Perché l'Iran ha attaccato Israele
a cura di Giuspietro Di NicolaLa decisione dell'Iran di lanciare un ampio attacco (con poche conseguenze effettive) arriva a 13 giorni dall'attacco sferrato da Gerusalemme contro un edificio governativo iraniano a Damasco, in Siria. In quell'attacco sono morti almeno 8 uomini dell'apparato iraniano, tra cui un importante comandante delle Guardie Rivoluzionarie, Mohammad Reza Zahedi.
Un attacco preciso, in quel quartiere di Mezzeh che è sede di diversi uffici stranieri e ambasciate, e fra esse della più importante di tutte: la rappresentanza diplomatica dell’Iran, il Paese che con il suo intervento militare ha consentito a Bashar al Assad di restare alla guida della Siria nel momento in cui la rivoluzione popolare e la conseguente guerra civile sembravano destinate a cacciarlo.
La decisione dell'Iran di lanciare un ampio attacco (con poche conseguenze effettive) arriva a 13 giorni dall'attacco sferrato da Gerusalemme contro un edificio governativo iraniano a Damasco, in Siria. In quell'attacco sono morti almeno 8 uomini dell'apparato iraniano, tra cui un importante comandante delle Guardie Rivoluzionarie, Mohammad Reza Zahedi.
Un attacco preciso, in quel quartiere di Mezzeh che è sede di diversi uffici stranieri e ambasciate, e fra esse della più importante di tutte: la rappresentanza diplomatica dell’Iran, il Paese che con il suo intervento militare ha consentito a Bashar al Assad di restare alla guida della Siria nel momento in cui la rivoluzione popolare e la conseguente guerra civile sembravano destinate a cacciarlo.
Dopo l'attacco, nelle dichiarazioni pubbliche i leader iraniani avevano promesso una risposta dura. Il «regime sionista sarà punito per mano dei nostri coraggiosi uomini», aveva avvertito la Guida Ali Khamenei, che finora però non aveva voluto reagire alla serie di omicidi di figure militari iraniane di alto profilo che sono avvenuti in Siria per mano israeliana. Gli iraniani non vogliono una guerra regionale e anche negli ultimi giorni il timore di una escalation è stata al centro degli sforzi diplomatici, con gli Stati Uniti al centro di un tentativo di frenare la risposta iraniana. Tanto che oggi Biden ha chiamato Netanyahu con un fermo invito alla calma: “Non reagire, convoco G7 per una risposta diplomatica unitaria”.
Mezzo secolo di conflitto Israele - Iran in breve
La storia del conflitto tra Iran e Israele è lunga quasi mezzo secolo. Comincia con la rivoluzione khomeinista contro lo Scià di Persia e arriva fino alla guerra, surrogata o diretta, di questi giorni. Non è sempre stato così: in precedenza, le relazioni fra Teheran e Gerusalemme erano buone, ma si sono guastate con la svolta radicale islamica.
Nel 1947 l‘Iran è uno dei Paesi che votano contro la risoluzione approvata dall’Onu per la partizione della Palestina britannica in due Stati, uno per gli ebrei e uno per gli arabi, ma solo perché lo Scià Reza Pahlavi ritiene che avrebbe portato a una escalation della violenza. L’anno seguente, tuttavia, l’Iran è il secondo Paese a maggioranza musulmana, dopo la Turchia, a riconoscere lo Stato ebraico.
La rivoluzione islamica in Iran
Con la rivoluzione del 1979 che rovescia lo Scià e l’avvento al potere dell’ayatollah Khomeini, l’Iran rompe tutte le relazioni con Israele, vietando i viaggi in quella che definisce “la Palestina occupata”. Il nome di Israele non viene più pronunciato, sostituito nei media iraniani da “entità sionista” o “piccolo Satana” (gli Stati Uniti sono il “Grande Satana”).