Il piano di Trump per la Nato: “Basta protezione Usa a chi non spende il 2% del Pil per la difesa”. E promette: “Subito accordo con Putin sull’Ucraina”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - Spingere i paesi europei ad investire di più nella difesa e fornire il grosso delle truppe e le armi schierate nel continente. Continuare a garantire la protezione dell’ombrello nucleare, riducendo però il resto dell’impegno militare. Creare una Nato a due velocità, dove chi non spende almeno il 2% del pil nella sicurezza non avrà la protezione totale degli Stati Uniti. Quanto all’Ucraina, raggiungere rapidamente un accordo con Putin che offra la Crimea e parte del Donbass, e la garanzia di non entrare nella Nato, in cambio della fine della guerra.
Sono le linee guida dell’approccio che Donald Trump avrà verso l’Alleanza Atlantica nell’eventuale secondo mandato, secondo quanto ha rive…
New York - Spingere i paesi europei ad investire di più nella difesa e fornire il grosso delle truppe e le armi schierate nel continente. Continuare a garantire la protezione dell’ombrello nucleare, riducendo però il resto dell’impegno militare. Creare una Nato a due velocità, dove chi non spende almeno il 2% del pil nella sicurezza non avrà la protezione totale degli Stati Uniti. Quanto all’Ucraina, raggiungere rapidamente un accordo con Putin che offra la Crimea e parte del Donbass, e la garanzia di non entrare nella Nato, in cambio della fine della guerra.
Sono le linee guida dell’approccio che Donald Trump avrà verso l’Alleanza Atlantica nell’eventuale secondo mandato, secondo quanto ha rivelato il sito Politico, dopo aver parlato con consiglieri e collaboratori dell’ex presidente. La sua campagna però avverte che solo le posizioni ufficiali prese da lui stesso, o da portavoce autorizzati, possono essere considerate attendibili.
Trump ha sempre criticato la Nato, ma non sarebbe intenzionato ad abbandonarla. Però vuole "riorientarla in maniera radicale", secondo quanto hanno spiegato collaboratori come Dan Caldwell, Elbridge Colby e Keith Kellog, indicando linee condivise anche da Russell Vought, direttore politico della Convention repubblicana di Milwaukee e possibile capo di gabinetto della Casa Bianca.
Il punto fondamentale è quello economico. Durante il primo mandato Trump aveva insistito molto sui pagamenti, e il mese scorso il segretario generale uscente Jens Stoltenberg ha dichiarato a Washington che ora 23 membri su 31 investono almeno il 2% del pil nella difesa, ossia il doppio di quattro anni fa. L’aumento è stato generato soprattutto dai timori provocati dall’invasione russa dell’Ucraina, ma gli Usa restano il principale finanziatore dell’Alleanza con 860 miliardi di dollari all’anno, ossia il 68% del totale, seguiti a grande distanza dalla Germania, che offre circa un decimo.
Trump tornerà ad insistere per equilibrare i contributi e proporrà anche una Nato a "two tier", ossia a due livelli. Chi paga abbastanza, riceverà la protezione americana; chi non raggiunge la soglia prevista, no. Ciò non violerebbe gli obblighi dell’Articolo 5 sulla reciproca difesa in caso di attacco, perché il testo non specifica il tipo di assistenza dovuta. Quindi se un membro insolvente venisse aggredito gli Usa lo aiuterebbe, ma non con mezzi militari.
Sul piano strategico, il candidato repubblicano resta disponibile a garantire la protezione dell’ombrello nucleare, tenendo aperte le basi in Germania, Inghilterra e Turchia, e schierate le forze navali. L’articolo di Politico non cita l’Italia in questo quadro. Tutto il resto però dovranno fornirlo gli europei, ossia le truppe di terra e i loro armamenti, perché gli Usa non hanno più la voglia e la capacità di farlo, in quanto le risorse economiche ed umane sono ridotte, e vanno indirizzate soprattutto nella sfida epocale con la Cina.
Quanto all’Ucraina, Trump non ci hai tenuto troppo e non capisce quali sarebbero i vantaggi per gli Usa nel caso in cui riuscisse a sconfiggere la Russia. La sua idea invece è quella di arrivare ad un rapido accordo con Putin, a cui cederebbe la Crimea e alcuni dei territori contesi nel Donbass. Inoltre Kiev e la Georgia rinuncerebbero ad entrare nella Nato. In cambio Mosca terminerebbe l’invasione e smetterebbe di minacciare il resto dell’Europa. Se ciò non accadesse, però, Trump sarebbe pronto ad aumentare le forniture militari a Kiev anche oltre i livelli attuali.