Donald Trump è tentato dal dichiarare finita la guerra e ne ha parlato con i suoi consiglieri più stretti ma l'estensione della permanenza dei suoi 50 mila soldati nel Golfo gli lascia mano libera, anche in termini di pressing su Teheran. Intanto il comando militare americano fa sapere di aver finora “reindirizzato 87 navi commerciali, ne hanno rese inoffensive 3 e sono salite a bordo di 2 unità per garantirne la piena conformità alle disposizioni” del blocco navale da e verso i porti dell'Iran.
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Trump: “Stretto di Hormuz potrebbe non essere più necessario”
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato un avvertimento a Teheran, dichiarando che se "non saranno intelligenti" si ritroveranno con uno "Stretto di Hormuz che non sarà più necessario". Secondo Trump, si stanno creando nuovi oleodotti che potrebbero portare ad aggirare lo Stretto, da cui fino a pochi mesi fa passava un quinto del petrolio e gas globale
Ok degli Usa ad accordi per armi ad Arabia Saudita, Oman e Iraq
Il Dipartimento di Stato americano ha approvato una serie di accordi per la fornitura di armi e supporto militare per un valore complessivo di oltre sei miliardi di dollari a favore di Arabia Saudita, Oman e Iraq.
L'accordo più consistente prevede la vendita all'Arabia Saudita di kit di guida per bombe intelligenti e munizioni, per un valore di cinque miliardi di dollari, e di motori per carri armati per un valore di 750 milioni di dollari. Inoltre, l'amministrazione ha approvato un accordo di supporto e manutenzione per gli aerei F-16 dell'Oman, del valore di 188 milioni di dollari, e la vendita all'Iraq di elicotteri Bell 412EPX per un valore di 150 milioni di dollari. Il Dipartimento di Stato ha sottolineato che "le transazioni proposte sosterranno gli obiettivi di politica estera e di sicurezza nazionale degli Stati Uniti" e ha ribadito che le vendite non altereranno l'equilibrio militare nella regione.
Bessent: “Il prezzo del petrolio scenderà a 40-50 dollari al barile”
Il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, prevede un eccesso di offerta di petrolio greggio sul mercato globale, che potrebbe far scendere il prezzo fino a 40 dollari al barile.
"Credo che dopo tutto questo ci sarà un eccesso di offerta sul mercato petrolifero. Potremmo arrivare a prezzi del greggio tra i 40 e i 50 dollari", ha dichiarato Bessent al podcast 'War Room' di Steve Bannon.
Ha inoltre affermato che gli Stati Uniti stanno intensificando le sanzioni contro le banche che continuano a commerciare con l'Iran, nell'ambito delle nuove misure imposte dall'amministrazione Trump. "Abbiamo sanzionato un'altra banca legata all'Iran. La settimana scorsa abbiamo sanzionato una banca egiziana con cinque filiali a Dubai che ha versato al regime 1,8 miliardi di dollari. Oggi sanzioneremo un'altra banca e probabilmente la prossima settimana ne sanzioneremo un'altra ancora. Sappiamo chi sono i responsabili. Voi sapete chi siete. E' finita", ha avvertito.
Trump: “Presto potremmo colpire Pickaxe Mountain”
Trump aggiunge: "Sappiamo tutto di coloro che vivono nei Pickaxe Mountains. Se qualcosa va storto, li colpiamo duramente".
Per Trump "abbiamo impedito loro di ottenere armi nucleari. Se non fossimo intervenuti, Israele non esisterebbe ora, il Medio Oriente non esisterebbe, e probabilmente avrebbero attaccato le città in Europa e poi le nostre città"
Trump: “Controlliamo Hormuz, abbiamo praticamente il controllo dell'Iran”
“Controlliamo lo Stretto di Hormuz, abbiamo praticamente preso il controllo dell'Iran". Lo ha detto Donald Trump senza escludere un possibile attacco a Pickaxe Mountian "molto presto".
Trump: “In Iran un conflitto militare, per noi sono briciole”
"Molti non la chiamano una guerra" quella con l'Iran, "io lo chiamo un conflitto militare, per noi sono briciole. Effettuiamo attacchi intermittenti". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva come definisse il confronto con l'Iran dopo che il vicepresidente JD Vance ha spiegato che non è una guerra.
Axios: “Trump sta lavorando ad un piano per il dopo-guerra in Medio Oriente”
L'amministrazione Trump sta lavorando a un piano per il dopo-guerra in Medio Oriente. L'iniziativa è ancora nelle fasi iniziali e ha come obiettivo contenere l'Iran e estendere gli accordi di Abramo per normalizzare i rapporti di Israele con i Paesi dell'area. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali sulla pianificazione del dopo guerra incombono però due eventi, le elezioni in Israele in ottobre e le midterm negli Stati Uniti.
Giordania, missili iraniani intercettati nel nord del Paese: attivata la difesa aerea
"I sistemi di difesa aerea sono stati attivati nel sud della Giordania e le sirene sono risuonate in tutto il Paese". Lo riportano Sabereen News, un canale televisivo iracheno affiliato a milizie filo-iraniane e il sito israeliano Haaretz. Al Arabiya aggiunge che alcuni "missili iraniani sono stati intercettati sopra la Giordania settentrionale.
Ghalibaf: “Nuova architettura di sicurezza sia guidata dai Paesi della regione”
"I Paesi della regione devono prendere in mano il proprio futuro e una vera stabilità può essere raggiunta soltanto attraverso una nuova architettura di sicurezza definita e guidata dalla regione stessa". Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, elogiando su X "l'enfasi posta dalla Cina sulla promozione di una sicurezza comune", che, ha sottolineato, "riflette un principio che l'Iran sostiene da tempo". "L'Iran è pronto", ha concluso Ghalibaf.
Fars, attaccate basi Usa in Giordania
In seguito alle notizie di missili iraniani lanciati contro la Giordania, l'agenzia di stampa iraniana Fars ha confermato gli attacchi a obiettivi americani nella parte settentrionale del Paese.
Due morti in un attacco di droni israeliani nel sud del Libano
Due giovani sono rimasti uccisi oggi in un attacco condotto da un drone israeliano nella città di Nabatieh, nel Libano meridionale. Lo hanno riferito alcuni testimoni oculari all'agenzia Anadolu. Anche il sito israeliano Haaretz riporta la notizia. L'attacco ha colpito nel pomeriggio i due giovani mentre viaggiavano su una motocicletta nei pressi dell'edificio dell'ordine degli Ingegneri, in città, precisa l'agenzia di stampa nazionale libanese.
Tali attacchi avvengono nel contesto di una continua escalation israeliana contro villaggi e centri abitati in tutto il Libano meridionale, nonostante l'accordo tra Beirut e Tel Aviv che prevede un graduale ritiro israeliano nell'ambito di un processo negoziale mediato dagli Stati Uniti.
Secondo le autorità libanesi, dal 2 marzo 2026 gli attacchi israeliani contro il Libano hanno causato la morte di oltre 4.000 persone e il ferimento di più di 12.000, costringendo inoltre oltre un milione di persone ad abbandonare le proprie abitazioni.
Trump: “I dem preferiscono vederci perdere in Iran che vedermi vincere”
Donald Trump attacca i democratici, accusandoli di preferire che gli Stati Uniti perdano la guerra in Iran piuttosto che vederlo vincere. "I folli della sinistra radicale, i 'dumocrat' e i comunisti preferirebbero vederci perdere la guerra in Iran piuttosto che vedere il presidente Donald Trump vincere la guerra per l'America", ha detto sul suo social Truth. "In altre parole, preferirebbero vederci perdere piuttosto che vincere. Sono persone profondamente malate, affette da una grave Tds, ovvero la "Trump Derangement Syndrome" (sindrome da squilibrio mentale causata da Trump)", ha messo in evidenza.
Tesoro Usa annuncia sanzioni a banca turca per i legami con Teheran
Il Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato di aver imposto sanzioni a un istituto finanziario turco nell'ambito della sua ultima iniziativa volta a recidere le "linee di credito vitali" per il governo iraniano. Le misure contro la Golden Global Yatirim Bankasi Anonim Sirketi arrivano a quasi una settimana dall'annuncio da parte del segretario al Tesoro Scott Bessent dell''Operazione Economic Outcast', la nuova iniziativa di Washington volta a costringere Teheran a cedere alle sue richieste dopo oltre sei mesi di guerra. La scorsa settimana, gli Stati Uniti hanno preso di mira le operazioni di una banca egiziana negli Emirati Arabi Uniti. Bessent ha dichiarato che le istituzioni finanziarie con legami con l'Iran "continueranno a scoprire a proprie spese che facciamo sul serio riguardo all'Operazione Economic Outcast". "Sebbene speriamo di non dover sanzionare altre banche, alla fine tutto dipenderà dalla rapidità con cui la comunità internazionale tornerà in sé e cesserà di sostenere il sanguinario regime iraniano", ha proseguito.
Usa: nuovo record del prezzo del petrolio, 5,85 al gallone
Il prezzo del gasolio, carburante vitale per il trasporto su strada, l'agricoltura e l'edilizia, ha raggiunto oggi un nuovo record negli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall'associazione automobilistica AAA, a causa delle ripercussioni della guerra tra Stati Uniti e Iran. Il prezzo è ora di 5,85 dollari al gallone, rispetto ai 3,71 dollari di un anno fa, afferma l'AAA.
Iran: tracking pubblicità su web usata per colpire truppe Usa
Potrebbe essere stata la pubblicità ad aiutare l'Iran e i suoi alleati a prendere bene la mira sulle forze americane schierate nella regione. Lo rivelano fonti militari statunitensi citate da Reuters, secondo cui sono stati disattivati i tracker pubblicitari su telefoni e computer dopo che si è scoperto che i dati di geolocalizzazione disponibili in commercio erano stati utilizzati per individuare le truppe. L'Aeronautica militare ha comunicato al senatore Ron Wyden, che aveva sollevato la questione, di aver disattivato gli identificatori pubblicitari su computer e telefoni cellulari due mesi fa. Il Comando per le operazioni speciali ha dichiarato di aver fatto lo stesso "di recente" sui propri dispositivi Windows. L'Esercito ha riferito a Reuters che gli ID pubblicitari associati ai dispositivi mobili erano stati disattivati già all'inizio dell'anno. Wyden, senatore democratico dell'Oregon, sollecitava il Pentagono su questo tema da mesi. Queste rivelazioni mettono in luce una crescente preoccupazione per la sicurezza nazionale: il timore che i dati di geolocalizzazione raccolti dal settore pubblicitario e venduti dai cosiddetti "data broker" - aziende che aggregano e rivendono dati personali - possano essere utilizzati per tracciare e prendere di mira il personale militare dislocato in zone di guerra.
Media, vittime civili in un attacco degli Houthi sul Mar Rosso
Un attacco sferrato dagli Houthi contro un ristorante nel porto di Al-Makha, sul Mar Rosso, ha causato diverse vittime civili. Lo riporta l'agenzia di stampa statale ufficiale Saba, senza specificare il numero delle vittime. Né gli Houthi, né il governo, hanno rilasciato dichiarazioni sul presunto attacco
Ex diplomatico Usa: “Possibile attacco spettacolare da Teheran”
L'ex ambasciatore statunitense in Tunisia, Joey Hood, ha avvertito che l'Iran potrebbe preparare un "attacco spettacolare" entro le prossime sei settimane. Hood ha dichiarato ad al Jazeera che l'Iran "ha una storia di tentativi di umiliare i presidenti degli Stati Uniti, soprattutto in prossimità delle elezioni, da Jimmy Carter fino a tempi recenti. Le elezioni, sia negli Stati Uniti che in Israele, si svolgono contemporaneamente. Per l'Iran è una tentazione irresistibile cercare di far aumentare i prezzi del greggio negli Stati Uniti. Soprattutto sapendo che gli elettori americani sono molto sensibili al prezzo della benzina, proprio come gli elettori arabi sono molto sensibili al prezzo del pane". Hood ha affermato che c'è una situazione di stallo nella diplomazia tra Stati Uniti e Israele e che è necessario un elemento di sorpresa per far progredire i negoziati. "Credo che gli sforzi diplomatici siano del tutto inutili a meno che non ci sia qualcosa di altrettanto eclatante da parte dei mediatori", ha affermato.
Papa ha ricevuto l’arcivescovo di Teheran
Papa Leone ha ricevuto in udienza il cardinale Dominique Joseph Mathieu, arcivescovo di Teheran-Ispahan dei Latini. Lo rende noto un Bollettino della sala stampa della Santa Sede.
Ue: “Inaccettabili parole Israele; no sfollamenti forzati”
"Un linguaggio incendiario è inaccettabile. Gli sforzi di tutte le parti dovrebbero essere orientati alla de-escalation delle tensioni, non ad alimentarle". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Christian Wigand, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di membri del governo israeliano riguardo al piano che prevede di sfollare 1,86 milioni di palestinesi da Gaza nell'arco di sette anni. "Nello specifico, in merito a possibili sfollamenti, in conformità con la Risoluzione 2735 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, respingiamo qualsiasi tentativo di modificare la situazione demografica e territoriale nella Striscia di Gaza e sosteniamo l'unificazione della Striscia di Gaza con la Cisgiordania sotto l'Autorità Palestinese. Non ci dovrebbero essere sfollamenti forzati dei palestinesi di Gaza.
Gaza è parte integrante di un futuro Stato palestinese", ha aggiunto il portavoce.
Media, l'Oman ha respinto silenziosamente la proposta dell'Iran sulle tariffe a Hormuz
L'Oman ha respinto silenziosamente la richiesta dell'Iran di far pagare insieme le tariffe alle navi commerciali nello Stretto di Hormuz: lo riporta il New York Post, spiegando che così Muscat evita uno scontro con il presidente Trump, che ha minacciato di bombardare l'alleato degli Stati Uniti. Un alto funzionario regionale ha affermato che Muscat si è rifiutata di acconsentire all'imposizione di tariffe, anche su base volontaria, per i servizi ambientali e di sicurezza, contrariamente a quanto dichiarato la settimana scorsa dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane.
Libano, Hezbollah smentisce la 'conquista' israeliana dell'altura di Ali Taher
Le forze israeliane non controllano le alture di Ali Taher, nel sud del Libano, nonostante quanto sostenuto ieri sera dal premier Benyamin Netanyahu. Lo riferiscono fonti vicine a Hezbollah interpellate dall'ANSA a conferma di quanto scritto stamani da al-Akhbar, giornale vicino al partito armato filo-iraniano. Le fonti, anonime perché non autorizzate a parlare con i media, sostengono che l'esercito israeliano è penetrato solo ai margini del bosco di Ali Taher e non è riuscito a entrare nella sua profondità. Per quanto riguarda la sorte dei combattenti di Hezbollah, le fonti affermano che questi sono stati fatti evacuare a più riprese, fin dal presunto cessate il fuoco di fine giugno, e dopo che l'esercito israeliano aveva più volte tentato invano di penetrare nel sito. Le stesse fonti precisano che gli impianti in questione non erano installazioni da combattimento, ma strutture logistiche, di comando e di riparo, la cui importanza Hezbollah aveva già ridimensionato dopo la guerra del 2024, trasferendo altrove gran parte dell'equipaggiamento. A tenere in piedi la difesa dell'altura, secondo la ricostruzione delle fonti vicine a Hezbollah, è soprattutto una rete di postazioni costruita all'esterno delle strutture stesse, che avrebbe finora respinto gli assalti israeliani e che resterebbe tuttora operativa. Le fonti citano come indizio la persistenza dei raid aerei e di artiglieria sulla zona, compiuti "in modo quasi quotidiano" anche nelle ultime ore, compresi due attacchi aerei di ieri sul bosco di Ali Taher, a fronte di un'area che l'esercito israeliano dichiara di controllare interamente.
Idf, eliminato leader Hamas tra i responsabili del 7/10
L'Idf e lo Shin Bet hanno ucciso un altro dei dirigenti di Hamas responsabili della strage del 7 ottobre 2023. Lo riporta l'Idf in una nota. Mohammed Mahmoud Morshed al-Qadi, è stato intercettato a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Sarebbe stato al comando della compagnia d'elite dell'ala militare di Hamas che assaltò il posto militare di Sufa. Durante la guerra, poi, avrebbe contribuito a nascondere ostaggi nell'area di Rafah. "Negli ultimi tempi il militante avrebbe supervisionato l'addestramento di membri di Hamas e lavorato alla ricostituzione delle capacità operative del movimento", si spiega ancora nel comunicato, e "promosso piani ostili contro le forze dell'Idf e i cittadini dello Stato di Israele".
Katz, strappata a Hezbollah altura strategica a sud
Israele ha strappato a Hezbollah il controllo di un altipiano strategico nel sud del Libano. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa, Israel Katz. "La conquista della dorsale di Ali Tahar segna il completamento degli sforzi per garantire il controllo nella zona di sicurezza nel sud del Libano", ha dichiarato Katz in un comunicato. Secondo Israele, Hezbollah utilizzava l'altura per sparare contro obiettivi israeliani e vi aveva costruito una vasta rete di tunnel che ospitavano una struttura di comando. L'esercito israeliano "ora completerà la neutralizzazione dei tunnel e si preparerà nel modo tattico appropriato per mantenere la cresta e impedire al nemico di ristabilirsi nell'area", ha detto Katz. Israele, ha poi chiarito, manterrà una "linea chiara e inflessibile" sul Libano. "Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza finchè Hezbollah non sarà disarmato in tutto il Libano e le minacce riguardanti i residenti della Galilea non saranno rimosse", ha ribadito.
Araghchi critica Safadi: “Rispondiamo ad aggressione Usa”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Aragchi, ha criticato il collega giordano, Ayman Safadi, che aveva accusato Teheran di avere reagito così velocemente all'ultimo bombardamento americano da far pensare che in realtà l raid fossero premeditati. "Quanto tempo pensa il ministro degli Esteri giordano che l'Iran debba aspettare prima di rispondere a un aggressore che non rispetta nè la sovranità araba nè la sovranità iraniana?", ha chiesto retoricamente Araghchi su X. "Ed è davvero ignaro del fatto che lo spazio aereo, i territori e le acque arabe sono stati utilizzati negli attacchi americani iniziali che hanno causato la morte di innocenti iraniani?", ha insistito a commento delle parole di Safadi, citate nel post. "L'Iran ha colpito la Giordania e altri Paesi della regione due ore dopo l'inizio della guerra, il che significa che il suo attacco non è stato una reazione", aveva detto il ministro, a quanto riportato da Araghchi.
Kpler: “Solo 4 navi hanno attraversato ieri Hormuz”
Soltanto quattro navi mercantili hanno attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, un numero inferiore rispetto alle nove transitate mercoledì e ben al di sotto della media decennale di circa 15, secondo i dati preliminari sul traffico marittimo pubblicati oggi. Secondo Kpler, le navi includevano due petroliere di medio raggio, una nave portacontainer Kamsarmax e una nave Handysize. Il numero di imbarcazioni che transitano nel corso d'acqua potrebbe non essere tuttavia attendibile, dal momento che alcune navi solitamente spengono i transponder durante la navigazione.
Sud Corea: possibile invio di truppe nello Stretto di Hormuz
La Corea del Sud sta valutando l'opzione in inviare truppe nello Stretto di Hormuz, a condizione che non comprometta le proprie capacità difensive. Lo ha riferito un funzionario presidenziale, citato dai media locali.
Secondo la stessa fonte, Seul sta esaminando possibili contributi militari agli sforzi internazionali per garantire la libertà di navigazione lungo la strategica via marittima, ma il processo decisionale è ancora in corso. La valutazione tiene conto sia della situazione di sicurezza nella penisola coreana sia delle procedure legali richieste per un eventuale dispiegamento.
Il funzionario ha inoltre precisato che il dibattito non è ancora arrivato alla fase di richiesta dell'approvazione parlamentare e che nessuna decisione finale è stata assunta.La precisazione segue indiscrezioni diffuse dai media secondo cui le Forze armate sudcoreane avrebbero già avviato preparativi operativi. L'emittente Sbs ha riferito, citando fonti della difesa, che sarebbero allo studio l'invio di un aereo da pattugliamento marittimo P-8 Poseidon, di una nave logistica della Marina e di una squadra specializzata nella bonifica di ordigni esplosivi, oltre a intese con Paesi terzi per l'utilizzo di porti e aeroporti di supporto.
Il bilancio Usa del blocco navale anti-Iran: ci sono state anche 3 imbarcazioni neutralizzate
Al 3 settembre, le forze americane del Comando centrale (Centcom) hanno "reindirizzato 87 navi commerciali, ne hanno rese inoffensive 3 e sono salite a bordo di 2 unità per garantirne la piena conformità alle disposizioni" del blocco navale da e verso i porti dell'Iran. Lo riporta il Centcom in un post su X, allegando anche la foto di un marinaio statunitense di guardia a bordo della Uss John Paul Jones, mentre il cacciatorpediniere lanciamissili prosegue "l'attività di supporto al blocco imposto dagli Stati Uniti all'Iran nelle acque della regione". (