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Guerra Israele-Hamas, le news del 27 giugno

Guerra Israele-Hamas, le news del 27 giugno
Il ministro della Difesa Gallant: “Israele non vuole una guerra in Libano, ma siamo pronti a infliggere danni”. Egitto e Emirati disponibili a partecipare a una forza di sicurezza a Gaza. I media libanesi riferiscono di un attacco aereo israeliano su un edificio nella città di Nabatieh
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Segui la diretta della guerra tra Israele e Hamas del 28 giugno

Israele non vuole una guerra in Libano ma può infliggere notevoli danni a Hezbollah se la diplomazia dovesse fallire. Lo ha detto il ministro della Difesa di Israele Yoav Gallant nel corso della sua visita a Washington. Intanto almeno 19 persone sono state uccise e 5 ferite in un attacco israeliano nella città di Nabatieh, nel Sud del Libano. A Jenin, in Cisgiordania, feriti almeno 17 soldati israeliani.

Nbc: “Nave Usa pronta a evacuare gli americani in Libano”

Il Pentagono si posiziona per essere pronto a evacuare gli americani dal Libano nel caso in cui gli scontri fra Israele e Hezbollah si intensificassero. Lo riporta Nbc citando alcune fonti, secondo le quali la nave anfibia d'assalto USS Wasp e i Marine della 24th Expeditionary Unit, in grado di compiere operazioni speciali, si sono spostati nel Mediterraneo.

Netanyahu: “Eliminare Hamas è il primo passo per impedire l’espansione dell’Iran”

Il primo passo per fermare i tentativi dell'Iran di conquistare il Medioriente è distruggere Hamas. Lo ha affermato il primo ministro Benjamin Netanyahu a una delegazione del Jewish Institute for National Security of America in visita in Israele. Lo riporta il Times of Israel. "Il primo passo è tagliare quella mano, ovvero Hamas - ha affermato - avremo una lunga battaglia, che comunque non credo sarà così lunga, ma ci libereremo di loro". Netanyahu ha aggiunto che Israele deve anche "scoraggiare gli altri elementi dell'asse terroristico iraniano" sostenendo che l'alleanza sostenuta da Teheran "è in marcia per conquistare il Medioriente, compresa la penisola arabica. È solo questione di tempo". Netanyahu da detto che l'Iran intende dare la caccia a "Satana di medie dimensioni ovvero l'Europa" e poi al "Grande Satana americano".

Lancio di razzi di Hezbollah nel Nord di Israele

Diversi villaggi del nord di Israele sono stati messi in allerta in serata per nuovi raid aerei in arrivo, causati dal lancio di razzi di Hezbollah dal Libano nella regione dell'Alta Galilea. Ne dà notizia Inet News. Le sirene hanno suonato ad Alma, Amuka, Avivim, Birya, Dalton, Hatzor HaGlilit, Kadita, Kerem Ben Zimra, Ramat Dalton Industrial Park, Rehaniya, Rosh Pina e Safed. Diversi razzi in arrivo sono stati abbattuti dalle difese aeree israeliane. Non ci sono notizie immediate di vittime o danni.

Israele: la polizia ferma 20 ortodossi per la protesta contro la leva

Almeno 20 ortodossi estremisti della 'Fazione Gerusalemme' sono stati fermati dalla polizia dopo che avevano protestato vicino Bnei Brak - non distante da Tel Aviv - contro il servizio militare. I manifestanti avevano bloccato per circa un'ora una strada principale d'accesso, inneggiando contro la recente sentenza della Corte Suprema che ha revocato le esenzioni dalla leva per i giovani ortodossi.

Hezbollah: “Un nostro miliziano ucciso in raid Israele”

Un membro di Hezbollah è stato ucciso in un raid israeliano nel Sud del Libano. Lo ha confermato lo stesso gruppo sciita filo-iraniano, precisando che la vittima è Ali al-Din colpito a morte a Sohmor.

Il Canada sanziona cinque organizzazioni di coloni

Il Canada ha annunciato sanzioni contro sette cittadini israeliani e cinque organizzazioni per "le loro azioni violente e destabilizzanti contro i civili palestinesi e le loro proprietà in Cisgiordania". Le organizzazioni sono l'associazione Amana, che sviluppa e costruisce insediamenti e avamposti in Cisgiordania; Lehava, che si oppone ai matrimoni misti e all'assimilazione degli ebrei con gli arabi e cerca di soffocare le attività pubbliche dei non ebrei in Israele; The Hilltop Youth, un gruppo di giovani israeliani che costruisce avamposti illegali in tutta la Cisgiordania; Moshe's Farm, noto anche come avamposto della Tirza Valley, fondato nel gennaio 2021; e la Fattoria di Zvi, vicino all'insediamento di Halamish. Fra le persone fisiche sanzionate il fondatore di Lehava, Bentzi Gopstein, e la nota attivista dei coloni Daniella Weiss.

Stasera riunione del gabinetto di sicurezza di Israele

Riunione stasera del gabinetto di sicurezza israeliano, mentre continua la guerra a Gaza contro Hamas e si teme lo scoppio di un altro conflitto su larga scala contro Hezbollah in Libano. Il consesso allargato ha ritrovato centralità decisionale dopo lo scioglimento del gabinetto di guerra in seguito all'uscita di Benny Gantz dal governo di unità.

Nuove proteste in israele: in strada "finché governo non cadrà"

Manifestanti antigovernativi hanno nuovamente tentato di bloccare un`autostrada all`interno di israele, chiedendo al governo di benjamin netanyahu di concludere un accordo per il rilascio degli ostaggi e di indire nuove elezioni. Oltre alla protesta lungo l'autostrada, nelle prossime ore sono previste manifestazioni davanti alle case di personalità importanti del governo israeliano, mentre proseguono gli appelli per uno sciopero generale. "Protesteremo finché non cadrà" il governo, ha fatto sapere la forza kaplan, che guida le proteste a gerusalemme.

Media: “Raid a Gaza City, almeno 7 morti”

Sarebbe di almeno sette morti e decine di feriti il bilancio dei raid condotti dalle forze israeliane sul quartiere Shejaiya di Gaza City. Lo riferiscono i servizi di emergenza palestinesi, citati da Haaretz. Secondo la Mezzaluna rossa palestinese i feriti provocati da attacchi via terra e via cielo sarebbero almeno 30. Due persone sarebbero morte, invece, in un raid sul campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza.

Israele schiera nuove truppe al confine con il Libano

Israele ha iniziato a schierare truppe aggiuntive al confine settentrionale, in preparazione di una potenziale guerra su vasta scala con il gruppo libanese Hezbollah. Ieri, le truppe sotto la bandiera del Comando Nord hanno condotto un'importante esercitazione di addestramento esplorando scenari "estremi" nell'area, supervisionata in parte dal primo ministro Benjamin Netanyahu. I soldati "sono determinati e devoti alla missione - difendere il Paese e ottenere la vittoria, niente di meno", ha detto Netanyahu. Nelle ultime settimane, fa notare il Guardian, su entrambi i lati della linea blu tracciata dalle Nazioni Unite, sono aumentati i timori che gli sforzi diplomatici per allentare le attuali ostilità tra le due parti non riusciranno a impedire uno scivolamento in un conflitto più grande dopo un forte aumento degli attacchi transfrontalieri. Funzionari israeliani hanno affermato la settimana scorsa che i piani per un'offensiva di terra in Libano per respingere le milizie sciite alleate dell'Iran dal confine erano stati firmati, spingendo il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, a lanciare minacce più gravi di quelle fatte in passato. Diversi paesi, tra cui Germania e Canada, hanno emesso avvisi di viaggio invitando i cittadini a lasciare il Libano. Hezbollah ha iniziato a sparare su Israele il giorno dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre, nel tentativo di aiutare il gruppo palestinese che combatte a Gaza e le ostilità sono aumentate costantemente negli ultimi otto mesi. Almeno 400 persone sono state uccise in Libano, tra cui decine di civili, e 19 soldati e 11 civili sono stati uccisi in Israele. Gli sforzi diplomatici guidati da Stati Uniti e Francia sono ancora in corso.

Il ministero della Salute di Gaza: “37.765 morti dal 7 ottobre”

Sarebbero almeno 37.765 le persone rimaste uccise e 86.429 i feriti nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre dello scorso anno. E' questo il nuovo bilancio diffuso dal ministero della Salute di Gaza, che nel 2007 finì in mano a Hamas. Nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino rilanciato dalla tv satellitare al-Jazeera, si contano 47 morti e 52 feriti nell'enclave palestinese nel mirino delle operazioni militari israeliane contro Hamas dall'attacco di otto mesi fa in Israele.

L’ambasciatore Usa a Beirut: “Riconsiderare i viaggi in Libano”

"Ricordiamo ai cittadini statunitensi di riconsiderare fortemente i viaggi in Libano . Il contesto di sicurezza rimane complesso e può cambiare rapidamente". Così l'ambasciata americana a Beirut sul suo portale istituzionale. "L'ambasciata degli Stati Uniti ricorda ai cittadini statunitensi di rivedere l'attuale avviso di viaggio per il Libano. In particolare, richiamiamo la vostra attenzione sul Country Summary in cui si avverte che il governo libanese non può garantire la protezione dei cittadini statunitensi contro improvvisi scoppi di violenza e conflitti armati - aggiunge la rappresentanza diplomatica americana - I cittadini statunitensi in Libano non dovrebbero recarsi nel Libano meridionale, nella zona di confine tra Libano e Siria o negli insediamenti di rifugiati".

L’inviato del Qatar presto a Beirut per colloqui con Hezbollah

La de-escalation al confine tra Israele e Libano. Per questo, secondo quanto scrive il giornale Al Akhbar, pubblicato a Beirut, un inviato del Qatar dovrebbe arrivare "presto" a Beirut. In agenda, stando alla testata, ci sono soprattutto colloqui con i vertici di Hezbollah. Secondo Al Akhbar, la visita è stata "coordinata" con gli Stati Uniti.

Ambasciata Usa a Beirut: “Riconsiderare i viaggi in Libano”

L'ambasciata americana a Beirut ha esortato i cittadini a "riconsiderare fortemente" i viaggi in Libano perché, si legge sul sito, "l'ambiente di sicurezza rimane complesso e può cambiare rapidamente". "In particolare - si legge sul sito dell'ambasciata a Beirut - richiamiamo la vostra attenzione sul Country Summary in cui si avverte che il governo libanese non può garantire la protezione dei cittadini statunitensi contro improvvisi scoppi di violenza e conflitti armati. I cittadini statunitensi in Libano non dovrebbero recarsi nel Libano meridionale, nella zona di confine tra Libano e Siria o negli insediamenti di rifugiati"

Appello di cinque Paesi ai connazionali: "Via dal Libano"

Sono cinque i Paesi che hanno ufficialmente chiesto ai propri cittadini di abbandonare il Libano, sempre più esposto al rischio di attacchi da parte di Israele e di essere trascinato nel conflitto esploso lo scorso 7 ottobre tra lo Stato ebraico e Hamas. Gli ultimi due Paesi a chiedere di rientrare "urgentemente" sono stati Paesi Bassi e Germania, attraverso degli avvisi pubblicati sugli account dei rispettivi ministeri degli Esteri. L'appello arriva dopo quello di Canada, Macedonia del Nord e Kuwait, preoccupati dalla prospettiva che gli attacchi israeliani oltreconfine possano diventare sempre più intensi e che il Libano possa finire risucchiato nel conflitto: un timore condiviso anche dal governo britannico, che ha "sconsigliato vivamente" ai propri cittadini di recarsi nel Paese dei cedri, mentre il Dipartimento di Stato americano ha chiesto ai propri connazionali di evitare di recarsi in aree prossime al confine tra Libano e Israele

Israele, morto soldato durante operazione a Jenin

L'esercito israeliano ha annunciato la morte di un soldato "durante l'operazione antiterrorismo a Jenin" in Cisgiordania la scorsa notte. Lo ha detto il portavoce militare secondo si tratta del "capitano Alon Sacgiu" (22 anni). Secondo la fonte altri 16 soldati israeliani sono stati feriti nello stesso incidente provocato da un ordigno piazzato lungo la strada. Secondo i media, la Jihad islamica ha rivendicato il piazzamento dell'ordigno esplosivo

Attacco israeliano nel Sud della Siria, due morti

Due persone sono state uccise mercoledì in un attacco israeliano nel Sud della Siria, ha riferito l'agenzia ufficiale Sana, citando una fonte militare. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, l'attacco ha preso di mira il centro servizi di una fondazione affiliata a gruppi filo-iraniani, tra cui gli Hezbollah libanesi. L'attacco è avvenuto vicino a Sayyeda Zeinab, che ospita un importante santuario sciita ed è difeso dalle milizie filo-iraniane, tra cui Hezbollah, insieme all'esercito di Damasco. Dall'inizio della guerra civile siriana nel 2011, Israele ha effettuato centinaia di attacchi mirati principalmente contro posizioni dell'esercito e combattenti sostenuti dall'Iran, compresi quelli di Hezbollah. "Intorno alle 23:40, il nemico israeliano ha effettuato un attacco aereo dal Golan siriano occupato, prendendo di mira diverse posizioni nella regione meridionale, uccidendo due persone e ferendo un soldato", si legge nel rapporto Sana. La difesa antiaerea siriana ha anche abbattuto alcuni missili, senza fornire ulteriori dettagli

Londra segnala un “incidente” al largo di Hideidah, in Yemen

La società di sicurezza britannica Ambrey ha segnalato un "incidente" a 84 miglia nautiche a ovest della città portuale di Hodeidah, nel Mar Rosso, nello Yemen. Dal 7 ottobre i miliziani sciiti Houti hanno preso di mira le navi nel Mar Rosso accusandole di legami con Israele e parlando di attacchi a sostegno della causa palestinese.

Il comandante di una squadra israeliana di cecchini morto a Gaza

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno segnalato la morte del capitano Alon Sacgiu, 22 anni di Hadera, comandante di una squadra di cecchini dell'Unità di ricognizione Haruv della Brigata Kfir. Il militate è caduto durante un'attività operativa nell'area della Brigata Menashe, ha annunciato l'Idf spiegando di aver informato la famiglia.

Il Papa: “La Terrasanta si sta spopolando di cristiani”

La Terra Santa "si sta spopolando dai cristiani": è questo l'allarme di papa Francesco che, ricevendo in Vaticano l’assemblea della Roaco (Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali) ha notato che “lì, dove tutto è iniziato, dove gli Apostoli hanno ricevuto il mandato di andare nel mondo ad annunciare il Vangelo, oggi i fedeli di tutto il mondo sono chiamati a far sentire la loro vicinanza; e a incoraggiare i cristiani, lì e nell’intero Medio Oriente, ad essere più forti della tentazione di abbandonare le loro terre, dilaniate dai conflitti. Io penso a una situazione brutta”, ha aggiunto Bergoglio, “che quella terra si sta spopolando dai cristiani. Quanto dolore provoca la guerra”, ha proseguito, “ancora più stridente e assurda nei luoghi dove è stato promulgato il Vangelo della pace! A chi alimenta la spirale dei conflitti e ne trae ricavi e vantaggi, ripeto: fermatevi! Fermatevi, perché la violenza non porterà mai la pace. E’ urgente cessare il fuoco, incontrarsi e dialogare per consentire la convivenza di popoli diversi, unica via possibile per un futuro stabile. Con la guerra, invece, avventura insensata e inconcludente, nessuno sarà vincitore: tutti saranno sconfitti perché la guerra proprio dall’inizio è già una sconfitta, sempre”. Da qui l’invito del Papa ai vescovi presenti a curare le comunità della diaspora, oggi che “tanti cristiani d’Oriente, forse come mai prima, sono in fuga da conflitti o migrano in cerca di lavoro e di condizioni di vita migliori”.

Gallant: “Israele può riportare il Libano all’età della pietra con la guerra, ma preferiamo la soluzione diplomatica”

Israele ha le capacità militari per riportare il Libano "all'età della pietra" ma continua a preferire una soluzione diplomatica per lo scontro al Nord con gli Hezbollah. Lo ha detto il ministro della difesa Yoav Gallant a Washington prima di rientrare in Israele. "Non vogliamo la guerra ma siamo pronti ad ogni scenario. Gli Hezbollah - ha spiegato - sanno che possiamo infliggere loro danni massicci se una guerra scoppia".

Egitto e Emirati pronti per forza sicurezza a Gaza

L'Egitto e gli Emirati arabi uniti (Uae) sono pronti a partecipare ad una forza di sicurezza nel dopoguerra a Gaza. Lo hanno detto a Times of Israel 3 fonti informate del dosssier secondo cui il segretario di stato Usa Antony Blinken ha informato le controparti nel suo ultimo viaggio nella regione. Durante il suo viaggio in Qatar, Egitto, Israele e Giordania, Blinken - secondo le fonti - ha informato gli interlocutori che gli Usa hanno fatto progressi sul dossier ricevendo il sostegno di Egitto ed Emirati per la creazione - a certe condizioni - di una forza che lavorerebbe nella Striscia a fianco di funzionari palestinesi locali.

Fonti: 3 uccisi in Siria in attacco attribuito a Israele

Tre persone sono state uccise e altre 11 ferite in un attacco attribuito a Israele a sud di Damasco. Lo ha sostenuto l'Osservatorio siriano per i diritti umani, ripreso dai media israeliani. L'attacco - secondo la stessa fonte - avrebbe centrato una struttura usata dagli Hezbollah e dalle milizie iraniane vicino la città di Sayyidah Zaynab.

Attacco a Jenin, feriti 17 soldati israeliani

Almeno 17 soldati israeliani sono rimasti feriti in un'esplosione avvenuta a Jenin, in Cisgiordania. Lo riferiscono - come riporta Al Jazeera - i media locali. La deflagrazione sarebbe avvenuta a seguito di un'imboscata tesa da combattenti palestinesi durante intensi scontri. Sui social circolano numerosi video che mostrano elicotteri israeliani che evacuano i feriti. Durante l'operazione - condotta con il supporto di bulldozer, droni ed elicotteri d'attacco Apache - le forze israeliane hanno arrestato tre palestinesi e ne hanno ferito un altro.

Gallant, Israele non vuole una guerra in Libano

Israele non vuole una guerra in Libano ma può infliggere notevoli danni a Hezbollah se la diplomazia fallisse. Lo ha detto il ministro della difesa di Israele Yoav Gallant nel corso della sua visita a Washington.
"Non vogliamo la guerra, ma ci stiamo preparando per qualsiasi scenario", ha detto alla stampa.
"Hezbollah capisce molto bene che potremmo infliggere danni enormi al Libano se dovesse scoppiare una guerra", ha aggiunto.


Esercito Usa, distrutto radar degli Houthi in Yemen "Rappresentava una minaccia"

Nelle ultime 24 ore le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno distrutto un sito radar in un'area controllata dagli Houthi nello Yemen. Lo scrive CentCom su X, aggiungendo: "È stato stabilito che il sito radar rappresentava una minaccia per gli Stati Uniti, le forze della coalizione e le navi mercantili nella regione. Questa azione è stata intrapresa per proteggere la libertà di navigazione e rendere le acque internazionali più sicure per le navi mercantili, statunitensi e della coalizione".

Almeno 19 morti nell'attacco israeliano nel sud del Libano

Almeno 19 persone sono state uccise in un attacco israeliano che ha causato la "distruzione totale" di un edificio a due piani nella città di Nabatieh, nel sud del Libano, e danni a dozzine di case e veicoli vicini, ha riferito l'agenzia di sicurezza. L'attacco è avvenuto intorno alle 22, ora locale di mercoledì, quando "combattenti nemici hanno lanciato un violento attacco aereo contro un edificio a due piani nel quartiere Al Masha della città di Nabatieh, distruggendolo completamente". L'ANN ha sottolineato che si tratta del primo attacco contro la città di Nabatieh dallo scoppio della guerra, il 7 ottobre, tra Israele e il gruppo islamista Hamas nella Striscia di Gaza, e dall'inizio del fuoco incrociato tra lo Stato ebraico e il gruppo libanese Hezbollah.

Attacco israeliano nel sud della Siria, due morti

Due persone sono state uccise mercoledì in un attacco israeliano nel sud della Siria, ha riferito l'agenzia ufficiale Sana, citando una fonte militare.
Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, l'attacco ha preso di mira il centro servizi di una fondazione affiliata a gruppi filo-iraniani, tra cui gli Hezbollah libanesi. L'attacco è avvenuto vicino a Sayyeda Zeinab, che ospita un importante santuario sciita ed è difeso dalle milizie filo-iraniane, tra cui Hezbollah, insieme all'esercito di Damasco. Dall'inizio della guerra civile siriana nel 2011, Israele ha effettuato centinaia di attacchi mirati principalmente contro posizioni dell'esercito e combattenti sostenuti dall'Iran, compresi quelli di Hezbollah.

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