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La mossa di Barcellona contro l’overtourism: “Entro il 2028 via a tutte le case vacanze, le restituiremo ai residenti”

Il sindaco Jaume Collboni ha dichiarato che le oltre 10mila licenze termineranno nel novembre 2028 e non verranno rinnovate. “Vogliamo garantire il diritto di vivere e affrontare in modo efficace la crisi abitativa”
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Nuovo colpo al sovraturismo in Spagna. Dopo le proteste dei residenti dalle Canarie a Siviglia e Malaga che hanno portato a restrizioni, tasse di ingresso e misure anti-affollamento fino alle Baleari dove il 15 agosto si terrà un referendum sulla proposta di chiudere il borgo di Binibeca Vell, è Barcellona, una delle città più colpite dai flussi turistici cresciuti in maniera incontrollata nel post-Covid a presentare il progetto di riconversione di 10mila affitti turistici in affitti residenziali a partire dal 2029.

Cinque anni per invertire una rotta ormai nota dalla maggior parte delle grandi città che vedono i centri storici spopolarsi di residenti e servizi per lasciare spazio a b&b, ristoranti e negozi di souvenir. Un esempio tra tutti è la triste parabola di Venezia.

Nuovo colpo al sovraturismo in Spagna. Dopo le proteste dei residenti dalle Canarie a Siviglia e Malaga che hanno portato a restrizioni, tasse di ingresso e misure anti-affollamento fino alle Baleari dove il 15 agosto si terrà un referendum sulla proposta di chiudere il borgo di Binibeca Vell, è Barcellona, una delle città più colpite dai flussi turistici cresciuti in maniera incontrollata nel post-Covid a presentare il progetto di riconversione di 10mila affitti turistici in affitti residenziali a partire dal 2029.

Cinque anni per invertire una rotta ormai nota dalla maggior parte delle grandi città che vedono i centri storici spopolarsi di residenti e servizi per lasciare spazio a b&b, ristoranti e negozi di souvenir. Un esempio tra tutti è la triste parabola di Venezia.

A comunicare la rivoluzionaria mossa è Jaume Collboni, il sindaco socialista che ha sostituito Ada Colau, che in una conferenza stampa sulle novità in materia di politiche abitative al motto di “Prioritzem Habitatge” ha annunciato zero tolleranza per gli appartamenti turistici, tema caro ai barcellonesi che vivono l’emergenza abitativa come uno dei principali problemi della città. “Vogliamo garantire il diritto di vivere a Barcellona e affrontare in modo efficace la crisi abitativa che soffriamo da anni. A partire dal 2029 non ci saranno più appartamenti turistici così come li conosciamo oggi. Recupereremo gli attuali 10.101 b&b per destinarli al mercato residenziale”.

Il tutto per combattere anche la deriva del mercato immobiliare cresciuti di quasi il 70 per cento per quanto riguarda gli affitti e del 40 per cento per le vendite. "Non possiamo permettere che la maggior parte dei giovani che vogliono andare via dalla casa famigliare debbano lasciare Barcellona", ha aggiunto Collboni che su X ha condiviso il messaggio di sostegno della ministra agli Alloggi del governo Sánchez, Isabel Rodríguez García.

La Spagna dei miracoli

A definire le modalità che porteranno al recupero di 10mila appartamenti per uso residenziale che vedranno scadere le loro licenze è intervenuta l’assessora all’Urbanismo Laia Bonet spiegando che non sarà prevista un indennizzo per i proprietari che perderanno la licenzia, considerando un risarcimento i cinque anni di attività da oggi fino a tutto il 2028. Collboni ha inoltre spiegato che la misura voluta da Colau che obbliga i costruttori a destinare il 30 per cento delle nuove grandi strutture ad abitazioni sociali verrà rivista.

L’annuncio ha raccolto le critiche dell’opposizione e delle associazioni degli inquilini secondo i quali Collboni si sarebbe limitato a seguire le disposizioni della legge sulle abitazioni della Generalità di Catalogna che aveva già approvato restrizioni sulle licenze portando la scadenza a un massimo di cinque anni e la presenza a un massimo di 10 abitazioni turistiche ogni cento case. Il 2028 viene considerata poi una data troppo lontana per rispondere a una deriva ormai considerata troppo pericolosa per la vivibilità della metropoli catalana.

“Una misura irresponsabile e demagogica che porterà la crescita della disoccupazione”, commenta la piattaforma di affitti turistici Apartur, mentre per Dani Sirera del Partito Popolare catalano “la fine degli appartamenti turistici a Barcellona, che rappresentano il 25 per cento del turismo in città, comprometterà il settore economico e l’intero terziario”.

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