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Guerra Israele-Hamas, le news del 2 luglio

Guerra Israele-Hamas, le news del 2 luglio
Ministero della Sanità di Hamas: “I morti nella Striscia dal 7 ottobre sono 37.925”. Morta Liora Argamani, madre di Noa, l'ostaggio liberato
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Segui la diretta della guerra tra Israele e Hamas del 3 luglio

Da Gaza, nel lancio più massiccio da mesi, sono arrivati 20 razzi sulle comunità israeliane a ridosso della Striscia. Lancio rivendicato dalle Brigate Al-Quds, ala militare della Jihad islamica. Il rilascio dal carcere di Mohammad Abu-Salmiya, direttore dell'ospedale Al-Shifa di Gaza, ha scatenato in Israele una bufera politica che ha spinto il premier Benyamin Netanyahu ad aprire in fretta e furia un'indagine dopo aver definito la scarcerazione "un grande errore e un fallimento etico". E per rilanciare sulla guerra ha aggiunto: "Stiamo procedendo verso la fine della fase di eliminazione dell'esercito terrorista di Hamas”

Hezbollah, stop combattimenti con Israele se cessate il fuoco a Gaza

Il vice leader del gruppo militante libanese Hezbollah, Sheikh Naim Kassem, in un'intervista ad Associated Press ha dichiarato che l'unica strada certa per un cessate il fuoco al confine fra Libano e Israele è un cessate il fuoco completo a Gaza. "Se ci sarà un cessate il fuoco a Gaza, ci fermeremo senza alcuna discussione", ha affermato Kassem sottolineando che la partecipazione del suo gruppo alla guerra fra Israele e Hamas è stata un "fronte di sostegno" per il suo alleato Hamas e che "se la guerra si ferma, questo sostegno militare non esisterà più". Kassem ha però aggiunto che, se Israele ridimensiona le sue operazioni militari senza un accordo formale di cessate il fuoco e un ritiro completo da Gaza, le implicazioni per il conflitto al confine tra Libano e Israele sono meno chiare.

Polemica tra Israele e Chiese di Terra Santa sulla “guerra giusta”

Polemica a distanza tra l’ambasciata di Israele presso la Santa Sede e le Chiese di Terra Santa sul concetto di “guerra giusta”. La commissione Giustizia e Pace delle Chiese di Terra Santa ha espresso indignazione, in una nota, per il fatto che “gli attori politici in Israele e all'estero stiano utilizzando la teoria della "guerra giusta" per perpetuare e legittimare la guerra in corso a Gaza”, sottolineando altresì che “i teologi morali cattolici di tutto il mondo hanno anche sottolineato come né gli attacchi di Hamas del 7 ottobre né la devastante guerra di risposta di Israele soddisfino i criteri della “guerra giusta” secondo la dottrina cattolica”.

L’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede Raphael Schutz si è rammaricato, in una nota di replica, per un documento “che, con pretesti religiosi e astuzie linguistiche, non fa altro che opporsi di fatto al diritto di Israele di difendersi dai suoi nemici che dichiaratamente intendono porre fine alla sua esistenza”. Per il diplomatico, “l'affermazione del documento secondo cui il principio della distinzione tra civili e combattenti è stato ignorato da entrambe le parti in questa guerra, crea una falsa simmetria che riflette pregiudizi e unilateralità” e “il modo in cui il documento utilizza il termine “guerra giusta” non è compatibile con il diritto internazionale che Israele rispetta e si attiene". Il concetto di guerra giusta “con le armi che ci sono a disposizione diventa molto difficile”, ha detto da parte sua il cardinale Pietro Parolin, e quella tra Israele e Palestina, ha detto il segretario di Stato vaticano interpellato dai cronisti a margine di un evento all’ambasciata italiana presso la Santa Sede, “non è” una guerra giusta, “di guerra giusta si può parlare solo nel caso della guerra di difesa”. Il porporato, peraltro, rientrato da poco dal Libano, ha sottolineato che nel paese dei cedri "c'è urgenza di avere un presidente" e “chiudere la crisi istituzionale” che si trascina nel paese, i partiti cristiani sono pronti a convergere su "uno o più candidati" ma, ha notato Parolin, gli Hezbollah “hanno il loro candidato, quindi si tratta di trovare un candidato che sia accettato da tutte le parti”.

Al via esercitazioni dell’esercito israeliano per offensiva in Libano

La neonata 810a Brigata regionale delle Montagne delle Forze di difesa israeliane (Idf), incaricata di operare nelle regioni del Monte Hermon e del Monte Dov, nel nord di Israele, ha condotto la sua prima esercitazione, simulando un'offensiva all'interno del Libano. L'esercitazione includeva "scenari di attacco in Libano, tra cui combattimenti in una fitta vegetazione e combattimenti in aree urbane", ha detto l'Idf come riporta il Times of Israel. L'esercito ha precisato che la mossa faceva parte di "un adattamento della risposta operativa alla realtà mutevole sul confine tra Siria e Libano".

(afp)

New York Times: i generali israeliani vogliono una tregua a Gaza

I generali israeliani vogliono avviare un cessate il fuoco a Gaza, anche se ciò manterrebbe Hamas al potere per il momento, ampliando la frattura tra l'esercito e il primo ministro Benjamin Netanyahu, che si èopposto a una tregua che consentirebbe ad Hamas di sopravvivere alla guerra, lo scrive il New York Times. Il giornale Usa ha intervistato, a condizione d'anonimato, sei "attuali ed ex funzionari della sicurezza". I generali ritengono che una tregua sarebbe il modo migliore per liberare i circa 120 israeliani ancora detenuti, vivi e morti, a Gaza. Poco equipaggiati per combattere ulteriormente dopo la guerra più lunga per Israele degli ultimi decenni, i generali ritengono inoltre che le loro forze abbiano bisogno di tempo per riprendersi nel caso in cui scoppiasse una guerra terrestre contro Hezbollah, la milizia libanese impegnata in uno scontro a bassa quota con Israele da ottobre, hanno affermato numerosi funzionari. Una tregua con Hamas potrebbe anche facilitare il raggiungimento di un accordo con Hezbollah, secondo i funzionari, la maggior parte dei quali ha parlato a condizione di anonimato per discutere di questioni di sicurezza delicate. Hezbollah ha affermato che continuerà a colpire il nord di Israele finché Israele non smetterà di combattere nella Striscia di Gaza.

(ansa)

Media: 10 morti in attacco Israele a est Gaza City

Almeno dieci persone sono state uccise in un attacco israeliano nel quartiere di Zeitoun, nella parte orientale di Gaza City. Èquanto hanno riferito media palestinesi citati da Haaretz aggiungendo che ci sono anche dei feriti nella zona colpita, dove si trovavano dei venditori di cibo. Secondo fonti mediche citate dall'agenzia di stampa Wafa, sono almeno cinque i civili che sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano contro un mercato vicino alla moschea di al-Shamaa nel quartiere di Zeitoun.

(afp)

Ministero della Sanità di Hamas: “I morti nella Striscia dal 7 ottobre sono 37.925”

Sale ulteriormente il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza. Secondo il ministero della Sanità di Hamas, si contano almeno 37.925 morti e 87.141 feriti dall'inizio dell'operazione militare israeliana in risposta al massacro del 7 ottobre. Lo stesso ministero ha sottolineato che ci sono stati 25 morti e 81 feriti solo nelle ultime 24 ore

Unrwa: “Ci sono 250mila persone nelle aree che Israele vuole evacuare”

Sam Rose, direttore della pianificazione dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, nota come Unrwa, ha affermato che l'agenzia ritiene che circa 250.000 persone si trovino nella zona che Israele ha annunciato di voler evacuare, nel sud della Striscia di Gaza. Si tratta di oltre il 10% della popolazione palestinese dell'enclave, che conta 2,3 milioni di abitanti. Molti di loro sono rifugiati, fuggiti dai combattimenti in altre zone. Secondo l'Unrwa, altre 50.000 persone che vivono appena fuori dall'area potrebbero scegliere di andarsene a causa della loro vicinanza ai combattimenti. Agli sfollati è stato detto di cercare rifugio in una tendopoli lungo la costa, già sovraffollata e con pochi servizi di base

Iran: “Se Israele attacca il Libano appoggio totale a Hezbollah”

"L'Iran non cerca una guerra su larga scala nella regione, ma in caso di qualunque attacco da parte di Israele al Libano, Teheran difenderà con ogni mezzo gli Hezbollah libanesi": lo ha dichiarato Kamal Kharrazi, consigliere della guida suprema iraniana, Ali Khamenei, e capo del Consiglio per le relazioni estere iraniano. "Se Israele lancia un'offensiva in grande stile contro Hezbollah rischia di innescare una guerra regionale nella quale Teheran e l' 'Asse della resistenza' appoggerebbero con tutta la loro potenza il movimento di resistenza libanese", ha aggiunto Kharrazi, citato dall'agenzia Mehr

Israele: “Altri due soldati uccisi a Gaza, il bilancio sale a 321”

L'esercito israeliano ha annunciato la morte di due soldati uccisi nella parte centrale di Gaza, lungo il 'Corridoio Netzarim'. Lo ha fatto sapere il portavoce militare, precisando che si tratta di Nadav Elchanan Knoller (30 anni) e di Eyal Avnion (25). Il bilancio dei soldati caduti - dall'inizio dei combattimenti dopo il 7 ottobre - è ora di 321

Attacchi ripetuti a Khan Yunis: 8 morti, decine di feriti

Dopo l'ordine di evacuazione di Israele, Khan Yunis è stata questa mattina presa di mira da diversi attacchi. Otto persone sono morte e più di trenta sono rimaste ferite e portate all'ospedale Nasser, hanno riferito gli operatori sanitari della Mezzaluna Rossa palestinese e una fonte medica all'interno dell'istituzione sanitaria. Un giornalista dell'Afp e testimoni hanno riferito di una moltitudine di attacchi israeliani sia nell'area a Sud di Gaza che a Rafah. Immagini della Afp intanto mostrano le famiglie sfollate in fuga tra le rovine di Khan Yunis, a piedi o ammassate su roulotte. Dopo aver lanciato un'offensiva di terra il 27 ottobre nel nord della Striscia di Gaza, l'esercito israeliano si è gradualmente spostato verso sud, ordinando l'evacuazione delle aree prese di mira. Il 7 maggio ha lanciato un'operazione di terra a Rafah, presentata allora come la fase finale della guerra contro il movimento islamico Hamas, spingendo un milione di palestinesi alla fuga, secondo le Nazioni Unite. Ma nelle ultime settimane, i combattimenti sono tornati ad intensificarsi in diverse regioni che l'esercito affermava di controllare, in particolare nel nord, mentre l'offensiva continua a Rafah

Israele: “L’Idf ha colpito alcuni siti di lancio razzi a Khan Yunis”

L'esercito israeliano ha confermato di aver colpito durante la notte a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, i siti da cui ieri sono stati lanciati circa 20 razzi dalla Jihad islamica verso le comunità israeliane a ridosso della Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui tra i siti c'erano anche "depositi di armi e infrastrutture del terrore". Prima del raid l'Idf ha chiesto ai residenti dei quartieri orientali di Khan Yunis di spostarsi nelle zone umanitarie sulla costa

Media: “Netanyahu in privato apre a una gestione da parte dell’Anp di Gaza”

L`ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nelle ultime settimane avrebbe ritirato in privato la sua opposizione al coinvolgimento di individui legati all`Autorità nazionale palestinese nella gestione della Striscia di Gaza dopo la guerra contro Hamas, hanno riferito al Times of Israel tre funzionari a conoscenza della questione. Questo nuovo sviluppo arriva dopo che l`ufficio di Netanyahu ha ordinato per mesi all`establishment della sicurezza di non includere l`anp in nessuno dei suoi piani per la gestione postbellica di gaza, secondo due fonti israeliane, che hanno affermato che l`ordine ha ostacolato in modo significativo gli sforzi per elaborare proposte realistiche sul "giorno dopo" la guerra

Morta Liora Argamani, madre di Noa, l'ostaggio liberato

E' morta Liora Argamani, madre di Noa, la ragazza israeliana ostaggio a Gaza liberata di recente insieme ad altri 3 rapiti, in una operazione dell'Idf a Gaza. Lo ha fatto sapere l'ospedale dove la donna era ricoverata per un tumore al cervello. Liora Argamani, di origini cinesi, si era battuta strenuamente per la liberazione della figlia, rapita al festival musicale Nova il 7 ottobre dello scorso anno, con numerosi appelli ad Hamas, invocando anche le sue condizioni di salute terminali. Nelle ultime ore Noa - il cui compagno è ancora prigioniero a Gaza - è stata accanto alla madre

Attacchi israeliani a Khan Younis: 8 morte e decine di feriti

Dopo l'ordine di evacuazione di Israele, Khan Younis è stata questa mattina presa di mira da diversi attacchi. Otto persone sono morte e più di trenta sono rimaste ferite e portate all'ospedale Nasser, hanno riferito gli operatori sanitari della Mezzaluna Rossa palestinese e una fonte medica all'interno dell'istituzione sanitaria. Un giornalista dell'AFP e testimoni hanno riferito di una moltitudine di attacchi israeliani sia nell'area a Sud di gza che a Rafah. Immagini della Afp intanto mostrano le famiglie sfollate in fuga tra le rovine di Khan Younis, a piedi o ammassate su roulotte.

Esercito Israele ordina evacuazione massa Khan Younis

L'esercito israeliano ha ordinato un'evacuazione di massa dei palestinesi da gran parte di Khan Younis, nel sud di Gaza, suscitando l'allarme che le truppe potrebbero lanciare un nuovo assalto di terra nella seconda città più grande del territorio. "Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente nella zona umanitaria", ha scritto su X il portavoce dell'esercito Avichay Adraee, in un appello ai residenti e agli sfollati che vivono in quelle aree. L'ordine di evacuazione riguarda la metà orientale di Khan Younis e un'ampia fascia dell'angolo sud-orientale della Striscia di Gaza. All'inizio della giornata, l'esercito aveva fatt sapere che una raffica di razzi da Gaza era stata lanciata da Khan Younis. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antònio Guterres, ha affermato che il nuovo ordine di evacuazione "dimostra ancora una volta che nessun posto è sicuro a Gaza" per i civili palestinesi. "E' un'altra fermata in questo movimento circolare mortale a cui la popolazione di Gaza deve sottoporsi regolarmente", ha affermato in una dichiarazione chiedendo un cessate il fuoco. (AGI)Tig

Tre morti in raid Israele su Khan Younis e Nuseirat

Media palestinesi riferiscono di attacchi israeliani che nelle ultime ore hanno causato vittime nella Striscia di Gaza: secondo fonti locali una donna è morta e altre tre persone sono rimaste ferite in un raid a Khan Younis, mentre un bambino è morto in un bombardamento sul campo profughi di Nuseirat.

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