Europee, hacker russi sul voto in Olanda. E il sovranista Wilders sogna le destre unite contro Bruxelles
di Daniele Castellani PerelliPronti, via, ed è subito allarme russo. Ieri sono iniziate in Olanda le prime votazioni per le elezioni europee, e hacker filo-Mosca hanno attaccato i siti di diversi partiti. È stato lo stesso collettivo HackNeT ad annunciare su Telegram l’operazione con un riferimento diretto al rinnovo dell’Europarlamento: «I Paesi Bassi sono i primi a votare e sono quindi i primi a subire i nostri attacchi».
HackNeT, sostenitori dell’agenda internazionale del Cremlino, avevano colpito nelle ultime settimane anche Svezia e Spagna, e questa volta hanno messo ko i siti di due partiti di estrema destra – in realtà non certo ostili al Cremlino – come il Pvv di Geert W…
Pronti, via, ed è subito allarme russo. Ieri sono iniziate in Olanda le prime votazioni per le elezioni europee, e hacker filo-Mosca hanno attaccato i siti di diversi partiti. È stato lo stesso collettivo HackNeT ad annunciare su Telegram l’operazione con un riferimento diretto al rinnovo dell’Europarlamento: «I Paesi Bassi sono i primi a votare e sono quindi i primi a subire i nostri attacchi».
HackNeT, sostenitori dell’agenda internazionale del Cremlino, avevano colpito nelle ultime settimane anche Svezia e Spagna, e questa volta hanno messo ko i siti di due partiti di estrema destra – in realtà non certo ostili al Cremlino – come il Pvv di Geert Wilders e il Forum per la Democrazia di Thierry Baudet, oltre ai cristianodemocratici di Cda, che lo hanno definito «un attacco a elezioni libere e democratiche». L’operazione arriva a poche ore dalla pubblicazione dell’allarme lanciato dal Parlamento europeo, di cui ieri Repubblica ha riferito: la Russia sta intensificando in questi giorni – soprattutto in Italia – il bombardamento dei social occidentali con fake news che puntano a delegittimare l’Ue e, alimentando l’astensionismo, a favorire i partiti antisistema e filorussi.
Proprio una di queste forze è la grande favorita delle elezioni in Olanda. È appunto il Pvv di quel Wilders che nel febbraio 2018, quattro anni dopo l’invasione della Crimea, andò alla Duma per dire «Basta alla russofobia» e che è contrario a nuovi aiuti militari all’Ucraina, sebbene questi siano stati comunque confermati ora dal nuovo esecutivo tecnico da lui fatto nascere dopo il trionfo alle elezioni di novembre.
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Alle europee l’Olanda può essere un test significativo delle tendenze attuali nell’Ue. Il centrosinistra europeista e filo-ucraino è fedelmente rappresentato dai progressisti dell’ex presidente della Commissione Ue Frans Timmermans. I liberali dell’ex premier Mark Rutte e i centristi di Nsc sono ora - tra le polemiche - al governo con Wilders e rappresentano dunque quelle parti di Renew e Ppe che guardano all’estrema destra. E poi appunto c’è Wilders, sovranista euroscettico che è nel gruppo Id di Matteo Salvini e Marine Le Pen e ha l’ambizione di dire adesso la sua anche a Bruxelles, magari tramite un’alleanza con il gruppo dei conservatori di Ecr, che include Fdi di Giorgia Meloni ma anche estremisti di destra come gli spagnoli di Vox, il Pis polacco, i Democratici svedesi e i Veri finlandesi.
«Il voto di oggi è molto importante per dare un messaggio all’Ue e anche per formare un gruppo più ampio delle destre all’Eurocamera, che ci dia il potere di cambiare tutte le normative europee sull’asilo e la migrazione e di essere di nuovo responsabili nei parlamenti nazionali, riprendendoci la sovranità», ha detto ieri chiaramente Wilders, dopo aver votato all’Aja. Il suo partito vuole togliere poteri a Bruxelles anche se non parla più esplicitamente di uscita dall’Ue. Il suo partito vuole togliere poteri a Bruxelles anche se non parla più esplicitamente di uscita dall’Ue. Si giocherà il primo posto con gli europeisti di Timmermans, che secondo i primi exit poll avrebbe conquistato però un seggio in più: 8 contro 7, e sarebbero 4 per i liberali. Nel 2019 Wilders ottenne solo il 3 per cento e un deputato.