Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 18 marzo
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che la "pressione internazionale" non impedirà a Israele di lanciare la sua offensiva a Rafah, nel Sud di Gaza, dove secondo l'Onu vivono più di 1,5 milioni di palestinesi. "Agiremo a Rafah, ci vorrà qualche settimana, ma accadrà", ha aggiunto durante una riunione del suo governo
Intanto le forze militari israeliane hanno colpito il numero 3 di Hamas Marwan Issa, ma non sono chiare le sue condizioni, rendono noto fonti palestinesi informate citate dal Times of Israel. L'azione delle Idf è avvenuta la scorsa settimana, si precisa solamente
Herzog a Scholz, obiettivo principale è rilascio ostaggi
L'"obiettivo principale" della guerra a Gaza è garantire il rilascio degli ostaggi detenuti da Hamas dal 7 ottobre. Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog al cancelliere tedesco Olaf Scholz a Gerusalemme. Lo riporta il Times of Israel. "Questa è una sfida umanitaria suprema. Abbiamo persone da 1 anno fino a 85 anni, compresi i sopravvissuti all'Olocausto. Abbiamo persone che si trovano in situazioni fisiche terribili. Abbiamo giovani soldati e giovani donne e siamo estremamente preoccupati per ognuno di loro, in ogni momento della giornata", ha affermato Herzog.
Usa, con Israele non d'accordo su tutto, decidono loro su voto
Joe Biden e il premier israeliano Benyamin Netanyahu "sono due leader che hanno un lungo rapporto di lavoro. Non sono d'accordo su tutto. Non siamo d'accordo d'accordo con tutto quello che sta accadendo a Gaza, ma questo è il governo con cui continueremo a lavorare". Lo ha detto il portavoce del consiglio alla sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, in un'intervista a Abc. Kirby ha ribadito che Israele è un "paese democratico" e gli Stati Uniti rispettano la sua "sovranità". "Sta agli israeliani" decidere su eventuali nuove elezioni, ha messo in evidenza Kirby.
Trump: Biden ha “abbandonato Israele”
L'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accusato Joe Biden di aver abbandonato il suo sostegno a Israele. "Vede molte persone protestare là fuori e si dà il caso che siano palestinesi o provenienti dal Medio Oriente. Probabilmente è rimasto scioccato nel vederle e, all'improvviso, ha scaricato Israele", ha dichiarato Trump in un'intervista a Fox News.
"Sostanzialmente ha detto che Netanyahu dovrebbe andare a farsi una passeggiata", ha proseguito l'ex presidente, che ha quindi invitato il primo ministro israeliano a mettere fine rapidamente alla guerra a Gaza, auspicando il ritorno a "un mondo di pace".
Netanyahu, 'prima sgombero civili poi operazione Rafah'
Il premier Benyamin Netanyahu nella conferenza stampa con il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha confermato che l'operazione a Rafah non partirà "prima che sia sgomberata la popolazione civile a Gaza". Di recente il Gabinetto di guerra ha approvato i piani sia per l'operazione sia per la precedente evacuazione dei civili.
Scholz: "Non lasceremo i palestinesi morire di fame"
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha chiesto oggi in Israele un "accordo sugli ostaggi e un cessate il fuoco duraturo" nella Striscia di Gaza, con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha ribadito da parte sua il desiderio di "eliminare "Hamas. "Abbiamo bisogno di un accordo sugli ostaggi e di un cessate il fuoco duraturo", ha affermato il cancelliere tedesco, dichiarando di comprendere le famiglie degli ostaggi che, dopo oltre 5 mesi di guerra, "dicono che è giunto il momento di un accordo". Pur ribadendo il "fermo sostegno" della Germania a Israele e il "diritto di Israele a difendersi", Scholz ha affermato di aver "espresso le sue preoccupazioni" al primo ministro israeliano per il numero "estremamente alto" delle vittime civili e dell'andamento della guerra. "Non possiamo restare a guardare i palestinesi che muoiono di fame", ha detto Scholz, chiedendo un aumento "urgente e massiccio" dell'ingresso di aiuti umanitari a Gaza. Ha inoltre ribadito il sostegno della Germania alla soluzione dei due Stati nella prospettiva del dopoguerra.
Al Sisi, 'Egitto e Ue contrari ad attacco Israele a Rafah'
"Noi e i leader europei abbiamo concordato di respingere l'ipotesi di un'operazione militare da parte di Israele a Rafah, che raddoppierebbe la misura della catastrofe umanitaria di cui soffrono i civili nella Striscia di Gaza": lo ha detto il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi al vertice Egitto-Ue.
L'Egitto, in particolare - ha aggiunto - afferma il suo rifiuto di ogni spostamento forzato di palestinesi oltre la Striscia, che avrebbe come effetto una liquidazione della causa palestinese, che l'Egitto respinge apertamente".
Von der Leyen: “A Gaza carestia inaccettabile, servono 500 camion aiuti al giorno”
A Gaza c'è una situazione umanitaria "catastrofica" e una "carestia inaccettabile". Lo ha dichiarato in un punto stampa congiunto al Cairo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo la cerimonia di firma della Dichiarazione congiunta sul partenariato strategico tra Ue ed Egitto. "È fondamentale raggiungere un accordo per un rapido cessate il fuoco che permetta la liberazione degli ostaggi e consenta l'arrivo di ulteriori aiuti umanitari a Gaza", ha proseguito von der Leyen, secondo cui "l'Ue sta facendo tutto ciò che è in suo potere per fornire l'assistenza necessaria".
"Oggi Gaza necessita di 500 camion (di aiuti, ndr) al giorno - o l'equivalente via terra, via aerea e via mare", ha aggiunto.
Netanyahu, spetta a popolo israeliano decidere su elezioni
In un'intervista alla Cnn, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha rifiutato di impegnarsi in una data per indire le elezioni. "Spetta al popolo israeliano decidere", ha affermato. Netanyahu ha anche spiegato che la chiamata alle urne durante la guerra sarebbe una vittoria di Hamas perché congelerebbe il conflitto per mesi.
Distrutto a Gaza un tunnel militare di Hamas lungo 2,5 chilometri
Reparti del genio militare israeliano hanno distrutto nel settore nord della striscia di Gaza un tunnel militare di Hamas lungo 2,5 chilometri. Lo ha reso noto il portavoce militare. Si tratta del tunnel più lungo scoperto finora in quella zona. Esso - ha spiegato il portavoce - garantiva i collegamenti fra i diversi battaglioni di Hamas dislocati nella Striscia, sotto al tessuto urbano, e fra le diverse brigate. Consentiva inoltre il passaggio dei miliziani di Hamas fra il settore settentrionale della Striscia e quello meridionale
Netanyahu: “I commenti di Schumer totalmente inappropriati”
Sono stati "totalmente inappropriati" i commenti del leader della maggioranza al Senato americano, Chuck Schumer, che ha definito Benjamin Netanyahu un ostacolo alla pace in Medio Oriente. Lo ha dichiarato lo stesso premier israeliano in un'intervista alla Cnn. Riguardo alle richieste di elezioni di Schumer, Netanyahu ha affermato che se le elezioni si svolgano o meno in Israele è qualcosa che "il governo israeliano decide da solo". "È inappropriato andare da una democrazia sorella e cercare di sostituire la leadership eletta", ha aggiunto Netanyahu
Jerusalem Post: “Il comandante di Hamas Marwan Issa è stato ucciso a Nuseirat”
Il numero due delle Brigate Qassam, l'ala militare di Hamas, Marwan Issa, è morto, secondo quanto scrive il Jerusalem Post, che cita "fonti di Hamas". Le fonti confermano le indiscrezioni circolate di recente, secondo cui Issa sarebbe rimasto ucciso, sepolto in un tunnel sotterraneo colpito dalle forze israeliane a Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Per ora non c'è alcuna altra conferma che l'uccisione sia effettivamente avvenuta
Netanyahu: “Le pressioni non fermeranno l’offensiva a Rafah”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è tornato a respingere le pressione internazionali per fermare la guerra a Gaza "prima che gli obiettivi siano raggiunti". "Lo fanno - ha spiegato - lanciando false accuse contro l'Idf, contro il governo israeliano e il suo primo ministro. Lo fanno riferendosi anche a dichiarazioni di esponenti Usa, cercando di premere per le elezioni adesso, nel mezzo della guerra. E lo fanno perché sanno che le elezioni adesso fermeranno la guerra e paralizzeranno il Paese per almeno sei mesi". Netanyahu ha quindi confermato l'operazione a Rafah: "Ci vorranno alcune settimana e accadrà", ha detto.
"Nessuna pressione internazionale ci impedirà di realizzare tutti gli obiettivi della guerra: eliminare Hamas, liberare tutti i nostri ostaggi e - ha aggiunto Netanyahu - garantire che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele". "Ai nostri amici della comunità internazionale - ha insistito il premier - dico: avete la memoria così breve? Avete dimenticato così in fretta il 7 ottobre, il più terribile massacro commesso contro gli ebrei dopo l'Olocausto? Siete così pronti a negare a Israele il diritto di difendersi dai mostri di Hamas?. Invece di esercitare pressioni su Israele, che sta combattendo una guerra ingiusta, contro un nemico che non può essere più crudele, rivolgete la vostra pressione contro Hamas e il suo protettore, l'Iran. Sono loro che rappresentano un pericolo per la regione e il mondo intero"
Rientra a Cipro la nave che ha portato gli aiuti a Gaza: “Aperto un corridoio marittimo chiuso da 20 anni”
È rientrata oggi a Larnaca la nave della ong spagnola Open Arms, arrivata nei giorni scorsi a Gaza attraverso un corridoio marittimo umanitario con un carico di 200 tonnellate di aiuti umanitari organizzati da Wiorld Central Kitchen. "Si conclude così la prima missione umanitaria congiunta a Gaza con Wck, che ha sbarcato 200 tonnellate di generi alimentari di base per la popolazione del nord della Striscia. Si apre così il corridoio marittimo umanitario che è rimasto chiuso per 20 anni", ha scritto su X la ong
Hamas: “Il bilancio delle vittime a Gaza sale a 31.645 morti e 73.676 feriti”
Il bilancio delle vittime della guerra a Gaza sale a 31.645 morti: lo ha fatto sapere come tutti i giorni il ministero della Sanità della Striscia di Gaza gestita da Hamas. Solo nelle ultime 24 ore, sono state uccise 92 persone; il numero complessivo dei feriti nei 5 mesi di guerra è invece salito a 73.676
Fatah accusa Hamas per la “Nakba” in corso
Fatah - il partito di Abu Mazen – ha reagito con durezza all'attacco di Hamas accusandola di essere "separata dalla realtà" dopo aver accusato il presidente palestinese di atto "unilaterale" per aver deciso di affidare a Mohammed Mustafa l'incarico di formare il nuovo governo palestinese. "Chiunque abbia causato la rioccupazione di Gaza da parte di Israele, e causato la Nakba che il popolo palestinese sta vivendo, specialmente nella Striscia, non ha - ha spiegato Fatah - il diritto di dettare le priorità nazionali". "Sembra - ha denunciato Fatah - che la vita agiata che questa leadership vive in hotel a sette stelle l'abbia resa cieca su ciò che è giusto, chiedendosi perché la maggior parte dei leader di Hamas vivono all'estero, e perché loro e le loro famiglie sono fuggiti e hanno lasciato il popolo palestinese ad affrontare una brutale guerra di sterminio senza alcuna protezione". Fatah ha poi invitato Hamas "a porre fine alla sua politica di dipendenza dalle agende straniere"
Media: “Colpito il numero 3 di Hamas, le sue condizioni sono ignote”
Secondo diverse fonti palestinesi citate da media arabi e internazionali il vice comandante dell'ala militare di Hams, Marwan Issa, terzo funzionario più alto in grado a Gaza, sarebbe stato colpito durante i raid israeliani della scorsa settimana. Secondo Asharq Al-Awsat, citato dal sito di notizie Ynet, Issa "è stato ferito, ma il suo destino non è chiaro". È la prima volta che fonti palestinesi confermano la presenza del vice Mohammed Deif sul posto. Si ritiene che lalto comandante delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam sia una delle menti dietor alll'attaco del 7 ottobre nel sud di Israele.
Idf: “In 24 ore uccisi 18 terroristi nella Striscia di Gaza”
Le forze armate israeliane continuano le loro azioni contro Hamas nella parte centrale della Striscia di Gaza e a Khan Yunis; in particolare, secondo l'ultimo aggiornamento postato su Telegram dalle IDF, le forze aeree hanno colpito un complesso da cui era stato lanciato un missile anticarro. Nelle ultime 24 ore, scrive Idf, "circa 18 terroristi sono stati uccisi da cecchini, proiettili e fuoco aereo". A Khan Yunis sono anche state rinvenute nuove armi
Mar Rosso: droni Houti su Golfo di Adfen, attaccata una nave
I ribelli Houti avrebbero attaccato una nave domenica mattina nel Golfo di Aden. Lo riferisce il centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito. L'ultimo assalto nel Mar Rosso sarebbe avvenuto a largo della città portuale nel sud dello Yemen, sede del governo in esilio del Paese. Nella stessa area sarebbero stati lanciati ripetuti attacchi con droni e missili, interrompendo le spedizioni di energia e merci attraverso il Golfo di Aden. L'attacco non è ancora stato rivendicato.
Mar Rosso: Usa, distrutti droni Houti nell'area e nello Yemen
L'esercito statunitense ha annunciato di aver abbattuto un drone lanciato sabato dai ribelli yemeniti Houthi nel Mar Rosso, oltre a diversi altri dispositivi nello Yemen. Due droni sono stati lanciati sabato mattina dagli Houthi in direzione del Mar Rosso, una rotta marittima strategica per il commercio mondiale. Lo ha annunciato il Comando Usa per il Medio Oriente (Centcom) sul social network X.
Le forze statunitensi hanno "distrutto un drone", mentre l'altro è probabilmente precipitato in mare, ha dichiarato Centcom, aggiungendo che non sono stati segnalati danni o feriti tra le navi presenti nell'area.
Venerdì l'esercito statunitense ha annunciato di aver distrutto nove missili balistici antinave e due droni Houthi dopo che i ribelli yemeniti avevano sparato nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, senza causare "alcun danno". Sabato sera, le forze armate statunitensi, per "autodifesa", hanno anche "disarmato cinque droni navali" e un drone in aree dello Yemen controllate dai ribelli Houthi, ha aggiunto Centcom. Da novembre, gli Houthi hanno intensificato gli attacchi contro navi mercantili e talvolta militari nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, costringendo molti armatori a evitare questi passaggi essenziali per il commercio internazionale.
I ribelli, che controllano vaste aree dello Yemen e sono sostenuti dall'Iran, affermano di compiere i loro attacchi in solidarietà con i palestinesi della Striscia di Gaza, dove Israele è in guerra con Hamas dopo il sanguinoso attacco dell'esercito israeliano alla Striscia di Gaza.
Israele nomina coordinatore aiuti dopo fallimento esercito
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto ai ministri che intende nominare un nuovo coordinatore degli aiuti umanitari dopo il "fallimento" dell'esercito israeliano nel supervisionare le consegne di aiuti, come riporta il media israeliano Ynet in merito alla.
Netanyahu avrebbe creato questo ruolo in seguito alle pressioni degli Stati Uniti e della comunità internazionale.
Gli operatori umanitari affermano che l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, l'Unrwa, è l'unica organizzazione in grado di fornire assistenza umanitaria a Gaza nella misura richiesta.
Bombe uccidono 36 persone della stessa famiglia a Gaza
Nel centro della Striscia di Gaza, una famiglia aveva appena celebrato il primo venerdì del ramadan e stava preparando il pasto del mattino prima dell'inizio del digiuno quando un attacco israeliano ha ucciso 36 persone che ne facevano parte, decimandola. "Mia madre, mio padre, mia zia, i miei fratelli", ha detto il diciannovenne Mohammad al-Tabatibi mostrando i corpi allineati all'ospedale Al-Aqsa de Deir al-Balah. La casa, che si trovava nel campo di rifugiati di Nuseirat, è stata bombardata mentre tutta la famiglia di Mohammad, che veniva dal nord della Striscia, si stava preparando a consumare il "suhur". Erano ospiti di parenti dall'inizio della guerra; fra i morti ci sono anche alcuni bambini, ma non tutti i corpi sono stati recuperati. La notizia, confermata dal giovane, era stata diffusa dal ministero della Salute di Hamas. Il bombardamento che ha ucciso la famiglia è avvenuto al termine di una notte "di sangue", caratterizzata da una sessantina di attacchi aerei. Secondo l'esercito israeliano, nel mirino c'erano "diversi terroristi nascosti nel campo di Nuseirat", ma non ha confermato di aver colpito la casa della famiglia al-Tabatibi.
Media, Israele bombarda siti in Siria, un soldato ferito
Israele ha bombardato almeno due siti nella provincia siriana di Damasco, tra cui un deposito di armi. Lo riportano i media statali che hanno dichiarato che un soldato è stato ferito nell'attacco.
L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha dichiarato che "missili israeliani" hanno colpito un deposito di armi dell'esercito siriano, utilizzato anche dal movimento libanese Hezbollah, nella provincia di Damasco. Anche un altro sito vicino a un battaglione dell'esercito nella stessa zona è stato colpito.
L'agenzia di stampa statale Sana ha riportato la dichiarazione di una fonte militare secondo cui "il nemico israeliano ha effettuato un attacco aereo (...) su diversi punti nel sud", senza specificare dove. Secondo l'agenzia un soldato è stato ferito e ci sono state "perdite materiali" a causa degli attacchi.
Hezbollah, "lanciato sei attacchi con razzi contro Israele"
Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato sei attacchi contro Israele. Lo riporta Al Jazeera.
L'ultimo attacco è avvenuto in serata e ha preso di mira con razzi "soldati nemici israeliani" in un'area vicino al confine, ha scritto il gruppo armato libanese sul suo canale Telegram.
Gli altri cinque attacchi, il primo dei quali è stato lanciato prima di mezzogiorno, hanno preso di mira strutture militari e soldati israeliani utilizzando razzi e colpi di mortaio.
Wafa: "Nelle ultime ore morti almeno 80 civili, molte donne e bambini"
Sono morti almeno 80 civili, la maggior parte dei quali donne e bambini, vittime degli attacchi aerei israeliani nelle ultime ore a Gaza: almeno a sentire le fonti mediche e locali che hanno parlato all'agenzia palestinese Wafa. Per parte sua l'esercito israeliano sostiene di aver ucciso una trentina di miliziani di Hamas nella Striscia
Unicef: un bimbo su 3 a Gaza nord fortemente malnutrito
"Un bambino su 3 sotto i 2 anni di età, nel nord della Striscia di Gaza, soffre di malnutrizione acuta, un'escalation sconcertante rispetto al 15,6% di gennaio". È la denuncia di Unicef, che sottolinea come "la malnutrizione tra i bambini si sta diffondendo rapidamente e raggiungendo livelli devastanti e senza precedenti nella Striscia di Gaza a causa degli impatti di vasta portata della guerra e delle continue restrizioni sulla consegna degli aiuti". "Secondo quanto riferito, almeno 23 bambini nel nord della Striscia di Gaza sono morti di malnutrizione e disidratazione nelle ultime settimane", fa sapere l'agenzia Onu.