Putin minaccia la Nato: “Non costringetemi a usare il nucleare”
di Rosalba CastellettiUn monito alla Nato: la Russia potrebbe «fornire armi a quelle regioni del mondo dove sarebbero colpiti siti sensibili dei Paesi che agiscono contro la Russia». E ancora: «Non spingiamoci a minacciare l’uso di armi nucleari. L’Occidente pensa che non le useremo mai, ma la Russia può usare tutti i mezzi per difendersi». Un commento sulle elezioni Usa: «Lavoreremo con qualsiasi presidente eletto». E un messaggio all’Italia: «Non c’è una russofobia da cavernicoli e lo teniamo in considerazione». Nel pieno del conflitto in Ucraina e delle campagne elettorali in vista delle parlamentari europee e delle presidenziali statunitensi, il leader russo Vladimir Putin rispolvera una vecchia tradizione: incontrare i vertici delle principali agenzie di stampa straniere a margine del Forum economico di San Pietroburgo.
Sedici Paesi in tutto. Non solo le vicine ex Repubbliche sovietiche o Stati amici come Turchia e Iran, ma anche i cosiddetti “Paesi ostili”, che hanno varato sanzioni contro Mosca…
Un monito alla Nato: la Russia potrebbe «fornire armi a quelle regioni del mondo dove sarebbero colpiti siti sensibili dei Paesi che agiscono contro la Russia». E ancora: «Non spingiamoci a minacciare l’uso di armi nucleari. L’Occidente pensa che non le useremo mai, ma la Russia può usare tutti i mezzi per difendersi». Un commento sulle elezioni Usa: «Lavoreremo con qualsiasi presidente eletto». E un messaggio all’Italia: «Non c’è una russofobia da cavernicoli e lo teniamo in considerazione». Nel pieno del conflitto in Ucraina e delle campagne elettorali in vista delle parlamentari europee e delle presidenziali statunitensi, il leader russo Vladimir Putin rispolvera una vecchia tradizione: incontrare i vertici delle principali agenzie di stampa straniere a margine del Forum economico di San Pietroburgo.
Sedici Paesi in tutto. Non solo le vicine ex Repubbliche sovietiche o Stati amici come Turchia e Iran, ma anche i cosiddetti “Paesi ostili”, che hanno varato sanzioni contro Mosca, come Usa e vari membri Ue, tra cui l’Italia rappresentata dall’Ansa. Un salto rispetto all’anno scorso, quando i giornalisti occidentali non erano stati accreditati al Forum. Il direttore della Tass Andrej Kordashov non lo nasconde: «Molti dei Paesi qui rappresentati sono diventati ostili nei confronti della Russia. Speriamo che dopo quest’incontro saremo almeno un passo avanti su come ridurre la tensione».
Si parla quasi subito delle presidenziali statunitensi. Putin definisce Joe Biden «un politico della vecchia scuola» e dunque «prevedibile», mentre liquida le allusioni a una complicità con Donald Trump come «assurdità» e la recente condanna come parte «di una lotta politica interna». «Io e Trump non abbiamo mai avuto legami speciali. Quand’era presidente, iniziò a imporre massicce sanzioni contro la Russia. Non direi che dopo le elezioni cambierà qualcosa», sostiene Putin rispondendo ai giornalisti stranieri all’87esimo piano del Lakhta Center, l’edificio più alto in Europa, sede pietroburghese di Gazprom. Infine assicura: «Lavoreremo con qualsiasi presidente eletto». Secondo il presidente russo, è prematuro prevedere se un’eventuale vittoria di Trump avrà un impatto sul conflitto con Kiev perché, a suo dire, «nessuno negli Stati Uniti è interessato all’Ucraina, ma alla grandezza degli Stati Uniti».
È il destro per lanciare stoccate sull’Ucraina: «La mobilitazione serve a compensare le perdite… Secondo i nostri calcoli, l’esercito ucraino perde circa 50mila persone al mese. Il rapporto con noi è di uno a cinque». Ma soprattutto per lanciare un nuovo monito alla Nato: «Fornire armi a una zona di conflitto è sempre una brutta cosa. Soprattutto se chi le fornisce non solo le consegna, ma le gestisce. È un passo molto serio e pericoloso». La risposta, dice, potrebbe essere «asimmetrica»: «Se qualcuno ritiene possibile fornire armi nella zona di combattimento per colpire il nostro territorio... perché non dovremmo avere il diritto di fornire le nostre armi dello stesso tipo alle regioni del mondo dove sarebbero colpiti siti sensibili dei Paesi che agiscono contro la Russia?».
Rimartella sull’atomica: «Non spingiamoci a minacciare l’uso di armi nucleari. L’Occidente pensa che non le useremo, ma la Russia può usare tutti i mezzi per difendersi se la sua sovranità e integrità territoriale sono minacciate. La nostra dottrina non va presa alla leggera». Poi prova a ridimensionare: «Non abbiamo alcun desiderio di attaccare la Nato. Pensate che siamo pazzi?». Menzione a parte per l’Italia: «Non diffonde una russofobia da cavernicoli e lo teniamo in considerazione».