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Trump, sull’aborto non sostiene il divieto nazionale: “Siano i singoli Stati americani a legiferare”

Trump, sull’aborto non sostiene il divieto nazionale: “Siano i singoli Stati americani a legiferare”

Il candidato repubblicano alle presidenziali affronta in una dichiarazione video il tema cruciale della salute riproduttiva. E si dichiara orgoglioso di essere il responsabile della fine della Roe vs Wade. Delusione degli anti-abortisti: “Si è piegato al volere dei Dem”

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NEW YORK – «Sotto la mia leadership il partito repubblicano sosterrà sempre la creazione di famiglie americane forti e sane...». Donald Trump la prende un po’ alla larga, ma - dopo mesi di silenzio su uno dei temi più caldi di questa campagna elettorale, il diritto all’aborto - rompe gli indugi. E affronta la questione con un video lungo 4 minuti e venti pubblicato sul suo social Truth di buon mattino. Lo fa barcamenandosi su posizioni che scontentino meno elettori possibile: di fatto rimettendo ai singoli stati il potere decisionale, senza impegnarsi su un divieto nazionale e dicendosi a favore di eccezioni in caso di «stupro, incesto e vita in pericolo delle madri come già Ronald Reagan prima di me».

Rivendica anche di aver «fieramente terminato Roe vs Wade», la sentenza che per mezzo secolo ha garantito il diritto all’interruzione di gravidanza a livello nazionale, grazie anche al voto di tre giudici supremi nominati da lui. Li ringrazia anzi uno per averlo reso possibile. Prende però le distanze da chiunque aspiri a leggi draconiane, ricordando come l’Alabama, la cui Corte Suprema locale aveva equiparato gli embrioni a bambini, abbia corretto in corsa quella scelta che tanto aveva fatto discutere pure nelle fila dei repubblicani, approvando subito dopo una legge che tutela legalmente chi si occupa di fecondazione in vitro: «Vogliamo rendere più facile mettere su famiglia e questo include anche i trattamenti per la fertilità. Il partito repubblicano è sempre dalla parte del miracolo della vita» ha dunque sottolineato con quei toni chiesastici che ultimamente sempre più lo distinguono.

Nel video attacca invece duramente i democratici: «Sostengono l’aborto fino a 9 mesi» proclama infatti falsamente: «Avere un aborto tardivo equivale ad un’esecuzione. È inaccettabile» dice. Per poi affermare salomonicamente: «Oggi abbiamo l’aborto dove lo si vuole. Sono gli stati a determinarlo: con le leggi, col voto dei cittadini o con entrambe. Abbiamo molta diversità nel nostro paese, alcuni sono più conservatori di altri. Tutto sta nella volontà della gente». Poi strizza l’occhio a chi sostiene quella libertà di scelta personale, cruciale per molti repubblicani che mal digeriscono le ingerenze dello stato nella loro vita privata: «Tutto sta nella volontà della gente. Dovete seguire il vostro cuore, la vostra fede, fare quel che è più giusto per voi, i vostri figli, il vostro Paese».

La dichiarazione, registrata con i toni dell’ufficialità, con l’ex presidente nuovamente in corsa per la Casa Bianca in cravatta rosso-repubblicano, fra due bandiere degli Stati Uniti, arriva dopo mesi di segnali contrastanti rispetto a una questione che molti temono possa costargli le elezioni. Certo, difficile per lui prendere una posizione più netta: parte della sua base elettorale è fieramente anti-abortista e avrebbe gradito affermazioni ben più dure e promesse restrittive. Per i democratici, tutto sommato è un sollievo. Potranno continuare ad associarlo alle regole di stati dove l’aborto è stato fortemente limitato.

Ma forse almeno qualcuno all’interno del partito repubblicano si sentirà più rassicurato dalle sue parole sulla libera scelta e finirà per votarlo. «Abbiamo il compito di salvare una nazione in declino che ha bisogno di aiuto e del lavoro di tutti. Prometto che lo faremo» conclude d’altronde Trump con un insolito appello alla collaborazione, rivolto pure a indipendenti e dem. «Dobbiamo vincere, dobbiamo portare la nazione fuori dal baratro in cui è caduta» insiste. Quasi implorando i suoi elettori più intransigenti, ben sapendo che i cattivi risultati alle elezioni di Midterm del 2022 sono dipesi anche dall’eccessiva retorica anti-abortista.

I fanatici pro-life non l’hanno presa bene. Poco dopo la diffusione del video, uno dei più importanti gruppi anti-aborto d’America lo ha accusato di «essersi piegato al volere dei democratici. Siamo profondamente delusi» come ha detto Marjorie Dannenfelser, presidente di Susan B. Anthony Pro-Life America. Non per questo lo abbandonerà. L'organizzazione ha infatti pure ribadito il suo impegno a «sconfiggere Biden» e i dem al Congresso sostenendo appunto il repubblicano.

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