Norvegia, quando a reclamare la parità di genere sono gli uomini: “Quelli di noi di successo sono solo una minoranza”
di Eva PedersenIn Norvegia, lo stipendio medio delle donne continua a essere più basso di quello degli uomini; sono le donne a svolgere spesso lavori part-time e dedicare più tempo al lavoro domestico e sono sempre loro le meno rappresentate ai vertici delle aziende private. Ma le statistiche nascondono una enorme differenza tra i maschi: da un lato quelli di successo, dall’altro tutti gli altri. Tanto che il governo nel 2022 ha formato una commissione ad hoc per studiare il fenomeno e capire quali possano essere gli interventi pubblici per aiutare gli uomini che restano ai margini in uno dei paesi con le politiche per l’uguaglianza di genere tra le più avanzate al mondo. I risultati di questo lavoro sono attesi entro fine mese.
“Anche se nel 10 per cento dei norvegesi con più successo economico ci sono maggiormente uomini, noi uomini non siamo tutti uguali”, dice Claus Jervell, presidente del Consiglio maschile (“Mannsutvalget” in norvegese), instaurato nel 2022 dall’allora ministra della Cultura …
In Norvegia, lo stipendio medio delle donne continua a essere più basso di quello degli uomini; sono le donne a svolgere spesso lavori part-time e dedicare più tempo al lavoro domestico e sono sempre loro le meno rappresentate ai vertici delle aziende private. Ma le statistiche nascondono una enorme differenza tra i maschi: da un lato quelli di successo, dall’altro tutti gli altri. Tanto che il governo nel 2022 ha formato una commissione ad hoc per studiare il fenomeno e capire quali possano essere gli interventi pubblici per aiutare gli uomini che restano ai margini in uno dei paesi con le politiche per l’uguaglianza di genere tra le più avanzate al mondo. I risultati di questo lavoro sono attesi entro fine mese.
“Anche se nel 10 per cento dei norvegesi con più successo economico ci sono maggiormente uomini, noi uomini non siamo tutti uguali”, dice Claus Jervell, presidente del Consiglio maschile (“Mannsutvalget” in norvegese), instaurato nel 2022 dall’allora ministra della Cultura Anette Trettebergstuen. Secondo Jervell gli uomini occupano in maggioranza gli strati più alti, ma anche quelli più bassi della società norvegese.
“Le donne non sono più intelligenti”
“La società norvegese negli ultimi decenni è molto cambiata. Prima c’era una grande maggioranza di uomini nelle università e nei ruoli prestigiosi, come quelli di medico o di avvocato, ora il 60 per cento dei dottorandi norvegesi sono donne e in molti settori che prima erano dominati da uomini le donne norvegesi sono ormai in maggioranza”, spiega Jervell. “Questo non significa parità di genere, le donne non sono necessariamente più intelligenti degli uomini,” sottolinea.
Negli ultimi due anni il Consiglio ha lavorato per stabilire dove, quando e perché gli uomini norvegesi sono in svantaggio rispetto alle donne e per suggerire interventi pubblici che possano sostenere una reale parità di genere nel Paese nordico.
Incidenti sul lavoro e suicidi: gli uomini più colpiti
Il bisogno di interventi in favore degli uomini per Jervell non è dovuto soltanto al vedersi sorpassare nei ruoli di prestigio: sono tanti i segnali che denunciano un problema. Il presidente del Consiglio maschile ricorda che sono molti più gli uomini delle donne a morire a causa di incidenti sul lavoro; il tasso di suicidio è più alto fra gli uomini, in particolar modo fra i giovani, e sono sempre gli uomini è essere in numero maggiore sia fra le vittime che fra gli autori di violenze. Inoltre è più alto il numero di uomini che perdono la vita a causa di malattie croniche non trasmissibili rispetto alle donne, e questo perché aspettano più tempo per rivolgersi ai medici. Infine sono più uomini che donne ad avere problemi di dipendenza da alcol e droghe, ma meno uomini che donne ricevono trattamenti per la salute mentale.
I problemi in ambito scolastico
“Bisogna valutare questi dati e affrontare i problemi prendendo in considerazione i bisogni di entrambi i generi”, dice Jervell, sottolineando anche la necessità di lavorare per prevenire la violenza nei rapporti.
Tanti degli interventi richiesti dal consiglio sono nell’ambito scolastico, dove, secondo Jervell, i ragazzi partono già svantaggiati. “Spesso le ragazze sono più mature degli compagni maschi e si adattano meglio alle richieste della scuola, per esempio sono più disciplinate”, spiega Jervell. Di conseguenza, secondo il consiglio, i risultati degli alunni maschi sono in media più bassi di quelli delle ragazze e le statistiche parlano di un tasso maggiore di abbandono scolastico tra i ragazzi.
“Tra le proposte valutate c’è quella di permettere di scegliere quando iniziare il percorso scolastico in base al livello di maturità di ogni alunno”, dice Jervell, che vorrebbe anche una scuola meno teorica, con più compiti pratici.
Un dibattito acceso
Le attività del Consiglio maschile sono coincise con un dibattito sempre più acceso sulla parità di genere nella società norvegese. Soprattutto sui social sono tanti gli uomini a ritenere di star pagando il prezzo per una lotta femminista che avrebbe creato una società nella quale i bisogni maschili non vengono accolti. E tra gli uomini ci sono differenti posizioni a seconda delle generazioni, con i giovani meno favorevoli alle richieste delle organizzazioni femministe rispetto ai propri nonni.
Jervell sottolinea che proprio i risultati di tanti anni di interventi in sostegno delle donne dimostrano che le politiche portate avanti con criterio possano contribuire a sostenere altri gruppi svantaggiati.
“Il fatto che ci sia un Consiglio maschile non vuol dire che non ci sia più bisogno di lottare per i diritti delle donne, anzi in molti contesti questi non sono ancora garantiti”, conclude Jervell definendosi soddisfatto dalla maggiore attenzione ai problemi dei maschi ma allarmato dalla crescente polarizzazione del tema.