La principale responsabilità di Giuseppe Conte è quella di "aver snaturato il Movimento, che oggi è un partito ancora più chiuso e verticistico del passato. Un tempo era più plurale, c'erano più 'anime' diverse". Lo spiega Luigi Di Maio, ex esponente del M5S, ex ministro degli Esteri e ora rappresentante Ue nell'area del Golfo, in un'intervista alla Stampa, dove commenta il risultato alle europee.
"Conte lo ha modellato a sua immagine e somiglianza, ha fatto un'operazione legittima, che gli è stata consentita senza che nessuno alzasse un dito. Per questo credo che, nonostante questo risultato negativo, dentro al Movimento non cambierà niente - prosegue -. Quanto a Grillo, ha 300 mila buoni motivi per restare in silenzio".
La politica di professione
Si è parlato del flop a causa della debolezza delle liste e dei candidati. "La debolezza delle liste esiste da 15 anni. Eravamo tutti dei signor nessuno. Dai primi sindaci eletti nel 2012 fino al risultato del 33% - spiega ancora Di Maio -. È sempre stato un voto di opinione, mai un voto di preferenza. In ogni caso, seguo divertito il dibattito sul doppio mandato. Vuoi vedere che la soluzione proposta dal movimento per risolvere la sua crisi, è la politica di professione?".
In questa tornata elettorale secondo Di Maio hanno perso "i partiti che hanno buttato giù Draghi e perdono i due leader di centro che, incapaci di trovare un accordo, si sono cannibalizzati a vicenda".
Conte: "Risultato deludente, avvieremo una riflessione interna"
Non sembra che per l'ex ministro ci sarà un futuro in politica. "Il mio futuro sono mio figlio, che nascerà a settembre, e la mia compagna -. Ho tutto l'interesse a portare a termine il mio mandato presso le istituzioni europee continuando a lavorare come ho sempre fatto".
L’affondo di Di Battista
"Luigi Di Maio è uno dei responsabili di aver snaturato M5s. Fino all'altro ieri gli andava bene tutto quanto, perché faceva il ministro, oggi invece fa queste interviste...". Alessandro Di Battista, a Restart su Rai3, ribatte così all'altro ex pentastellato che oggi ha criticato la gestione Conte.
"Io - rivendica Di Battista - mi sono scontrato pesantemente con Grillo quando disse 'Draghi e' grillinò, facendo quell'errore politico devastante. Io lì mi ci sono scontrato per ragioni politiche, oggi invece - incalza - sento queste litigate a mezzo stampa patetiche. Dichiarazioni patetiche".
"Il Movimento - confida ancora l'ex parlamentare - è una bella esperienza della mia vita passata però oggi sono qui con credibilità e dico tutto quello che ho da dire mentre alcune persone che mi hanno fatto fuori sono sparite e non possono camminare per strada". "Ben gli sta", annota.