Il Ppe si conferma come partito, seguito dai Socialisti&Democratici; i liberali di Renew Europe, al terzo posto. In Francia il partito Rassemblement National di Marine Le Pen, guidato da Jordan Bardella, doppia i voti del partito macroniano Reinassance. Il presidente francese ha parlato in diretta tv alla nazione annunciando lo scioglimento dell’Assemblea nazionale e il voto anticipato il 30 giugno e l 7 luglio.
Colpisce l'exploit dell'estrema destra del Fpoe in Austria e il crollo dell'Spd in Germania, superata dai sovranisti di AfD. Dalle urne dei 27 Stati membri esce la fotografia del nuovo Parlamento Ue, dove vengono eletti in 720. A Bruxelles regge la cosiddetta “maggioranza Ursula”
Francia, la sinistra annuncia accordo per candidature uniche
La France Insoumise, gli ecologisti di Eelv, il Partito socialista e il Partito comunista francese hanno annunciato stasera che presenteranno candidature uniche in tutte le circoscrizioni al primo turno delle legislative, il prossimo 30 giugno. In un comunicato diffuso questa sera, i leader dei partiti della gauche francese lanciano un appello "alla costituzione di un nuovo fronte popolare che unisca in forma inedita tutte le forze della sinistra". Gli stessi partiti lanciano un appello a manifestare "ampiamente" seguendo l'indicazione dei sindacati. Ha sottoscritto l'accordo anche Place Publique di Raphael Glucksmann.
Tajani: “All’Italia spetta un vicepresidente della Commissione”
"L'Italia vuole contare in Europa, vedremo cosa accadrà. Ma non possiamo fare a meno di avere un vicepresidente" della Commissione Ue. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con la stampa italiana all'ambasciata d'Italia a Berlino. "Non credo ai vicepresidenti ad honorem, deve esserci un ruolo. Non ne abbiamo ancora parlato, ma bisogna puntare a un portafoglio importante", ha spiegato Tajani, sottolineando che "non esiste una rosa dei nomi". "Giorgetti è bravissimo, come lo è Fitto ma non ne abbiamo mai parlato", ha affermato ancora Tajani. "Consiglierò alla presidente del Consiglio che sia una persona che sappia come muoversi nei palazzi di Bruxelles. Bisogna giocare una partita diversa da quella italiana".
L'Afd vince anche alle comunali nell'est della Germania
In maniera simile alle elezioni europee, nelle comunali svoltesi ieri in diverse regioni della parte est della Germania gli estremisti di destra dell'Afd hanno ottenuto notevoli incrementi di consenso. Lo scrive l'agenzia Dpa segnalando che ad esempio in Brandeburgo l'Alternativa per la Germania (Afd) ha raggiunto il 25,7%, "piazzandosi per la prima volta al primo posto". In Meclemburgo-Pomerania Anteriore, la sua quota di voti "è quasi raddoppiata".
Francia: Marion Maréchal mano testa a Le Pen e Bardella
"Questo è un momento storico che stiamo vivendo, abbiamo un'opportunità storica per i francesi di costruire una maggioranza": lo ha detto Marion Maréchal, nipote di Marine Le Pen, ma vice presidente del partito di Eric Zemmour, Reconaquete, che ha sempre lavorato per una "riunione della destra" francese.
"Ho voluto tendere la mano a Le Pen e Jordan Bardella, e li ringrazio per aver accettato", ha affermato, sottolineando che si tratta di una "prima fase di discussione". "È il momento di discuterne con Zemmour", ha aggiunto Marion Marechal, secondo cui "Bardella e Marine Le Pen hanno posto una serie di condizioni".
Lepenisti primi in Ue per seggi a pari merito con la Cdu
Il Rassemblement National di Marine Le Pen e del suo delfino Jordan Bardella diventa il primo partito al Parlamento europeo con 30 seggi, a pari merito con la Cdu-Csu tedesca. E' quanto emerge dall'ultima proiezione sulla composizione dell'Eurocamera. Dopo il voto, stando ai dati attuali, i lepenisti (parte del gruppo di Identità e democrazia) balzano da 18 a 30 seggi rispetto alla legislatura appena conclusa, mentre la Cdu (della famiglia del Ppe) resta stabile.
Sanchez e Scholz negoziatori Pse; Tusk e Mitsotakis Ppe
Il Pse, il Partito socialista europeo, ha nominato il premier spagnolo, Pedro Sanchez, e il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, negoziatori del processo di rinnovo dei vertici delle istituzioni comunitarie per i prossimi cinque anni. Il Partito popolare europeo avrà come negoziatori il primo ministro polacco, Donald Tusk, e il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis.
Scholz, in Ue chiara maggioranza dei partiti democratici
Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha detto a Berlino che in Europa c'è una "chiara maggioranza" per i partiti che si battono in maniera "classica" per la democrazia e questa è la "base per il lavoro nei prossimi cinque anni".
Fidesz valuta ingresso in Ecr: “Cruciali i prossimi giorni”
"Stiamo valutando la possibilità di aderire al gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei", anche se "preferiremmo una più ampia cooperazione con la destra europea". Lo ha detto Balasz Orban, direttore politico del primo ministro ungherese, Viktor Orban, al Guardian, rispondendo a una domanda sul gruppo politico europeo cui Fidesz cercherà di aderire. "I prossimi giorni e le prossime settimane di negoziati saranno fondamentali per prendere la nostra decisione finale", ha aggiunto.
Mosca, 'nelle elezioni Ue non c'è stata concorrenza leale'
Le elezioni europee sono state caratterizzate da "una mancanza di concorrenza leale" e "restrizioni severe" a causa di "una campagna antirussa sfrenata". Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, aggiungendo che "le forze politiche che si oppongono allo sconsiderato confronto con la Russia, dannoso per la stessa Unione Europea, sono state oggetto di discriminazioni e spesso di pressioni e vessazioni dirette".
Scholz: “Preoccupante la vittoria dell’estrema destra, ora velocemente le nomine Ue”
Il cancelliere tedesco Scholz ha definito “preoccupante” la vittoria alle elezioni europee dell’estrema destra: “Non ci dobbiamo abituare”, ha detto, auspicando una decisione sulla leadership dell’Ue “rapidamente”. A una domanda sulle conseguenze personali ed elezioni anticipate in Germania dopo la sconfitta della sua Spd alle elezioni europee, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha ammesso che il risultato è stato "cattivo" per le tre componenti della coalizione ma ora si tratta di lavorare e "prepararsi" affinché il consenso aumenti alle elezioni politiche dell'anno prossimo.
In Francia appelli all'unione della gauche, riunione in corso
Si moltiplicano in Francia, tra le forze politiche, i rappresentanti di movimenti e organizzazioni sindacali e sociali, gli appelli all'"unione della gauche" per questa campagna elettorale lampo che porterà - in 3 settimane - al primo turno della elezioni legislative. Una riunione è in corso nella sede degli Ecologisti Eelv con La France Insoumise, il Partito socialista e il Partito comunista per discutere un'intesa.
Il coordinatore nazionale del partito di Jean-Luc Mélenchon, Manuel Bompard, ha detto - entrando alla riunione - che "si discuterà insieme innanzitutto di proposte politiche". Il suo partito punta a un nuovo "fronte popolare", un'alleanza di sinistra su una serie di proposte e in opposizione alla maggioranza macroniana. "La gravità della situazione politica lo impone", ha aggiunto Bompard, conscio delle divergenze che al momento sembrano insormontabili con i socialisti e con il resto della sinistra che ha portato al fallimento del progetto Nupes con cui la sinistra andò alle presidenziali. In particolare, si dovranno fare i conti con il nuovo personaggio della gauche, Raphael Glucksmann, che con un buon risultato ha rivitalizzato il Partito socialista ed è ora a capo del movimento più votato della sinistra.
Francia: studenti in piazza a Parigi contro l'estrema destra
Le organizzazioni giovanili hanno indetto una nuova manifestazione contro l'estrema destra stasera a Place de la Republique a Parigi, all'indomani delle elezioni europee, dopo quella di stamattina davanti al liceo Henri IV.
L'appello a manifestare alle 20 in Place de la Republique, che sta circolando sui social network, recita: 'Fanculo il Fronte Nazionale!'. E' stato lanciato su iniziativa del sindacato studentesco L'Union etudiante e trasmesso dall'USL (Union syndicale lyceenne), da Les Jeunes ecologistes, Les Jeunes insoumis, Les Jeunes generations e L'Unef, ha dichiarato la portavoce de L'Union etudiante Eleonore Schmitt. "L'idea è quella di chiamare le persone a riunirsi per dimostrare che i giovani rifiutano quello che è successo ieri con i risultati delle elezioni europee", ha sottolineato.
In Germania l'ultradestra di AfD vola grazie all''effetto TikTok'
Secondo gli esperti TikTok ha contribuito in modo significativo ai risultati delle elezioni europee. L'approvazione dei giovani elettori per l'AfD, il partito di estrema destra, è dovuta alla loro presenza nella rete sociale - e all'assenza degli altri partiti su questo social, ha spiegato il centro educativo 'Anne Frank' di Francoforte, come riporta la Zdf. "Il risultato non sorprende se si considera dove la maggior parte dei giovani si informa: su TikTok", ha affermato la direttrice del centro educativo Deborah Schnabel. I partiti democratici, in particolare i Verdi, sono sottorappresentati sulla piattaforma e hanno in gran parte lasciato il principale mezzo digitale all'AfD. La debole presenza sulla piattaforma dà ai giovani l'impressione che l'AfD si occupi soprattutto delle questioni che stanno a cuore ai ragazzi.
Merz (Cdu): Per i partiti della coalizione semaforo disastro totale
Il risultato delle europee è stato "un totale disastro" per i partiti della coalizione semaforo in Germania. A dichiararlo è stato oggi il leader dei conservatori Friedrich Merz che ha descritto la vittoria dei cristiano-democratici (CDU) come una grande spinta per i partiti che stanno all'opposizione del governo di Olaf Scholz. Per Merz i Verdi sono i grandi sconfitti delle elezioni del Parlamento europeo, anche se i socialdemocratici (SPD) di Scholz hanno ottenuto il peggior risultato in un'elezione nazionale da oltre un secolo, ha osservato.
I liberali di Renew rinviano la discussione sull’espulsione degli olandesi Vvd, alleatisi con l’estrema destra di Wilders
Il gruppo Renew Europe, che ha perso una ventina di seggi nel Parlamento Europeo rispetto alla scorsa legislatura, ha deciso di rinviare la discussione sull'espulsione dei liberali olandesi del Vvd, il partito di Mark Rutte, 'reo' di aver fatto un accordo di coalizione con il Pvv di Geert Wilders. "Avremo una discussione informale con i capi delegazione sulla situazione questa settimana - risponde in merito la capogruppo Valérie Hayer, che aveva annunciato prima del voto che se ne sarebbe parlato oggi - ed è una discussione che avremo in completa confidenza. La decisione sarà presa nelle prossime settimane". "La mia responsabilità come presidente del gruppo - replica alle domande in merito -,è quella di consentire al gruppo di discutere su questo tema e di prendere una decisione in coerenza e responsabilità".
Ma lei che ne pensa? "Ho già avuto modo di esprimermi su questo argomento - taglia corto - lo ripeto, faremo un confronto informale con i capi delegazione e poi prenderemo una decisione in quella occasione".
Renew: “Nessuna alleanza con l'Ecr di Giorgia Melonì”
"Manteniamo la nostra posizione: nessun accordo con i Conservatori Ue (Ecr) di Giorgia Meloni, del PiS in Polonia e di Reconquete in Francia. E' l'estrema destra e noi vogliamo preservare il cordone sanitario anche nel contesto del nuovo Parlamento europeo". Lo ha detto la candidata di punta dei Liberali europei di Renew, Valérie Hayer, in conferenza stampa. "Sarà la mia priorità costruire una coalizione centrale centrista ed europeista attorno al nostro gruppo politico e noi siamo pronti", ha sottolineato.
Spagna, Yolanda Diaz lascia la direzione di Sumar. Crisi alla sinistra del Psoe
Yolanda Díaz ha annunciato le sue dimissioni dalla leadership di Sumar dopo i deludenti risultati registrati ieri alle elezioni europee. Diaz continuerà comunque a ricoprire nel governo l'incarico di vicepresidente e ministra del Lavoro. Sumar ha ottenuto il 4,65% dei voti e 3 seggi, ed è stato superato anche da Ahora Republicas, il gruppo formato dai partiti Erc, EH Bildu e Bng, e ha ottenuto solo pochi voti in più rispetto al “Se acabò la fiesta” dell'agitatore politico ultra Luis “Alvise” Perez. Dìaz ha ricevuto forti critiche da parte di Izquierda Unida e Mas Madrid, confluiti all'interno di Sumar, per le decisioni prese dal suo esecutivo in campagna elettorale. Entrambi sono rimasti fuori dall'Europarlamento. Il passo indietro di Diaz apre una crisi nell'area a sinistra del Psoe, di cui fa parte anche Podemos, fuoriuscito da Sumar dopo le elezioni generali.
Riunione dei leader del Ppe in videocall questa sera
I leader del Ppe, a quanto apprende l'Ansa, si riuniranno in videoconferenza questa sera per fare un primo punto dopo le elezioni Europee. Alla riunione parteciperanno la Spitzenkandidat Ursula von der Leyen, il presidente del Ppe Manfred Weber e i capi di Stato e di governo della famiglia Popolare. Von der Leyen rientrerà a Bruxelles nella giornata di domani
Merz: “Non escludo elezioni anticipate ma decide Scholz”
Friedrich Merz, il capo dell'opposizione cristiano-democratica e sociale tedesca (Cdu-Cdu) vincitrice delle elezioni europee di ieri in Germania, ha detto di non escludere elezioni anticipate entro quest'anno ma ha sottolineato che una tale decisione spetta al cancelliere, il socialdemocratico Olaf Scholz. "Questa coalizione lavora da mesi senza alcun consenso della maggioranza della popolazione della Repubblica Federale di Germania", ha premesso Merz in una conferenza stampa congiunta tenuta a Berlino con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "Quali conseguenze ne trarrà il Cancelliere federale, questa è innanzitutto una sua decisione", ha aggiunto. Merz ha ricordato la decisione che l'allora cancelliere socialdemocratico (Spd) "Gerhard Schröder prese nel 2005" (dopo una sconfitta nelle elezioni regionali del Nord Reno-Vestfalia) portando "a nuove elezioni, un anno prima" della scadenza naturale. E poi ha aggiunto: "Non escludo esplicitamente questa possibilità anche per il 2024, ma la decisione spetta al Cancelliere federale"
Francia: la destra si mobilita, Marion dalla zia Marine
Grandi manovre nell'estrema destra francese: Marion Maréchal, che ha superato ieri la soglia del 5% alle Europee con il movimento Reconquete! di Eric Zemmour, incontrerà oggi pomeriggio la zia, Marine Le Pen, e il suo delfino, Jordan Bardella, capolista grande vincitore della tornata elettorale europea e aspirante premier. Lo si è appreso da fonti vicine al partito Rassemblement National
Von der Leyen: “Parlerò col Pse ma lascio porte aperte”
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto parlerà dapprima con le "grandi famiglie europee" che hanno "ben collaborato" con il Partito popolare europeo, come quella dei socialisti europei, ma lascia "porte aperte" ad altri contatti
Von der Leyen: “Lavoro a coalizione ampia”
"Quello che i cittadini vogliono è un'Europa che produca risultati. A partire da domani inizierò a costruire un'ampia coalizione per un'Europa forte. Insieme ad altri costruiremo un bastione contro gli estremi di destra e di sinistra". Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, riporta via social il Ppe.
Von der Leyen: “Molte interferenze sull’opione pubblica europea in questa campagna elettorale”
La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha detto che nel corso della campagna elettorale che ha preceduto il voto per il Parlamento europeo ci sono state “molte interferenze esterne sull’opinione pubblica”.
Il presidente tedesco: “Mai dimenticare i guai generati dal nazionalismo e dall’odio”
Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha parlato stamane da Oradour-sur-Glane, teatro del massacro di 643 persone da parte dei nazisti tedeschi nel 1944 e ha detto di provare un “sentimento di vergogna” aggiungendo: “Non bisogna mai dimenticare i guai generati dal nazionalismo e dall’odio”.
Osce: “Nella campagna elettorale retorica misogina e xenofoba”
La missione di osservatori dell'Osce - Odhir che ha monitorato le elezioni per le elezioni europee riferisce che la campagna elettorale ha visto episodi di "retorica misogina e xenofoba in diversi Stati membri". Lo ha spiegato la capo missione, l'islandese Ingibjörg Sólrún Gísladóttir, parlando in conferenza stampa all'Eurocamera. Le elezioni tuttavia sono state "competitive, le libertà fondamentali sono state rispettate", ha spiegato Gísladóttir, anche se retorica violenta osservata in diversi Stati ha a tratti creato "un ambiente ostile per elettori e membri della stampa". La missione, ancora in corso, è composta da 7 esperti internazionali di 7 Stati partecipanti all'Osce con sede a Bruxelles e pubblicherà un report approfondito con un elenco di tutte le violazioni registrate a un mese circa dalle elezioni
Krah (AfD): “La mia esclusione è un segnale devastante per i nostri elettori”
"Auguro ai miei colleghi parlamentari neoeletti ogni successo nel loro tentativo di rientrare nel gruppo Identità e Democrazia (ID) senza di me. Penso che questo approccio sia sbagliato e invii un segnale devastante ai nostri elettori, soprattutto ai nostri giovani elettori". Lo ha scritto in un messaggio su X l'eurodeputato di AfD, Maximilan Krah, escluso oggi dalla delegazione del suo partito al Parlamento europeo
Weber: “Noi i vincitori, Macron e Scholz appoggino von der Leyen”
"Nel centro democratico siamo gli unici che hanno vinto ieri. Siamo noi i vincitori e la democrazia prevede che chi ha vinto decida chi debba stare ai vertici. Ursula von der Leyen è la nostra candidata". Lo ha detto il presidente del partito popolare europeo, Manfred Weber, in conferenza stampa con il leader della Csu tedesca Markus Soeder, commentando il risultato delle europee in Germania dove l'Unione è arrivata prima. "Noi ci aspettiamo che lunedì da Scholz e Macron ci sia un segnale di determinazione e coesione" sulla nomina della politica democristiana, candidata per un secondo mandato alla guida della Commissione
Balcani: successo dei conservatori, Plenkovic in lizza per ruolo
Il successo della destra e delle forze conservatrici ha caratterizzato il voto europeo nei paesi del Balcani che fanno parte della Ue. In Croazia l'Unione democratica croata (Hdz) del premier Andrej Plenkovic, vincendo con oltre il 33% rispetto a poco più del 27% dei socialdemocratici, ha confermato il successo delle recenti elezioni parlamentari nazionali svoltesi il 17 aprile scorso. Con lo stesso Plenkovic che rafforza la sua posizione a livello europeo dove il suo nome gira da tempo tra quelli dei possibili candidati del Ppe per una importante carica a livello comunitario. I conservatori croati hanno in sostanza guadagnato due seggi al Parlamento europeo, che assegna 12 deputati al paese ex jugoslavo. Nella vicina Slovenia ad affermarsi è stata l'opposizione conservatrice del Partito democratico sloveno (Sds) dell'ex premier Janez Jansa, che ha conquistato quattro eurodeputati sul totale di nove che spettano a Lubiana, raddoppiando quelli che aveva nella precedente legislatura, ma doppiando anche quelli di Movimento libertà, il partito liberale del premier Robert Golob.
In Slovenia sono stati approvati al tempo stesso i quattro quesiti referendari proposti ieri agli elettori unitamente al voto europeo e che erano relativi alla regolamentazione del fine vita, al voto di preferenza alle elezioni politiche, all'utilizzo della cannabis per scopi terapeutici e a quello per scopi privati. Successo dei conservatori anche in Bulgaria, dove il Gerb, il partito dell'ex premier Boyko Borissov ha ottenuto il 26,2% dei consensi, distaccando di oltre dieci punti percentuali i liberali del Pp (Continuiamo il cambiamento) al 15.7%. Alla Bulgaria spettano 17 seggi all'Assemblea di Strasburgo. La Romania, il paese più grande e popoloso fra quelli balcanici appartenenti all'Unione, e che ha diritto a 33 seggi all'Europarlamento, ha registrato la prevista affermazione della Coalizione Nazionale (Cn) al governo, formata da socialdemocratici e liberali. Tale alleanza ha vinto nettamente con citca il 54% dei voti. Nelle amministrative, svoltesi in Romania unitamente alle Europee, il sindaco in carica a Bucarest, l'indipendente Nicusor Dan, ha sconfitto la sfidante Gabriela Firea, già prima cittadina nella capitale negli anni passati
Socialisti Ue: “Se il Ppe negozia con Ecr noi non ci saremo”
Il Partito Socialista europeo avverte Ursula von der Leyen e il Ppe che un eventuale allargamento a destra della maggioranza all'Eurocamera non potrà esserci con S&D all'interno della coalizione. "Se l'allargamento della piattaforma va in un'altra direzione che non è quella dei Verdi, non possiamo negoziare. Se è con Ecr, è senza di noi", ha sottolineato il segretario generale del Partito Socialista europeo Giacomo Filibeck nel corso di un evento post-elettorale organizzato da Politico
Grecia, emerge un nuovo partito anti-migranti alle Europee
Un nuovo partito si è imposto all'attenzione dei greci alle elezioni europee: Fonìs logikìs (“Voce della ragione” in greco) è riuscito a superare la soglia del 3% per pochissimo, con il 3,04% dei voti, e ha ottenuto un eurodeputato a Strasburgo, ingrossando il gruppo di piccoli partiti che si sono imposti a destra dei conservatori di Nea Dimokratia. Fondato da Afroditi Latinopoulou, laureata in legge di 33 anni, il partito si è candidato con il motto di 'Patria, Dio, famiglia' e ha ottenuto il maggior numero di consensi nella regione dell'Evros, terra di attraversamento per i migranti che dalla Turchia cercano di raggiungere l'Europa. Nel giugno dell'anno scorso, Latinopoulou aveva definito "assolutamente ridicoli" i tre giorni di lutto nazionali per il naufragio di Pylos, in cui sono morti più di 500 migranti
Afd esclude Krah: “Non farà parte della delegazione al Pe”
Maximilian Krah non farà parte della delegazione europarlamentare del partito di ultradestra tedesco Afd. I nuovi parlamentari eletti, nel costituirsi come gruppo, hanno firmato una mozione nella quale hanno deciso di non accogliere Krah nel loro gruppo. Il capolista del partito era stato travolto da diversi scandali ed era caduto definitivamente dopo le frasi sulle SS rilasciate al quotidiano La Repubblica
Scholz: “Commissione Ue va retta dai partiti tradizionali”
"Il cancelliere ha detto molto chiaramente di ritenere che la Commissione europea debba essere sostenuta da partiti tradizionali. E non ho da riferire un nuovo stato di cose su questo. Quindi questo vale". Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Hebestreit, rispondendo in conferenza stampa a Berlino a una domanda sulle condizioni per sostenere la candidatura di Ursula von der Leyen. "Lunedi ci sarà un vertice informale a Bruxelles", ha aggiunto
Il Ppe sale a 185 seggi, la maggioranza Ursula è a 402
Nell'ultimo aggiornamento diffuso dall'Eurocamera sulla composizione dei seggi il Partito popolare europeo (Ppe) sale a 185 ed è saldamente il primo gruppo, in deciso aumento rispetto ai 177 seggi della scorsa legislatura. A seguire, i Socialisti si attestano a quota 137, perdendo tre eurodeputati rispetto agli attuali 140. I liberali di Renew, al terzo posto, ottengono 80 eletti (-22). In linea con le ultime proiezioni, la maggioranza Ursula continua così a viaggiare oltre quota 400, toccando i 402 eletti. Sul fronte delle destre, i Conservatori (Ecr) si attestano a 73 eurodeputati (+5 rispetto agli attuali 68), seguita dai 58 di Identità e democrazia (uno in meno rispetto all'ultima legislatura), senza tuttavia contare la delegazione di AfD espulsa dal gruppo. I Verdi certificano il loro netto calo e contano su 52 eurodeputati (-20 rispetto agli attuali 72), The Left viaggia sui 36 seggi, stabile rispetto alla passata legislatura. Resta numeroso il gruppo dei Non iscritti e altri, in cerca di sistemazione, pari a 99 eurodeputati. L'attuale Europarlamento conta 705 eurodeputati, che saliranno a 720 nella nuova legislatura
Cremlino: “La maggioranza nel Parlamento Ue rimane pro-Ucraina”
I risultati delle elezioni Ue mostrano che la maggioranza nel Parlamento rimarrà pro-europea e pro-ucraina, ma i partiti di destra stanno incalzando le forze pro-europee. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass
Germania, il portavoce di Scholz: “Neanche per un secondo abbiamo pensato a nuove elezioni”
"Neanche per un secondo abbiamo pensato alle nuove elezioni in Germania". Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Hebestreit, rispondendo in conferenza stampa a Berlino. "Il nostro sistema politico è molto diverso da quello francese", ha aggiunto. "Le elezioni sono nel settembre 2025", ha aggiunto.
La sindaca di Parigi Anne HIdalgo: "Inquietante" il voto a ridosso delle Olimpiadi
Il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha definito "molto inquietante" lo scioglimento del Parlamento francese deciso dal presidente Emmanuel Macron "poco prima dei Giochi" Olimpici del 2024 ospitati proprio nella capitale
Parigi 2024, Cio: “Le elezioni in Francia non creeranno problemi ai Giochi”
Le elezioni in Francia "non creeranno alcun problema" ai Giochi Olimpici di Parigi. Lo ha detto il presidente del Cio, il tedesco Thomas Bach
Il presidente della Duma russa: “Macron e Scholz, vergogna d’Europa, hanno perso miseramente”
"La vergogna dell'Europa Macron e Scholz hanno perso miseramente". Lo afferma il presidente della Duma russa Vyacheslav Volodin commentando i risultati delle europee: "Questo è il collasso della politica di Macron", mentre in Germania "per il partito di Scholz i risultati sono stati i peggiori della storia", ha scritto su Telegram.
"I risultati in Francia e Germania sono prevedibili. L'economia è stagnante, c'è una crisi migratoria e i Paesi, contrariamente ai loro interessi nazionali, sono coinvolti nella guerra in Ucraina", ha detto Volodin secondo cui "è giusto che si dimettano e smettano di prendere in giro i loro cittadini".
Austria, i dati finali confermano la vittoria dell’ultradestra
Il Partito della Libertà d'Austria (Fpo) si è aggiudicato la vittoria alle elezioni europee in Austria. Secondo i risultati finali, incluse le previsioni sui voti residui, lo schieramento di estrema destra ha ottenuto il 25,5% dei consensi. Il Partito Popolare Austriaco (Ovp) si è classificato secondo con il 24,7% dei voti, seguito dal Partito Socialdemocratico d'Austria (Spo) al 23,3%. La serrata sfida per il quarto posto è stata vinta dai Verdi con il 10,9%, mentre il Partito Liberale (Neos) si è classificato quinto con il 10,1%. Il Partito Comunista d'Austria (Kpo) e il Partito Nazionaldemocratico d'Austria (Dna) non hanno raggiunto la soglia di sbarramento e non saranno rappresentati al Parlamento Europeo. Questi risultati confermano il peso politico dell'Fpo in Austria e il suo ruolo di forza di opposizione al governo di centrodestra guidato dall'Ovp.
Attal ha provato a fermare Macron. in disaccordo sulle elezioni-lampo
Il primo ministro francese Gabriel Attal avrebbe tentato ieri sera di dissuadere il presidente francese Emmanuel Macron dallo sciogliere l'Assemblea nazionale offrendo in cambio le sue dimissioni che il leader dell'Eliseo ha invece rifiutato. Lo riporta BfmTv citando alcune fonti informate. Macron avrebbe detto ad Attal che lo considera "il migliore" per guidare la campagna elettorale per le prossime legislative.
In Germania affluenza record
La partecipazione alle elezioni europee in Germania ha raggiunto il nuovo massimo dalla riunificazione al 64,8%. Lo ha annunciato questa mattina il Federal Returning Officer, l'ufficio federale per la supervisione delle elezioni, quando sono stati resi noti i risultati ufficiali provvisori dell'elezione diretta dei 96 deputati tedeschi al Parlamento europeo. L'affluenza alle urne è stata di 3,4 punti percentuali superiore rispetto al 2019 (61,4%) - e più alta che mai dalla riunificazione tedesca . Dopo lo spoglio di tutti i 400 collegi elettorali, la percentuale di voti non validi è stata dello 0,8% (2019: 1,1%). Nelle prime elezioni europee “riunificate” del 1994, la partecipazione fu esattamente del 60,0%, nelle votazioni successive solo tra il 40 e il 50%. Nelle ultime elezioni europee del 2019 aveva votato il 61,4% degli aventi diritto. L'affluenza più alta alle elezioni europee in Germania si è verificata alla prima edizione del 1979 con il 65,7%, ma all'epoca solo nella Germania occidentale.
La Duma sul voto europeo: ha perso chi sostiene la guerra in Ucraina
Da Mosca arrivata la lettura del voto europeo da parte della Duma. Per il Parlamento russo, alle urne ha perso “chi sostiene la guerra in Ucraina”.
Francia, Bardella sarà candidato al posto di primo ministro ma non sarà in lista per le legislative
Il presidente del Raggruppamento Nazionale (RN) Jordan Bardella sarà il candidato di RN per la poltrona di primo ministro, ma non sarà lui stesso candidato alle elezioni legislative anticipate, ha dichiarato lunedì il vicepresidente del partito Sébastien Chenu. "Jordan Bardella è stato eletto deputato europeo, quindi possiede già l'unzione popolare. Condurrà la campagna dei 577 candidati per andare a Matignon (...) È il nostro candidato per andare a Matignon", ha dichiarato il signor Chenu su RTL . Per queste elezioni, la RN non si alleerà con altri partiti ma proporrà una piattaforma elettorale che "si rivolgerà a tutti coloro che non appartengono ai partiti politici", ha aggiunto.
Milei: “Enorme avanzata della nuova destra, ora basta Agenda 2030”
Il presidente argentino, Javier Milei, ha celebrato l'"enorme avanzata della nuova destra" alle elezioni europee. "Grandi notizie arrivano dal Vecchio Continente. Le nuove destre hanno stravinto le elezioni europee e hanno messo fine a tutte quelle che promuovono l'Agenda 2030, un'agenda disumana progettata dai burocrati a beneficio dei burocrati", ha osservato
Media francesi: “Da Macron una scommessa estrema”
"Una scommessa estrema". Così i media francesi commentano la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di sciogliere il parlamento e indire nuove elezioni legislative dopo la debacle alle elezioni europee. Le Figaro parla di "salto nel vuoto" con Macron che "rischia di affidare le redini del potere al partito di cui aveva promesso di arginare l'avanzata", ovvero il Rassemblement National di Marine Le Pen. Le Monde definisce la mossa di Macron un "lascia o raddoppia" mentre Liberation parla di "arma suprema" usata da Macron che ha deciso di "spazzare via la speranza che i Giochi Olimpici facessero dimenticare il fallimento della maggioranza". Duro il commento di Le Journal du dimanche secondo cui Macron potrebbe entrare nella storia della politica francese, ma al contrario, passando da "presidente più determinato a combattere il movimento di Marine Le Pen" a quello "più efficace" nel portarla all'Eliseo. "Il coraggio politico dovrebbe portarlo a dimettersi", conclude Jdd
Bulgaria, vince l’alleanza filo-occidentale di centrodestra
In Bulgaria è stata l'alleanza filo-occidentale di centrodestra Gerb-Sds a vincere alle elezioni europee. Lo rivelano le proiezioni dell'istituto di ricerca Gallup International Balkan spiegando che l'alleanza guidata dall'ex primo ministro Boiko Borisov ha ottenuto il 24,5% dei voti e si prevede che occuperà cinque seggi nel Parlamento europeo. Il blocco liberale-conservatore Pp-Db, che fino a marzo ha governato in coalizione con Gerb-Sds, il Movimento per i Diritti e le Libertà (Dpd), tradizionalmente rappresentante della minoranza turca della Bulgaria, nonché il filo-russo ed euroscettico Vazrazhdane (Revival) dovrebbero occupare tre seggi ciascuno. La Bulgaria ha 17 seggi al Parlamento europeo
Francia, Bardella guiderà la campagna Rn ma non sarà candidato
Nelle legislative anticipate in Francia Bardella guiderà la campagna di Rn, ma non si candiderà alle legislative
Germania, vince l’alleanza Cdu/Csu, seconda l’Afd
L'alleanza di centrodestra Cdu/Csu ha vinto le elezioni europee in Germania seguita dall'estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) al secondo posto. Lo ha confermato l'autorità elettorale nazionale dopo lo spoglio di tutti i voti. Ha sofferto la coalizione del cancelliere tedesco Olaf Scholz, ovvero i suoi socialdemocratici (Spd) e i principali partner di coalizione a livello nazionale, i Verdi. L'Spd di Scholz ha ottenuto il 13,9% dei voti (14 seggi), mentre i Verdi sono scesi all'11,9% (12 seggi), in netto calo rispetto al risultato del 2019 del 20,5%. Il partner ella coalizione Fdp, noto per la sua posizione favorevole alle imprese, ha ricevuto il 5,2% (cinque seggi). I cristiano-democratici (Cdu) e il loro partito gemello bavarese, l'Unione cristiano-sociale (Csu) che sono all'opposizione a livello nazionale, insieme hanno ottenuto il 30% dei voti, ovvero 29 seggi. Si tratta dello stesso numero di seggi dell'attuale Parlamento europeo uscente. L'euroscettico AfD ha ottenuto guadagni significativi, ricevendo il 15,9% dei voti, rispetto all'11% delle elezioni europee del 2019, e ottenendo 15 seggi. Il neonato partito populista Sahra Wagenknecht Alliance (Bsw) ha ottenuto il 6,2% per sei seggi, mentre il partito di estrema sinistra The Left è crollato ad appena il 2,7%, ovvero tre seggi.