Tra commozione e polemiche, Israele celebra il giorno dell’Indipendenza omaggiando gli eroi del 7 ottobre
di Rossella TercatinGERUSALEMME – Il 7 ottobre 2023, Tamar Shlezinger era in servizio in uno dei centri di assistenza telefonica e psicologica di United Hatzalah, uno delle organizzazioni di pronto intervento che operano in Israele. È stata lei a ricevere la telefonata di Michael, nove anni. Lui e la sorella Amalia, sette anni, erano nascosti in un armadio della loro casa nel Kibbutz Kfar Aza, dopo aver visto i terroristi di Hamas ammazzare la mamma e il papà. Shlezinger è rimasta al telefono con Michael e Amalia per dodici ore, rassicurandoli, guidandoli, fino al momento in cui le forze israeliane non sono arrivate a salvarli. La volontaria è stata una delle rappresentanti dei gruppi di pronto soccorso che ha acceso una delle dodici fiaccole per celebrare il 76° anniversario dalla fondazione dello Stato di Israele ieri sera.
Il Giorno dell’Indipendenza (Yom Haatzmaut in ebraico) è tradizionalmente una giornata di grande festa, che vede fuochi d’artificio, concerti e parate in tutto il Paese. E tutta…
GERUSALEMME – Il 7 ottobre 2023, Tamar Shlezinger era in servizio in uno dei centri di assistenza telefonica e psicologica di United Hatzalah, uno delle organizzazioni di pronto intervento che operano in Israele. È stata lei a ricevere la telefonata di Michael, nove anni. Lui e la sorella Amalia, sette anni, erano nascosti in un armadio della loro casa nel Kibbutz Kfar Aza, dopo aver visto i terroristi di Hamas ammazzare la mamma e il papà. Shlezinger è rimasta al telefono con Michael e Amalia per dodici ore, rassicurandoli, guidandoli, fino al momento in cui le forze israeliane non sono arrivate a salvarli. La volontaria è stata una delle rappresentanti dei gruppi di pronto soccorso che ha acceso una delle dodici fiaccole per celebrare il 76° anniversario dalla fondazione dello Stato di Israele ieri sera.
Il Giorno dell’Indipendenza (Yom Haatzmaut in ebraico) è tradizionalmente una giornata di grande festa, che vede fuochi d’artificio, concerti e parate in tutto il Paese. E tuttavia, a soli sette mesi dal 7 ottobre, il giorno in cui si è registrato il peggior massacro della storia dello Stato, con il Paese in guerra e ancora oltre 130 ostaggi nelle mani di Hamas a Gaza, Israele ha festeggiato in tono minore.
Gli eroi del 7 ottobre
La consueta cerimonia di accensione delle dodici fiaccole al Monte Herzl è stata preregistrata – una scelta delle autorità per evitare casi di contestazioni contro il governo e i ministri, come effettivamente avvenuto per il Giorno del ricordo dei soldati caduti e delle vittime del terrorismo (che cade nelle 24 ore precedenti a quello dell’Indipendenza). Come da tradizione, ad accendere le dodici fiaccole sono individui che si sono distinti durante l’anno per il loro comportamento esemplare. Per questa edizione, la scelta è stata quella di rendere omaggio all’eroismo o alla resilienza nell’Israele post-7 ottobre.
Insieme a Shlezinger, ad accendere la fiaccola è stata anche Oshrit Hadad, paramedico del Magen David Adom, che è stata tra coloro che hanno improvvisato un ospedale da campo nelle vicinanze delle zone dove si combatteva, curando decine di feriti a rischio della propria vita.
Un’altra delle fiaccole commemorative è stata accesa dai rappresentanti delle forze di sicurezza, esercito, polizia e servizi segreti. Tra loro, il comandante dell'Idf Shavit Ben Moshe. Il 7 ottobre, Ben Moshe ha saputo che il fratello, un comandante delle forze speciali, era stato ucciso nella battaglia contro i terroristi, e nonostante questo ha scelto di rimanere e combattere. Insieme a lui, tra gli altri anche G., una donna ufficiale del Mossad impegnata nella lotta per sventare la minaccia iraniana.
Barak Shalom, comandante della squadra di pronto intervento del Kibbutz Alumim, ha tenuto fronte all’assalto dei terroristi nonostante la significativa inferiorità numerica e di armamenti. “Accendo questa fiaccola in memoria di chi è stato ucciso, in omaggio a chi ha combattuto e anche ai nostri cari, che sono rimasti a casa da soli mentre noi eravamo impegnati nella nostra missione,” ha sottolineato.
La fiaccola degli influencer
Le autorità hanno scelto di onorare anche alcuni influencer che dal 7 ottobre si impegnano a difendere le ragioni di Israele sui social media. Tra loro Yoseph Haddad, un ragazzo arabo israeliano di Nazaret. “Accendo questa fiaccola per onorare la coesistenza israeliana, che è la vera storia di questo nostro amato Paese”, ha detto. “Tutte le bugie del mondo non riusciranno a nascondere la meraviglia che abbiamo creato qui, tutti insieme, ebrei e arabi, religiosi e laici, israeliani. Io sono fiero di essere arabo e fiero di essere israeliano”.
Un messaggio simile a quello espresso da un altro tra coloro che sono stati invitati ad accendere la fiaccole, Youssef Elziadna, un autista beduino di Rahat che ha salvato 30 persone dal Festival Nova, mentre un suo familiare è stato ucciso e quattro rapiti. A partecipare alla cerimonia è stato anche il più anziano membro dell’esercito ancora in servizio, il novantacinquenne Ezra Yachin, che ha partecipato all’accensione della fiaccola dedicata alla “vittoria dello spirito”.
A 15 anni, Yachin si era arruolato in una delle formazioni paramilitari che operavano prima della fondazione di Israele. Nel 1948, era rimasto ferito nella Guerra di Indipendenza. Dopo il 7 ottobre, Yachin ha chiesto di riprendere il servizio per incoraggiare i soldati al fronte. Mentre l’ultima fiaccola è stata accesa senza alcun accompagnamento, a rappresentare il dramma degli ostaggi, che continua a lacerare la società israeliana.
La protesta delle famiglie degli ostaggi
La maggior parte delle famiglie di coloro che ancora si trovano prigionieri a Gaza hanno scelto di non prendere in alcun modo parte alle celebrazioni ufficiali, organizzando un evento alternativo nella città di Benyamina, con messaggi ferocemente critici verso il governo, per ricordare come a parer loro non ci possa essere indipendenza per Israele senza il ritorno dei loro cari. Un messaggio ribadito anche dalla coreografia della serata: iniziata con 12 fiaccole accese, che sono state, una dopo l’altra spente.