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Malta al voto: laburisti favoriti ma il fattore Metsola spinge i nazionalisti sull’isola assediata dal cemento

Dopo anni di silenzio, l’ipercostruzione e la sovrappopolazione sono diventati temi centrali nella campagna elettorale per le europee, che si sono in parte già svolte sabato scorso
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Manoel island è un’isola nell’isola di Malta, collegata da un ponticello con la conurbazione della capitale La Valletta, come Ortigia con Siracusa. Con la sua fortezza costruita nel Settecento dal Gran maestro portoghese Antonio Manoel de Vilhena, è uno dei pochi angoli non ancora intaccati dalla furia costruttrice che in questi anni ha invaso lo Stato con la più alta percentuale di suolo consumato in Europa: il 27,5 per cento, con un mostruoso distacco nei confronti dell’Olanda, seconda con il 12,6 e dell’Italia, che pure preoccupa per la sua settima posizione con il 7 per cento.

Il sindaco di Gzira, il Comune sotto la cui giurisdizione ricade Manoel Island, è Conrad Borg Manché. È intervenuto per limitare i progetti, già approvati prima del suo insediamento, per consentire l’edificazione nel 30 per cento dell’isola, riducendo la percentuale al dieci e liberando l’accesso all’isola, che era stata affidata dal governo, quando ancora governavano i nazionalisti, a privati. Ma è entrato…

Manoel island è un’isola nell’isola di Malta, collegata da un ponticello con la conurbazione della capitale La Valletta, come Ortigia con Siracusa. Con la sua fortezza costruita nel Settecento dal Gran maestro portoghese Antonio Manoel de Vilhena, è uno dei pochi angoli non ancora intaccati dalla furia costruttrice che in questi anni ha invaso lo Stato con la più alta percentuale di suolo consumato in Europa: il 27,5 per cento, con un mostruoso distacco nei confronti dell’Olanda, seconda con il 12,6 e dell’Italia, che pure preoccupa per la sua settima posizione con il 7 per cento.

Il sindaco di Gzira, il Comune sotto la cui giurisdizione ricade Manoel Island, è Conrad Borg Manché. È intervenuto per limitare i progetti, già approvati prima del suo insediamento, per consentire l’edificazione nel 30 per cento dell’isola, riducendo la percentuale al dieci e liberando l’accesso all’isola, che era stata affidata dal governo, quando ancora governavano i nazionalisti, a privati. Ma è entrato in conflitto con il suo partito, i laburisti, e ora è candidato alle Europee come indipendente, appoggiato dall’ex ministro Evarist Bartolo. Per Bruxelles corre anche Arnold Cassola, storico ambientalista, anche lui in prima linea per evitare la cementificazione dell’isola.

Ipercostruzione e sovrappopolazione cominciano, dopo anni di silenzio, a diventare temi centrali nella campagna elettorale per le europee, che qui si sono in parte già svolte sabato scorso, quando hanno votato in diecimila fra pazienti degli ospedali e residenti all’estero. Anche in questa tornata i laburisti sono dati per favoriti, con percentuali superiori al 50 per cento. Ma i nazionalisti possono contare sul prestigio di Roberta Metsola, la prima maltese a conquistare lo scranno di presidente del parlamento europeo, e sono dati nei sondaggi su percentuali superiori al 40 per cento.

Un duopolio che si regge anche sul sostegno delle lobby dell’edilizia e che gli scandali di corruzione degli ultimi anni – che pure hanno messo fuori gioco alcuni protagonisti come il vicepremier Chris Fearn e l’ex primo ministro Joseph Muscat – non hanno più di tanto scalfito. La sorpresa, amara, potrebbe essere la crescita degli xenofobi di Imperium Europa. O l’affermazione dei candidati che, con difficoltà, tentano di introdurre temi che a Malta sono ancora tabù. Come il contenimento della crescita demografica, che qui, nonostante la già altissima densità, è più che mai tumultuosa: negli ultimi cinque anni la popolazione è salita, anche grazie a ritmi di crescita del Pil tra il 6 e l’8 per cento e a un benessere sempre più diffuso, da 480mila a 540mila abitanti. “Noi per esempio proponiamo un database europeo per consentire la circolazione dei lavoratori in tutto il continente”, spiega Borg.

Ma al top delle preferenze, nei sondaggi maltesi, c’è Metsola, con il 25 per cento dei voti, seguita dall’europarlamentare uscente Alex Agius Saliba e da Cassola, ex leader di Alternativa democratica, eletto deputato in Italia con i Verdi tra il 2006 e il 2008 e oggi vicino a Republika, l’associazione antimafia maltese che combatte la corruzione nel piccolo stato mediterraneo dopo l’assassinio della giornalista Daphne Galizia Caruana.

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