Israele - Hamas, le news del 16 marzo

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Il ministro Smotrich: “Netanyahu vieti la partenza al team negoziale”

Il ministro delle finanze e capo del partito del sionismo religioso israeliano Bezalel Smotrich chiede al primo ministro Benjamin Netanyahu di vietare la partenza della squadra negoziale israeliana per i colloqui sulla trattativa sugli ostaggi in Qatar. "La posizione delirante di Hamas dimostra che i sostenitori dell'accordo nel gabinetto di guerra e negli organi di sicurezza hanno perso la strada", ha scritto su 'X'. "Netanyahu deve ordinare alla delegazione di rimanere in Israele e all'IDF di entrare immediatamente a Rafah e aumentare la pressione militare finché Hamas non sarà distrutto".

(reuters)

Hamas: “Non siamo disposti a rilasciare neanche un ostaggio senza un accordo sulla seconda fase dell’intesa”

Hamas rende noto di non essere disposta a rilasciare neanche un ostaggio senza un accordo sulla seconda fase di una intesa con Israele. Un esponente di Hamas citato dall'emittente israeliana Kan, ha spiegato che tale fase dovrebbe includere "la cessazione delle ostilità".

Bombe uccidono 36 persone della stessa famiglia a Gaza

Nel centro della Striscia di Gaza, una famiglia aveva appena celebrato il primo venerdì del ramadan e stava preparando il pasto del mattino prima dell'inizio del digiuno quando un attacco israeliano ha ucciso 36 persone che ne facevano parte, decimandola. "Mia madre, mio padre, mia zia, i miei fratelli", ha detto il diciannovenne Mohammad al-Tabatibi mostrando i corpi allineati all'ospedale Al-Aqsa de Deir al-Balah. La casa, che si trovava nel campo di rifugiati di Nuseirat, è stata bombardata mentre tutta la famiglia di Mohammad, che veniva dal nord della Striscia, si stava preparando a consumare il "suhur". Erano ospiti di parenti dall'inizio della guerra; fra i morti ci sono anche alcuni bambini, ma non tutti i corpi sono stati recuperati. La notizia, confermata dal giovane, era stata diffusa dal ministero della Salute di Hamas. Il bombardamento che ha ucciso la famiglia è avvenuto al termine di una notte "di sangue", caratterizzata da una sessantina di attacchi aerei. Secondo l'esercito israeliano, nel mirino c'erano "diversi terroristi nascosti nel campo di Nuseirat", ma non ha confermato di aver colpito la casa della famiglia al-Tabatibi.

(afp)

Cnn: direttore del Mossad lunedì a Doha per negoziati

Il direttore dell'intelligence israeliana del Mossad, David Barnea, andrà lunedì a Doha per negoziati con rappresentanti di Qatar e Egitto su un possibile cessate il fuoco a Gaza. Lo riporta la Cnn, secondo cui Hamas ha proposto il rilascio di ostaggi israeliani che sono donne, incluse quelle che fanno parte delle forze israeliane di difesa, anziani, malati e feriti. Il numero si aggira sui quaranta.
Nelle mani della milizia palestinese resterebbero altri sessanta. L'ultima richiesta di Hamas è il rilascio tra 700 e 1000 prigionieri palestinesi. In una seconda fase, secondo il network americano, Hamas rilascerebbe i rimanenti ostaggi, ma il punto su cui non c'è accordo riguarda la possibilità che Israele accetti un cessate il fuoco permanente e il ritiro dei soldati da Gaza. Il governo di Israele ha ripetutamente dichiarato che queste condizioni sono considerate inaccettabili.

Seconda nave aiuti pronta a salpare per Gaza da Cipro

Una seconda nave carica di aiuti umanitari è pronta a salpare a breve da Cipro verso la Striscia di Gaza, dopo l'arrivo ieri di 200 tonnellate di cibo sulla nave di ONG. Lo ha fatto sapere il portavoce del ministero cipriota degli Esteri, Theodoros Gotsis, alla radio pubblica. La nave di nome Jennifer è pronta a partire "oggi o al più tardi domani" per la Striscia di Gaza, ha detto. L'ONU teme una carestia generalizzata nel territorio palestinese sotto assedio, teatro da oltre 5 mesi della guerra fra Israele e il movimento Hamas.
La nave percorrerà il corridoio umanitario marittimo aperto dal porto cipriota di Larnaca e già utilizzato per la prima volta dalla nave della ONG spagnola Open Arms che ha portato un carico di 200 tonnellate di cibo fornito dall'ONG americana World Central Kitchen. Oggi l'Organizzazione ha fatto sapere che tutto il cibo era stato scaricato attraverso un molo provvisorio costruito a sud-ovest della città di Gaza e poi trasportato da 12 camion prima di essere distribuito. La seconda nave porterà 240 tonnellate fra riso, farina, olio, conserve di proteine e di verdure oltre a datteri, che si consumano tradizionalmente durante il ramadan. La nave di Open Arms è ripartita per Larnaca, dove arriverà domani, e prevede di partecipare ad altre missioni per Gaza. In un messaggio pubblicato su X, il capo dell'ONG americana, il cuoco stellato ispano-Usa Josè Andrès si è rallegrato per il successo del primo viaggio. "Ce l'abbiamo fatta! - ha scritto - Era una prova: possiamo portare migliaia di tonnellate di aiuti ogni settimana". Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha detto di aver ricevuto chiamate da molti Paesi desiderosi di inviare aiuti a Gaza per via di mare. Gli aiuti trasportati vengono ispezionati alla partenza da Larnaca dall'esercito israeliano che ha anche schierato soldati per "mettere in sicurezza la zona" al momento dello scarico del cibo.

(reuters)

In Israele manifestazioni per le elezioni e il rilascio degli ostaggi

In serata si terranno in diversi luoghi e città israeliane - tra cui Tel Aviv, Haifa, Gerusalemme e Be’er Sheva - manifestazioni contro il governo e per un accordo sulla liberazione degli ostaggi. La principale protesta per chiedere elezioni anticipate si svolgerà in Kaplan Street, nel centro di Tel Aviv. Manifestazioni simultanee per chiedere il ritorno a casa degli ostaggi si terranno vicino alla base militare di Kirya e nella piazza degli ostaggi, sempre a Tel Aviv.
A differenza delle manifestazioni delle ultime settimane, le organizzazioni Brothers in Arms e Women Building an Alternative hanno invitato i loro sostenitori a protestare insieme alle famiglie degli ostaggi fuori dalla base militare di Kirya. L'ambasciatore francese in Israele dovrebbe intervenire all'evento, insieme ai familiari delle vittime del 7 ottobre e degli ostaggi.

(reuters)

Unicef: un bimbo su 3 a Gaza nord fortemente malnutrito

"Un bambino su 3 sotto i 2 anni di età, nel nord della Striscia di Gaza, soffre di malnutrizione acuta, un'escalation sconcertante rispetto al 15,6% di gennaio". È la denuncia di Unicef, che sottolinea come "la malnutrizione tra i bambini si sta diffondendo rapidamente e raggiungendo livelli devastanti e senza precedenti nella Striscia di Gaza a causa degli impatti di vasta portata della guerra e delle continue restrizioni sulla consegna degli aiuti". "Secondo quanto riferito, almeno 23 bambini nel nord della Striscia di Gaza sono morti di malnutrizione e disidratazione nelle ultime settimane", fa sapere l'agenzia Onu.

(afp)

Tajani: “Bene la nomina di Mustafa a nuovo premier dell'Anp”

"Il Governo accoglie con favore la nomina di Mohamed Mustafa quale nuovo primo ministro dell'Autorità Palestinese. Continuiamo a collaborare con la Palestina per le riforme e per lavorare alla soluzione dei due Popoli - due Stati, unica garanzia di pace duratura e stabilità nella regione". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani

La Germania lancia il primo carico di aiuti a Gaza

La Germania ha effettuato il suo primo lancio di aiuti a Gaza. Ne ha dato notizia su X il ministero della Difesa tedesco. Secondo quanto riferiscono i media locali, le forze armate del Paese hanno inviato nella regione due aerei da trasporto C-130 Hercules. Ogni aereo può trasportare fino a 18 tonnellate di carico. La Bundeswehr sta partecipando così al ponte aereo per Gaza, avviato dalla Giordania. All'iniziativa partecipano anche altri Paesi come gli Usa e la Francia.

Ministero della Salute di Gaza: “Dal 7 ottobre 31553 morti nella Striscia”

Supera i 31.500 morti il bilancio nella Striscia di Gaza dallo scorso 7 ottobre, quando sono iniziate le operazioni militari israeliane contro Hamas in risposta all'attacco in Israele. Il nuovo bollettino del ministero della Salute di Gaza, dal 2007 sotto il controllo di Hamas, parla di 31.553 morti, 63 dei quali in 24 ore. I feriti sono 73.546


Fonti Egitto: “Domani riprendono i colloqui su Gaza a Doha”

I negoziati indiretti per una tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi potrebbero riprendere domani pomeriggio a Doha in Qatar. Lo hanno fatto sapere fonti egiziani citate dai media israeliani secondo cui si protrarranno fino a lunedì. Se confermato, sarà il primo riavvio dei negoziati bloccatisi prima dell'entrata del mese di Ramadan. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, pur definendo "infondate" le ultime richieste di Hamas, ha decisougualmente di inviare una delegazione a Doha. L'obiettivo dei mediatori - Usa, Egitto e Qatar - è di arrivare ad una tregua di 6 settimane; Hamas ha proposto un accordo in tre fasi

Israele: “Colpite strutture militari di Hezbollah in Libano”

L'aviazione israeliana ha colpito "strutture militari" di Hezbollah nella zona di Tayr Harfa ed anche "infrastrutture terroristiche nell'area di Labbouneh" nel Sud del Libano. Lo ha fatto sapere il portavoce militare

Wafa: "Nelle ultime ore morti almeno 80 civili, molte donne e bambini"

Sono morti almeno 80 civili, la maggior parte dei quali donne e bambini, vittime degli attacchi aerei israeliani nelle ultime ore a Gaza: almeno a sentire le fonti mediche e locali che hanno parlato all'agenzia palestinese Wafa. Per parte sua l'esercito israeliano sostiene di aver ucciso una trentina di miliziani di Hamas nella Striscia

I primi aiuti via mare arrivano a Gaza. La Ong: “Completato il primo scarico”

Sono stati completamente scaricati a terra gli aiuti umanitari giunti ieri via mare sulle coste di Gaza, prima spedizione marittima internazionale a raggiungere il devastato territorio. Lo ha reso noto l'ong statunitense che sta dietro all'iniziativa insieme alla ong spagnola Open Arms. "Tutto il carico è stato scaricato ed è in fase di preparazione per la distribuzione a Gaza", ha fatto sapere World Central Kitchen, ricordando che si tratta di "quasi 200 tonnellate di cibo"

Hamas attacca Abu Mazen: “La nomina del premier Mustafa è un atto unilaterale”

Hamas ha attaccato la decisione del presidente palestinese Abu Mazen di incaricare Mohammed Mustafa come premier per formare un nuovo governo palestinese, definendola "unilaterale". "Si tratta - ha detto la fazione su Telegram - di un rafforzamento della politica di esclusione e di un approfondimento della divisione, in un momento storico cruciale, in cui il nostro popolo e la sua causa nazionale hanno un disperato bisogno di consenso e unità". Hamas ha poi invocato "elezioni democratiche con la partecipazione di tutte le componenti del popolo palestinese"

Reuters: “La Francia presenta al Libano una proposta di una tregua tra Hezbollah-Israele”

Il Libano ha mostrato interesse per una proposta francese volta a placare le ostilità con Israele e a risolvere le dispute di confine, considerandola come una possibile svolta verso la stabilità, secondo una lettera del ministero degli Esteri libanese datata oggi e ottenuta dalla Reuters. Le tensioni tra il gruppo militante libanese Hezbollah e Israele lungo il confine meridionale sono aumentate da ottobre, parallelamente alla guerra a Gaza. Gli sforzi diplomatici internazionali sono in corso per smorzare la situazione e prevenire un conflitto regionale più ampio. Il piano francese, presentato al Libano il mese scorso e inizialmente divulgato dalla Reuters, delinea un approccio graduale che prevede la cessazione delle operazioni militari, il ritiro dei gruppi armati e il dispiegamento di unità dell'esercito libanese nella regione meridionale”

Al-Arabiya: “Non ci sono ancora passi in avanti nei negoziati"

“Non ci sono ancora passi in avanti nei negoziati" per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi trattenuti nell'enclave palestinese dall'attacco del 7 ottobre in Israele. E' quanto riferisce la tv satellitare al-Arabiya, che cita funzionari egiziani secondo i quali ci sono "ostacoli" che impediscono di arrivare a un accordo. Stando alle fonti, rilanciate anche dai media israeliani, "Hamas non ha detto quanti ostaggi siano ancora vivi e Israele non accetterà di consentire a tutti gli sfollati palestinesi nel sud della Striscia di Gaza di tornare liberamente nel nord".

Scholz atteso in Giordania, poi andrà in Israele

Missione di due giorni in Medio Oriente per Olaf Scholz. Il cancelliere tedesco arriverà nelle prossime ore in Giordania per poi spostarsi in Israele, come ha confermato il portavoce del governo Steffen Hebestreit. Si tratta del secondo viaggio di Scholz nella regione dall'attacco del 7 ottobre di Hamas in Israele. In Giordania è in programma un incontro con re Abdullah II. Domani Scholz si recherà in Israele dove ha in agenda un colloquio con il premier Benjamin Netanyahu e un faccia a faccia con il presidente Isaac Herzog. L'agenzia tedesca Dpa sottolinea come non sia stato ancora organizzato un incontro con rappresentanti dell'Autorità palestinese

Houti hanno lanciato tre missili antinave, nessun ferito

Gli Houti hanno lanciato tre missili antinave dallo Yemen verso il Mar Rosso il 15 marzo.

incontro Hamas-Houthi, coordinamento azioni contro Israele

Esponenti di Hamas e dei ribelli Huthi dello Yemen hanno avuto un incontro per discutere del coordinamento delle loro azioni contro Israele. Lo riferisce l'Afp citadno fonti di fazioni palestinesi.
Secondo fonti di Hamas e della Jihad islamica, i leader dei due gruppi islamici palestinesi, nonchè il Fronte popolare marxista per la liberazione della Palestina, hanno tenuto la settimana scorsa un "importante incontro" con i rappresentanti degli Huthi. I gruppi hanno discusso "meccanismi per coordinare le loro azioni di resistenza" per la "prossima fase" della guerra a Gaza, hanno detto le fonti senza specificare dove si è svolto l'incontro. I gruppi palestinesi e gli Huthi avrebbero parlato anche di un possibile attacco di terra israeliano a Rafah, nel sud di Gaza, hanno detto le fonti, che hanno chiesto l'anonimato.
Gli Huthi hanno confermato che continueranno i loro attacchi alle navi del Mar Rosso per "sostenere la resistenza palestinese", secondo fonti di Hamas e della Jihad islamica. Il leader dei ribelli Abdul Malik al-Huthi ha detto negli scorsi giorni che i loro attacchi si espanderanno per colpire le navi che evitano il Mar Rosso navigando oltre il Capo di Buona Speranza in Sud Africa.

Media: “Hamas propone un accordo di 42 giorni in tre fasi”

Nuovi dettagli sulle nuove proposte inoltrate da Hamas per uno scambio di prigionieri sono riferite da Ynet che cita Al Jazeera. Hamas - spiega Ynet - propone un accordo in tre fasi, ciascuna delle quali della durata di 42 giorni. Per ogni soldatessa che fosse liberata viva, Hamas esige il rilascio di 50 prigionieri palestinesi, di cui 30 condannati all'ergastolo. Inoltre Hamas richiede un ritiro delle forze israeliane da due importanti arterie che attraversano la Striscia di Gaza nella sua lunghezza: la al-Rashid (la strada costiera) e la Sallah a-Din, che corre all'interno. Questo ritiro dovrebbe agevolare il transito di aiuti umanitari per la popolazione. All'inizio della seconda fase, inoltre, dovrebbe entrare in vigore un cessate il fuoco permanente, che sarebbe seguito dalla liberazione degli ostaggi israeliani giudicati da Hamas in età militare

Netanyahu approva i piani dell’esercito per Rafah

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha approvato "i piani" dell'esercito in vista di un'offensiva a Rafah, nell'estremo sud della Striscia di Gaza. Lo ha riferito il suo ufficio. Nella città si trovano circa un milione e mezzo di sfollati palestinesi

Casa Bianca cautamente ottimista dopo la nuova proposta di Hamas

La Casa Bianca si dice "cautamente" ottimista dopo la nuova proposta di Hamas per un accordo sullo scambio di prigionieri. Lo ha detto il portavoce del Consiglio della Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Kirby

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