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Prossima fermata Stonewall: New York dedica una stazione della metro al pub dove nacque il movimento Lgbtq+

La Christopher Street-Sheridan Square di Manhattan prenderà il nome del luogo simbolo delle cinque giornate di scontro che diederono inizio all’onda arcobaleno
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NEW YORK - Prossima fermata: stazione Stonewall. Manhattan avrà una fermata della metropolitana dedicata al tempio delle rivendicazioni Lgbtq+, per celebrare il pub dove per cinque notti ci furono scontri con la polizia, dando inizio alla nascita del movimento arcobaleno moderno. Il Congresso dello Stato di New York ha approvato un testo legislativo che indica all’autorità della metropolitana di cambiare il nome della stazione di Christopher Street-Sheridan Square, a Greenwich Village, in Christopher Street-Stonewall National Monument Station. Un nome forse troppo lungo ma per i newyorkesi diventerà presto Stonewall.

La decisione arriva in un momento cruciale nel Paese, attraversato da un’ondata religiosa che vuole limitare i diritti Lgbtq+. “Questa legge celebrerà la storia moderna del movimento - ha commentato il senatore Brad Hoylman-Sigal, il democratico che ha presentato il testo - e ispirerà New York a chiedere giustizia e parità per tutti”.

Stonewall è molto di più di un luogo …

NEW YORK - Prossima fermata: stazione Stonewall. Manhattan avrà una fermata della metropolitana dedicata al tempio delle rivendicazioni Lgbtq+, per celebrare il pub dove per cinque notti ci furono scontri con la polizia, dando inizio alla nascita del movimento arcobaleno moderno. Il Congresso dello Stato di New York ha approvato un testo legislativo che indica all’autorità della metropolitana di cambiare il nome della stazione di Christopher Street-Sheridan Square, a Greenwich Village, in Christopher Street-Stonewall National Monument Station. Un nome forse troppo lungo ma per i newyorkesi diventerà presto Stonewall.

La decisione arriva in un momento cruciale nel Paese, attraversato da un’ondata religiosa che vuole limitare i diritti Lgbtq+. “Questa legge celebrerà la storia moderna del movimento - ha commentato il senatore Brad Hoylman-Sigal, il democratico che ha presentato il testo - e ispirerà New York a chiedere giustizia e parità per tutti”.

Stonewall è molto di più di un luogo simbolo. E lo è da più di mezzo secolo. Era il 28 giugno del 1969 quando la polizia fece irruzione nel bar gay al Greenwich. Non era la prima volta. Almeno una volta al mese gli agenti entravano e perquisivano i clienti, umiliandoli, prendendoli in giro, per poi arrestare quelli che tentavano di scappare. Ma quella volta la gente cominciò a dire basta. Sylvia Rivera, una transessuale, lanciò un bottiglia contro i poliziotti, gesto diventato simbolo della resistenza. Bianchi, neri, anticonformisti, persino persone anziane del quartiere, dissero basta alla discriminazione.

Per cinque notti consecutive ci furono scontri, anche se gli attivisti preferiscono parlare di ribellione o rivolta. Prima dello Stonewall Inn, gli Stati Uniti avevano già vissuto momenti di tensione: al Pepper Hill Club di Baltimora, Maryland, quattordici anni prima erano state arrestate 162 persone. Scontri erano avvenuti all’Hazel’s di Sharp Park, California, nel 1956; al Coopers Do-Nut di Los Angeles, nel 1959; e poi al Black Nite Brawl di Milwaukee, Wisconsin, due anni dopo; al Compton’s Cafeteria di San Francisco, nel 1966: e al Black Cat di Los Angeles, nel 1967.

Ma lo Stonewall era a New York, la città palcoscenico. Questo, al numero 53 di Crhtistopher Street, era il locale gay più popolare della City, l’unico dove era permesso ballare, considerato luogo di perdizione, tra soul music e drag queen, in uno Stato dove l’omosessualità era considerata un reato e clinicamente era classificata come disturbo mentale.

Solo nel 1980 sarebbero stati legalizzati a New York i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Come molti locali gay, anche lo Stonewall Inn era gestito dalla mafia, in particolare dalla famiglia Genovese, per la quale i dollari non avevano sesso. La connivenza con la polizia corrotta permetteva di conoscere in anticipo quando sarebbero avvenute le irruzioni raid, ma quel 28 giugno fu inatteso, perché un raid era avvenuto pochi giorni prima. Gestori e clienti si ribellarono. Nacquero scontri per strada, fino a quando la polizia non disperse i manifestanti.

Ma la rivolta di Stonewall viene considerata il punto di partenza del moderno movimento per i diritti civili Lgbtq+ e celebrata da poeti beat come Allen Ginsberg. Negli anni successivi gli attivisti lottarono per allargare i diritti legali. Il 26 giugno 2015 la Corte Suprema emise una sentenza storica che garantisce alle coppie dello stesso sesso il diritto di sposarsi. Dal 1999, sotto la presidenza di Bill Clinton, giugno è diventato il Pride Month, il mese dell’orgoglio arcobaleno e il momento in cui la comunità ricorda la storia dello Stonewall con parate e celebrazioni. Il 24 giugno di otto anni fa, sotto la presidenza Obama, il pub è diventato monumento nazionale.

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