L'amministrazione Trump sta lavorando a una strategia postbellica incentrata su uno sforzo regionale volto a contenere l'Iran e ad ampliare la normalizzazione delle relazioni tra Israele e i suoi vicini. A riferirne sono due funzionari statunitensi e altre due fonti informate citate da Axios. Secondo media iraniani, tre petroliere di Teheran sono state colpite da raid come conseguenza del lancio di missili contro navi americani. In particolare, l’agenzia iraniana Fars riferisce di esplosioni vicino all'isola di Kharg, importante terminal petrolifero.
Nyt: “Iran si sente più sicuro, potrebbe inasprire il conflitto”
L'Iran ha maggiore fiducia nella propria capacità di colpire obiettivi in Medio Oriente e appare determinato a protrarre il conflitto per mesi. E' la valutazione dell'intelligence americana, secondo la quale il raggiungimento di un accordo per mettere fine alla guerra è difficile da raggiungere. Secondo quanto riporta il New York Times, gli 007 ritengono che ci siano pochi segnali che l'Iran sia pronto a un'intesa. Teheran infatti appare soddisfatta dalla possibilità di esacerbare i problemi politici di Donald Trump in vista delle elezioni di metà mandato. L'intelligence ritine inoltre che la campagna di pressione economica americana nel breve termine continuerà a provocare un'escalation.
Forze armate: “Possibili attacchi più duri contro gli Usa”
Un portavoce del Comando Centrale Khatam al-Anbiya, il comando unificato delle forze armate iraniane, ha avvertito che se gli Stati Uniti continueranno il blocco navale e gli "attacchi contro le navi iraniane", l'Iran effettuerà attacchi più severi e potenzialmente più estesi contro le navi militari statunitensi. La dichiarazione, diffusa dall'emittente iraniana IRIB, giunge dopo che gli Stati Uniti hanno affermato di aver colpito tre petroliere iraniane nella giornata di oggi.
La valuta iraniana al minimo storico sul dollaro
La valuta iraniana ha toccato un nuovo minimo storico, con il dollaro statunitense che ha superato quota 2,27 milioni di rial sul mercato libero, raggiungendo il livello più basso mai registrato per la valuta. Lo scrive Iran International sul suo account X in inglese.
Hegseth: “Se sparano, affondiamo le loro petroliere”
"E' semplice: se l'Iran spara alle navi americane, distruggeremo (e affonderemo) le loro petroliere. Tutto ciò che devono fare è non sparare alla Marina Usa. La flotta di petroliere iraniana è indifesa, l'Iran non ha nè marina nè forza aerea. I nostri aerei, navi e sottomarini possono colpirle tutte". Lo scrive il Segretario alla Guerra Usa, Pete Hegseth.
Media Israele: “Uomo armato spara contro la polizia, ucciso dagli agenti”
La polizia israeliana ha annunciato di aver ucciso a colpi d'arma da fuoco un uomo nella città costiera di Netanya, che aveva sparato contro gli agenti. Non si segnalano feriti tra le forze dell'ordine. Lo riportano i media israeliani. Il movente non è ancora chiaro e la polizia ha dichiarato che ulteriori dettagli saranno resi noti in seguito.
Usa: “Se necessario distruggeremo flotta petrolifera di Teheran”
"Non esiteremo a difendere le forze americane e, se necessario, a distruggere la flotta petrolifera iraniana, limitata ed esposta". Lo ha affermato l'ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno dichiarato di avere colpito tre petroliere: una petroliera al largo dell'isola di Kharg; un'altra nei pressi di Jask, a est dello Stretto di Hormuz; e una terza, che non trasportava carico, è stata colpita nel Golfo di Oman. Il Centcom ha anche diffuso quelle ha definito immagini video degli attacchi.
L’ambasciata Usa in Bahrein emette allerta per cittadini americani
L'ambasciata statunitense in Bahrein ha emesso un allarme di sicurezza esortando i cittadini americani presenti nel Paese e in tutta la regione a "esercitare una maggiore vigilanza".
"L'ambasciata statunitense ricorda ai cittadini americani che l'Iran ha già preso di mira infrastrutture civili in Bahrein, inclusi hotel a Manama", si legge nell'avviso diffuso oggi.
I cittadini statunitensi presenti nella regione dovrebbero prepararsi a "potenziali cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e disagi ai viaggi", ha aggiunto l'ambasciata.
Colpite 3 petroliere iraniane dopo il lancio di missili contro navi americane
Le forze americane hanno colpito tre petroliere iraniane dopo che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha lanciato missili balistici contro due navi statunitensi che pattugliavano le acque nella regione. Lo afferma il Us Central Command.
Hezbollah, Asse Resistenza più debole rispetto al 2023
Hassan Ezzedine, deputato di Hezbollah, ha ammesso che il "livello di deterrenza" dell'Asse della Resistenza - guidato dall'Iran - non è lo stesso rispetto a prima del 2023, sebbene continui a contrastare Israele per impedirgli di avanzare "ulteriormente". "La resistenza può oggi raggiungere il livello di deterrenza che esisteva prima del 2023? Penso sia difficile. Nulla è impossibile, ma non è facile", ha affermato in un discorso in Libano durante una cerimonia commemorativa in onore di un combattente del gruppo sciita filo-Teheran.
"Sarò trasparente e lo dirò francamente: attualmente stiamo affrontando una crisi politica, ma questo non significa che il nemico sia tranquillo. Questo (Israele) è in crisi, gli americani sono in crisi e anche noi in Libano stiamo affrontando una crisi", ha dichiarato Ezzedine. Per poi aggiungere, tuttavia, che la resistenza "continua a contrastare il nemico per impedirgli di espandersi e avanzare ulteriormente". L'accordo di Islamabad tra Stati Uniti e Iran ha contribuito in modo significativo a ridurre gli attacchi contro leader e combattenti, ha proseguito il deputato di Hezbollah, sottolineando però che l'Idf "continua con uccisioni, distruzioni, devastazioni, aggressioni e bombardamenti". "La via d'uscita è l'Iran", ha sostenuto, criticando il governo libanese per i negoziati diretti in corso con Israele, mediati dagli Usa, definiti "infruttuosi".
Teheran: “Smantellato gruppo terroristico affiliato a Israele e Usa, 2 uccisi”
Una "squadra terroristica affiliata" a Israele e Usa "è stata individuata e ha subito un colpo decisivo" nella provincia sud-orientale iraniana del Sistan-Baluchestan: lo ha reso noto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc), aggiungendo che due "terroristi" sono stati uccisi. Il gruppo accusato di terrorismo "è stato smantellato nel corso di un'operazione congiunta" condotta dai Pasdaran, dalle forze del ministero dell'Intelligence e dalla polizia, afferma una dichiarazione citata dall'agenzia Irna. Il gruppo "intendeva compiere atti terroristici contro obiettivi prestabiliti nella provincia, nell'ambito della guerra degli Stati Uniti contro l'Iran", aggiunge il comunicato.
Beirut: “Salito a 5 il bilancio di morti in attacchi israeliani in est e sud Libano”
Il bilancio dei morti in attacchi attribuiti a Israele avvenuti da ieri nel sud e nell'est del Libano è salito a cinque: lo ha riferito il ministero della Sanità di Beirut, citato da Al Jazeera. Nei raid altre 24 persone sono rimaste ferite, ha aggiunto la stessa fonte. Tra le aree colpite ci sono quelle di Nabatieh, Tiro e Beqa Ovest.
New York Times: “Iran più fiducioso e intenzionato a continuare conflitto”
L'Iran è diventato più fiducioso nelle proprie capacità e "sembra determinato a proseguire il conflitto per mesi, con l'obiettivo di frustrare gli Stati Uniti", anche in vista delle elezioni di metà mandato a novembre. Lo scrive il New York Times, citando funzionari a conoscenza di rapporti dell'intelligence Usa redatti nelle ultime settimane. Anche se la ripresa dei combattimenti sembra limitata, la dinamica degli attacchi iraniani sembra suggerire che il governo di Teherab stia considerano un'escalation significativa, rileva la testata. Questo nuovo irrigidimento delle autorità iraniane sembra trovare fondamento nell'aumento della conoscenza dei propri punti di forza militari e della capacità di attaccare obiettivi in Medio Oriente, oltre che della scarsità di munizioni Usa e della leva creata dalle conseguenze economiche degli attacchi nello Stretto di Hormuz. A ciò si aggiunge il calcolo relativo alle elezioni di metà mandato negli Usa, che si terranno a novembre, nella speranza che i costi più alti della benzina infliggano costi politici più alti al presidente Donald Trump e ne riducano lo spazio di manovra dopo quella data.
L'Iraq è a secco di benzina, lunghe file ai distributori
E' uno dei paradossi della guerra: gli abitanti di uno dei Paesi con le maggiori riserve di petrolio sono costretti a fare la coda al distributore. Succede a Baghdad, dopo che le scorte di benzina irachene sono diminuite a causa delle interruzioni nelle importazioni provocate dal conflitto tra Usa e Iran. Nonostante sia il secondo produttore di petrolio dell'Opec, l'Iraq importa i derivati poichè le sue raffinerie non producono abbastanza benzina per soddisfare la domanda interna. Nelle ultime settimane, con il protrarsi delle ostilità nella regione, sono tornate a formarsi lunghe code, soprattutto davanti alle stazioni di servizio gestite dallo Stato a Baghdad e in altre province. Secondo le autorità, il consumo medio giornaliero di benzina in Iraq è di 33 milioni di litri, ma la domanda sale a 38 milioni quando si diffonde il panico per la carenza del carburante. Ieri, il ministero del Petrolio ha dichiarato che "gli eventi regionali e il conflitto in corso stanno causando difficoltà logistiche per il traffico delle petroliere, ritardandone l'arrivo nei porti iracheni" e ha esortato i cittadini ad acquistare solo le quantità necessarie ed evitare di affollare le stazioni di servizio per rifornimenti minimi. Il ministro Bassem Mohammed Khudair ammesso che il Parese sta affrontando "carenza temporanea di benzina" e che presto arriveranno nuove forniture per contribuire a stabilizzare le scorte.
Ambasciatore Usa a Ramallah da palestinesi-americani vittime dei coloni
L'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, si è recato in visita nel villaggio di Turmus Ayya, a 25 km da Ramallah, in Cisgiordania, dove l'80% degli abitanti sono palestinesi-americani. Lo riferisce Al Jazeera, sottolineando che il rappresentante di Washington ha avuto incontri con funzionari locali e vittime della violenza dei coloni. Lo stesso Huckabee è finito nel mirino dei coloni violenti in Cisgiordania: all'inizio della settimana un gruppo di loro ha cercato di incendiare una moschea nel villaggio palestinese di Bazariya, vicino a Nablus, imbrattandone i muri con graffiti e slogan. Tra questi, anche la scritta "Huckabee, saluti dai terroristi". Un riferimento alle parole dell'ex governatore dell'Arkansas che il mese scorso aveva definito "terroristi israeliani" i coloni che assediavano le case nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania. E in una recente intervista al Jerusalem Post, Huckabee ha ribadito la condanna nei confronti della crescente brutalità degli attacchi dei coloni, definendo "inaccettabile" tale violenza. Allo stesso tempo ha sostenuto che gli autori "rappresentano una piccolissima minoranza del mezzo milione di israeliani che vivono pacificamente in Giudea e Samaria", termine biblico per Cisgiordania, e ha difeso il "diritto" dei coloni "di costruire nell'Area C in base agli Accordi di Oslo".
Yemen: contrattacco governativo contro Houthi ad Al-Jarahi
Le forze armate yemenite hanno annunciato di aver lanciato un contrattacco sul fronte meridionale di Al-Jarahi nel governatorato di Al-Hodeida, nel sud-ovest del Paese. Giovedì i ribelli filo-Iran hanno lanciato un'offensiva per prendere il controllo dello stretto di Bab el-Mandab, sul Mar Rosso. I combattimenti hanno fatto finora oltre 120 morti tra ribelli e militari governativi.
Media: “Udite esplosioni a Kharg, colpita petroliera iraniana”
Esplosioni sono state udite vicino all'isola di Kharg, nel Golfo Persico di fronte alle coste iraniane. Secondo Iran International, una piccola petroliera iraniana sarebbe stata colpita in un attacco missilistico. Non si segnalano vittime, ha aggiunto, citando l'emittente iraniana Student News Network (Snn).
Media iraniani: “Esplosioni vicino isola di Kharg, origine sconosciuta”
Esplosioni sono state segnalate vicino l’isola di Kharg, situata a nord del Golfo Persico. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars non sono ancora chiare le origini delle esplosioni.
Baghaei: “Cittadini Usa non lascino che i loro figli siano arruolati contro di noi”
"Americani, fatevi una domanda: perché i vostri figli e le vostre figlie dovrebbero vedersi condonare i debiti a cambio di combattere e morire in una guerra che Israele vuole che continui e si espanda?": è il messaggio lanciato su X dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, che ha sottolineato come "un articolo di opinione sul Jerusalem Post" stia "apertamente proponendo proprio questa idea: utilizzare i debiti per i prestiti studenteschi e quelli delle carte di credito per reclutare americani per la guerra contro l'Iran". "Le vostre vite. Le vostre tasse. La guerra di qualcun altro. Non permettete a nessuno di trasformarvi in carne da macello; e di farvi pagare il conto; di una guerra che non avete mai scelto", è l'appello di Baghaei. "Non permettete a nessuno di trasformare i vostri figli in mercenari per la loro illegale 'guerra per scelta'. Sapete come in Squid Game si può rischiare la vita per liberarsi dai debiti? Bene, potete farlo oggi arruolandovi", ha aggiunto.
Teheran avverte Seul: “Eviti interventi anti-Iran a Hormuz”
La Corea del Sud non dovrebbe prendere in considerazione un intervento nella guerra nello Stretto di Hormuz: è l'avvertimento lanciato da un alto funzionario iraniano per la sicurezza e la politica, citato dall'agenzia Fars. "La Corea del Sud non dovrebbe sacrificare i propri interessi e la propria credibilità in favore delle politiche destabilizzanti e aggressive degli Stati Uniti", ha dichiarato il funzionario. "Avvertiamo la Corea del Sud che Teheran considererà qualsiasi contributo di questo Paese contro l'Iran nello Stretto di Hormuz come una partecipazione militare alla guerra", ha aggiunto. La Corea del Sud ha dichiarato venerdì che sta valutando un possibile contributo alle operazioni statunitensi nello Stretto di Hormuz.
Ghalibaf: “In linea con Pechino su necessità di nuova architettura di sicurezza”
"L'enfasi della Cina nel promuovere la sicurezza comune riflette un principio che l'Iran sostiene da tempo": è quanto sostenuto in un post su X dal presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, secondo cui "i Paesi regionali devono prendere il proprio futuro nelle proprie mani". "La vera stabilità può essere raggiunta solo attraverso una nuova architettura di sicurezza, elaborata e costruita nella regione. L'Iran è pronto", ha aggiunto Ghalibaf.
Media: “Incursione Idf in città a nord Tulkarem all'alba”
All'alba l'esercito israeliano ha lanciato un'incursione nelle città di Nazla al-Sharqiya e Qaffin, a nord di Tulkarem, in Cisgiordania. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, citando fonti locali, precisando che diversi veicoli militari hanno perlustrato le strade, effettuando perquisizioni e rastrellamenti. Tuttavia, non sono stati segnalati arresti. Secondo Quds News, nella notte l'Idf ha fatto irruzione nei dormitori dell'Università Arabo-Americana di Jenin, nel nord della Cisgiordania, a Tammun e Wadi al-Far'a, entrambe a sud di Tubas, nel villaggio di Beitin, vicino a Ramallah, e nel campo profughi di Qalandiya, alla periferia nord di Gerusalemme.
Il piano Trump per il dopo guerra: estendere accordi di Abramo e normalizzare rapporti nell’area
L'amministrazione Trump sta lavorando a un piano per il dopo-guerra in Medio Oriente. L'iniziativa è ancora nelle fasi iniziali e ha come obiettivo contenere l'Iran e estendere gli accordi di Abramo per normalizzare i rapporti di Israele con i Paesi dell'area. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali sulla pianificazione del dopo guerra incombono però due eventi, le elezioni in Israele in ottobre e le midterm negli Stati Uniti.
Teheran: “Pronti a condurre operazioni preventive se ci sentiremo minacciati”
Cambio di linea nella dottrina militare di Teheran. Il generale di brigata, Mohammad Akrami Nia, portavoce dell'esercito iraniano, ha rilasciato dichiarazioni riportate dall'emittente statale iraniana Irib, affermando: "Ovunque percepiamo una minaccia, condurremo operazioni preventive". "La nostra dottrina militare si è orientata verso la difesa preventiva e le operazioni di deterrenza".