000 fu nominato a sorpresa primo ministro al posto dell’ex presidente Dmitrij Medvedev, oggi numero due del Consiglio di Sicurezza. Secondo la Costituzione, se mai accadesse qualcosa al 71enne Putin, sarebbe proprio Mishustin a prenderne il posto. Eppure c’è qualcuno che scalpita per spodestarlo: il 61enne Sergej Kirienko, attuale vice capo dell’amministrazione presidenziale, che nel 1998 divenne il più giovane primo ministro russo sotto la presidenza di Boris Eltsin, ma si dovette dimettere dopo appena cinque mesi a causa del default.
FINANZE E BANCA DI RUSSIA
Anche il ministro delle Finanze Anton Siluanov, 60 anni, che ha contribuito a mantenere a galla l’economia russa colpita dalle sanzioni, dovrebbe continuare a ricoprire il suo incarico, mentre si torna a fare congetture su Elvira Nabiullina, dal 2013 a capo della Banca di Russia. Nabiullina propose le sue dimissioni dopo il lancio dell’Operazione militare speciale in Ucraina nel febbraio 2022, ma fu riconfermata da Putin per un nuovo mandato quinquennale. Secondo Tatiana Stanovaja, fondatrice della società di consulenza politica R.Politik, Putin potrebbe volere al suo posto “qualcuno che condivida la sua visione”.
ESTERI E DIFESA
Da tempo si specula sul futuro di Sergej Lavrov, che compirà 74 anni questo mese e che da 20 anni ricopre la carica di ministro degli Esteri. “La questione è delicata”, hanno detto fonti a Bloomberg. Mentre Aleksej Venediktov, ex direttore della smantellata radio Eco di Mosca, con ottimi rapporti col Cremlino, ha scritto in maniera enigmatica sul suo canale Telegram: “Sergej Naryshkin guiderà il ministero degli Esteri russo dopo il cambio di governo?”. Riferimento all’attuale capo del servizio di intelligence estero.
Altra “questione delicata” è il destino del ministro della Difesa Sergej Shojgu, 68 anni, in carica dal 2012, rimasto al suo posto insieme al vice Valerij Gerasimov anche dopo essere stato preso di mira nell’ammutinamento guidato dal defunto leader del gruppo di mercenari Wagner Evgenij Prigozhin. In ogni caso, come sottolineato da diverse fonti, Putin non lascia andare via mai nessuno. Se pure dovesse liberare Lavrov e Shojgu dai rispettivi ministeri, troverebbe per loro un’altra posizione di rilievo.