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La versione di Trump: “Nuove violenze se non dovessi vincere? Dipende”

(afp)

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In una lunga intervista al settimanale Time, il candidato repubblicano torna a evocare la storia del “voto rubato”. E promette di dare la grazia agli assalitori di Capitol Hill
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NEW YORK - Donald Trump non ha escluso nuove violenze nel caso dovesse perdere un’altra volta alle presidenziali di novembre. “Io non penso che avremo violenze - ha dichiarato in un’intervista al magazine Time - Se io non vincerò, lo sapete, dipende. Dipende sempre dalla correttezza di un’elezione”. La conversazione, avvenuta in due sessioni a inizio aprile, ha toccato anche altri argomenti delicati, come l’aborto e la leadership del premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Parlando dal suo resort di Mar-a-Lago, in Florida, Trump ha prima minimizzato il rischio di scontri, come avvenne il 6 gennaio del 2021 a Washington, quando centinaia di suoi sostenitori assaltarono il Congresso nel tentativo di bloccare la proclamazione a presidente del suo avversario, Joe Biden. “Io - ha spiegato - penso che avremo una grande vittoria. E penso che non ci saranno violenze”. Ma pressato dal magazine, più tardi, nel corso di una telefonata Trump è apparso meno conciliante, rilanciando le accuse di br…

NEW YORK - Donald Trump non ha escluso nuove violenze nel caso dovesse perdere un’altra volta alle presidenziali di novembre. “Io non penso che avremo violenze - ha dichiarato in un’intervista al magazine Time - Se io non vincerò, lo sapete, dipende. Dipende sempre dalla correttezza di un’elezione”. La conversazione, avvenuta in due sessioni a inizio aprile, ha toccato anche altri argomenti delicati, come l’aborto e la leadership del premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Parlando dal suo resort di Mar-a-Lago, in Florida, Trump ha prima minimizzato il rischio di scontri, come avvenne il 6 gennaio del 2021 a Washington, quando centinaia di suoi sostenitori assaltarono il Congresso nel tentativo di bloccare la proclamazione a presidente del suo avversario, Joe Biden. “Io - ha spiegato - penso che avremo una grande vittoria. E penso che non ci saranno violenze”. Ma pressato dal magazine, più tardi, nel corso di una telefonata Trump è apparso meno conciliante, rilanciando le accuse di brogli che avevano infiammato il dopo elezioni di quattro anni fa. “Non credo - ha attaccato - che saranno in grado di fare le cose che hanno fatto l’altra volta”.

L’ex presidente non ha mai accettato il risultato del 2020 né di qualsiasi altra elezione che non lo avesse visto vincere. Nel 2016 aveva accusato il senatore Repubblicano Ted Cruz di frode e chiesto la ripetizione del voto, dopo la sconfitta del tycoon ai caucus dell’Iowa, le assemblee degli iscritti. Ottenuta poi la nomination, davanti alla sfidante di allora Hillary Clinton Trump si era rifiutato di promettere che avrebbe accettato il risultato delle elezioni. Lo stesso ha fatto nel 2020 e quest’anno.

Il tycoon ha poi ribadito che, in caso di vittoria, da presidente grazierà tutti coloro che parteciparono all’assalto al Congresso e sono stati condannati. “Prenderà in considerazione il perdono?”, gli hanno chiesto. “Sì, lo farò”. “Lo farà?”. “Sì, assolutamente”.

Sul tema dell’immigrazione, poi, è stato netto, promettendo il ricorso alla Guardia nazionale per deportare i clandestini (“non sono civili, sono persone entrate illegalmente nel nostro Paese”). Sul tema dell’aborto, invece, Trump si è rifiutato di dire se lo vieterebbe a livello federale. Alla domanda se si sentisse a suo agio all’idea che gli Stati puniscano le donne che si sottopongono all’aborto là dove è vietato, il tycoon non ha fornito una risposta netta. “Non devo sentirmi a mio agio o non a mio agio - ha commentato - decidono gli Stati. Gli Stati devono sentirsi a loro agio o a disagio, non io”.

Riguardo la crisi in Medio Oriente, l’ex presidente ha evitato di esprimere un parere sull’ipotesi che il premier israeliano Netanyahu venga sostituito, mentre ha detto “sarà molto, molto dura” raggiungere la soluzione ‘due popoli due Stati’ tra Israele e la Palestina. “C’è stato un momento - ha aggiunto - in cui pensavo che il ‘due Stati’ potesse funzionare, quattro anni fa quell’idea piaceva a molta gente - ha dichiarato -. Oggi sono molte di meno”. Trump non ha però parlato di una strategia alternativa per risolvere la crisi.

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