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Guerra Israele-Hamas, le news del 26 giugno. Netanyahu al confine con il Libano: “Se guerra con Hezbollah, vinceremo”. Germania e Olanda invitano i propri cittadini a lasciare il Paese

Guerra Israele-Hamas, le news del 26 giugno. Netanyahu al confine con il Libano: “Se guerra con Hezbollah, vinceremo”. Germania e Olanda invitano i propri cittadini a lasciare il Paese
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Msf denuncia l’uccisione di un suo medico, per Idf era della Jihad. Raid sono stati segnalati nelle stesse ore nelle zone sudoccidentali della città di Gaza e a Rafah
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Almeno tre persone sono morte e altre 12 sono rimaste ferite in un bombardamento israeliano che stanotte ha colpito una casa a Beit Lahia, nel nord della Striscia. Lo afferma l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Raid sono stati segnalati nelle stesse ore nelle zone sudoccidentali della città di Gaza e a Rafah, nel sud dell'enclave palestinese.

L’esercito israeliano afferma di aver ucciso in un raid di droni sulla città di Gaza un membro della Jihad islamica, che Medici senza frontiere (Msf) ha invece identificato come membro del suo staff.

I legali di Netanyahu: “Potrà essere al processo solo nel 2025”

La difesa del primo ministro Benjamin Netanyahu ha riferito al tribunale distrettuale di Gerusalemme che, a causa della guerra in corso, il premier potrà testimoniare nel processo per corruzione solo nel marzo del prossimo anno. In una dichiarazione scritta alla corte, gli avvocati di Netanyahu scrivono che anche in tempi tranquilli, "i preparativi per ascoltare la testimonianza di un imputato su tale scala richiedono un periodo di tempo significativo. Nella realtà attuale, in cui la difesa è tenuta a preparare il primo ministro per la testimonianza nel mezzo della guerra, il periodo di tempo necessario per farlo in un modo che non comprometta i suoi diritti e la sua difesa è significativamente più lungo"

Parolin a Beirut: “Le parti in guerra accettino le proposte di pace”

Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha esortato oggi le parti in conflitto nel Medio Oriente a "accettare proposte di pace", sottolineando come la regione, incluso il Libano, "non ha bisogno di guerra".
In una conferenza stampa svoltasi a Beirut durante la sua visita in Libano, Parolin ha detto che "il Medio Oriente sta vivendo un momento critico". E ha affermato che la Santa Sede chiede "l'accettazione delle proposte di pace per fermare i combattimenti da entrambe le parti, per il rilascio degli ostaggi a Gaza e per l'arrivo incondizionato degli aiuti necessari alla popolazione palestinese". "Il Libano, il Medio Oriente, il mondo intero, certamente non hanno bisogno di guerra", ha aggiunto il segretario di Stato vaticano

L’Olanda chiede ai suoi cittadini di lasciare il Libano “il prima possibile”

L'Olanda ha emesso un avviso di sicurezza per i suoi cittadini in Libano, chiedendo loro di lasciare il Paese dei cedri "il prima possibile" a causa delle tensioni sempre più in aumento tra Israele e Hezbollah. In una nota diffusa sul social X, il ministero degli Esteri ha invitato i cittadini olandesi a evitare i viaggi in Libano, chiedendo invece a coloro che vivono lì di partire "il prima possibile" dal momento che i voli commerciali sono ancora operativi. Il ministero ha inoltre chiesto ai cittadini olandesi che scelgono di rimanere in Libano di mantenersi in contatto con l'ambasciata a Beirut e di prepararsi a eventuali emergenze

La Germania invita cittadini tedeschi a lasciare urgentemente il Libano

Il ministero degli Esteri tedesco ha invitato i cittadini tedeschi in Libano a "lasciare urgentemente il Paese". "La situazione della sicurezza nella regione è altamente instabile", ha scritto il ministero tedesco in una nota, ricordando che "nelle ultime settimane gli scontri militari nella zona di confine tra Libano e Israele sono aumentati di intensità". "Non è da escludere un ulteriore aggravamento della situazione e un'espansione del conflitto. Questo vale in particolare per le parti meridionali del Libano fino alle aree urbane meridionali di Beirut e della valle della Bekaa, compreso il distretto di Baalbek-Hermel. Un'ulteriore escalation potrebbe portare anche alla completa cessazione del traffico aereo dall'aeroporto Rafiq Hariri. In questo caso non sarebbe più possibile lasciare il Libano in aereo", ha comunicato ancora il ministero, aggiungendo che "in relazione alle tensioni nella regione si prevedono anche manifestazioni di protesta. Nel contesto di tali azioni possono verificarsi rivolte"

Netanyahu visita il confine Nord col Libano: “Se guerra con Hezbollah vinceremo”

Israele otterrà una vittoria anche sul fronte settentrionale, se dovesse scoppiare una guerra con Hezbollah. Lo ha assicurato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in visita nel nord dello Stato ebraico, al confine con il Libano, per assistere a un'esercitazione militare. Il capo del governo ha celebrato "la determinazione dei soldati nel difendere il Paese", assicurando che vogliono "ottenere la vittoria, niente di meno".
Alla visita hanno preso parte il suo consigliere militare, Roman Gofman e il capo del Comando settentrionale delle forze armate, Ori Gordin.

Herzog, situazione con Hezbollah può sfuggire al controllo

Il presidente israeliano, Isaac Herzo, ha concluso una permanenza di due giorni nel Nord di Israele bombardato, e ha accusato la comunità internazionale di non fare abbastanza per ridurre l'escalation della situazione con Hezbollah. "La comunità internazionale non dovrebbe sorprendersi se la situazione sfugge al controllo, perché la comunità internazionale non alza quasi un dito, non fa quasi nulla per contribuire alla piena sicurezza dei residenti israeliani, dopo ripetute violazioni dei trattati e degli accordi internazionali da parte del Libano e di Hezbollah", ha detto Herzog, secondo una dichiarazione del suo ufficio, come riporta Times of Israel. Durante la sua visita nel Nord, Herzog ha dormito a Safed e ha visitato una base militare e diverse comunità e ha incontrato i sindaci delle città di confine che sono state evacuate da quasi nove mesi.

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Katz replica a Erdogan: “Criminale di guerra, devi tacere”

Israel Katz replica senza mezzi termini a Recep Tayyip Erdogan. Il ministro degli Esteri israeliano non esita a definire un "criminale di guerra" il presidente turco che ha accusato "le potenze occidentali" di sostenere quelli che afferma essere "piani" israeliani per "diffondere la guerra" in Libano.
"Erdogan ha proclamato il suo sostegno a Hezbollah contro le minacce di Israele - scrive Katz su X - Erdogan è un criminale di guerra che massacra curdi innocenti oltre il confine siriano e cerca di negare a Israele il suo diritto all'autodifesa contro un'organizzazione terroristica che attacca dal Libano su ordine dell'Iran". "Taci - conclude Katz - e vergognati".

Idf, colpite postazioni Hezbollah nel sud del Libano

Le Forze di difesa israeliane (Idf), hanno riferito che oggi alcuni caccia israeliani hanno colpito un edificio utilizzato da Hezbollah, un posto di osservazione e altre infrastrutture a Kfarchouba, Ayta ash-Shab e Khiam, nel Libano meridionale. L'Idf, riporta Times of Israel, ha anche riferito di aver bombardato molte altre aree nel sud del Libano con l'artiglieria.

Gallant: Hamas accetti accordo Biden o subirà conseguenze

"Sosteniamo fermamente l'accordo del presidente Biden, che Israele ha accettato, e ora Hamas deve accettare, o subirne le conseguenze". Lo ha detto il ministro della difesa Yoav Gallant prima di lasciare gli Usa dove è stato un visita di stato. "Siamo impegnati a riportare a casa gli ostaggi. Senza eccezione. Ci impegniamo a difendere la nostra gente. Ma sia chiaro - ha aggiunto - che la nostra guerra non è contro il popolo di Gaza. La nostra guerra non è contro il popolo libanese. La nostra guerra è contro Hamas, Hezbollah e il loro sostenitore: il regime iraniano".

Israele: manca consenso, Edelstein rinvia voto su riservisti

Il presidente della commissione per gli Affari Esteri e Difesa della Knesset, Yuli Edelstein, deputato del Likud, ha rinviato il voto sulla legge sull'estensione dell'obbligo di riserva a causa del mancato raggiungimento di un "ampio consenso" sulla questione.
Secondo le attuali disposizioni d'emergenza, prossime a scadere, i soldati riservisti vengono richiamati fino ai 41 anni, invece di 40, e gli ufficiali fino a 46 anni invece di 45, mentre i riservisti che prestano servizio in posizioni chiave - tra cui medici di combattimento, paramedici e tecnici - quando compiono 50 anni. L'innalzamento dell'età massima è necessaria a causa del bisogno di personale alla luce del conflitto prolungato che Israele sta combattendo contro Hamas a Gaza e gli altri fronti.

Oxfam, a Gaza 96% popolazione su orlo carestia

A Gaza, il 96% della popolazione è sull'orlo della carestia. Lo sottolinea Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, commentando il nuovo report sulla Classificazione Integrata delle Fasi della Sicurezza Alimentare (IPC), che rilancia l'allarme sulla carestia imminente a Gaza. "I dati contenuti nel report testimoniano il vergognoso fallimento dei leader mondiali nell'affrontare l'emergenza umanitaria a Gaza: non si sono ascoltati i tanti avvertimenti arrivati negli ultimi mesi e soprattutto non si è fatto nulla per impedire a Israele di usare la fame come arma di guerra", sottolina Pezzati.

Egitto: No a controllo militare israeliano su valico di Rafah

Il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry ha affermato che il suo Paese "si oppone al controllo militare israeliano sul lato palestinese del valico di Rafah", mettendo in guardia contro un'escalation, affermando che si estenderà a tutto il Medio Oriente.

"Israele continua a esercitare pressioni sui palestinesi, il che potrebbe aumentare il rischio di espandere il conflitto - ha detto Shoukry - Ciò avrà conseguenze negative per la sicurezza e la stabilità della regione".

Hamas, 'il futuro di Gaza sarà deciso dal popolo palestinese'

Il "destino del popolo palestinese" e il "futuro della Striscia" dopo "la sconfitta della criminale aggressione" sarà deciso "dallo stesso popolo palestinese e da nessun altro". Lo ha detto, citata dai media, Hamas in risposta alle affermazioni del Consigliere della Sicurezza israeliana Tzachi Hanegbi che ha parlato per il futuro della Striscia di "un governo locale ben disposto a vivere accanto a Israele e appoggiato dai Paesi arabi moderati". "La coraggiosa resistenza - ha aggiunto Hamas - La loro coraggiosa resistenza taglierà le mani all'occupazione che cerca di interferire nel destino e nel futuro del nostro popolo".

Autorità di Gaza: 37.718 palestinesi uccisi e 86.377 feriti

Oltre 37.718 palestinesi sono stati uccisi e 86.377 feriti nell'offensiva militare israeliana su Gaza dal 7 ottobre, ha dichiarato il ministero della Sanità di Gaza controllato da Hamas.

(reuters)

Libano, artiglieria israeliana bombarda località nel sud

L'artiglieria israeliana ha bombardato poco fa la cittadina libanese di Bint Jbeil, nel sud del Libano, roccaforte degli Hezbollah. Lo riferiscono media libanesi, secondo cui altri bombardamenti israeliani si sono registrati poco fa nelle località frontaliere libanesi di Wazzani, Kfar Shouba, Mays al Jabal, Khiam.

Idf, operatore Msf ucciso era esperto razzi Jihad Islamica

Fadi al-Wadiya, ucciso in un raid israeliano a Gaza e identificato da Medici Senza Frontiere (Msf) come un proprio operatore umanitario, era un esperto missilistico della Jihad Palestinese. E' quanto sostenuto dalle forze armate israeliane, secondo le quali Al-Wadiya era coinvolto nello "sviluppo e nel progresso del sistema missilistico dell'organizzazione". L'uomo è stato ucciso insieme ad altre cinque persone, tra cui tre bambini, mentre andava in bicicletta alla clinica di Msf dove lavorava. L'organizzazione umanitaria ha duramente condannato l'accaduto, definendo "cinico e ripugnante uccidere un operatore sanitario mentre si reca a fornire cure mediche alle vittime ferite degli infiniti massacri in tutta Gaza".


Erdogan accusa l'Occidente di sostenere piani di Israele in Libano

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato le potenze occidentali di appoggiare quelli che, a suo dire, sono i piani israeliani per attaccare il Libano e "diffondere la guerra" in tutta la regione. "Israele sta mettendo gli occhi sul Libano e vediamo che le potenze occidentali, dietro le quinte, danno pacche sulle spalle a Israele e addirittura lo sostengono", ha dichiarato ai parlamentari del suo partito di governo AKP. I piani del primo ministro israeliano Benjamin "Netanyahu di estendere la guerra alla regione porteranno a un grande disastro", ha detto.

Haaretz, per Hamas Usa attendono fine operazioni a Rafah per la tregua

I leader di Hamas a ritengono che l'amministrazione Biden aumenterà la pressione su Israele per un accordo di tregua solo quando l'Idf avrà completato i combattimenti a Gaza e soprattutto a Rafah. Lo ha riferito Haaretz che cita una fonte ufficiale palestinese secondo cui Hamas è convinta che gli Usa non stiano attivamente puntando sulla tregua e sul rilascio degli ostaggi ma preferiscano, a questo punto, aspettare il completamento delle operazioni militari di Israele a Rafah. A giudizio della stessa fonte - che ha parlato con i leader a Doha - quando l'Idf annuncerà la fine delle azioni a Rafah, allora diventerà più forte la spinta per l'accordo.

Colonnello Idf, vicini a vittoria a Gaza, pronti a battaglia Nord

"Siamo vicini a una vittoria militare decisiva nella Striscia di Gaza e siamo preparati per una battaglia nel Nord. Siamo già in un confronto su più fronti con forze mutevoli e, almeno nei luoghi in cui mi trovo, l'Idf è pronto per una battaglia nel Nord". Lo ha dichiarato il colonnello Dvir Edri, comandante della 460esima Brigata dell'esercito israeliano, in un'intervista al giornale israeliano Maariv. "Non sarà facile o semplice, ma alla luce dei combattimenti nel Sud, abbiamo una generazione di comandanti e soldati esperti", ha aggiunto. Quanto a una domanda relativa alla stanchezza dei soldati, il colonnello ha risposto: "Quando il compito è quello di riportare oltre 100mila residenti nelle loro case, allora confido che trovino la forza per farlo nel modo migliore".

Libano, bombardamenti israeliani su Shebaa e Khiam nel sud

Raid israeliani hanno colpito stamani località del sud del Libano, provocando una serie di incendi nella regione di Shebaa. Lo riferiscono i media libanesi, secondo cui gli attacchi israeliani hanno preso di mira la pianura di Khiam e le colline di Shebaa.
Qui sono divampate le fiamme. La protezione civile libanese è al lavoro per cercare di spegnere gli incendi.

Houthi rivendicano attacco con nuovo missile balistico

I ribelli yemeniti Houthi hanno dichiarato di aver utilizzato un nuovo missile balistico per colpire la nave Msc Sarah V nel Mar Arabico, rivendicando la responsabilità dell'attacco, avvenuto lunedì. Lo riportano i media locali legati alla milizia sciita citando Yahya Sarea, portavoce del gruppo. La nave battente bandiera liberiana è stata attaccata ma non è stata colpita dal missile Houthi, secondo quanto riferito dal Centro congiunto di informazione marittima del Mar Rosso e del Golfo di Aden. La United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto) ha affermato che l'equipaggio dell'imbarcazione è stato dichiarato sano e salvo e che la nave si stava dirigendo verso il suo prossimo porto di scalo. Il gruppo Houthi, allineato all'Iran, ha lanciato attacchi con droni e missili sulle rotte marittime da novembre, in solidarietà con i palestinesi di Gaza.

Israele: “Ucciso operativo Hamas attivo nel contrabbando di armi”

L'Idf ha annunciato di aver ucciso in un raid un operativo di Hamas coinvolto nel contrabbando di armi per la fazione attraverso il valico di Rafah e i tunnel che portano in Egitto. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui si tratta di "Wissam Abu Ishaq colpito da un drone nel sud della Striscia".

Aerei israeliani colpiscono obiettivi di Hezbollah in Libano

Aerei da guerra dell'aeronautica israeliana hanno colpito obiettivi di Hezbollah in Libano. Lo riporta l'Idf secondo quanto riporta Times of Israel.

Israele: “Intercettato velivolo ostile al largo di Eilat”

L'esercito israeliano ha intercettato a largo della costa di Eilat - punta estrema del sud sul Mar Rosso - un "velivolo ostile" che tentava di infiltrarsi nel Paese. Lo ha fatto sapere il portavoce militare aggiungendo che il velivolo non "è mai entrato in territorio israeliano".

Gaza: media, 3 morti e 12 feriti in raid Israele su Beit Lahia

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno tre persone sono morte e altre 12 sono rimaste ferite in in bombardamento israeliano che stanotte ha colpito una casa a Beit Lahia, nel nord della Striscia.
Raid sono stati segnalati nelle stesse ore nelle zone sudoccidentali della città di Gaza e a Rafah, nel sud dell'enclave palestinese. Il bilancio delle vittime nella Striscia dal 7 ottobre è di almeno 37.658 morti e 86.237 feriti, secondo il Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.

Oms: chiusura valico Rafah ha impedito uscita 2.000 malati

La chiusura del valico di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza ha impedito l'evacuazione medica di almeno 2.000 pazienti: lo ha detto Rik Peeperkorn, rappresentante dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l'enclave palestinese e la Cisgiordania Almeno 10.000 persone hanno bisogno di essere evacuate da Gaza, ha affermato ieri Peeperkorn aggiungendo che si tratta di una sottostima del numero di coloro che necessitano di cure critiche sia per i traumi di guerra che per le malattie croniche. "Abbiamo bisogno di più percorsi per l'evacuazione di emergenza medica: vorremmo vedere Kerem Shalom e altri valichi aperti", ha sottolineato Peeperkorn citato dai media internazionali.

(afp)

Msf denuncia uccisione medico, per Idf era della Jihad

Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver ucciso ieri in un raid di droni sulla città di Gaza un membro della Jihad islamica, che Medici senza frontiere (Msf) ha invece identificato come membro del suo staff.
Le Idf assicurano che Fadi Jihad Muhammad al-Wadiya era in particolare coinvolto nello sviluppo dei sistemi missilistici dei miliziani islamisti. Msf afferma invece dal canto suo che il 33enne era un fisioterapista che lavorava con l'organizzazione umanitaria dal 2018.

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