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"Milwuakee? Una città orribile”. L’autogol di Trump sulla sede della convention dei Repubblicani dove si deciderà il destino delle presidenziali

A luglio sarà la sede della convention dei Repubblicani. La città è il simbolo dello spirito americano, centro industriale e popolato da giovani e operai. Sede dell’azienda Harley Davidson, è stata il set della serie “Happy Days”
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NEW YORK - Donald Trump ha stracciato in pochi secondi un anno di lavoro diplomatico dei Repubblicani che volevano fare di Milwaukee, nel Wisconsin, la città da cui a luglio ripartirà la rivincita alle presidenziali di novembre. Quella di Fonzie, Ricky Cunningham e della Harley-Davidson, scelta come sede della convention Repubblicana a luglio, quattro anni dopo aver ospitato quella dei Democratici, è stata definita dal tycoon “orribile”. Trump l’ha bollata così, “a horrible city”, nel corso dell’incontro a Capitol Hill con i rappresentanti Repubblicani. Quell’aggettivo rischia di diventare un elemento non marginale nella campagna elettorale perché il Wisconsin è uno degli Stati in bilico dove si deciderà, per una manciata di voti, il destino delle presidenziali.

(ansa)

I Repubblicani avevano cercato di tenere la storia sotto traccia. A tirarla fuori è stato su X Jake Sherman, reporter del sito di pol…

NEW YORK - Donald Trump ha stracciato in pochi secondi un anno di lavoro diplomatico dei Repubblicani che volevano fare di Milwaukee, nel Wisconsin, la città da cui a luglio ripartirà la rivincita alle presidenziali di novembre. Quella di Fonzie, Ricky Cunningham e della Harley-Davidson, scelta come sede della convention Repubblicana a luglio, quattro anni dopo aver ospitato quella dei Democratici, è stata definita dal tycoon “orribile”. Trump l’ha bollata così, “a horrible city”, nel corso dell’incontro a Capitol Hill con i rappresentanti Repubblicani. Quell’aggettivo rischia di diventare un elemento non marginale nella campagna elettorale perché il Wisconsin è uno degli Stati in bilico dove si deciderà, per una manciata di voti, il destino delle presidenziali.

(ansa)

I Repubblicani avevano cercato di tenere la storia sotto traccia. A tirarla fuori è stato su X Jake Sherman, reporter del sito di politica Punchbowl. Il post ha avuto più di sette milioni di visualizzazioni. I Democratici hanno reagito indignati, i Repubblicani tentato di negare. Il portavoce di Trump ha detto: “si riferiva alla criminalità”, ma nessuno gli ha creduto. Intanto la macchina della campagna elettorale si è messa in moto. Quella di Joe Biden ha stampato manifesti e comprato cartelloni pubblicitari per informare Milwaukee di cosa Trump pensa realmente della loro città. In uno appare il faccione del tycoon e la scritta: “Trump ai Repubblicani della Camera: 'Milwaukee, dove terremo la nostra convention, è una città orribile'”. Dieci cartelloni luminosi sono già in funzione con l’immagine di Trump e la scritta su campo rosso, il colore dei Repubblicani. Ed è solo l’inizio.

I Dem vogliono sfruttare questo autogol e promettono di martellare la città di slogan nelle prossime quattro settimane. Ogni comunità si sarebbe sentita offesa, ma Milwaukee ha qualcosa di diverso. La città racchiude lo spirito americano: è la “capitale d’America dei latticini”, con la sua produzione di un miliardo di chili di formaggio all’anno, è il centro industriale, operaio, piena di giovani, circondato dalla natura. Sta sul lato occidentale del lago Michigan, a nord di Chicago, nella regione dei Grandi Laghi. Minoranza bianca, tessuto sociale con una lunga storia di segregazione razziale. Il 39 per cento della popolazione è formata da afroamericani, il 20 per cento da ispanici, proprio le due comunità su cui Trump punta per conquistare uno Stato vinto da Biden nel 2020 per soli 21 mila voti.

Nell’immaginario americano Milwaukee è la città qualunque della middle class, scelta non a caso negli anni ’70 per ambientare la serie televisiva “Happy Days”, il posto dove sono nate star del cinema come Spencer Tracy e Gene Wilder, dove è la sede della Harley Davidson, simbolo della libertà americana, ma anche sede di sette college e università, dove cinque ospedali sono considerati tra i primi dieci di tutto il Wisconsin. È la città della stella Nba dei Bucks Giannis Antetokoumpo, quella che offre traversate in kayak lungo il canale che taglia in due la città, il posto dove all’inizio del ‘900 si trasferì una bambina ebrea che lanciò una raccolta fondi per acquistare i libri alle sue compagne di classe, e che un giorno avrebbe firmato la Dichiarazione d’indipendenza di Israele: Golda Meir.

Il sindaco afroamericano, il Democratico Cavalier Johnson, ha commentato: “Se Donald Trump vuole parlare di cose che pensa siano orribili, beh, amico mio, cominciamo dalla tua presidenza”.

L’”orribile” colpisce le tante Milwaukee d’America, grandi e piccole, e l’idea che gli americani hanno di questa città. Al massimo pensavano fosse spaventosa, per via di Jeffrey Lionel Dahmer, il Cannibale, passato alla storia come il mostro di Milwaukee, per aver ucciso e smembrato diciassette uomini, tra il 1978 e il 1991. Ma orribile, ecco, no.

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