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“La minaccia di Putin è una mossa pericolosa”. E Macron spinge Xi sulla tregua olimpica

(afp)
La minaccia atomica cala sui due leader riuniti a Parigi: “Serve il cessate il fuoco”
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PARIGI — La lunga berlina nera del presidente cinese entra nell’Eliseo seguita a vista da un cecchino sul tetto e misure di sicurezza eccezionali nel palazzo presidenziale. Xi Jinping è venuto per una visita che dovrebbe suggellare l’amicizia sino-francese ma, nonostante il tappeto rosso e la cena d’onore in serata, la tensione è palpabile. E Vladimir Putin non ha fatto nulla per facilitare l’incontro con Emmanuel Macron. Nelle ore in cui Xi è a Parigi, l’Occidente è di nuovo in allerta per le esercitazioni nucleari tattiche che Mosca giustifica in risposta alle dichiarazioni sul possibile invio di truppe in Ucraina. Un chiaro riferimento a Macron, il primo ad aver parlato di questa ipotesi, come ha sottolineato il ministero degli Esteri russo convocando l’ambasciatore francese. Da Parigi arriva invece la denuncia di una nuova campagna di disinformazione di Mosca per sostenere che i soldati francesi sono stati già dispiegati in Ucraina.

Eppure il leader francese non demorde e tent…

PARIGI — La lunga berlina nera del presidente cinese entra nell’Eliseo seguita a vista da un cecchino sul tetto e misure di sicurezza eccezionali nel palazzo presidenziale. Xi Jinping è venuto per una visita che dovrebbe suggellare l’amicizia sino-francese ma, nonostante il tappeto rosso e la cena d’onore in serata, la tensione è palpabile. E Vladimir Putin non ha fatto nulla per facilitare l’incontro con Emmanuel Macron. Nelle ore in cui Xi è a Parigi, l’Occidente è di nuovo in allerta per le esercitazioni nucleari tattiche che Mosca giustifica in risposta alle dichiarazioni sul possibile invio di truppe in Ucraina. Un chiaro riferimento a Macron, il primo ad aver parlato di questa ipotesi, come ha sottolineato il ministero degli Esteri russo convocando l’ambasciatore francese. Da Parigi arriva invece la denuncia di una nuova campagna di disinformazione di Mosca per sostenere che i soldati francesi sono stati già dispiegati in Ucraina.

Eppure il leader francese non demorde e tenta in ogni modo di sfruttare il filo del dialogo con il presidente cinese, «l’unico interlocutore che può parlare con il Cremlino», come ripetono all’Eliseo. L’unico, forse, che potrebbe evitare un’escalation che mai come adesso sembra possibile. Macron incassa due primi risultati. Nelle dichiarazioni molto caute del leader di Pechino, c’è un primo impegno a caldeggiare l’idea di una «tregua olimpica» in occasione dei Giochi che si inaugurano nella Ville Lumière dal 26 luglio. La Cina, ha detto Xi, si unisce agli appelli per «un rapido cessate il fuoco» e vuole «creare le condizioni per colloqui di pace» paritari tra Russia e Ucraina. Un modo di bocciare la conferenza di pace organizzata a giugno in Svizzera a cui Mosca ha già detto di non voler partecipare. Macron ha spinto Xi a inviare almeno una delegazione cinese ma ieri non ha ottenuto risposte positive.

L’altro risultato diplomatico che il leader francese rivendica nel suo discorso davanti ai giornalisti è aver ottenuto rassicurazioni da Pechino per «astenersi dal vendere armi» a Mosca e «controllare rigorosamente l’esportazione di beni a doppio uso» che potrebbero essere utilizzati per scopi militari. Il leader cinese avrebbe promesso un suo impegno in merito, anche se non ha voluto confermarlo nelle sue dichiarazioni alla stampa, subito dopo quelle di Macron. Xi invece ha alzato il tono per sottolineare che la Cina «si oppone all’utilizzo della crisi in Ucraina per colpire un Paese terzo, spingendo per una nuova Guerra Fredda».

Le timide aperture fatte dal leader cinese, alla vigilia di un’altra giornata che passerà in tête à tête con Macron in una gita nei Pirenei, non sono sufficienti a sedare i timori che si levano davanti alle nuove provocazioni di Mosca. «La retorica nucleare della Russia è pericolosa e irresponsabile», commenta una portavoce della Nato. Dello stesso tenore il commento che viene dal Pentagono: «Retorica irresponsabile». Che sia solo retorica è ancora una speranza. «Contiamo sulla Cina affinché usi tutta la sua influenza sulla Russia per fermare la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina», commenta Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione Ue invitata a un trilaterale all’Eliseo. «Il presidente Xi - sostiene - ha giocato un importante ruolo nella de-escalation delle irresponsabili minacce nucleari russe e sono fiduciosa che continuerà a farlo».

Secondo una fonte diplomatica francese, l’idea di una “tregua olimpica” potrebbe servire, per quanto riguarda l’Ucraina, ad avviare un processo più politico, anche se le richieste occidentali (ritiro della Russia e rispetto dell’integrità territoriale ucraina) rimarranno invariate. Xi presto accoglierà in Cina Putin, di cui rimane il principale alleato. Macron ha auspicato un «momento di coordinamento» che permetta di «identificare se c’è o meno la volontà di andare verso la pace duratura» che Parigi e Pechino chiedono. Come minimo, la Francia vuole assicurarsi che la Cina, principale alleato di Mosca, non dia un chiaro sostegno al suo sforzo bellico in corso contro Kiev. Ma il viaggio europeo del leader cinese mostra che continuerà a giocare su un doppio tavolo, dopo Parigi visiterà la Serbia e l’Ungheria, due paesi rimasti vicini a Mosca.

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