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Le ore in chat, i chilometri a piedi, le rose rosse: storia di Qusay e Maria, ventenni innamorati a Gaza

Il tè di Qusay e Maria 
La testimonianza di Rita Baroud, 21enne della Striscia, che racconta come due suoi coetanei si siano innamorati prima del 7 ottobre per poi vivere la relazioni tra le difficoltà del conflitto in cerca di un lieto fine
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DEIR-AL-BALAH – Qusay e Maria sono miei amici da molto tempo. Qusay ha 22 anni, è una persona diligente e ambiziosa, sempre alla ricerca di innovazioni e di nuove esperienze. Maria ha 20 anni, è silenziosa e preferisce una vita tranquilla e routinaria. Di recente ha finito gli studi e si è iscritta alla facoltà di infermieristica.

Si sono incrociati diverse volte in luoghi diversi, si conoscevano di vista finché il destino li ha fatti incontrare di nuovo e hanno scoperti di piacersi. Si sono scambiati gli account social e hanno iniziato a parlare ogni giorno per ore. Avevano pianificato di completare gli studi universitari per poi iniziare una vita fuori da Gaza. Volevano incontrarsi di nuovo di persona.

La difficoltà delle comunicazioni

Tuttavia, la guerra ha scritto per loro altri piani ed entrambi hanno dovuto abbandonare le loro case. All'inizio anche le più semplici comunicazioni erano insormontabili: non c'era l’elettricità per caricare i telefoni e nessuna connessione inte…

DEIR-AL-BALAH – Qusay e Maria sono miei amici da molto tempo. Qusay ha 22 anni, è una persona diligente e ambiziosa, sempre alla ricerca di innovazioni e di nuove esperienze. Maria ha 20 anni, è silenziosa e preferisce una vita tranquilla e routinaria. Di recente ha finito gli studi e si è iscritta alla facoltà di infermieristica.

Si sono incrociati diverse volte in luoghi diversi, si conoscevano di vista finché il destino li ha fatti incontrare di nuovo e hanno scoperti di piacersi. Si sono scambiati gli account social e hanno iniziato a parlare ogni giorno per ore. Avevano pianificato di completare gli studi universitari per poi iniziare una vita fuori da Gaza. Volevano incontrarsi di nuovo di persona.

La difficoltà delle comunicazioni

Tuttavia, la guerra ha scritto per loro altri piani ed entrambi hanno dovuto abbandonare le loro case. All'inizio anche le più semplici comunicazioni erano insormontabili: non c'era l’elettricità per caricare i telefoni e nessuna connessione internet per comunicare. Loro però non hanno mai smesso di provare a raggiungersi. Una volta sfollati, le cose sono leggermente migliorate. Sono riusciti a scriversi degli sms anche se arrivavano in ritardo a causa delle pessime condizioni della rete e dei danni alle infrastrutture, in particolare ai cavi danneggiati durante la guerra.

L’amore di Qusay e Maria

Qusay è il più grande tra i suoi fratelli e ha sempre sentito di avere una grande responsabilità nei confronti dei suoi affetti; Maria, dal canto suo, ha avuto bisogno di tempo per capire cosa stesse accadendo. Passava il tempo piangendo o cercando rifugio nel sonno. In questi mesi Qusay ha sempre cercato di chiamarla e di ascoltarla, determinato a rassicurarla del fatto che lui sarebbe rimasto al suo fianco.

All'inizio, durante la fase dell'innamoramento, quando nel loro stomaco c’erano soltanto le farfalle, si sono raccontati l’uno all'altro. Con il tempo e con l'interesse reciproco, l'ammirazione ha lascito spazio all’amore: Qusay ha detto a Maria che l'amava, e lei ha ricambiato i suoi sentimenti. Ma vivere una relazione nel mezzo di una guerra è uno dei rischi più grandi che si possano correre. È una responsabilità personale.

Durante la guerra siamo privati di tutto quello che ci fa sentire nella nostra zona di comfort anche se Qusay e Maria la pensano diversamente: per loro le difficoltà del conflitto sono state un’occasione per dimostrarsi reciprocamente che il loro amore era più forte.

A piedi per chilometri per incontrarsi

Dopo essere sfollati sono finiti in luoghi piuttosto distanti. I mezzi di trasporto non erano disponibili a causa dei costi elevati dei biglietti, del carburante e del diesel così Qusay camminava a piedi per chilometri pur di riuscire a vedere Maria. Anche le comunicazioni erano peggiorate: Qusay si assicurava sempre di risparmiare denaro per acquistare pacchetti telefonici per rimanere in contatto con Maria dato che internet era assente e Maria aveva comprato una batteria per caricare il cellulare ogni volta che poteva, così da poter rimanere in contatto con Qusay.

E nonostante tutto nessuno ha mai smesso di provare a sentirsi. Fino a riuscire ad alscoltare anche per poco la voce dell’altro. Parlavano di tutto. Qusay chiedeva a Maria se avesse mangiato e cosa. Lei rispondeva che aveva trovato del riso e della carne e per colazione aveva bevuto del latte.

L’insonnia e la malattia

Maria chiedeva a Qusay se fosse riuscito a dormire di notte, sapeva che viveva in una stanza con altre otto persone e soffriva di insonnia a causa della mancanza di privacy e del rumore, così spesso gli raccontava delle storie per farlo addormentare.

Quando Maria si è ammalata la disponibilità dei medicinali era molto scarsa per i danni inflitti al sistema sanitario di Gaza e per la distruzione degli ospedali. Qusay è andato a piedi a cercare tra le farmacie qualcosa che potesse far star meglio Maria. Ha camminato chilometri fino a trovare le medicine, poi ha cercato anche qualcuno che vendesse rose e ne ha comprate sette rosse. Quando le ha consegnato di persona medicine e rose Maria è stata subito meglio: vedersi era come una guarigione per l'anima.

San Valentino a Gaza

Per San Valentino sono riusciti a vedersi e si sono scambiati lettere scritte a mano e alcuni regali: un profumo, una camicia, dei cioccolatini, tutti oggetti estremamente costosi a causa della loro scarsità nei mercati. Hanno pranzato insieme e trascorso la giornata parlando anche di quello che avrebbero fatto dopo la fine della guerra. Per il compleanno di Maria, Qusay si è assicurato di cercare candele e trovare della molokhia, il suo piatto preferito. Piccoli dettagli impossibili da dimenticare.

La fuga dalla Striscia

Il loro progetto era quello di fuggire insieme dal conflitto e abbandonare la Striscia ma la sorte ha voluto che lo facesse prima Maria. Qusay era felice per lei, perché essere riuscita a scappare e sopravvivere ma agli occhi di noi amici appariva triste: era chiaro gli mancasse molto. Qusay voleva riunisci con Maria ma il valico della Striscia è stato chiuso da Israele e per questo Qusay è ancora qui. Continuano a scriversi in chat e a chiamarsi tutti i giorni con i cuori pieni di desiderio e rimpianto da parte di lei che è sopravvissuta senza di lui e si preoccupa per il suo futuro. Qusay spera che il conflitto finisca presto così da poterla raggiungere e portare a termine i piani che avevano sognato prima che la guerra iniziasse.

Storie come loro rimangono schiacciate nel racconto di questa guerra ma vivere una sfida nel mezzo del caos, trovare qualcuno che possa arginare la paura e rassicurare l’ansia dell’altro, investire tutte le energie per dimostrare che nulla può ostacolare l'amore è qualcosa di straordinario. L'amore è una fonte di guarigione, è rispetto e apprezzamento reciproco, sacrificio, sforzo continuo, crescita.

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