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Guerra Ucraina - Russia, le news del 16 giugno

Rostov, irruzione delle forze dell’ordine nel carcere russo: uccisi i sei detenuti dell’Isis che hanno sequestrato due guardie carcerarie: illesi gli ostaggi
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Sono dodici i Paesi, tra cui quelli Sauditi, l’India e il Brasile, che non hanno firmato la dichiarazione finale della conferenza per la pace in Svizzera. "Crediamo che il raggiungimento della pace richieda il coinvolgimento e il dialogo tra tutte le parti", si legge nel comunicato, un documeto che riafferma la necessità di raggiungere la pace attraverso l’integrità territoriale dell’Ucraina. “Siamo già al lavoro per un secondo summit”, annuncia Zelensky. E la premier Meloni da Lucerna avverte: “Confondere la pace con la resa è pericoloso”. Questa mattina sono stati uccisi i sei prigionieri dell’Isis detenuti nel carcere russo nella regione di Rostov che hanno preso in ostaggio due guardie penitenziarie. Le forze dell’ordine di Mosca hanno fatto irruzione nella struttura e hanno sparato ai rapitori: illesi gli ostaggi.

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I’Occidente al fianco di Kiev ma il Sud globale si smarca

La carica dei 101 si trasforma nella marcia degli 80. Tanti infatti sono i Paesi - su 93 presenti, il resto sono organizzazioni internazionali - che hanno accettato di firmare il comunicato finale del Vertice di Pace, l'unico segnale tangibile per misurare quanto l'offensiva diplomatica dell'Ucraina (e della Svizzera) abbia avuto successo o meno. Ma più dei numeri contano i nomi. Big del calibro di Brasile, che partecipava però da osservatore, India, Sud Africa (ovvero i Brics), Indonesia, Messico, Arabia Saudita si sono astenuti. In alcuni casi c'era d'aspettarselo. In altri, meno. Insomma, l'Occidente, dagli Usa e Gb agli europei fino al Giappone, sostiene compatto l'Ucraina, il Sud Globale ha ancora bisogno di qualche spintarella. Volodymyr Zelensky si è detto comunque soddisfatto: "In 84 hanno firmato subito, per me è un grande successo". "Altri - ha aggiunto - hanno deciso di non firmare: dobbiamo rispettare le opinioni di tutti, arriveranno".

Berna: “Arrestare Putin? Deroga se viene al vertice di pace”

"Se Vladimir Putin dovesse venire in Svizzera per un vertice di pace potremmo derogare alle obbligazioni dello Statuto di Roma e non arrestarlo, la nostra legge lo permetterebbe. Ma dovremmo comunque interfacciarci con la Corte Penale Internazionale". Lo ha detto il ministro degli Esteri della Confederazione Svizzera Ignazio Cassis rispondendo ad una domanda in conferenza stampa a conclusione del vertice.

Svizzera: “Possibile nuovo vertice di pace prima delle elezioni Usa”

È "certamente possibile" che il prossimo vertice di pace sull'Ucraina si possa tenere "prima di novembre", ovvero prima delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Lo ha detto il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis, precisando però che dipende dal tipo di lavoro che si farà adesso nei gruppi di lavoro annunciati da Zelensky. La Svizzera si è detta ad ogni modo "disponibile" a continuare il lavoro per la pace.

Zelensky: “La Francia ci aiuta, confido in Macron”

La Francia è un Paese "che ci aiuta in tempi difficili", ma "non abbiamo il potere di stabilizzare la situazione interna di ogni Paese. Il presidente Emmanuel Macron mi ha detto che gli aiuti" militari che Parigi invia all'Ucraina "non si ridurranno. Credo a Macron, ho fiducia in lui". Lo dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rispondendo ad una domanda su un eventuale successo alle elezioni legislative anticipate in Francia del Rassemblement National, al termine del summit sulla pace tenutosi al Buergenstock, un resort di lusso nel Canton Nidvaldo, nella Svizzera Centrale, non lontano da Lucerna, sita in un altro cantone della Confederazione.

Zelensky: “Nessun ultimatum può essere negoziato”

"Nessun ultimatum può essere un negoziato". Lo dice il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky rispondendo ad una domanda in conferenza stampa al termine del summit per la pace di Burgenstock, in Svizzera, e riferendosi alle trattative della primavera del 2022. "Putin non ha proposte, ha solo ultimatum", ha detto Zelensky.

Zelensky: “Gli aiuti militari non aiutano a vincere la guerra”

Gli aiuti militari occidentali sono abbastanza per vincere la guerra? No. Sono arrivati in ritardo? Sì. Ma stiamo lavorando per rafforzare i pacchetti di aiuti". Lo ha detto Volodymyr Zelensky rispondendo alle domande dei giornalisti.

Zelensky: “Putin combatte per se stesso, sa che è isolato”

"Putin combatte per se stesso, comprende che è isolato anche se non totalmente". Lo ha detto Volodymyr Zelensky al termine del summit di pace. "Per questo per la Cina Putin non è un player, abbiamo sollevato l'argomento con la Cina e ne siamo convinti. Il nostro compito è fare di tutto perché la società comprenda il suo isolamento, così avremmo una speranza di finire la guerra diplomaticamente. Ma Putin crede che può ancora dividere l'Europa e altri alleati", ha aggiunto.

Zelensky: “Occidente stanco? Noi lottiamo per sopravvivere”

In Ucraina "noi non abbiamo il problema della stanchezza, ma della sopravvivenza, perché Putin è venuto per distruggerci". Lo dice il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa al Buergenstock, resort nella Svizzera centrale in cui si è tenuto il summit sulla pace in Ucraina, rispondendo ad una domanda circa la stanchezza dei Paesi occidentali nel fornire aiuti al Paese aggredito dalla Russia. Vladimir Putin, continua, "non si fermerà in Ucraina.
Andrà avanti, credetemi, e allora tutti penseranno, in Europa, alla sopravvivenza e all'emigrazione", conclude.

Zelensky: “La Cina rispetti la nostra integrità e ci appoggi”

"Noi rispettiamo la Cina, noi vogliamo che rispetti l'integrità territoriale dell'Ucraina. La Cina è una economia seria e ha una influenza politicamente" rilevante "sulla Russia, la Cina potrebbe aiutarci. Non abbiamo ricevuto proposte" di pace da Pechino. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella conferenza stampa finale al summit per la pace di Burgenstock.

Zelensky: “A Kharkiv situazione stabilizzata, daremo risposta forte”

"Il nostro compito oggi è non consentire successi" sul campo per la Russia nella zona di "Kharkiv. La situazione lì è migliorata, si è stabilizzata, grazie ai nostri guerrieri. Nel prossimo futuro arriverà una risposta più forte", anche grazie all'aiuto dei nostri "partner". Lo dice il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa a Buergenstock, in Svizzera.

Zelensky: “Non tutti i Paesi hanno firmato? Arriveranno”

"Alcuni Paesi hanno deciso di non firmare, dobbiamo rispettare le opinioni di tutti: arriveranno". Lo ha detto Volodymyr Zelensky alla fine del vertice di pace.
"In 84 hanno firmato subito, per me è un grande successo", ha detto. "Certi Paesi hanno la loro visione sulla guerra e c'è anche l'eredità storica dell'Urss nelle relazioni con alcuni Paesi e questo va tenuto conto".

(afp)

Zelensky: “La Russia non è pronta per la pace”

"La Russia non è pronta a una pace giusta". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella conferenza stampa finale al summit per la pace di Burgenstock. "Questo è un errore", ha sottolineato.

La dichiarazione finale del summit per la pace: “Inammissibili le minacce nucleari”

“Qualsiasi utilizzo dell'energia nucleare e degli impianti nucleari deve essere sicuro, protetto, tutelato e rispettoso dell'ambiente. Le centrali e gli impianti nucleari ucraini, inclusa la centrale nucleare di Zaporizhzhia, devono funzionare in modo sicuro e protetto sotto il pieno controllo sovrano dell'Ucraina e in linea con i principi dell'Aiea e sotto la sua supervisione". Lo si legge nel comunicato finale del summit per la pace in Ucraina. "Qualsiasi minaccia o uso di armi nucleari nel contesto della guerra in corso contro l'Ucraina è inammissibile", recita il documento.

Trudeau: “In Canada un incontro sul costo umanitario della guerra”

"Oggi ho partecipato a una sessione sui prigionieri e le persone deportate, compresi bambini: si stima che 20 mila bambini siano stati portati via dalle loro case e famiglie ma anche dalla loro lingua e cultura" nella guerra in Ucraina. "La comunità internazionale deve unirsi in un appello affinché tutto questo finisca. Nei prossimi mesi il Canada intende ospitare un incontro a livello di ministri degli Esteri per fare progressi sul lavoro in merito al costo umano di questa guerra". Lo ha detto il premier canadese Justin Trudeau al summit per la pace in Ucraina in Svizzera.

Il presidente del Ghana: “L’Africa è la più grande vittima della guerra”

Il presidente del Ghana, Nana Akufo-Addo, ha dichiarato che l'Africa è stata la più grande vittima della guerra in Ucraina, a causa delle conseguenze che questo conflitto ha avuto sul commercio alimentare internazionale, che ha portato a un'impennata dei prezzi e a un'inflazione dilagante. "Le conseguenze dell'invasione (della Russia) vanno oltre i confini dell'Europa e per molti versi l'Africaè stata la vittima principale a causa dell'interruzione del commercio globale, delle catene di approvvigionamento e del blocco del Mar Nero", ha detto in una conferenza stampa a conclusione del Vertice di pace sull'Ucraina organizzato dal governo svizzero. Il presidente è stato invitato a parlare come rappresentante del cosiddetto Sud globale, così come il suo omologo cileno, Gabriel Boric. Alla stessa conferenza stampa, che non era aperta alle domande dei giornalisti, sono intervenuti anche la presidente dell'Unione Europea, Ursula Von Der Leyen, il primo ministro canadese, Justin Trudeau, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Akufo-Addo ha affermato che, in virtu' di queste considerazioni, tutti i Paesi dovrebbero essere interessati a partecipare alle iniziative volte a riportare l'Ucraina a una vita di pace duratura. Tuttavia, ha sottolineato che non crede che si possa raggiungere una risoluzione definitiva del conflitto se non si trova un modo per coinvolgere Russia e Cina nelle deliberazioni.

Zelensky: “Il successo più grande sarebbe la fine della guerra”

La Russia "ha fatto di tutto perché i leader non arrivassero" a partecipare al summit per la pace di Buergenstock, in Svizzera, ma i leader hanno partecipato ugualmente. "Il successo più grande per noi è la fine della guerra". La conferenza di "oggi è il primo passo" verso quell'obiettivo, "ma piuttosto potente". Lo dice il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa al termine del summit tenutosi nel resort affacciato sul Lago dei Quattro Cantoni.

Il comunicato finale del summit in Svizzera: impegno su prigionieri e sicurezza nucleare e alimentare

I Paesi che hanno sottoscritto il comunicato finale del summit per la pace in Ucraina di Buergenstock, in Svizzera, si impegnano a lavorare in particolare su tre aspetti della guerra in corso da oltre due anni: sicurezza nucleare, sicurezza alimentare e prigionieri, inclusi i bambini ucraini deportati. I partecipanti hanno avuto "uno scambio fruttuoso, esaustivo e costruttivo di diversi punti di vista sui percorsi verso un quadro per una pace globale, giusta e duratura, basata sul diritto internazionale, compresa la Carta delle Nazioni Unite". In particolare, "riaffermiamo il nostro impegno ad astenerci dalla minaccia o dall'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, i principi di sovranità, indipendenza e integrità territoriale di tutti gli Stati, compresa l'Ucraina, all'interno dei loro confini riconosciuti a livello internazionale, comprese le acque territoriali, e la risoluzione delle controversie con mezzi pacifici come principi del diritto internazionale".
Inoltre, "abbiamo una visione comune sui seguenti aspetti cruciali: in primo luogo, qualsiasi utilizzo dell'energia nucleare e degli impianti nucleari deve essere sicuro, protetto, tutelato e rispettoso dell'ambiente. Le centrali e gli impianti nucleari ucraini, inclusa la centrale nucleare di Zaporizhzhia, devono funzionare in modo sicuro e protetto sotto il pieno controllo sovrano dell'Ucraina e in linea con i principi dell'Aiea e sotto la sua supervisione. Qualsiasi minaccia o uso di armi nucleari nel contesto della guerra in corso contro l'Ucraina è inammissibile".

Usa: “Da Putin proposta non ragionevole, sfida il buon senso”

"Nessuna nazione responsabile può dire che questa sia una base ragionevole per la pace. Sfida la Carta delle Nazioni Unite, sfida la moralità fondamentale, sfida il buon senso". Così il consigliere americano per la sicurezza nazionale Jake Sullivan ha respinto a Burgerstock la proposta di pace presentata dal presidente russo Vladimir Putin, affermando che soddisfare le richieste di Mosca renderebbe Kiev ancora più vulnerabile a ulteriori aggressioni. Lo riporta il Guardian.

Von der Leyen: “Nessuno accetterebbe i termini di Putin per la pace”

"Nessun Paese accetterebbe mai i termini vergognosi di Putin. Il percorso per la pace reale richiede determinazione, alla fine toccherà all'Ucraina decidere i termini di una pace giusta. Chiedo alla Russia di ascoltare la voce della comunità internazionale". Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen al termine del vertice di pace.

Zelensky: “Al lavoro per il secondo vertice di pace, tra mesi non anni”

"Siamo in guerra, non abbiamo tempo, il lavoro per il prossimo vertice deve prendere mesi, non anni". Lo ha detto Volodymyr Zelensky al termine del summit, precisando di aver già proposto la creazione di "gruppi di lavoro". "Quando saremo pronti, ci sarà un nuovo vertice e alcuni Paesi si sono già offerti di ospitarlo". Questi gruppi di lavoro, secondo Zelensky, potrebbero essere ospitati da diversi Paesi disponibili ad accogliere le delegazioni, che saranno a vari livelli, sia di "consiglieri" - come nelle prime fasi del processo che ha portato al vertice di Lucerna - sia di "ministri". Si lavorerà su "temi specifici". "È importante che tutti i partecipanti hanno sostenuto l'integrità territoriale dell'Ucraina, altrimenti non ci sarà pace".

La dichiarazione finale del summit in Svizzera: “Rispettare l’integrità dell’Ucraina”

Decine di Paesi presenti al vertice di pace sull'Ucraina, tenutosi in Svizzera, hanno affermato domenica che l'"integrità territoriale" di Kiev dovrebbe essere rispettata e che il "dialogo tra tutte le parti" sarebbe necessario per trovare una soluzione duratura. "Crediamo che il raggiungimento della pace richieda il coinvolgimento e il dialogo tra tutte le parti", si legge in un comunicato finale, sostenuto dalla stragrande maggioranza degli oltre 90 Paesi che hanno partecipato al forum. Il documento ha anche riaffermato l'impegno all'"integrità territoriale di tutti gli Stati, compresa l'Ucraina".

Il New York Times pubblica documenti sul negoziati di pace Mosca-Kiev del 2022

Il New York Times pubblica la documentazione che racconta le trattative di pace tra Russia e Ucraina nel 2022, aprendo uno squarcio sui dettagli dei negoziati, poi falliti. I file erano stati già resi noti dal Wall Street Journal a marzo scorso, che aveva pubblicato la bozza di trattato di pace redatta dai negoziatori russi e ucraini del 15 aprile 2022, a sei settimane dall'inizio della guerra. Tra i punti dell'intesa in larga parte stipulata nel corso dei negoziati a Istanbul del marzo di quell'anno, l'Ucraina doveva diventare uno Stato permanentemente neutrale e non aderire a blocchi militari come la Nato. La Crimea sarebbe rimasta russa ma senza il riconoscimento di Kiev, che sarebbe stata costretta a non disporre di armi straniere e a ridurre le sue Forze armate, che dovevano passare a 85mila effettivi, 342 carri armati e 519 pezzi di artiglieria. La lingua russa doveva essere usata su un piano paritario con l'ucraino, mentre le sorti del Donbass sarebbero state discusse in un secondo momento.
Ora il Nyt rivela che uno dei punti che hanno probabilmente contribuito a far saltare un'intesa è il cosiddetto articolo 5:
in caso di un altro attacco armato contro l'Ucraina, gli "Stati garanti" che avrebbero firmato il trattato - Gran Bretagna, Cina, Russia, Stati Uniti e Francia - sarebbero intervenuti direttamente in difesa dell'Ucraina. Ma Mosca volle inserire una clausola secondo la quale "tutti gli Stati garanti, Russia compresa", avrebbero dovuto approvare la risposta nel caso in cui l'Ucraina fosse stata attaccata. Insomma, una sorta di diritto di veto di Mosca, che di fatto avrebbe potuto nuovamente invadere il territorio ucraino.
La clausola, giudicata assurda, fece precipitare le cose: con questo cambiamento, disse uno dei negoziatori ucraini "non avevamo alcun interesse a continuare i colloqui"

Sauditi, India e Brasile non firmano comunicato del summit

Molti Paesi chiave del Sud Globale - come Arabia Saudita, Messico, India, Brasile, Sud Africa, Indonesia - non hanno firmato la dichiarazione finale del vertice di pace di Lucerna.

Il cardinale Parolin: “L’unica via per la pace è il dialogo tra tutte le parti coinvolte”

"È importante reiterare che l'unico mezzo per raggiungere una pace stabile e giusta" in Ucraina "è il dialogo tra tutte le parti coinvolte" nel conflitto in corso da oltre due anni. Lo sottolinea il segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, intervenendo nel summit per la pace in Ucraina in corso al Buergenstock, nel territorio di Stansstad (Canton Nidvaldo, Svizzera). La Santa Sede "esprime la speranza che gli sforzi diplomatici attualmente promossi dall'Ucraina e sostenuti da così tanti Paesi vengano migliorati, per raggiungere i risultati che le vittime meritano e in cui spera il mondo intero", aggiunge.

Lettonia: “Zelensky illegittimo? Putin vuole minare il vertice”

"Le accuse di illegittimità del Cremlino a Volodymyr Zelensky sono chiaramente una strategia per minare il processo di pace". Lo ha detto all'Ansa Baiba Braže, ministra degli Esteri della Lettonia, nel corso di un'intervista a margine del vertice di pace a Lucerna. "Mosca - ha aggiunto - ha esercitato grande pressioni su diversi Paesi perché non partecipassero al vertice ma non ha avuto successo: quello che vediamo qui è la nascita di una maggioranza di sostegno globale ai principi della Carta dell'Onu". "Il fatto che la Cina non sia qui è una perdita per Pechino e penso che lo realizzeranno".

Financial Times: “La Russia primo fornitore di gas dell’Europa, supera gli Usa”

La Russia torna ad essere a maggio il principale fornitore di gas dell'Europa, superando per la prima volta in due anni gli Stati Uniti. Lo scrive il Financial Times, spiegando che l'inversione di rotta indica la difficoltà del vecchio continente di ridurre la dipendenza dal gas russo, con diversi Paesi dell'Europa orientale che dipendono ancora dalle importazioni da Mosca. Secondo i dati dell'Icis (Indipendent commodity intelligence service), citati dal quotidiano britannico, il mese scorso le spedizioni di gas e Gnl dalla Russia hanno rappresentato, nonostante le sanzioni, il 15% della fornitura totale verso Ue, Regno Unito, Svizzera, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Macedonia del Nord. Mosca continua infatti ancora a garantire forniture all'Europa tramite i gasdotti che attraversano l'Ucraina e la Turchia. Il gas liquefatto proveniente dagli Stati Uniti si è invece fermato al 14% della fornitura alla regione, segnando il livello più basso dall'agosto 2022.
Secondo gli analisti dell'Icis, la situazione dovrebbe comunque essere solo contingente e non durare a lungo. I flussi di maggio sono stati infatti influenzati da diversi fattori occasionali, tra cui un'interruzione in un importante impianto di esportazione di Gnl degli Stati Uniti. La Russia ha invece inviato più gas attraverso la Turchia in vista della manutenzione del gasdotto programmata a giugno.

Mosca: “Conquistata un’altra città nel sud dell’Ucraina”

Mosca ha rivendicato la conquista di un'altra città nel sud dell'Ucraina. Si tratta di Zagirne, nella regione di Zaporizhzhia, scrivono le agenzie russe. "Le unità del raggruppamento delle forze orientali hanno liberato l'insediamento di Zagirne nella regione di Zaporizhia e hanno occupato posizioni più favorevoli", ha affermato il ministero della Difesa russo nel suo briefing quotidiano.

La Norvegia fornirà a Kiev gli aiuti per riparare le infrastrutture energetiche

La Norvegia ha assicurato che fornirà 1,1 miliardi di corone (103 milioni di dollari) all'Ucraina per aiutarla a riparare le sue infrastrutture energetiche e garantire la fornitura di elettricità al Paese prima del prossimo inverno. "La Russia sta effettuando attacchi massicci e sistematici per paralizzare la rete elettrica, ma gli ucraini stanno lavorando giorno e notte per mantenere la fornitura essenziale di elettricità alla popolazione", ha dichiarato il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store, in un comunicato stampa. Secondo le ultime stime del governo ucraino, i bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche del paese hanno dimezzato la produzione di elettricità del Paese dallo scorso inverno. "Stiamo discutendo intensamente con l'Ucraina su come utilizzare questi fondi nel modo piu' efficace. Gli stessi ucraini sono nella posizione migliore per sapere cosa è necessario" ha aggiunto Store, sottolineando che è importante iniziare a riparare le infrastrutture prima dell'arrivo dell'inverno.

Meloni: “Per l’Ucraina sono 844 giorni di resistenza eroica all’aggressione”

"Sono trascorsi 844 giorni dall'inizio dell'aggressione della Russia", sono "844 giorni di eroica resistenza ucraina e di unità incrollabile che non ha mai mancato di sostenere il popolo ucraino. Difendere l'Ucraina significa difendere quel sistema di regole che tiene unita la comunità internazionale e protegge ogni Nazione". Così la premier Giorgia Meloni nel suo intervento alla conferenza di pace in corso al resort di Burgenstock, in Svizzera. "Se l'Ucraina non avesse potuto contare sul nostro appoggio e quindi fosse stata costretta ad arrendersi, oggi non saremmo qui a discutere le condizioni minime per un negoziato. Si tratterebbe solo di discutere dell'invasione di uno Stato sovrano e tutti noi possiamo immaginare con quali conseguenze", ha spiegato il presidente del Consiglio.

Lettonia: “La Russia restituisca i bambini sottratti”

"L'Ucraina non può raggiungere la pace senza il ritorno a casa dei bambini sottratti con la forza ai loro genitori dalla Russia". Lo ha affermato il presidente lettone, Edgars Rinkevics, intervenendo alla conferenza sull'Ucraina in corso in Svizzera. Rinkevics ha sottolineato, a tal proposito, che la comunità internazionale ha il dovere di indagare in profondità le circostanze in cui la sottrazione dei bambini è avvenuta e portare a giudizio i responsabili di tale crimine.

Cremlino: “La situazione in prima linea sta peggiorando”

"La situazione dell'Ucraina in prima linea sta peggiorando". Lo ha affermato il portavoce del cremlino Dmitry Peskov. "Le circostanze attuali sul terreno si verificano ogni volta che Putin dà voce a iniziative di pace e tenta di avvicinarsi alla via politica e diplomatica. Per l'Ucraina peggiorano ogni volta", ha aggiunto in un'intervista per il canale televisivo Rossiya 24.

Cremlino: “Putin non rifiuta il dialogo, ma Zelensky illegittimo”

"Il presidente russo Vladimir Putin non rifiuta i negoziati con l'Ucraina, ma il loro esito deve essere approvato dal legittimo governo ucraino. Volodymyr Zelensky non appartiene a questa categoria". Lo afferma il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, scrive la Tass. Zelensky "non è la persona con cui si può registrare un accordo per iscritto perché de jure questa registrazione sarà illegittima"."Tuttavia, Putin non rifiuta nulla, non rifiuta la possibilità di negoziati, secondo la costituzione del Paese", ha aggiunto Peskov.

Meloni: “Ora unire gli sforzi per aiutare Kiev, l’Italia c’è”

"L'Italia ha sempre fatto la sua parte e non ha intenzione di voltare le spalle ma dobbiamo unire tutti i nostri possibili sforzi per aiutare l'Ucraina a guardare al futuro ed è quello che abbiamo fato al G7 sotto la presidenza italiana". Lo ha detto Giorgia Meloni intervenendo alla plenaria del vertice di pace. "Possiamo costruire molto dopo la discussione di oggi", ha aggiunto.

Lituania: “La Russia si ritiri dalla centrale di Zaporizhzhia”

“Solo dopo che l'Ucraina avrà ripreso il pieno controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la sicurezza nucleare della centrale potrà dirsi garantita". Lo ha affermato oggi il presidente lituano, Gitanas Nauseda, nel corso del vertice sull'Ucraina in corso in Svizzera. Nauseda ha sottolineato che il suo Paese ritiene indispensabile che la Russia ritiri immediatamente il suo personale militare e civile e rimuova armi e attrezzature militari dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia in modo da trasferire in sicurezza il suo controllo all'Ucraina in conformità con i principi dell'Aiea. Il presidente ha inoltre ribadito che sia il dispiegamento di armi nucleari tattiche sul territorio della Bielorussia che la minaccia da parte di Mosca di utilizzare armi nucleari nel corso della guerra contro l'Ucraina sono del tutto inaccettabili. "È essenziale che la comunità internazionale unisca le forze e lavori insieme per garantire la resilienza energetica dell'Ucraina e la sicurezza dell'approvvigionamento energetico.
La Lituania è e sarà sempre parte di questo processo e continuerà a sostenere l'Ucraina fino alla vittoria", ha detto Nauseda.

Meloni: “Confondere la pace con soggiogazione è pericoloso”

"La pace non significa resa, come Putin sembra suggerire. Confondere la pace con la soggiogazione sarebbe un pericolo precedente per tutti". Lo ha detto Giorgia Meloni intervenendo alla plenaria del vertice di pace in Svizzera.

Conferenza in Svizzera sull'Ucraina, Meloni: "Confondere la pace con la resa a Putin è pericoloso"

Meloni a Zelensky: “Puoi contare su di noi per tutto il tempo necessario”

“L'Ucraina può continuare a contare sull'appoggio dell'Italia "per tutto il tempo necessario". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo alla conferenza di pace al resort di Burgenstock, in Svizzera "Zelensky può contare su di noi per tutto il tempo necessario", ha detto la premier.

(afp)

Cremlino: “Zelensky rifletta sulla proposta di Putin”

“Zelensky dovrebbe pensare all'offerta di pace di Putin perché la situazione militare a Kiev è peggiorata". Lo afferma Dmitry Peskov, il portavoce del presidente russo, come scrive la Tass.

Kuleba: “È chiaro che serve la Russia al tavolo dei negoziati, ma vogliamo arrivarci in posizione di forza”

"Il processo di redazione del comunicato è nella fase finale. Non abbiamo problemi" con il fatto che anche la Russia deve essere coinvolta in eventuali negoziati di pace, poiché "è chiaro che, per mettere fine alla guerra, bisogna avere entrambe le parti al tavolo. Il mio lavoro e la priorità del presidente Volodymyr Zelensky è portare l'Ucraina al tavolo nella posizione più forte possibile". Lo dice il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, a margine del summit sulla pace in Ucraina organizzata al Buergenstock, un resort extralusso nel Canton Nidvaldo, nella Svizzera centrale.

Tajani: “Lavoriamo per una pace giusta”

"Lavoriamo con tutti i Paesi alleati e partner per una pace giusta senza una resa dell'Ucraina. L'Italia vuole essere protagonista della pace e della ricostruzione". Lo ha scritto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, su X, riferendosi ai lavori sulla conferenza per la pace in Ucraina in corso al resort di Burgenstock, in Svizzera.

Kuleba: “Riad chiede compromessi? Rispettiamo le posizioni”

"Due settimana fa si scriveva che l'Arabia Saudita aveva declinato l'invito al summit e noi sapevamo che non era vero. Il fatto che sia qui dimostra che è impegnata nel processo di pace: Riad è nella partita". Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di alcuni Paesi del Sud Globale. Riad aveva parlato della necessità di "compromessi difficili". "Noi rispettiamo le posizioni degli altri Paesi. La nostra posizione è chiara: i principi fondamentali del diritto internazionale e della carta dell'Onu devono essere al centro del processo di pace, sul resto possiamo parlare".

Kuleba: “Compiuti passi avanti enormi verso la pace”

“I Paesi che non sono venuti al vertice vedono quello che sta accadendo: l'Ucraina sta costruendo consenso intorno alla formula di pace e questo ci permette di compiere enormi passi avanti verso una pace giusta, non a tutti i costi". Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba parlando ai giornalisti. "Il prossimo summit dovrebbe portare alla fine della guerra e abbiamo bisogno che l'altra parte sia al tavolo: il nostro compito è portare l'Ucraina a quel tavolo il più forte possibile", ha detto precisando che "il processo di finalizzazione del comunicato è nella sua fase finale".

Rostov, uccisi i prigionieri-sequestratori dell’Isis e liberati gli ostaggi

L’agenzia Interfax fa sapere che le due guardie carcerarie prese in ostaggio da sei prigionieri dell’Isis in un centro di detenzione nella regione meridionale di Rostov, in Russia, sono stati liberati. Le forze dell’ordine russe hanno fatto irruzione nella prigione e hanno uccisi i rapitor.

Rostov, uccisi due prigionieri dell’Isis

Sono stati uccisi almeno due dei sei prigionieri dell’Isis che hanno preso in ostaggio due guardie carcerarie russe nel centro di detenzione nella regione di Rostov.

Sentiti spari vicino al centro di detenzione di Rostov

Si sono sentiti degli sparti vicino al centro di detenzione russo nella regione di Rostov dove due guardie carcerarie sono state prese in ostaggio da sei prigionieri dell’Isis. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Ria.

Guardie in ostaggio a Rostov, negoziati in corso

Un procedimento penale è stato aperto sulla presa di ostaggi in un centro di custodia cautelare a Rostov sul Don. Lo ha reso noto il comitato investigativo russo. "La sezione del comitato investigativo russo per la regione di Rostov ha aperto un procedimento penale sulla base delle prove del reato ai sensi dell'articolo 206 del codice penale russo (presa di ostaggi), ha detto il comitato sul suo canale Telegram. La sezione regionale di Rostov del servizio penitenziario federale russo ha fatto sapere questa mattina che i detenuti di un centro di custodia cautelare nella regione di Rostov, in Russia, hanno preso in ostaggio due guardie. Le trattative sono in corso. Una squadra di dipendenti dell'ufficio centrale del servizio penitenziario federale russo si è immediatamente recata nella regione per condurre un'indagine. I servizi di emergenza hanno riferito a Interfax che sei detenuti, armati di coltelli e gambi, hanno chiesto un'auto e sono scappati dal centro di detenzione. Hanno affermato di essere membri dell'organizzazione terroristica Isis, hanno riferito i servizi di emergenza.

Yermak: “Lavoriamo a tabella di marcia per importanti temi di sicurezza”

"Oggi continuiamo il nostro lavoro al Vertice per la pace. Stiamo lavorando su una tabella di marcia per importanti questioni di sicurezza". Lo scrive su X il capo di gabinetto ucraino Andriy Yermak.

Media ucraini: “Il comunicato della conferenza di pace in Svizzera è una bozza, manca l’accordo”

I media di Kiev sottolineano che il comunicato congiunto del Vertice di pace in Svizzera diffuso stanotte da organi di stampa internazionali è una bozza datata 13 giugno su cui non è stato ancora raggiunto un accordo ufficiale tra i partecipanti al summit. Esiste un possibile scenario in cui il documento potrebbe essere adottato senza il consenso di tutti i partecipanti, con controversie sorte su parole specifiche del comunicato. Tuttavia il capo dell'ufficio della presidenza ucraina Andriy Yermak ha dichiarato che esiste un chiaro consenso tra i partecipanti riguardo al comunicato congiunto.

Russia, i due ostaggi in mano a sei detenuti Isis con coltello

Sono armati di coltelli i detenuti dell'Isis che hanno preso in ostaggio due guardie del centro di custodia cautelare nella regione di Rostov. Lo scrive l'agenzia Interfax la quale precisa che i detenuti hanno chiesto di avere un'auto e di poter uscire liberamente dal carcere. "Un gruppo di sei prigionieri che ha preso in ostaggio due dipendenti ha chiesto di fornire loro un'auto e di uscire liberamente dal centro di detenzione preventiva. In risposta, hanno promesso di rilasciare gli ostaggi. Le trattative sono in corso", hanno dichiarato i servizi di emergenza

Ucciso in un attacco di droni un giornalista russo

Un giornalista russo è stato ucciso in un attacco di droni nell'Ucraina orientale, dove stava preparando un reportage: Lo hanno denunciato i media russi tre giorni dopo la morte di un altro corrispondente russo vicino al fronte. "Nikita Tsitsagi è stato ucciso in un attacco da parte dei droni dell'esercito ucraino", ha riferito News.Ru su Telegram. L'attacco sarebbe avvenuto nella zona del monastero di Saint-Nicolas, vicino a Vougledar, una cittadina dove da mesi si combattono aspri combattimenti. Giovedì, un giornalista della televisione di stato russa era stato ucciso e un altro ferito in un attacco di droni ucraini a Golmivsky, un villaggio controllato dai russi vicino al fronte nella regione orientale di Donetsk. Il ministero degli Esteri russo ha accusato l'Ucraina di aver deliberatamente "preso di mira" i giornalisti. Il presidente Vladimir Putin ha dichiarato all'inizio di giugno che "almeno trenta" giornalisti russi erano morti dall'inizio del conflitto in Ucraina

Rostov, due guardie prese in ostaggio dall’Isis in una prigione

Due agenti penitenziari sono stati presi in ostaggio da membri dell'organizzazione jihadista Stato Islamico in un centro di detenzione nella regione di Rostov, nel Sud della Russia. Lo hanno annunciato i servizi carcerari. "Gli imputati detenuti in una delle celle del centro di detenzione della regione di Rostov hanno preso in ostaggio due agenti penitenziari", hanno detto in un comunicato stampa. Secondo una fonte delle forze dell'ordine citata dalla Tass, tra i sequestratori ci sono membri dell'Isis che devono comparire in tribunale con l'accusa di "terrorismo". "Il capo della Direzione principale del Servizio penitenziario federale della Russia si trova sul luogo dell'incidente, così come i rappresentanti delle forze dell'ordine interagenti e l'ufficio del pubblico ministero", si legge in un comunicato. Secondo il dipartimento, sono in corso trattative per il rilascio degli ostaggi. "L'istituto sta operando normalmente, la situazione è sotto controllo", ha aggiunto il Servizio penitenziario federale. La Russia è stata ripetutamente bersaglio di attacchi rivendicati dall'organizzazione jihadista: l'ultimo in ordine di tempo risale al 22 marzo quando alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco in una sala concerti vicino a Mosca, uccidendo almeno 144 persone e ferendone centinaia.

Meloni attesa alle 11:30 alla conferenza di pace in Svizzera

La premier Giorgia Meloni è attesa alle 11.30 al resort di Burgenstock, in Svizzera, dove è in corso la conferenza di pace sull'Ucraina iniziata ieri. Lo fa sapere Palazzo Chigi. Presente alla conferenza anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Conferenza in Svizzera: “Per la pace servono tutte le parti”

"Il raggiungimento della pace richiede il coinvolgimento e il dialogo tra tutte le parti", si legge in un comunicato congiunto diffuso al termine della prima giornata del vertice per la pace in Ucraina in corso in Svizzera.

Trump: “Zelensky venditore, ogni volta se ne va con 60 miliardi”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è "il maggior venditore della storia. Ogni volta che viene in questo Paese va via con 60 miliardi di dollari. Poi quando torna a casa ha bisogno di altri" soldi. Lo afferma Donald Trump, ribadendo che se ci fosse stato lui alla Casa Bianca la guerra in Ucraina non ci sarebbe mai stata.

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