Xi Jinping arriva a Parigi. Macron chiederà aiuto per una “tregua olimpica”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – "Dobbiamo sfruttare la tregua olimpica per inviare un messaggio al mondo”, dice Emmanuel Macron tornando a evocare la proposta di una pausa nei conflitti in occasione dei Giochi che si svolgeranno a Parigi a partire dal 26 luglio. Il leader francese, intervistato da La Tribune Dimanche, spiega che la proposta francese riguarderà anche una possibile tregua in Ucraina. “E' uno dei temi di cui discuterò con il Presidente cinese”.
Macron vuole sfruttare insomma una diplomazia dello sport, cogliendo l'occasione del grande evento internazionale che si svolgerà a Parigi. “Questi Giochi – sottolinea - ci permetteranno di tenere un vertice internazionale ventiquattro ore prima dell'apertura per promuovere un'agenda che corrisponde ai nostri obiettivi iniziali, ma per me la tregua olimpica è il messaggio principale. Cercheremo di ottenerla per tutti i teatri di conflitto”.
Macron rilancia l'idea a poche ore dall'arrivo di Xi Jinping a Parigi. Una visita di tre giorni, per celebra…
PARIGI – "Dobbiamo sfruttare la tregua olimpica per inviare un messaggio al mondo”, dice Emmanuel Macron tornando a evocare la proposta di una pausa nei conflitti in occasione dei Giochi che si svolgeranno a Parigi a partire dal 26 luglio. Il leader francese, intervistato da La Tribune Dimanche, spiega che la proposta francese riguarderà anche una possibile tregua in Ucraina. “E' uno dei temi di cui discuterò con il Presidente cinese”.
Macron vuole sfruttare insomma una diplomazia dello sport, cogliendo l'occasione del grande evento internazionale che si svolgerà a Parigi. “Questi Giochi – sottolinea - ci permetteranno di tenere un vertice internazionale ventiquattro ore prima dell'apertura per promuovere un'agenda che corrisponde ai nostri obiettivi iniziali, ma per me la tregua olimpica è il messaggio principale. Cercheremo di ottenerla per tutti i teatri di conflitto”.
Macron rilancia l'idea a poche ore dall'arrivo di Xi Jinping a Parigi. Una visita di tre giorni, per celebrare i sessant'anni delle relazioni diplomatiche tra Francia e Cina. Il leader francese è stato il primo nell'Ue ad aver ipotizzato l'invio di truppe occidentali in Ucraina, concetto ribadito anche nell'intervista all'Economist uscita qualche giorno fa. Al tempo stesso però Macron non rinuncia a giocare la carta diplomatica. La Francia, ha fatto sapere l'Eliseo, solleciterà Xi a usare la sua influenza su Vladimir Putin. “Oggi non è nell'interesse della Cina avere una Russia che destabilizza l'ordine internazionale. Dobbiamo quindi lavorare con la Cina per costruire la pace”, sottolinea Macron. Nel momento in cui la Nato è costretta a ipotizzare anche un intervento diretto nel conflitto se verranno superate alcune linee rosse, il leader francese - spiegano all'Eliseo - vuole chiedere alla Cina di “usare le leve che ha su Mosca per cambiare i calcoli della Russia e contribuire a risolvere questo conflitto”.
Il presidente cinese atterrerà oggi a Parigi, prima di fare altre tappe in Serbia e Ungheria. Per la Francia la questione numero nei colloqui con Xi sarà la guerra in Ucraina. L'anno scorso, durante un viaggio in Cina, Macron aveva invitato il presidente cinese a “far rinsavire la Russia”. Poco dopo, Xi aveva chiamato Volodymyr Zelensky per la prima volta dall'inizio del conflitto, e aveva presentato un piano di pace, rapidamente sepolto. Gli europei ora sperano che il presidente cinese possa mediare con Putin, atteso a Pechino a metà maggio. Macron vuole rappresentare con il presidente cinese la voce dell'Ue, più preoccupata che mai per la guerra in corso sul continente.
Lunedì arriverà anche la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, per un trilaterale con Xi, mentre il cancelliere tedesco Olaf Scholz – che è stato in Cina a metà aprile – non potrà essere presente. Difficile che la Cina si distanzi da Mosca o che si unisca agli Stati Uniti e all'Europa nell'imporre sanzioni economiche alla Russia, ma Pechino rimane “l'unico attore internazionale con sufficiente influenza” su Mosca, confida una fonte diplomatica francese.
L'incontro con Xi è preceduto da tensioni su molti dossier, in particolari commerciali, anche se Macron ha fatto di tutto per mettere a suo agio il presidente cinese. Nell'agenda della visita di Stato, è prevista anche una gita dei due leader nei Pirenei, nelle montagne tanto amate dal capo di Stato francese. Un tema che probabilmente renderà il dialogo teso è quello delle indagini europee sulle pratiche commerciali cinesi in vari settori: automobili, ferrovie, pannelli solari, energia eolica e dispositivi medici. Pechino accusa l'Europa di “protezionismo” e intende farlo capire a Macron, accusato di aver spinto per l'indagine della Commissione sui veicoli elettrici cinesi. In risposta, il regime di Pechino ha avviato un'indagine su brandy e cognac che penalizza molto i produttori francesi.
"Che si tratti di clima o di sicurezza, abbiamo bisogno dei cinesi", sottolinea Macron nell'intervista pubblicata oggi dal domenicale. “Il ruolo della Francia e dell'Europa è quello di essere la potenza equilibratrice che permette alla Cina di essere nuovamente coinvolta nelle discussioni internazionali su questi grandi temi. Ho cercato di farlo anche sulle grandi questioni di sicurezza, dalla lotta alla proliferazione nucleare in Corea del Nord e Iran alla ricerca di una pace duratura in Ucraina”. Sul fronte economico, prosegue il leader francese, l'obiettivo è “ottenere reciprocità negli scambi commerciali”. Macron riconosce che “in Europa non c'è unanimità su questo tema. Alcuni vedono ancora la Cina essenzialmente come un mercato di sbocco” ma, continua il capo di Stato, è necessario un “aggiornamento” alla luce della realtà. “La Cina è diventata sovraccarica in molti settori ed esporta massicciamente in Europa”.
Il presidente cinese proseguirà il suo viaggio europeo da mercoledì a venerdì in Ungheria e Serbia, due Paesi con legami forti sia con Pechino e Mosca. La visita in Serbia coincide con il 25esimo anniversario del bombardamento dell'ambasciata cinese a Belgrado da parte della Nato nel 1999. La commemorazione non è casuale e potrebbe essere l'occasione per ribadire il punto di vista di Mosca e Pechino, ovvero che la Nato sia “una minaccia per la sicurezza internazionale". Uno dei tanti dettagli che fanno capire quanto sia in salita il dialogo tra Macron e Xi delle prossime ore.