MOSCA - La Cecenia rinuncia alla musica pop in nome della tradizione. Il Ministero della Cultura regionale ha deciso di introdurre restrizioni alla musica suonata in pubblico, in modo che il ritmo si conformi alla mentalità della popolazione locale. Tutte le opere musicali, vocali e coreografiche dovranno avere un tempo compreso tra gli 80 e i 116 battiti al minuto. Gli artisti hanno tempo fino al primo giugno per adattare i loro brani, pena il divieto di eseguirli in pubblico.
Nel mirino del governo di Groznij c’è gran parte della musica occidentale. "Prendere in prestito la cultura musicale da altri popoli è inammissibile", ha affermato il ministro della Cultura regionale, Musa Dadaev. Il governo vuole invece …
MOSCA - La Cecenia rinuncia alla musica pop in nome della tradizione. Il Ministero della Cultura regionale ha deciso di introdurre restrizioni alla musica suonata in pubblico, in modo che il ritmo si conformi alla mentalità della popolazione locale. Tutte le opere musicali, vocali e coreografiche dovranno avere un tempo compreso tra gli 80 e i 116 battiti al minuto. Gli artisti hanno tempo fino al primo giugno per adattare i loro brani, pena il divieto di eseguirli in pubblico.
Nel mirino del governo di Groznij c’è gran parte della musica occidentale. "Prendere in prestito la cultura musicale da altri popoli è inammissibile", ha affermato il ministro della Cultura regionale, Musa Dadaev. Il governo vuole invece tramandare il più possibile i valori tradizionali ceceni “che comprendono l'intero spettro dello standard di vita”.
Nel 2019, l’allora ministro della Cultura Khozh-Baudi Daaev lanciò una prima campagna di controllo dei cantanti amatoriali sui social network, che si concluse con il fermo di qualche artista indipendente e la consueta “conversazione educativa” dei malcapitati con le autorità. Il tema è stato poi rilanciato a marzo di quest’anno dal figlio del governatore e ministro della Gioventù, Akhmad Kadyrov.
Per i nuovi standard imposti gran parte della musica pop moderna è troppo veloce, perché varia tra i 100 e i 130 battiti per minuto. Lo stesso vale per i generi trance, rave, dubstep e techno. L’hip hop rientra per poco nei nuovi parametri. Risultano troppo lenti, invece, samba, rumba e valzer.
Per fare qualche esempio concreto, potrebbe trovarsi in violazione delle norme chiunque decida di suonare "Bad Romance" di Lady Gaga, o “Love Story” di Taylor Swift. Così anche i nostalgici della disco anni ’70 dovranno rinunciare a “Tragedy" dei Bee Gees. Non va meglio per gli amanti del reggae classico: la celebre “Jammin” di Bob Marley, con i suoi soli 70 battiti per minuto risulta troppo lenta per rispettare i parametri.
Le restrizioni non risparmiano neanche le hit nazionali, come il brano di successo in lingua tatara “Piyala” e molti pezzi classici delle band anni ’90. Rischia di finire sotto censura oltre metà della discografia dei Kino, il gruppo rock sovietico divenuto emblema del cambiamento. In occidente è stato reso celebre dal film “Summer”, che ruota proprio intorno al tema della censura.
Anche il brano patriottico "Den Pobedy" interpretato nel 1975 da Lev Leshchenko, con i suoi 126 battiti per minuto risulta troppo veloce. L’inno della Federazione Russa risulta invece troppo lento: soli 76 battiti. Ai cittadini ceceni resterà almeno “Stayin’ Alive”, che con 103 bpm rientra pienamente nei parametri.